
Anche nel corso del 2010 il rateo degli impatti è incrementato.
Il Rapporto BSCI del 2010 è preciso. Nel corso di quell'anno a fronte di 67.636 movimenti/anno ed un traffico di oltre 7milioni e 600mila passeggeri sono stati registrati 19 impatti con volatili e 9 impatti con altra fauna selvatica.
La SACBO, la società di gestione dello scalo, appare del tutto efficiente e rispondente alle direttive e prescrizioni dell'ENAC. LA ricerca sulla avifauna è stata regolarmente espletata, altrettanto il Piano volatili presentato al BSCI ed approvato. Così come la ricerca valutata dalla BSCI. Nel corso del 2010 - sostiene il Rapporto 2010 ENAC - BSCI - è stata regolarmente inoltrato il Rapporto prodotto dalla squadra operativa aeroportuale Bird Control Unit che esegue sei controlli ispezioni/giornalieri entro il sedime dello scalo.
Il numero degli impatti con volatili, in rapporto al numero di movimenti aerei/anno ha, in sostanza, rilevato un indice di 2.81 impatti ogni 10.000 voli in aggiunta 1.33 impatti con fauna selvatica per un totale globale di 4.14 impatti.
Un valore inferiore alla soglia di allerta/rischio volatili ma che raddoppia il dato registrato nel 2008.
Nel corso del 2008, infatti, l'indice era intorno a 2 impatti ogni 10mila movimenti/anno. nel 2009 era comunque cresciuto appena oltre 3 ogni 10.000 voli.
L'incremento del rateo degli impatti appare, quindi, costante.
La SACBO ha intrapreso una serie significativa di interventi, anche con operazioni di cattura programmata di lepri selvatiche presenti nell'area aeroportuale. 1 febbario 2012
E' il tema dell'ennesima iniziativa dei cittadini e dei comitati.
Stavolta è Insieme per Azzano Futura ad organizzare una assemblea pubblica. Il titolo Aeroporto di Orio: uno sviluppo sostenibile?” che intende interrogarsi e confrontarsi con le vecchie e nuove problematiche di uno scalo aereo circondato da edificazioni, viabilità, centri commerciali e tanto altro.
Al confronto che si terrà giovedì 3 novembre alle ore 20:45 presso l´auditorium delle scuole medie di Azzano San Paolo in via Don Gonella 4 parteciperà anche il primo cittadino Simona Pergreffi.
Non solo sul rumore aereo, ma anche sulle emissioni gassose, magari sommate a quelle della restante area fortemente antropizzata e, non ultimo, l'acquisizione del Piano di Rischio laterale.
Nell'occasione, alla quale sarà presente Dario Balotta (di Legambiente Bergamo), Silvia Arzuffi (regista e membro del Comitato di Bergamo) ed Ignazio Ravasio (portavoce del Comitato di Azzano San Paolo), sarà inoltre proiettato il documentario «Cui prodest», realizzato dalla stessa Arzuffi sul problema aeroportuale.
La coesistenza tra lo scalo ed il territorio circostante è sempre oggetto di analisi e discussione. Nonostante il pronunciamento e le iniziative e gli impegni assunti pubblicamente da SACBO per interventi di mitigazione e insonorizzazione degli edifici che superano 65 Lva.
Quali sono, infatti, le aree ed i caseggiati realmente interessati? In atterraggio e in decollo? Ma sopratutto in relazione a quali volumi di traffico e tipologie di aeromobili? Forse i voli del 2009?
Quale scenario di traffico deve essere comparato e verificato - e validato - nella mappa acustica? Quello con 6 milioni di passeggeri o con 12 milioni di passeggeri/anno?
E' un punto sul quale occorre fare una chiarezza preliminare. Con quanti voli si satura uno scalo? Quello di Orio al Serio quanti movimenti/anno potrà tollerare?
E' uno scenario decisivo non solo per validare la congruità della mappa dell'inquinamento acustico e delle mappa delle emissioni gassose a terra ed nelle fasi di decollo ed atterraggio, ma sopratutto per il Piano di Rischio per incidente aeronautico.
Che dire del Piano di Rischio approvato da ENAC ad agosto quando in questi gironi lo stesso ENAC ha ampliato la mappa del rischio lateralmente alla pista di volo?
Tutto da rifare o le edificazioni e la viabilità localizzate 1000 metri a destra e/o sinistra della pista di Orio al Serio potranno insistere in deroga? 03 novembre 2011
La scalata a terzo scalo del Paese non sembrerebbe avere limiti.
Bergamo Orio al Serio, almeno secondo il Piano di Sviluppo Aeroportuale (PSA) definito dal Piano Nazionale Aeroporti, avrebbe una capacità delle piste di circa 9-10 milioni di passeggeri, mentre le stime di traffico al 2025 stimano oltre 12 milioni di passeggeri/anno.
A fine 2011 inoltre le proiezioni del movimento passeggeri, che nel 2010 avevano raggiunto il numero di 67.636 voli con 7.677.224 passeggeri (dati Assoaeroporti), si attesteranno ben oltre 70mila voli.
La quasi totalità del traffico è di voli low cost: un dato che avrebbe bisogno una serie di considerazioni sui costi, cosiddetti, di co - marketing.
Ma occorre riflettere, almeno in questa nota, sulle questione ambientale.
Valutare la compatibilità e sostenibilità di un masterplan non può risolversi preliminarmente con i piani e le risorse per l'insonorizzazione e climatizzazione delle edificazioni interessate.
VIA e VAS appaiono verifiche pertinenti ed ineliminabili, anche per la presenza dell'autostrada A4.
Fondamentale è anche l'adozione del Piano di Rischio di incidente aeronautico: in asse pista, sottostante le traiettorie di volo e lateralmente.
Per tale ragione è stata indetta una manifestazione unitaria di protesta «contro lo sviluppo incontrollato dello scalo di Orio». Lo segnalano i principali siti internet dei comitati e dei gruppi sorti in riferimento alla crescita dell'aeroporto bergamasco, con la partecipazione anche di Legambiente, da sempre attiva per ridurre l'impatto ambientale dello scalo «nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie».
Nella giornata di sabato 8 ottobre dalle 16 alle 18.30 una sfilata di protesta che partirà dal piazzale della Malpensata di Bergamo e che percorrerà le principali vie della città. La manifestazione è stata preceduta da un incontro, avvenuta venerdì 30 settembre alle 21 all'auditorium San Sisto di Colognola. 7 ottobre 2011
Orio rincorre Linate, sarà, non nel 2011, il terzo scalo del BelPaese.
Anche i dati di luglio 2011 registrano l'impennata di voli e traffico. I movimenti sono i continua crescita e l'ipotesi che Orio al Serio si posizioni al terzo posto nella classifica degli scali del BelPaese è nei dati.
I primi sette mesi del 2011 evidenziano (sono dati Assaeroporti) 41.011 voli con un incremento del 5.9% sullo stesso periodo 2010. Con 4.779.077 passeggeri e + 10.3% del traffico passeggeri aumentano anche i dati del cargo/merci con 65.348 tonnellate e + 7%.
Ma, probabilmente, si riconfigurano anche i cosiddetti effetti collaterali. Lo scenario dell'impatto acustico, dell'impatto atmosferico, del Piano di Rischio incidente aereo vanno ricalcolati. Modelizzati su un impatto accresciuto rispetto al traffico aereo del 2008/9.
D'accordo il Piano di Rischio, probabilmente, non è stato ancora adottato. Sopratutto negli spazi laterali di 1050 metri, quelli che comprendono nel lato sud, la aerostazione, l'autostrada, Orio Center e tanto altro. In modo particolare gli insediamenti che erano stati progettati prima dell'estensione del Piano di Rischio.
Mappa acustica ed atmosferica dovranno necessariamente essere rimodellizzate sul traffico 2011/12. Con le stime previsionali nel breve medio periodo. Altrimenti che senso avrebbe?
I Comitati dei cittadini intanto proseguono le iniziative. L'udienza del ricorso al Tar deve essere fronteggiata con un indispensabile supporto tecnico. Indispensabile per impugnare le linee difensive degli studi legali degli esercenti aeroportuali e correlati.
Nascono altri Comitati. Tra di questi annoveriamo il Comitato "Aeroporto vivibile" di Grassobbio che si è presentato con la marcia di protesta di luglio. Ancora contradditore invece la posizione degli amministratori locali. Dei Comuni, della Provincia e della Regione che, rappresentati e membri della Commissione Aeroportuale di Orio al Serio, hanno ratificato la mappa acustica in vigore ma non ancora richiesto l'aggiornamento della stessa. Rapportato al nuovo scenario di traffico, e di quello futuro.
Una esigenza attesa non solo per l'impatto acustico. Urgente ed indifferibile per la tutela della comunità e del territorio in relazione al Piano di Rischio incidente aeronautico.
Intanto, sostengono i media, stanno realizzando circa cinquemila nuovi parcheggi per auto, al servizio dell’aeroporto. Sono attesi tanti altri passeggeri. 22 settembre 2011
Drammatico nonsense tra stime e realtà del traffico aereo.
La deliberazione della Regione Lombardia del 28 marzo 2003 aveva autorizzato il Piano di Sviluppo dell'aeroporto di Bergamo con un traffico passeggeri pari a 2.555.150 passeggeri al 2015 e 361.950 tonnellate/anno di merci. Tutto sballato. Nel 2010 i dati sono stati "catastrofici": con 67.636 voli sono stati trasportati 7.677.224 passeggeri e 106.921 tonnellate/anno.
Il Piano di Sviluppo al 2010 aveva invece previsto 59.850 movimenti/anno, 2.115.150 passeggeri e 284.350 tonnellate/anno.
Numeri completamente sbagliati: sia nei passeggeri movimentati, il triplo dello stimato, quanto nel cargo, nemmeno il 30% del previsto. Ma è stato davvero possibile che le stime previsionali siano risultate del tutto sballate? Lo squilibrato incremento del traffico stimato riflette indubbiamente la diversa "policy" dei voli. L'avvento dei voli low cost, il taglio dell'attività merci cargo e courier rispecchiano senza alcuna contraddizione la svolta avvenuta. Ma quanti erano i voli giornalieri stimati nel 2002/2003?
Nella procedura di VIA del Ministero dell'Ambiente del 4 novembre 2003 si può leggere come il numero dei movimenti aerei medi giornalieri debba risultare di circa 213 voli/giorno, pari ad oltre 68.570 mila voli/anno.
Quasi incredibilmente il numero dei voli è quasi realistico. Anche se nel 2010 sono stati raggiunti i voli previsti al 2015.
Ma se il quadro di riferimento del traffico, le proiezioni e la sua evoluzioni, appaiono, sostanzialmente, del tutto irreali rispetto alle stime cosa pensare delle ricadute ambientali. Con quali dati sono stati stimati?
Qualé la realtà?
Il contesto relativo all'ambiente idrico (falde acquifere, acque superficiali e sotterranee), del suolo e sottosuolo, della vegetazione, flora, della fauna ed ecosistemi, della salute pubblica e dell'impatto ambientale (acustico e atmosferico) di una area densamente antropizzata quali risultanze concrete sta generando?
Perché viene consentita la crescita, il potenziamento progressivo del traffico oltre alle stime di traffico autorizzato? Senza una quale revisione e/o aggiornamento correttivo?
Quali aspettative e quali rispondenze avrà, comunque, il prossimo MasterPlan o Piano di Sviluppo dello scalo Orobico? Con quale attendibilità previsionale? 9 agosto 2011
cittadini pretendono l'adozione del Decreto che vieta i notturni
Il DPR 11 dicembre 1997, n. 496, Regolamento recante norme per la riduzione dell’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili, e il D.P.R. 9/11/1999, n. 476, Regolamento recante modificazioni al D.P.R. 11/12/1997, n. 496, è fin troppo esplicito: sui voli nell'arco notturno 23.00 - 06.00:
"ove venga accertato, dagli organi di controllo competenti, il non superamento della zona di rispetto A dell'intorno aeroportuale del valore di 60 dB(A)Lvan", fatto salvo l'agibilità dell'aeroporto per consentire i voli di Stato, sanitari e di emergenza , sono vietati i movimenti aerei civili negli aeroporti civili e militari"".
Ma chi lo applica? Quale aeroporto ha realmente adottato il blocco dei voli notturni? Forse Ciampino, ma con altre considerazioni, senza richiamarsi ai citati decreti.
Nonostante il Ministero dell'Ambiente abbia, ufficialmente, confermato che, negli aeroporti vige il Divieto dei voli notturni dalle 23.00 alle 06.00 (vedi il parere espresso dello stesso Ministero su richiesta dei Sindaci di A.N.C.A.I., Associazione Nazionale dei Comuni Aeroportuali), nessuno sembrerebbe aver preteso la sua applicazione.
Lo ha fatto invece una cittadina aderente al Comitato Aeroporto di Bergamo, rivolgendosi al Prefetto di Bergamo. Cosa succede adesso? Quale iniziativa potrà essere adottata? 27 luglio 2011
Lettera inoltrata alla Redazione di Bergamonews
Spett. Redazione
Leggendo l’intervista al Sindaco di Bergamo, noi Colognolesi siamo rimasti stupiti ed indignanti per le sue affermazioni.
“Nessuno può pensare di chiudere Orio” dice il dott. Tentorio: condividiamo pienamente il suo pensiero ma siamo convinti che l’aeroporto debba rispettare quei vincoli che lo rendono compatibile con il territorio, perché nessuno può pensare di “chiudere” Colognola.
Egli parla di “obiettivi e … qualche risultato”, ma quali risultati per il nostro quartiere che conta più di 5.000 abitanti?
La zonizzazione acustica, proposta e voluta dall’Assessore all’Ambiente di Bergamo ed approvata nel novembre scorso dalla Commissione aeroportuale, ha di fatto ufficializzato la grave situazione in cui ci troviamo e per cui da tempo protestiamo. Ci sentiamo presi in giro e DERUBATI: Colognola non è più vivibile, il valore commerciale delle nostre case è stato “vaporizzato” dal sorvolo degli aerei a bassa quota e dalla decisione di definire il nostro quartiere zona di rispetto (quanta ironia in questa espressione!).
E gli altri “risultati”?
Centinaia di sguardi testimoniano che non è vero che “gli aerei partono da fondo pista” ed il frastuono che devasta i nostri sonni prova che i voli notturni continuano a imperversare.
Il rumore non è affatto diminuito, anzi, è aumentato: in varie fasce orarie i decolli sulle nostre case si susseguono al ritmo di tre minuti uno dall’altro, come un bombardamento incessante.
Le rotte non sono state modificate, come le associazioni del quartiere avevano chiesto: è rimasta l’unica rotta che da due anni massacra Colognola, in alternativa a quella precedente, modificata a vantaggio di aree che già prima non superavano i 60 decibel e che quindi non vivevano un disagio così forte come quello che noi oggi sopportiamo.
Lo stesso Sindaco fa notare che l’aeroporto è un vantaggio per tutta la provincia bergamasca, ma allora perché i conseguenti danni non vengono equamente suddivisi tra la popolazione?
Per quanto riguarda gli interventi di insonorizzazione, in precedenza si era parlato di 20 milioni di euro, ora apprendiamo che si tratta solo di 2 milioni: è senza dubbio una cifra irrisoria per un’operazione seria, estesa ed efficace. E comunque tali interventi non risolverebbero il problema, perché ci costringerebbero a vivere chiusi in casa anche d’estate. E quale tutela a favore dei bambini che giocano nei parchi pubblici, nelle scuole materne ed all’oratorio, sottoposti ad una continua sventagliata di decolli con livelli di rumore fino a 90 decibel, quando la legge impone, a tutela di questi siti sensibili, un limite di 40 decibel?
Delle altre richieste dei cittadini di Colognola che ne è stato?
La centralina per la rilevazione dell’inquinamento acustico non è stata spostata in luogo più idoneo a rilevare il rumore reale.
La centralina fissa per rilevare l’inquinamento atmosferico non è stata installata.
Il limite dei 68.570 movimenti (previsto per il 2015 dal Decreto di VIA del 2003) non è più garantito: il Consiglio Comunale di Bergamo, nel dicembre scorso, ha fatto una delibera che non pone vincoli numerici allo sviluppo di Orio.
Apprendiamo però che è stata avviata l’indagine epidemiologica sui danni che l’aeroporto provoca sulla popolazione (prevista dalla VIA già nel 2003): ne prendiamo atto, anche se per ora a Colognola nessuno è informato. Speriamo che i risultati vengano resi noti in modo preciso, completo e trasparente, perché se il danno provocato dal rumore è grave, temiamo che quello relativo all’inquinamento atmosferico sia ancor più devastante e coinvolga non solo Colognola ma l’intera provincia. Le situazioni di altri scali, quali ad esempio Ciampino e Malpensa, dimostrano che l’aeroporto è una grave fonte di inquinamento: lo stesso Ministero dell’Ambiente ha parlato di “disastro ecologico” a proposito di Malpensa (vedi recente interrogazione parlamentare ed esposto alla magistratura).
Nell’intervista, tuttavia, il dott. Tentorio non parla di “rischio”, problema che ci preoccupa enormemente perché è noto che la probabilità di incidenti aerei è molto più elevata in fase di decollo e atterraggio; tale rischio attualmente investe in pieno anche il nostro quartiere.
Riconosciamo che il Sindaco in vari incontri ci ha “ascoltato”, ma a che serve l’ascolto se poi non è seguito da risposte concrete?
Davanti alla drammatica situazione che stiamo vivendo, crediamo che intervenire a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini, sia un dovere morale oltre che istituzionale. La motivazione con cui il dott. Tentorio giustifica la sua scarsa capacità di intervento in quanto azionista di minoranza, ci sembra a dir poco “curiosa”.
Poniamo che in un Comune ci sia una fabbrica altamente inquinante, può il Sindaco sostenere di non poter agire a tutela della popolazione perché non è azionista di maggioranza? In Italia forse sì, ma in altri paesi più attenti all’ambiente ed alla tutela dei cittadini, sicuramente non potrebbe succedere.
Il Sindaco afferma infine che il problema non è dato dall’aumento dei voli, l’importante è che il rumore diminuisca! Sinceramente ci è difficile capire come ciò possa realizzarsi: si parla forse di aerei futuribili azionati dall’elettromagnetismo?
Forse il sindaco non comprende appieno la situazione, perché non la vive di persona: dovrebbe passare da noi un “tranquillo” week end di luglio, bersagliato dagli aerei, dalle 6 del mattino fino ad oltre le 23 (perché spesso il limite non viene rispettato). Venga a constatare di persona lo scempio che è stato perpetrato a danno del nostro quartiere.
Francamente troverebbe risibile l’affermazione di un Sindaco che dice: ”Però siamo soli: noi abbiamo il 13% del capitale sociale, la nostra incidenza è più morale che giuridica …”.
Intanto Colognola muore ed i suoi cittadini continuano a pagare le tasse ad un Comune che la lascia morire.
Ringraziamo per l’attenzione Camilla Colnago Gabriella Pesce Bergamo, 5 giugno 2011
Dopo l'assemblea dello scorso 25 maggio, ecco, puntuale un comunicato di Lega Ambiente.
AEROPORTO DI ORIO AL SERIO: Legambiente e Comitati verso una grande manifestazione di protesta a settembre.
ORIO AL SERIO L’AEROPORTO PIU’ STRESSATO DELLA LOMBARDIA
STOP ALLA CRESCITA CAOTICA, PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
Si è svolta ieri sera a Bergamo presso il centro congressi Giovanni XXIII una affollata assemblea, (oltre 220 partecipanti) di cittadini di Bergamo e del suo hinterland. Organizzata da Legambiente e dai comitati aeroportuali di Bergamo, Stezzano, Grassobio, Orio al Serio, Azzano S.Paolo e del Cassinone.
Dario Balotta di Legambiente della lombardia ha detto:” sfatiamo un mito l’aeroporto, non genera solo ricchezza ma anche danni alla popolazione e al territorio. Questi danni vanno mitigati e compensati. La ricchezza generata è inferiore ai parametri internazionali in uso infatti con 8,6 milioni di unità di traffico (merci più passeggeri) si dovrebbero avere quasi 30 mila addetti alle attività aeroportuali,(3.000 ogni milione) invece sono solo 22.500, mancano all’appello 3.500 occupati.
Orio è l’aeroporto più stressato della Lombardia infatti su ogni ettaro dei 331 totali del sedime aeroportuale si sviluppano ben 26 mila unità di traffico, contro le 22 mila di Linate che dispone di 452 ettari di suolo. Le 16 mila unità di Malpensa su 1.246 ettari e le meno di 2 mila unità di traffico di Brescia su 290 ettari.
Non solo ma la recente crescita esponenziale di voli e di traffico produce risultati economici deludenti infatti dal 2007 ad oggi il traffico è cresciuto del 33%, da 5,7 milioni di passeggeri a 7,6 milioni
mentre gli utili assieme agli ammortamenti son cresciuti solo del 5,6%. E’ bene che i cittadini sappiano che sul totale dei passeggeri solo il 15% è bergamasco, l’altro 35% è del nord Italia e il rimanente 50% dall’estero.
Camilla Colnago storico rappresentante del Comitato di Bergamo ha detto che la valutazione ambientale del 2003 già evidenziava che il “delicato contesto ambientale” in cui è collocato Orio “richiede di identificare e quantificare la soglia massima che si potrà raggiungere, nell’obiettivo di equilibrio con il territorio”. In tutte le zone vicine allo scalo la qualità della vita è nettamente scaduta e la vivibilità compromessa. Bergamo è la seconda città in Italia per patologie tumorali e settima in Europa per inquinamento atmosferico. Chiediamo un confronto costruttivo con Sacbo e ed istituzioni ha concluso Colnago. L’Assemblea ha approvato una grande manifestazione di protesta a Settembre. 28 maggio 2011
Le problematiche ambientali, le ricadute dell'infrastruttura aeroportuale, sono sempre le stesse. Impatto acustico, insonorizzazione, mitigazione, impatto ambientale, piano di rischio aeronautico con uno scalo che prosegue la sua crescita in numero dei voli, di passeggeri trasportati e di coesistenza con il territorio circostante.
Nel frattempo il Ricorso al TAR promosso dal Comitato per annullare la delibera approvata dalla Commissione aeroportuale, quella che inserisce "tutta Colognola in zona A", dopo l'inoltro del ricorso e la presentazione delle memorie difensive, la vertenza è in attesa di ulteriori udienze.
ORIO A MISURA DEL TERRITORIO
LEGAMBIENTE, GRUPPI e COMITATI per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Orio al Serio
organizzano - ASSEMBLEA PUBBLICA
MERCOLEDI’ 25 MAGGIO, ORE 21
presso - CENTRO CONGRESSI GIOVANNI XXIII, SALA ALABASTRO
viale Papa Giovanni XXIII, n. 106 – BERGAMO
TEMA:
AEROPORTO DI ORIO AL SERIO E SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO: QUALI MISURE PER I GRAVI PROBLEMI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO ED ACUSTICO?
ASSEMBLEA 25 MAGGIO 2011
ORIO A MISURA DEL TERRITORIO
Coordinatore: Gabriella Pesce
Ore 21- Presentazione
Interventi:
ore 21.05 – Dario Balotta – esperto di viabilità e trasporti di Legambiente Lombardia : “Stop alla crescita caotica, uno sviluppo sostenibile è possibile”
Ore 21.20 – Camilla Colnago – del Comitato aeroporto di BG – “Quadro della situazione, aggravamento degli ultimi anni, richieste alla PA e ai politici inascoltate, necessità di rispetto dei diritti e delle normative- ricorso al TAR –”
Ore 21.30 – Degna Milesi – ex presidente 6° Circoscrizione di BG e membro del Comitato aeroporto di Bergamo: Sintesi dello studio Nomisma KPMG e One Work – “Criticità dell’aeroporto di Orio”
Ore 21.35 – avv. Alberto Cerati – Presidente del Comitato aeroporto di BG – violazioni della VIA – motivazioni del ricorso alla zonizzazione acustica-
Ore 21.45 – Interventi di altri gruppi e comitati:
M. Carsana del Comitato di Grassobbio
Avv. Valentina Carminati del gruppo di lavoro “Cassinone senza confini”
Antonio Rota del gruppo di Orio
Elena Assi del gruppo di Stezzano
Ore 22.10 - Apertura del dibattito al pubblico e precisazioni sulla necessità di nuove risorse per sostenere le iniziative (G. Pesce)
(Disponibilità di un punto di raccolta di eventuali contributi)
Ore 22.55 – Conclusioni e proposta di una manifestazione pubblica in settembre ( sabato 16 o 23?)
Ore 23 – chiusura lavori - 24 maggio 2011
Dopo che la Commissione aeroportuale ha approvato curve isofoniche e la conseguente zonizzazione acustica numerosi cittadini ritrovatisi nelle zone A e B sembrerebbero aver preso consapevolezza dei risvolti "sociali" scaturiti.
Cosa accadrà adesso? Saranno forse delocalizzati o le loro abitazioni saranno sottoposte a piani di mitigazione e insonorizzazione? L'impatto acustico derivato sarà comunque sostenibile e riusciranno i residenti a convivere con il quotidiano sorvolo degli aeromobili?
Difficile prevedere quali iniziative, quali provvedimenti, quali risultati potranno materializzarsi.
Arduo anticipare sensazioni e convinzioni, sia individuai quanto quelle sociali, nel frattempo diamo conto della raccolta firme per un ricorso al TAR.
Con quale traguardo? Probabilmente quello di congelare la zonizzazione acustica e la nuova rotta (ex sperimentale) per negoziare, si pensa, rotte meno "inquinanti".
La nota sottostante, proposta dal sito www.comitatoaeroportoorio.it , inv ita i cittadini interessati a sottoscrivere questa iniziativa giudiziaria.
Per annullare la delibera recentemente approvata dalla Commissione aeroportuale, che inserisce TUTTA COLOGNOLA IN ZONA A (area di rispetto sorvolata a bassa quota, soggetta a rischio aeroportuale, con livelli di rumore 3- 4 volte più di quanto previsto per tutte le altre zone della città), in contrasto con le disposizioni del decreto di Valutazione Impatto Ambientale.
RACCOLTA FIRME
12 FEBBRAIO, dalle 15 alle 18 e 13 FEBBRAIO, dalle 9,30 alle 12,30
sala Mons. Poli
via della Vittoria, n. 1 - vicino biblioteca di Colognola
E’ necessario presentarsi con i seguenti documenti:
- Fotocopia della carta d’identità (fronte e retro)
- Fotocopia del tesserino con il codice fiscale (o tessera sanitaria)
- Certificato di residenza in carta libera per uso causa civile
- Se possibile, fotocopia del documento di proprietà dell’immobile (basta la pagina dell’atto notarile in cui sono indicati i contraenti). 09 febbraio 2011
Da un lato la Commissione aeroportuale ha approvato curve isofoniche e zonizzazione, probabilmente è in corso di adozione anche il cosiddetto piano di rischio incidente aereo, ma i cittadini non sembrano convinti che quello che sta avvenendo rappresenti una soluzione per fronteggiare impatto acustico e rischio aereo.
La Valutazione d'impatto Ambientale e la VAS sono rispettate?
Servirà delocalizzare famiglie e abitazioni? Quanto continuerà ancora a crescere, in termini di voli e di impatto, uno scalo adiacente all'autostrada e a quartieri e Comuni in progressiva crescita abitativa?
Probabilmente, oltre alle posizioni espresse dai Comitati dei Cittadini e da alcune forze politiche, sono in corso iniziative legale per fronteggiare quello che accade.
In questo contesto, l'analisi di Lega Ambiente, presentata nel corso di una conferenza stampa, viene proposta da Aerohabitat.
ORIO AL SERIO:
LEGAMBIENTE SCENDE IN CAMPO CON IL COMITATO AEROPORTUALE
SERVE UNA SVOLTA SOSTENIBIE
Orio deve fermarsi e riflettere. Le ragioni del Comitato Aeroportuale vanno ascoltate ed affrontate. Serve una svolta sostenibile. Proseguire lo sviluppo delle attività aeroportuali sulla base di Piani superati dai fatti (in 10 anni l’aeronautica è cambiata) e male applicati come il Piano di sviluppo aeroportuale e la Valutazione d’Impatto Ambientale del 2003 significa infilarsi in un vicolo cieco e creare più danni che vantaggi per l’area bergamasca, sia in termini economici che in termini ambientali e di vivibilità delle popolazioni circostanti. Va preso atto che c’è stata una crescita tumultuosa e caotica e che ora i nodi sono venuti al pettine.
La Sacbo è il primo scalo italiano che, a differenza di Sea, ha creduto nello sviluppo Low cost (ma questo sviluppo non era previsto nella pianificazione di riferimento).
La Sacbo, e gli Enti locali devono fare i conti con la determinazione delle quote di emissioni di gas serra per il trasporto aereo che sono allo studio in Europa. Poi va predisposta l’applicazione della nuova normativa europea sul rumore DeN (giorno e notte) che entrerà in vigore nel 2015 e che, sulla base delle nuove procedure di calcolo del rumore (questo verrà sommato tra diurno e notturno effettivamente prodotto e non quello percepito) vedrebbe già oggi Orio in posizione di superamento della soglia massima consentita.
Secondo quanto contenuto negli atti di pianificazione Piano Sviluppo Aeroporto e VIA 2003 venivano previsti 68 mila movimenti massimi l’anno perché si prevedeva un consistente utilizzo di piccoli aerei in funzione dello sviluppo di compagnie regionali come quelle che allora operavano ad Orio al Serio come la Ganfalf, l’Azzurra etc. poi fallite. Il dato dei 68 mila serviva per ospitare più aerei in funzione dell’uso di quelli più piccoli (30-90 posti) e quindi meno rumorosi, con meno emissioni inquinanti di particolati e di gas serra in atmosfera e conseguentemente, erano previsti meno passeggeri trasportati.
Invece è arrivata in forze la Ryanair, con una tipologia di aerei standard da 190 posti più inquinanti quindi di quelli previsti.
Parallelamente anche le attività Cargo che già prima del 2003 andavano oltre il consentito dalle normative, sono anch’esse cresciute fino a100 mila tonn/anno nel 2009.
Lo scalo è passato da 1,2 milioni di passeggeri del 2002 ai 7,2 mil. del 2009.
Complessivamente ha sviluppato lo scorso anno 8,2 milioni di unità di traffico (un quintale di merci equivale ad un passeggero) mentre il vecchio piano di sviluppo aeroportuale prevedeva 6,1 milioni di unità di traffico massime. Pertanto si è già splafonato per 2,1 milioni di unità di traffico quest’anno si splafonerà di 2,7 milioni di unità di traffico. Ecco perché vanno riscritti sia il piano di sviluppo aeroportuale che la Via se si vuole assicurare un nuovo e sostenibile sviluppo aeroportuale di Orio al Serio. E’ in questo contesto che si possono delineare coerenti curve isofoniche e le risultanze di un mai fatto, ma necessario, studio epidemiologico. La via maestra da seguire poggia su due perni:
1) Riscrivere i documenti di Piano (Piano sviluppo aeroportuale e VIA) alla luce delle nuove normative europee (e solo dopo delineare le curve isofoniche);
2) Ridistribuire il traffico spostandone una quota (prevalentemente di merci) su Brescia, visto che lo scalo è a norma ambientale ma è una cattedrale nel deserto.
Dario Balotta responsabile trasporti Legambiente della Lombardia - Bergamo 26 Novembre 2010 2 dicembre 2010
Stavolta è un comunicato ENAC a rivelarlo: approvata la zonizzazione acustica all'aeroporto di Bergamo. E' una buonissima notizia. Sono ancora assai pochi gli scali aerei italiani che hanno ottemperato al Decreto 31 ottobre 1997 e che, grazie all'operato della Commissione Aeroportuale, hanno deliberato la mappa acustica e quindi ratificato la zonizzazione acustica A, B e C? Quanti siano quelli che, in tempo reale, hanno aggiornato la mappa acustica e la zonizzazione agli effettivi movimenti aerei, o perlomeno hanno stimato il flusso dei voli con le stime crescenti di traffico e corrisposto la zonizzazione?
"L'ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, informa che la Commissione Aeroportuale di Bergamo nella riunione che si è svolta oggi, mercoledì 10 novembre 2010, ha approvato all’unanimità la proposta di zonizzazione acustica stabilita sulla base dello scenario ottimale di traffico delineato dalla stessa Commissione nella seduta del 26 ottobre 2010. La zonizzazione acustica definisce le zone di rispetto intorno all’aeroporto (suddivise in A, B, C), con le relative limitazioni d’uso del territorio ed i livelli acustici massimi consentiti all’attività aeroportuale. La formalizzazione dell’approvazione odierna avverrà nella prossima riunione della Commissione che si terrà nei prossimi giorni."
Ma è, non solo indispensabile conoscere il numero dei movimenti corrispondenti, ma decisivo.
A Bergamo Orio al Serio, ad esempio, nei primi nove mesi 2010 il numero dei movimenti è stato pari a 51.439 movimenti (con oltre 5.8 milioni di passeggeri); nel corso del 2009 invece sono risultati 65.314 (oltre 7.160 milioni/anno); nel 2008 pari 64.390 ((oltre 6.4 milioni passeggeri/anno) e nel 2007 61.364 (oltre 5.7 milioni di passeggeri/anno).
Ebbene la zonizzazione acustica riferita da ENAC a quanti movimenti aerei corrisponde?
Se una recente proiezioni di traffico stima a Orio al Serio uno scenario di circa 13 milioni di passeggeri/anno a quanti movimenti aerei corrisponde?
Quale significato assumerebbe una zonizzazione acustica riferita ad un numero di decolli ed atterraggi ridotto rispetto anche al traffico esistente nel 2010?
Altre invece sono le considerazione correlate alla congruità e correttezza metodologica del modello matematico INM per identificare la mappa acustica aeroportuale.
Su questo punto Aerohabitat, ovvero sulla efficacia della validazione acustica del modello utilizzato - elemento fondamentale per disegnare la zonizzazione acustica - è disponibile verificarla. Aerohabitat vuole verificare il numero di movimenti utilizzati e discutere il merito con responsabili di ARPA Lombardia e della SACBO.
La SACBO com'è noto, ha predisposto una politica di attenzione e di apertura alle problematiche dell'impatto ambientale di primo piano. E' leader in Italia.
Le iniziative collegate al Protocollo Intesa (siglato tra Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e SACBO con stanziamento da parte della Società di 2.500.000 Euro per la realizzazione di interventi di mitigazione acustica nell'intorno aeroportuale definito dalla Commissione Aeroportuale).
Con la Sperimentazione nuova rotta di decollo (ha elaborato una nuova rotta per gli aeromobili che decollano verso ovest, al fine di minimizzare l’impatto sulla popolazione residente nelle aree circostanti l’aeroporto).
Con la Gestione ambientale (con un incremento delle proprie attività aeronautiche, nell’ultimo quinquennio l’Aeroporto di Orio al Serio ha affrontato la tematica ambientale avviando vari processi mirati a contenere il più possibile la pressione delle diverse matrici sul territorio circostante).
E infine ha proposto anche on line sul sito aeroportuale una Politica ambientale (un documento di sintesi degli obiettivi fissati per minimizzare l’impatto ambientale delle attività aeroportuali, da perseguire attraverso una programmazione corretta e condivisa basata sull’impiego di strumenti e tecnologie avanzati).
Ecco perché la SACBO non è davvero trasparente, fino in fondo, e si confronta direttamente con la popolazione interessata e con i Comitati dei Cittadini? Perché non illustra pubblicamente i dati? 12 novembre 2010
Prospettiva poco lusinghiera per i cittadini dell'intorno dello scalo bergamasco.
Orio al Serio stima un aumento di traffico e di passeggeri, addirittura 13 milioni/anno - quest'anno si avvicinerà a 8 milioni/anno - per diventare il terzo scalo italiano. Surclassando Linate che ha difficoltà a raggiungere i 10 milioni/passeggeri anno.
Un nuovo terminal per le partenze dovrebbe assicurare l'accessibilità dei passeggeri che si imbarcano.
Un edificio partenze che, come la restante zona landside è posizionato parallelamente all'autostrada A4, si troverà con la vetrata esterna - si sostiene - a 50 metri dalle corsie dell’A4.
Una logistica che, attraverso un ponte dedicato sulla stessa A4, permetterà a visitatori ed ai passeggeri in partenza di raggiungere - a piedi - al mega centro commerciale che c’è dall’altra parte della A 4. Prima di imbarcarsi e presumibilmente anche dopo l'arrivo da un volo
Ma se gli esercenti aeroportuali pianificano un ulteriore adeguamento infrastrutturale e un potenziamento dei voli, numerosi cittadini del circondario aeroportuali, preoccupati per l'attuale impatto acustico ed atmosferico, per il rischio incidenti aerei di una pista tanto vicina alla grande viabilità ed ai caseggiati (con un piano di rischio che dovrà essere ricalcolato con un aumento dei movimenti ben oltre i 51.439 voli del periodo gennaio - settembre 2010), proseguono con le iniziative a sostegno delle legittime rivendicazione di maggiori tutele e garanzie di vivibilità, qualità dell'aria, sostenibilità e convivenza.
Il prossimo 5 novembre, riporta il sito del Comitato Orio, è stata organizzata una speciale assemblea pubblica. Ecco il testo che segnala l'incontro:
A CIAMPINO CE L’HANNO FATTA: voli ridotti da 160 a 60 al giorno
DA NOI INVECE: … gli aerei continuano a sfrecciare sulle nostre teste (e si parla di possibile raddoppio dei voli !!!!)
LE ISTITUZIONI TACCIONO DAVANTI ALLE NOSTRE RICHIESTE
Perciò siete tutti invitati a partecipare alla
ASSEMBLEA PUBBLICA
VENERDI’ 5 NOVEMBRE 2010 – ORE 21Presso l’Auditorium di S. Sisto, in Via della Vittoria(Chiesa vecchia) - COLOGNOLA – Bergamo
allo scopo di:• fare il punto della situazione• far conoscere a tutti i passi fino ad ora compiuti
PARTECIPERA’ ALL’INCONTRO ANCHE
l’ avv. CARLO TAORMINA
• che ha patrocinato una causa penale promossa dai cittadini contro l’aeroporto di CIAMPINO• che ha esaminato la situazione di Orio al Serio ed è disposto a fornirci preziosi suggerimenti in merito alle azioni legali.
Sarà anche analizzata la grave situazione ambientale dei quartieri sorvolati dalla nuova rotta di decollo, che ne decreta l’invivibilità. 1 novembre 2010
Aeroporti e compatibilità, sostenibilità ambientale, tutela dei cittadini, piano di rischio e tante altre considerazioni spesso non trovano il naturale tavolo di confronto nelle varie commissioni ambientali e aeroportuali. In quasi tutti gli scali aerei del Paese.
Succede anche a Bergamo. Aerohabitat propone una recentissima interrogazione, in materia, presentata in Regione Lombardia.
INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA
EX ART. 117 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE
Al Signor Presidente
del Consiglio regionale
Oggetto: criticità e problematiche legate al traffico aereo e coinvolgenti gli abitanti residenti nelle zone di rispetto limitrofe all’aeroporto di Orio al Serio
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI
VISTO - Il D.M. 31 ottobre 1997 “Metodologia di misura del rumore aeroportuale”;
VISTO - Il D.P.C.M. del 14 novembre 1997 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”;
VISTO - Il D.P.R. dell’11 dicembre 1997, n. 496 “Regolamento recante norme per la riduzione dell'inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili civili”;
VISTO - Il D.P.R. del 9 novembre 1999, n. 476 “Regolamento recante modificazioni al D.P.R. 11 dicembre 1997, n. 496, concernente il divieto di voli notturni”;
VISTO - Il Decreto di Giunta Regionale n. VII/12564 del 28/03/2003;
VISTO - Il Decreto del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 4 novembre 2003 n. 677;
PREMESSO CHE
L’ art. 6 del D.M. del 31/10/1997 definisce la caratterizzazione acustica dell’intorno aeroportuale attraverso la zonizzazione in tre aree di rispetto (A, B e C) secondo la misura dell’indice di Livello di Valutazione del rumore Aeroportuale (LVA);
PREMESSO INOLTRE CHE
Relativamente all’aeroporto di Orio al Serio, dai dati forniti dalla società che gestisce lo scalo bergamasco, SACBO SpA, risulterebbe che in diversi quartieri di Bergamo il rumore provocato dagli aerei superi i limiti consentiti;
ATTESO CHE
Ai sensi dell’articolo 3 del D.P.C.M. del 14 novembre 1997, nelle tre zone di rispetto sopra menzionate i valori limite assoluti di immissione previsti per la zonizzazione acustica del Comune di Bergamo non si applicano e prevalgono i limiti massimi di rumore stabiliti per le medesime zone di rispetto aeroportuali, fermo restando che, ove le zone di rispetto aeroportuali non siano state aggiornate in tutti i loro aspetti, rimangono in vigore i valori limite, di gran lunga inferiori, della zonizzazione acustica comunale;
ATTESO INOLTRE CHE
Il Decreto del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 4 novembre 2003 n. <metricconverter productid="677 ha" w:st="on">677 ha</metricconverter> espresso giudizio positivo circa la compatibilità ambientale relativa al Piano di sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio a condizione che venissero ottemperate tra l’altro, a spese di SACBO SpA, le seguenti prescrizioni:
individuazione delle zone di rispetto aeroportuale A, B, C;
aggiornamento almeno biennale delle zone di rispetto A, B, C;
obbligo in caso di abitazioni comprese nella zona di rispetto C, di fornire gratuitamente altra abitazione, in diversa area, di pari valore o superiore che riscuota la piena soddisfazione del proprietario interessato;
assegnazione gratuita, per le abitazioni comprese nella zona di rispetto B, ove richiesto dal proprietario, di una nuova abitazione di pari valore o superiore in altra zona;
obbligo per le zone di rispetto A e B di posa in opera gratuita di infissi antirumore ad alte prestazioni fonoisolanti comunque tali da garantire il rispetto dei valori dell’indice dell’isolamento acustico standardizzato di facciata, nel rispetto architettonico delle facciate e con gradimento estetico dei proprietari
spese per il condizionamento estivo (spese di impianto più spese di gestione) per le abitazioni ricadenti in zone aeroportuali A e B la cui garanzia è stata posta a spese di SACBO SpA e/o previo accordo con Regione Lombardia;
PRESO ATTO CHE
Dal 2003 al 2009 l’aeroporto bergamasco ha quasi triplicato il numero di voli (fonte: sito internet SACBO SpA – percorso SACBO SpA, Cenni Storici);
PRESO ATTO INOLTRE CHE
Tale incremento sia avvenuto in palese violazione di legge e quindi, a fronte della mancata ottemperanza alle prescrizioni ministeriali, il traffico aereo di Orio al Serio dovrebbe rientrare nei limiti relativi all’anno 2003;
CONSIDERATO CHE
Il Decreto Ministeriale del 4 novembre 2003 n. 677 relativamente alle prescrizioni sopra citate pone in capo a Regione Lombardia ruoli e responsabilità ben delineate poiché, per quanto riguarda l’inquinamento acustico in relazione agli interventi di mitigazione acustica e compensazione, gli aggiornamenti biennali della zonizzazione acustica aeroportuale (zone A, B, C) e l’individuazione dei numeri civici delle abitazioni ricadenti in tali zone, statuisce che dovranno essere sottoposti al controllo e alla verifica della Regione e per quanto la qualità dell’aria, statuisce che in accordo con Regione Lombardia dovrà essere garantito un adeguato monitoraggio della qualità dell’aria nell’intorno aeroportuale sia con campagne di misura con mezzo mobile sia integrando la rete di monitoraggio esistente con eventuali ulteriori centraline fisse;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
Ai sensi dell’art. 1 del DPR 476/1999 di modifica all’art. 5 del DPR 496/1997, qualora la zona di rispetto A non venga individuata, i movimenti aerei civili notturni sono interdetti;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
Ai sensi dell’art. 5 comma 1 del D.M. del 31/10/97, la commissione istituita per definire le procedure antirumore, è composta, tra gli altri, da un rappresentante della Regione e dell’Agenzia Regionale per <personname productid="la Protezione" w:st="on">la Protezione</personname> dell’Ambiente (ARPA);
CONSIDERATO INOLTRE CHE
Ai sensi dell’art. 6 comma 1 del D.M. del 31/10/97, tale commissione definisce, nell’intorno aeroportuale, i confini delle zone di rispetto A, B e C;
CONSIDERATO INOLTRE CHE
ARPA, Agenzia Regionale per <personname productid="la Protezione" w:st="on">la Protezione</personname> dell’Ambiente, è qualificata come Ente dipendente da Regione Lombardia;
RITENUTO CHE
Appare quindi chiaro la fondamentale importanza del mandato affidato a Regione Lombardia, chiamata ad esercitare sia un ruolo di controllo sia esecutivo;
INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE, L’ASSESSORE REGIONALE ALLE INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ, RAFFAELE CATTANEO, NONCHÉ L’ASSESSORE REGIONALE ALL'AMBIENTE, ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI, PER CONOSCERE:
a fronte della situazione sopra descritta:
quale sia ed in cosa sia consistita ad oggi l’attività di Regione Lombardia: se da un lato abbia provveduto a mettere in atto l’attività di verifica, accertamento e controllo di tutte quelle prescrizioni, ministeriali e/o comunque spettanti per legge, sottoposte al suo controllo, monitorando altresì che le stesse siano state ottemperate e dall’altro se abbia portato a compimento quelle in cui era chiamata ad una diretta esecuzione;
in relazione alle attività di cui al punto precedente, se abbia predisposto apposite relazioni, elaborazioni di dati o comunque documentazione che supportino e testimonino l’attività dalla stessa operata e di cui gli interroganti chiedono che venga loro fornita una copia;
in relazione all’obbligo per le zone di rispetto A e B della posa in opera gratuita di infissi antirumore ad alte prestazioni fonoisolanti da parte del proponente, la SABCO SpA, come si sia proceduto e come proceda l’iter di installazione;
in relazione alle spese per il condizionamento estivo (spese di impianto più spese di gestione) per le abitazioni ricadenti in zone aeroportuali A e B la cui garanzia è stata posta a spese di SACBO SpA e/o previo accordo con Regione Lombardia, come in tale ambito si sia proceduto e allo stato attuale quanto è stato fatto e quanto resti da fare;
oltre alle prescrizioni sopra evidenziate, quali ulteriori azioni e provvedimenti abbiano intrapreso ed intendano intraprendere affinché i disagi e le problematiche patite dai residenti nelle zone limitrofe all’aeroporto di Orio al Serio, possano essere risolte definitivamente.
Milano, 24 settembre 2010
Gabriele Sola (IDV) - Giulio Cavalli (IDV) - Francesco Patitucci (IDV) - Stefano Zamponi (IDV)12 ottobre 2010
A seguito della news divulgata ieri 30 settembre titolata "Orio al Serio, dopo il Gabibbo arriva anche il Tapiro d'Oro", nel quadro di una informazione che riporta le dichiarazioni dei soggetti interessati alla vicenda descritta, Aerohabitat ritiene indispensabile proporre il comunicato stampa emanato dalla società esercente dello scalo bergamasco: la SACBO.
Il testo è del 27 settembre 2010 e sembrerebbe replicare anche alla nota che ENAC ha emanato nella stessa giornata.
DICHIARAZIONE SACBO IN ORDINE AI CONTROLLI DI SICUREZZA
ALL’AEROPORTO DI ORIO AL SERIO
In relazione alla presenza della troupe di “Striscia la Notizia” all’Aeroporto di Orio al Serio nella giornata di lunedì 27 settembre 2010 e alla documentazione di intrusioni attraverso le porte di uscita in zona arrivi, Sacbo dichiara di aver adottato tutti i dispositivi previsti dalle normative nazionali e locali per assicurare lo svolgimento in sicurezza delle operazioni aeroportuali per passeggeri e bagagli in partenza, nonché per il personale aeroportuale.
Con riferimento alle responsabilità addebitate al gestore aeroportuale, Sacbo precisa, inoltre, che l’area arrivi non è interessata a misure di controllo rientranti nelle proprie competenze. Per quanto concerne l’adeguamento delle infrastrutture aeroportuali, Sacbo ha sempre ottemperato alle disposizioni di Enac dal momento in cui esse venivano formalizzate.
Per ogni modifica procedurale e/o infrastrutturale, il gestore si è sempre attenuto alle disposizioni decise e condivise in sede di Comitato Sicurezza Aeroportuale, di cui Enac ha il coordinamento. 1 ottobre 2010
E' ancora fresco il ricordo del Gabibbo che arriva ad Orio al Serio per sostenere le rivendicazioni del Comitato Orio e dei cittadini di Campagnola, Colognola, San Tomaso de' Calvi, Azzano San Paolo e Stezzano (vedi news Aerohabitat del 18 maggio 2010), che la stessa trasmissione di Canale 5 "Striscia la notizia" con l'inviato Stafelli che propone alla direttrice dell'aeroporto il tapiro d'Oro.
Se il Gabibbo aveva posto l'attenzione sulla questione "aeroporto e coesistenza e convivenza" , ovvero la risoluzione dell'inquinamento acustico (trasparenza e congruenza dei livelli acustici del modello matematico INM e dati trasmessi dalle centraline di monitoraggio), voli notturni, emissioni gassose (da quelle del modello matematico EDMS - LTO e ground - sommate a quello del traffico dell'autostrada e viabilità limitrofa) e l'adozione del Piano di Rischio aeronautico con l'identificazione dei caseggiati e degli immobili in zona pericolosa - in atterraggio ed i decollo - dove saranno, molto probabilmente, vietate e dismesse residenze e abitazioni, il Tapiro pone la questione della security di scalo.
In una recente serata "Striscia la Notizia" ha consegnato il "Tapiro d'oro" in relazione al livello di sicurezza dell'aeroporto di Orio al Seri: una troupe della trasmissione avrebbe aggirato le procedure e tecniche di sorveglianza e penetrato indisturbata l'area del duty free e degli imbarchi dei passeggeri.
ENAC, ai microfoni di Valerio Staffelli ha dichiarato che saranno verificate ed accertate le responsabilità del caso.
Enac che svolge compiti di vigilanza e controllo avrebbe già nell'agosto scorso attivato azioni correttive nei confronti del gestore aeroportuale, in relazione dell'articolo 705 del Codice della Navigazione. Sarebbe, infatti, la SACBO a dovere garantire l'effettuazione dei controlli di sicurezza su passeggeri, bagagli e merci e l'adeguamento delle infrastrutture aeroportuali alle misure di sicurezza. 30 settembre 2010
In attesa di superare in volumi di traffico domestico nazionale anche Alitalia - CAI - come sostiene il CEO O'Leary - la Ryanair ha festeggiato ieri il 25milionesimo passeggero Ryanair da/per il solo scalo di Orio al Serio.
Il passeggero del primato della low cost è risultato Marco Bettoni, un fotografo bergamasco che risiede a Londra: ha ricevuto in omaggio un biglietto di andata e ritorno per due persone per Bergamo ed un soggiorno in albergo offerto dall'assessorato al Turismo di Bergamo.
E' stato lo stesso Michael O'Leary presidente di Ryanair, con il presidente della SACBO Mario Ratti ad omaggiare il fortunato passeggero.
La Ryanair ha iniziato i suoi voli con un Londra-Stansted con destinazione Venezia-Treviso ancora nel Maggio 1998. In seguito la low cost dopo aver aperto 10 basi in Italia dispone un network di oltre 330 rotte da 23 aeroporti italiani.
Il marketing del successo Ryanair rivela anche come nel trasporterà più di 22 milioni di passeggeri da e per l'Italia, e solo nel corso del 2010 ha attivato 116 nuove rotte da e per l'Itali. Di queste ben 15 dall'aeroporto di Milano Orio al Serio e, questo occorre ribadirlo, con una flotta aerea che è diventata tra le meno rumorose ed inquinati in Italia.
A Bergamo, la low cost irlandese è operativa febbraio 2003 e, trascurando in questa nota le questioni relative al contratto di lavoro del personale, alla tipologia di operatività di linea, alla straordinaria capacità promozionale che ha sviluppato, alle polemiche-confronto sugli accordi con gestori aeroportuali ed i supporti/sostegni ai voli, rappresenta una capacità concorrenziale e potenziamento dei voli davvero incomparabile.
Per il 2010 Ryanair - sostiene il CEO - raggiungerà la cifra di 73,5 milioni di passeggeri complessivi su tutte le rotte servite, un ulteriore aumento rispetto ai 66 milioni del 2009. Realizza una tariffa media di 35 euro nel 2010 e, secondo lo stesso CEO, è il vettore con i costi operativi più bassi. 17 settembre 2010
Orio al Serio stima una vertiginosa crescita di traffico. Le tendenze sembrerebbero addirittura collocarlo al terzo posto in Italia. Dopo Fiumicino e Malpensa. Prima di Linate.
Le problematiche relative alla compatibilità e coesistenza con la comunità ed il territorio circostante non sono ancora risolte. Questioni ambientali e del Piano di Rischio aeronautico dovrebbero, probabilmente, essere integrate nella VIA. Una procedura di VIA che dovrebbe necessariamente aggiornare la VIA esistente e, probabilmente, essere allargata alla VAS che integra anche la viabilità ordinaria ed autostradale limitrofa.
LETTERA PUBBLICATA DA L’ECO DI BERGAMO E BERGAMO NEWS -
Spett. Redazione
dopo aver appreso che l’aeroporto di Orio ha raggiunto l’ambito traguardo di terzo scalo nazionale, ci permettiamo qualche considerazione per capire perché chi abita negli intorni aeroportuali non ha gioito alla notizia.
La compatibilità ambientale dell’aeroporto è un problema reale, anche se di non facile soluzione. Lo avevano ammesso anche il Prefetto ed il Sindaco di Bergamo, nei nostri primi incontri, quando era stata auspicata la necessità di ricercare strade diverse per ulteriori sviluppi del traffico aereo.
Questa posizione, che avevamo apprezzato pur non condividendola pienamente perché l’attuale dimensione di Orio già compromette la vivibilità dei quartieri a sud della città, è stata purtroppo abbandonata nelle varie sedi istituzionali (Consiglio Comunale, Commissione Aeroportuale, riunione in Prefettura, ecc.) e, nelle dichiarazioni alla stampa, si manifesta apertamente il sostegno delle Istituzioni allo sviluppo dell’aeroporto, negando l’esistenza di problemi di sicurezza e sottovalutando i rischi che l’inquinamento aeroportuale presenta per la salute dei cittadini.
Nel confermare che è comunque nostra intenzione far valere in tutte le sedi possibili il diritto al riconoscimento delle inadempienze normative in atto, la ragione per la quale continuiamo a ricercare un dialogo, va ricondotta ad alcuni elementi significativi, emersi nelle ultime settimane, che sembrano rimettere in discussione la granitica convinzione che lo sviluppo di Orio sia indispensabile per il futuro di Bergamo, al punto da sacrificare interi quartieri per favorirlo.
Dal mondo imprenditoriale e scientifico, abbiamo finalmente sentito voci fuori dal coro che indicano quali sono i veri valori di una società civile e sollevano dubbi sull’opportunità di sviluppare ulteriormente l’attività aeroportuale che, per i problemi ambientali ed i costi sociali che genera, non è forse la strada migliore per garantire il rilancio e lo sviluppo della città e della provincia.
Il richiamo all’importanza della salute, che va posta in primo piano rispetto a qualsiasi interesse economico, fatto dal dott. Remuzzi, il 20 giugno 2010, all’incontro pubblico sul futuro di Bergamo (organizzato da Bergamo news), ci trova pienamente concordi. L’Organizzazione Mondiale della sanità e numerosa letteratura scientifica denunciano da anni che gli attuali livelli di inquinamento acustico ed atmosferico determinano gravi ripercussioni sulla salute, specialmente su quella dei bambini. Perché non tener conto di tale verità? Le statistiche ci dicono che Bergamo è già al secondo posto in Italia nella classifica delle patologie tumorali. Perché accusare chi vive sotto le rotte di decollo di non voler sopportare i disagi, invece di accogliere le loro richieste di maggiore tutela sanitaria (installazione di centraline fisse di rilevazione dell’inquinamento atmosferico, indagine epidemiologica, ecc.)? Perché sottovalutare il fatto che la nostra città è tra quelle più inquinate sia in Italia che in Europa? Dei giorni scorsi la notizia che siamo al sesto posto nella classifica nazionale e comunque tra le prime trenta città europee più inquinate da PM10.
Altre autorevoli voci della società bergamasca hanno sottolineato che lo sviluppo di Orio non può prescindere dalla tutela ambientale né sacrificare la qualità della vita perché, “se si spezza la catena del territorio, rischia di andare in crisi l’intero sistema” (cfr. dott. Venturini – Convegno Cestit – dicembre 2009).
Se si vogliono valorizzare le potenzialità turistiche di Bergamo, il modello non è necessariamente quello quantitativo dei voli low cost, che rischia di trasportare gente che farà solo il giro del più vicino centro commerciale e che ripartirà senza aver visitato la città (cfr. ing. Bonetti - Incontro di Bergamo news, già citato). Occorre invece incentivare un turismo di livello qualitativo più alto, anche se richiede infrastrutture e servizi di livello ben diverso da quello attuale, come dimostra l’invidiabile attività turistica di provincie vicine alla nostra (spesso prive di un aeroporto).
Anche noi riteniamo che la struttura aeroportuale bergamasca possa avere un’importante valenza economica ma solo entro limiti che non la pongono in aperto conflitto con il territorio circostante: auspichiamo pertanto che Orio possa assumere le dimensioni e l’operatività proprie dei city airport europei, che possa operare in piena trasparenza, con un monitoraggio accurato e continuo del rapporto costi/benefici, che tenga conto di tutti gli oneri (compresi quelli sommersi e relativi alla salute ed all’ambiente) e non solo dei profitti di Sacbo o di qualche centro commerciale.
Continuiamo a confidare nella mediazione politica per risolvere il problema della compatibilità ambientale di Orio e confermiamo la nostra disponibilità al dialogo con chiunque vorrà ascoltarci, ribadendo per l’ennesima volta che non siamo contrari all’aeroporto, come qualcuno vuol far credere, ma chiediamo che la sua dimensione garantisca la vivibilità del territorio circostante.
Orio è una realtà importante per Bergamo, facciamo in modo che non crei divisioni insanabili tra gli “esposti all’inquinamento” ed i privilegiati: è dovere etico di ogni comunità garantire a TUTTI i diritti alla salute ed alla sicurezza, superando logiche campanilistiche, clientelari o speculative. E’ dovere istituzionale delle Amministrazioni pubbliche adoperarsi per creare condizioni di vita dignitose per tutti, rinunciando ad anteporre gli interessi economici di pochi alla qualità della vita della popolazione.
Grazie per l’ospitalità Comitato aeroporto di Bergamo Bergamo, 27 giugno 2010
7 agosto 2010
Nella news dello scorso 11 giugno relativa allo scalo di Orio Aerohabitat aveva sottolineato la questione relativo al "Piano di Rischio per incidente aeronautico (art. 707 e 715 del Codice di Navigazione Aerea), pur non essendo stato ancora adottato dai comuni limitrofi, ha in corso di predisposizione almeno un piano tutela e salvaguardia di rapido intervento specifico? Per il personale di scalo ma anche per i cittadini dell'intorno aeroportuale?".
Domenica 27 giugno - riportano alcuni media locali - il volo Meridiana 5906 con destinazione Cagliari Elmas ha repentinamente interrotto la corsa di decollo ed è tornato al parcheggio.
La pista di Orio è lunga circa 3000 metri e l'aeromobile con 150 passeggeri era quindi abbastanza carico: a quanti metri dal fine pista l'airbus ha concluso la sua corsa?
A quale velocità, si suppone prima della fatidica V1, ha invertito la sua accelerazione per il decollo? Operava sulla pista 10, verso est o sulla principale 28 verso la più intensa area abitata?
Le notizie sono scarse.
L'ANSV non ha segnalato l'apertura di una inchiesta specifica e non è dato sapere se l'interruzione del decollo sia classificabile come incidente o come inconveniente grave.
Le cause, tuttavia, dovrebbero essere riconducibili a qualche anomalia, avaria e/o malfunzionamento ad uno dei due propulsori.
Equipaggio e passeggeri non hanno riportato alcun inconveniente, salvo il ritardo del volo e la riprotezione dei viaggiatori su altri aeromobili.
Ecco, quello che è avvenuto ed in attesa di poter valutare l'evento con maggiori dettagli, obbliga Aerohabitat ad una qualche considerazione.
In discussione è la compatibilità e la sostenibilità dell'infrastruttura aeroportuale e la continua e progressiva crescita dei voli.
Tornando allo scenario di rischio incidente aereo in decollo, il Piano di Rischio incidente aeronautico sulla pista 28, si ritiene in corso di adozione, ha anche previsto, un percorso al suolo sottostante alla procedura di decollo con virata a bassa quota a sinistra?
In sostanza qualora un velivolo in decollo fosse interessato da una anomalia motore dopo la velocità limite di interruzione V1, ovvero solo qualche secondo dopo quello che dovrebbe essere capitato all'Airbus 320 in questione, avrebbe le adeguate separazioni e tutele "statistiche" dal rischio previste dall'art. 707 e 715 del Codice della Navigazione? 29 giugno 2010
Il quotidiano la Repubblica lo scorso 6 giugno ha proposto una fondamentale inchiesta sui pacchi e merci radioattive transitate sullo scalo orobico. Tra i 65.314 voli transitati nel corso del 2009 sarebbero stati imbarcati almeno 35 mila colli identificati nella categoria "dangerous", mentre nei restanti scali della Penisola ne si movimentano solo cinquemila.
Quanti invece quelli trasportati invece sui 20.188 voli operati fino ad aprile 2010?
Possibile che siano davvero questi?
L'inchiesta di Davide Carlucci e Sandro de Riccardis si è concentrata non solo sul materiale radioattivo ma anche sulla rivolta dei facchini stranieri "appaltati" dopo il rifiuto dei italiani a svolgere questa mansione. Se gli italiani disponevano, infatti, dei "dosimetri" di controllo non altrettanto sembrerebbe riguardare i facchini stranieri.
L'articolo di la Repubblica trae spunto dal documento dell'Ispra (L'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che ha rilevato il passaggio di circa dieci container/pallet al giorno (per un peso variabile tra 300 chili - 4o tonnellate) con transiti da Lipsia, Bucarest, Bruxelles, Castle Donigton e destinazione ospedali del Nord Italia.
Ora, mentre anche gli addetti allo scarico/carico richiedono puntuali e periodiche visite mediche e l’utilizzo di dosimetri per riscontrare "ipotetiche" anomalie ed eventuali contaminazioni, diventa fondamentale conoscere quali siano gli aeromobili utilizzati per questa tipologia di trasporto di merci catalogati dall'ICAO come "dangerous" - hazard material.
Probabilmente se sono impiegati container, questi sono imbarcati su aeromobili full cargo o nel bagagliaio di voli passeggeri. Perciò diventa indispensabile non solo identificare i singoli voli, la loro frequenza giornaliera o altro, ma anche sapere le SID (standard instrument departure) preferenziali sulle quali volano. Come la pista di atterraggio e di decollo.
Volano di notte o di giorno? La loro operatività viene associata a misure di controllo selettive e mirate? In questo ipotizzato contesto operativo "trasparente" il tanto atteso Piano di Rischio per incidente aeronautico (art. 707 e 715 del Codice di Navigazione Aerea), pur non essendo stato ancora adottato dai comuni limitrofi, ha in corso di predisposizione almeno un piano tutela e salvaguardia di rapido intervento specifico? Per il personale di scalo ma anche per i cittadini dell'intorno aeroportuale?
La pista 10/28 di Orio al Serio, purtroppo, verso ovest è orientata sul sorvolo di una zona densamente abitata e con la virata a bassa quota verso sud/ovest, una standard departure che sembrerebbe ancora in fase di "sperimentazione" con supposti obiettivi di mitigazione acustica, qualora risultasse rispondente agli standard ICAO Noise abatement, lo è anche per il Piano di Rischio incidente aereo ENAC per decollo in virata? 11 giugno 2010
Prosegue la mobilitazione del Comitato dei cittadini di Orio al Serio.
Dopo l'iniziativa dello scorso 6 marzo in città, dopo l'avvio dell'operazione "diffide" il Comitato ha svolto in aeroporto, venerdì scorso, una festosa e ben rappresentata manifestazione all'ingresso del check in dell'aerostazione di Orio al Serio.
Non erano soli, erano in compagnia altamente "mediatica".
Tra di loro c'era anche il Gabibbo di Striscia la Notizia. I cittadini di Campagnola, Colognola, San Tomaso de' Calvi, Azzano San Paolo e Stezzano, con una varietà di cartelli, contano ora su una estesa amplificazione sia dell'evento quanto della questione "aeroporto e coesistenza e convivenza" , per cui da troppo tempo si stanno mobilitando.
Alcuni cittadini sono stati intervistati e sono stati illustrati i temi ed i traguardi delle loro iniziative. In attesa che la trasmissione di Canale 5 divulghi le ragioni dei cittadini Aerohabitat ricorda come le questioni siano, anche per Orio al Serio, quelle consuete.
Sono quelle legate principalmente all'inquinamento acustico (trasparenza e congruenza dei livelli acustici del modello matematico INM e dati trasmessi dalle centraline di monitoraggio), voli notturni, emissioni gassose (da quelle del modello matematico EDMS - LTO e ground - sommate a quello del traffico dell'autostrada e viabilità limitrofa) e l'adozione del Piano di Rischio aeronautico con l'identificazione dei caseggiati e degli immobili in zona pericolosa - in atterraggio ed i decollo - dove saranno, molto probabilmente, vietate e dismesse residenze e abitazioni.
In sintesi le tematiche che rimandano alla qualità della vita dei cittadini, alla tutela e salvaguardia per il territorio e per l'ambiente, oltre alla protezione dal rischio aeronautico. 18 maggio 2010
Il Comitato Aeroporto di Orio al Serio è ancora una volta in trincea.
L'attività dei cittadini residenti nel Comune di Bergamo, nella giornata del 10 maggio, ha proposto nuove iniziative a tutela delle loro, legittime, esigenze di salvaguardia e qualità della vita.
Aerohabitat, in attesa di documentare gli esiti di queste iniziative, sopratutto di quella collegata alla duplice "diffida", rivolte al sindaco di Bergamo ed al Prefetto, propone quanto diffuso on-line sul sito www.comitatoaeroportorio.it .
CONSTATATO CHE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONENON HA DATO RISPOSTE ADEGUATE ALLE NOSTRE RICHIESTE
IL COMITATO RAFFORZA IL SUO IMPEGNO INTRAPRENDENDO AZIONI LEGALI:
- DIFFIDA AL SINDACO per mancata tutela della salute pubblica
- DIFFIDA AL PREFETTO per mancata tutela della sicurezza dei cittadini• Eventuale CAUSA CIVILE tramite RICORSO CAUTELARE D’URGENZA contro SACBO (Società di gestione dell’aeroporto).
E’ auspicabile che le diffide già inviate dai promotori siano seguite da quelle di chi non si sente più tutelato nei suoi diritti alla salute ed alla sicurezza.Le diffide non comportano per chi le fa alcuna spesa, né alcuna conseguenza sul piano giuridico e penale, come confermato dai due avvocati.
I loro modelli:- si possono scaricare dal sito www.comitatoaeroportoorio.it, sezione “MODELLI”- saranno disponibili presso il gazebo predisposto allo scopo il 15 e 16 maggio 2010, dalle 10 alle 13, in piazza Emanuele Filiberto – Colognola - BG
ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLE DIFFIDE:stamparle in duplice copia inserire la data completarle con i dati anagrafici firmarleconsegnarle all’assemblea o alla manifestazione o ad un componente del comitato aeroporto.
Per la causa giudiziaria servono mezzi finanziari, essa sarà oggetto di discussione nella
ASSEMBLEA PUBBLICAVENERDI’ 14 MAGGIO 2010 - ORE 20,45presso l’Auditorium S.Sisto in Via della Vittoria, Colognola - BGAccanto alle iniziative legali è indispensabileCONTINUARE LA PROTESTA, con la partecipazione alla
MANIFESTAZIONE IN AEROPORTOSABATO 15 MAGGIO 2010, ORE 16(ritrovo: 15,45 presso l’area esterna alle “Partenze”, a piedi, con cartelli e mezzi per rendere “rumorosa” la protesta). 11 maggio 2010
Il Paese Italia è lungo e largo. Se ad Agrigento le manifestazioni di protesta sono finalizzate alla richiesta di costruzione di un nuovo aeroporto in altri scali i cittadini, i comitati di protesta, gli ambientalisti e gli amministratori locali si mobilitano per rendere compatibile, vivibile la coesistenza tra l'infrastruttura aeroportuale, la comunità dei cittadini ed il territorio.
Succede a Ciampino, a Linate, a Malpensa, a Treviso, a Verona Catullo, a Fiumicino, a Peretola, a Siena Ampugnano, a Pisa, a Torino e, probabilmente quasi dappertutto oltre che a Bergamo Orio al Serio.
Aerohabitat, come esempio delle iniziative dei cittadini che ricercano la convivenza con le piste di volo, propone all'attenzione il comunicato per Orio al Serio, per una manifestazione organizzata da www.comitatoaeroportoorio.it per il prossimo 6 marzo.
Manifestazione di protesta sabato 6 marzo alle ore 16 davanti al comune di Bergamo
Dopo l'assemblea del 27 novembre 2009 abbiamo sottoposto i nostri problemi alle amministrazioni locali ed alla stampa: attenzione e disponibilità a parole, fatti ancora nulla.
Per far sentire la nostra voce dobbiamo gridare più forte ed alzarci in piedi!!!
Assemblea venerdì 26 febbraio 2010 alle ore 20.45 presso Auditorium S. Sito di Colognola, in via della Vittoria con lo scopo di organizzare una manifestazione di protesta per sabato 6 marzo 2010 alle ore 16.00 - ritrovo ore 15.30 in piazza Matteotti di Bergamo.
Sarà utile la presenza di cartelli, striscioni e strumenti atti a riprodurre il frastuono che ogni giorno noi sopportiamo!
Non avendo la manifestazione alcuna connotazione politica non saranno ammessi simboli di qualsiasi partito.
Partecipiamo tutti!!!
Per esigere il rispetto dei nostri diritti alla salute, alla sicurezza, alla vivibilità del territorio. Inviaci un messaggio email per confermare la tua presenza. 4 marzo 2010
I cittadini del Comitato Aeroporto di Bergamo Orio al Serio, lo scorso 4 febbraio 2010, sostenendo "siamo stanchi e non viviamo più. O le cose cambiano, e vengono applicate le leggi già esistenti, altrimenti procederemo con manifestazioni di protesta oltre a iniziative legali" hanno messo reso disponibile sul loro sito www.comitatoaeroportoorio.it .
La nota, che proponiamo riassume le iniziative adottate e le progettualità in cantiere, rappresenta in cinque punti una sorta di attività che potrebbe costituire un promemoria, un vademecum per i cittadini residenti nell'intorno di altri aeroporti.
Punto 1: CHI SIAMO, PERCHE’ PROTESTIAMO
Siamo cittadini di alcune zone di Bergamo e Comuni limitrofi che si riconoscono nel Comitato aeroporto di Bergamo, associazione apolitica che da anni si batte contro lo sviluppo incontrollato dello scalo di Orio al Serio. Siamo esasperati e stanchi di vedere sistematicamente, da 20 anni a questa parte, conculcati i più elementari diritti alla salute, alla sicurezza e alla vivibilità del territorio in cui abitiamo.
Abbiamo profondo rispetto della legalità: osserviamo le leggi, siamo convinti che esse debbano essere rispettate da tutti e che coloro che ci amministrano debbano quindi garantirne l’osservanza. Riconosciamo l’importanza che l’aeroporto di Orio al Serio ha per l’economia locale, ma la sua dimensione deve essere compatibile con il territorio. E’ incontestabile che lo sviluppo dello scalo, fuori da ogni regola, permesso e sostenuto da tutte le amministrazioni che si sono succedute in questi ultimi anni:
• viola palesemente prescrizioni regionali e prefettizie ed anche normative comunitarie;• ha incrementato illegalmente il traffico dei voli diurni ( da 45.548 voli nel 2003 a 64.390 nel 2008) non essendo state ottemperate le prescrizioni previste dal Decreto Ministeriale del 4-11-2003 n. 677 il quale subordina lo sviluppo dell’aeroporto, in particolare, alle seguenti condizioni:
• individuazione delle zone di rispetto aeroportuali A,B,C
• in caso di abitazioni comprese nella zona di rispetto C, obbligo di fornire, gratuitamente, altra abitazione, in diversa area, di pari valore o superiore, che riscuota la piena soddisfazione dei proprietari interessati.
• per la abitazioni comprese nella zona di rispetto B, facoltà del proprietario dell’immobile di chiedere l’assegnazione gratuita di una nuova abitazione di pari valore o superiore in altra zona.
• per le zone di rispetto A e B obbligo, in ogni caso, di porre gratuitamente in opera infissi antirumore ed impianti per il condizionamento estivo in tutti gli edifici.
• agisce illegalmente per quanto riguarda i voli notturni, in quanto il DPR 576/1999 subordina l’attività notturna alla individuazione delle zone di rispetto aeroportuali.
• non opera in piena trasparenza sui dati relativi al rumore e all’inquinamento
• non adempie alle prescrizioni relative alla sicurezza in quanto non esiste il Piano di rischio esterno all’aeroporto né sono state effettuate Prove di simulazione della Protezione Civile che, come da prescrizione prefettizia avrebbero dovuto svolgersi nell’autunno del 2007.
Nonostante le dichiarazioni ufficiali dei politici locali, temiamo un ulteriore incremento del traffico perché sono stati stanziati da SACBO 60 milioni di euro per lo sviluppo della struttura aeroportuale, sono state rilasciate interviste da parte del management Sacbo nelle quali è inequivocabile l’intenzione di incrementare ulteriormente il traffico; Ryanair ha ufficialmente annunciato l’istituzione di nuove rotte; sembra che l’intera classe politica locale non voglia lasciarsi sfuggire le occasioni dell’Expo 2015 e della realizzazione del Polo del lusso, centro polifunzionale che dovrebbe portare a Bergamo consumatori da tutta Europa.
Punto 2: COSA E’ STATO FATTO FINORA
Abbiamo sottoposto il nostro problema all’attenzione delle Amministrazioni locali e della stampa.
Abbiamo avuto tre incontri: uno con il Prefetto e due con il Sindaco di Bergamo.Il Prefetto nella riunione del 15 dicembre 2009 ha convenuto che l’Aeroporto ha ormai raggiunto la piena saturazione e non ha più ulteriori possibilità di crescita; inoltre ha auspicato che il management SACBO cerchi nuove sinergie con altri scali con minori problematiche ambientali. Ha promesso infine di affrontare questa tematica con le Amministrazioni pubbliche e gli organismi interessati.
Il Sindaco di Bergamo, dopo una prima riunione interlocutoria nella quale si è impegnato ad acquisire elementi e dati, nell’incontro del 27 gennaio 2009 ha dichiarato che le problematiche ambientali e di sicurezza dell’aeroporto di Orio al Serio non possono essere ignorate. Pertanto si è impegnato a chiedere il blocco di ogni ulteriore allocazione di slot, fino a quando non saranno applicate le prescrizioni ministeriali previste dal VIA in ordine alla definizione delle zone di rispetto aeroportuali.
Il Sindaco ha inoltre dichiarato la propria volontà di discutere i vari aspetti del problema aeroporto in una riunione aperta alla partecipazione di tutti i soggetti istituzionali ed economici interessati, coordinata dal Prefetto di Bergamo.
Siamo in attesa di essere ricevuti dal Presidente della Provincia e dal Vescovo di Bergamo, sulla base dell’impegno verbale assunto dagli stessi in occasione degli Stati generali della Provincia del 29 novembre 2009.
La stampa locale ha riservato poco spazio alla nostra protesta, preferendo enfatizzare sviluppo ed importanza economica dell’aeroporto di Orio al Serio.
La stampa nazionale, non ha mai pubblicato le nostre lettere in cui si chiedeva di dare visibilità al grave problema di una parte consistente della città.
In questi mesi ci siamo resi conto di quanto sia difficile avere accesso agli organi di informazione e sostenere una battaglia in difesa di salute, sicurezza e legalità da parte di comuni cittadini.
Punto 3: I NOSTRI OBIETTIVI IRRINUNCIABILI
Per troppo tempo ci siamo accontentati di promesse puntualmente disattese; ora non ci bastano più le dichiarazioni di intenti, perché la vita nei nostri quartieri è diventata invivibile.Chiediamo all’intera classe politica certezze sul nostro futuro, scadenze precise per l’applicazione di leggi che già esistono e sono state finora disattese.
Alla luce di tutto questo, consideriamo irrinunciabili i seguenti punti:
° cessazione immediata dei voli notturni ad eccezione di quelli di Stato, di emergenza e sanitari° riduzione immediata dei voli diurni, stante l’inosservanza delle prescrizioni del Decreto Ministeriale del 4-11-2003 n. 677 nei limiti del traffico aereo del 2003 pari a 45.548 voli (decolli ed atterraggi).
• ridimensionamento del Piano di sviluppo aeroportuale, per renderlo compatibile con la vivibilità del territorio, in particolare delle aree residenziali;
• definizione delle curve isofoniche, indispensabili per i piani urbanistici;
• definizione degli intorni aeroportuali, realistica ed aggiornata;
• diversificazione delle rotte con l’utilizzo effettivo della testata preferenziale per i decolli in direzione Est;
• piano di rischio aeroportuale e scelte più attente alla sicurezza delle aree sorvolate;• efficace rete di monitoraggio per il rumore e la qualità dell’aria e divulgazione dei dati analitici rilevati;• studio epidemiologico sulla salute dei cittadini.
Punto 4: INIZIATIVE LEGALI
A livello legale, abbiamo deciso di procedere con:
- Diffida al Sindaco di Bergamo, quale responsabile della salute dei cittadini- Esposto alla Procura, perché accerti eventuali responsabilità perseguibili a termini di legge- Eventuali denunce ed esposti nei confronti di tutte le autorità ed organismi preposti all’attuazione delle prescrizioni di legge
- Ogni ulteriore azione giudiziale tesa a far rispettare le norme di legge violate dell’aeroporto di Orio al Serio ed a chiedere il risarcimento dei danni subiti dai cittadini
Punto 5: INIZIATIVE DI PROTESTA
A seguito dell’Assemblea svoltasi il 27 novembre 2009, in febbraio si convocherà una seconda RIUNIONE dei vari Comitati sorti sul territorio, per definire una strategia comune e le modalità di una MANIFESTAZIONE DI PROTESTA che avrà luogo ai primi di marzo. 10 febbraio 2010
Era atteso, anche nel 2009, il numero di passeggeri è aumentato con, anche se in parte, gli movimenti aerei. L’Aeroporto di Orio al Serio ha raggiunto 7.160.008 passeggeri, con un + 10,4% rispetto al 2008. I movimenti aerei con 65.314, hanno registrato un incremento dell’1,4% sull’anno precedente. Sono dati che vengono enfatizzati e sottolineati dall'esercente aeroportuale, confermerebbe un successo operativo ed imprenditoriale.
Sono invece osservati con preoccupazione dal Comitato Aeroporto di Bergamo.
Dopo la petizione dei residenti Colognola - manifestano la loro più assoluta contrarietà alla nuova rotta di decollo degli aerei del vicino aeroporto di Orio al Serio, rotta che riporta il nostro quartiere indietro di vent’anni, quando iniziò la corale protesta con cui i residenti si opposero fermamente alla scelta di far virare sul proprio quartiere gli aerei in decollo verso la città - siamo tuttavia sempre quasi allo stadio zero.
Certo la SACBO ha manifestato e pianificato interventi e misure a tutela del territorio probabilmente all'avanguardia in Italia, ma le proteste, le rivendicazioni e, financo, le osservazioni minori del Comitato Bergamo sono legittime.
Dal sito www.comitatoaeroportoorio.it si legge la sottostante nota, trasmessa nello scorso novembre 2009, al Presidente della Commissione Trasparenza della Provincia di Bergamo:
SACBO, LA SOCIETA’ CHE GESTISCE L’AEROPORTO DI ORIO AL SERIO, CONTROLLA LE CENTRALINE CHE RILEVANO IL RUMORE DEGLI AEREI E PUBBLICA I RUSULTATI NEL PROPRIO SITO. DA ANNI SACBO NEGA AL COMITATO AEROPORTO L’ACCESSO AI DATI DELLE CENTRALINE. NON E’ QUINDI POSSIBILE VERIFICARE L’ATTENDIBILITA’ DEI RISULTATI PUBBLICATI DA SACBO. ECCO LA LETTERA INVIATA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TRASPARENZA DELLA PROVINCIA DI BERGAMO:
Bergamo, 16 Novembre 2009
Egregio Signore FRANCO CORNOLTI
Presidente Commissione Trasparenza - Provincia di Bergamo
OGGETTO: istanza d’accesso atti e documenti ex Art. 22 e Segg. L. 241/98 D.LGS .N.9/2007, D.LGS 195-2005 del 25-06-2009
Egregio Presidente,
facciamo riferimento al colloquio telefonico intercorso alcune settimane addietro per trasmetterle in allegato l’istanza di accesso dati e documenti inviata in data 25.06.2009 alla S.A.B.C.O. SPA, gestore dello Scalo Aeroportuale di ORIO AL SERIO da numerosi membri del Comitato Aeroporto di Bergamo che hanno eletto domicilio presso lo Studio dell’Avvocato Cerati ubicato al civico 40 di Via Locatelli – Bergamo.
Alleghiamo inoltre copia dell’istanza d’accesso dati e documenti inviata in data 13 Febbraio 2007 alla S.A.B.C.O. SPA dal Sindaco di Orio al Serio, Geom. Gianluigi Pievani.
A tutto oggi la S.A.B.C.O. SPA non ha evaso le richieste di cui sopra ma neppure ha ritenuto di dare giustificazioni per questo “silenzio” inusuale che contrasta con quanto previsto dalla legge sulla trasparenza.
Le saremo pertanto grati se, per quanto di sua competenza, vorrà intervenire presso la SABCO SPA perché dia riscontro alle suddette istanze.
Ringraziamo in anticipo per quanto potrà fare al riguardo e con l’occasione porgiamo distinti saluti. PER IL COMITATO AEROPORTO Degna Milesi 13 gennaio 2010
Lo scalo di Orio al Serio rappresenta una novità esemplare in Italia.
Continua a incrementare il numero dei passeggeri all'aeroporto, a maggio 2009 l’incremento è stato del 8.5% sul 2008. Raggiungendo la cifra di 612.625 passeggeri, 40.000 sopra al maggio 2008, con un totale di 2.637.630 (+ 4.4% su gennaio-maggio 2008. Calano le merci che con 8.319 tonnellate registra – 20.4% sul maggio 2008.
Nei primi cinque mesi il totale merci è di -27.3 % rispetto allo stesso periodo 2008.
Ma quello che distingue lo scalo di Bergamo – in aggiunta all’aumento dei passeggeri in un periodo di crisi di traffico - da tutti gli altri aeroporti Italiani è il cosiddetto Protocollo di Intesa.
Un’operazione “mirata agli edifici pubblici prevalentemente scolastici, si è conclusa a fine 2008 con la realizzazione di impianti di climatizzazione/trattamento dell’aria per due scuole del Comune di Bergamo (Via Linneo – Colognola e Via Quasimodo – Campagnola) e contenstuale registrazione degli infissi esistenti, nonché con il rifacimento degli infissi per due scuole site nel Comune di Orio al Serio (Via Facoetti, e Largo XXV Aprile)”.
Una seconda fase – sostiene una nota della SACBO - del protocollo, inerente la realizzazione di interventi di sostituzione infissi e/o realizzazione di impianti di trattamento aria presso edifici residenziali, sono messi a disposizione da SACBO 1.8 milioni di euro e il bando di presentazione delle domande da parte cittadini è disponibile sul sito della Provincia di Bergamo.
Via libera al bando per la realizzazione di opere di fonoisolamento nelle strutture private delle aree vicine all'aeroporto di Orio al Serio. Il documento è stato approvato dalla Giunta provinciale del 14 maggio 2009, su proposta dell'assessore all'Ambiente, Alessandra Salvi.
Il bando rientra nel Protocollo d'intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Sacbo Spa che prevedeva la realizzazione di interventi per la tutela dell'inquinamento acustico derivanti dallo scalo di Orio. Il protocollo prevedeva uno stanziamento di 2,5 milioni di euro, a carico di Sacbo. La seconda fase del programma entra nella fase operativa con l'avvio del bando di finanziamento approvato dalla Giunta del 14 maggio 2009, che prevede uno stanziamento complessivo di 1.8 milioni di euro.
Le tipologie di intervento previste riguardano due aspetti atti al miglioramento del fono-isolamento e del comfort, diretto o indiretto delle abitazioni:
- interventi di tipo strutturale mirati al raggiungimento dei livelli di isolamento acustico per gli edifici residenziali;
- interventi di ottimizzazione del comfort acustico che consistono nella realizzazione di impianti di condizionamento dell'aria, mirati a mantenere in ogni stagione le condizioni di fonoisolamento garantite dagli edifici e migliorare le caratteristiche meteo-climatiche all'interno dei locali dell'unità abitativa.
Le domande per gli interventi dovranno essere inoltrate entro il 31 agosto 2009, potranno pervenire da parte dei proprietari di immobili che rientrano nelle aree all'interno delle curve isolivello 65 e 75 dB, dei Comuni di Bagnatica, Bergamo, Brusaporto, Grassobbio, Orio al Serio e Seriate
Aerohabitat sottolineando l’esemplarità delle iniziative ricorda come queste rappresentino una prassi consolidata nella maggioranza degli scali aerei dei Paesi della vecchia Europa.
Da ameno una ventina di anni.
Le problematiche ambientali e le ricadute aeroportuali sull’intorno aeroportuale di Orio al Serio non sono ovviamente risolte ed il confronto con i rappresentanti dei cittadini dell’intorno è ancora ai primi passi. Il numero dei cittadini che sono impattati probabilmente non è ancora completato, il loro numero sembra essere destinato a crescere.
Il Piano del Rischio terzi e il livello delle reali servitù aeronautiche devono essere aggiornati, cosi come Orio deve definire un livello di saturazione dei voli che forse è già stato raggiunto, ma quello che è certo è che l’approccio proposto dagli esercenti aeroportuali rappresenta, almeno in Italia, una novità auspicata e del tutto esemplare. 18 giugno 2009
Nel mese di febbraio Orio al Serio è stato l’unico scalo Italiano a registrare un aumento di passeggeri, + 49.8%, cumulando nei primi due mesi 2009, tuttavia, solo un + 2.5% di viaggiatori trasportati. Il numero dei movimenti aerei dei primi due mesi sono invece calati del 8.2%.
L’incremento del traffico passeggeri nazionali ha consentito di recuperare il forte calo nei voli internazionali. E’ drasticamente calato il traffico merci/cargo, di oltre il 30%nei primi due mesi.
Notizie da primato Italiano arrivano anche da un altro fronte. La società SACBO di Orio al Serio primeggia non solo nel volume passeggeri ma anche nella raccolta e divulgazione dei dati acustici del monitoraggio.
Il programma ambientale “perseguendo il miglioramento continuo del proprio Sistema di Gestione Ambientale” – sostiene la SACBO – ha divulgato anche a febbraio il “bollettino” acustico. Con un rigore informativo del tutto unico nel Paese, tale da costituirsi come esemplare, tra l’altro comunica anche variazioni procedurali come l’utilizzo della pista 28 nell’arco notturno.
La SACBO ha segnalato come “nella notte tra il 30 e il 31 Marzo 2009, a causa di intensi venti, come previsto dall'ordinanza ENAC n. 07/07 in caso di eventi meteorologici avversi, è stato autorizzato il decollo per Pista 28 di seguito specificato:volo FR4153 decollo ore 23:19 locali”.
I valori mensili di Lvaj registrati dalle sei centraline sono risultati inferiori ai mesi precedenti con l’eccezione di Bagnatica (via delle Groane) che, registrando in continuo gli atterraggi (in aggiunta ai decolli notturni) non pare destinato a calare significativamente.
Appare del tutto verosimile quindi che una riduzione del numero dei voli a Orio al Serio – la IATA ha previsto un calo generalizzato del traffico per gli anni 2009/2010 - porterà inevitabilmente ulteriori diminuzioni nei livelli acustici delle cinque centraline con l’esclusione di Bagnatica.
Non si potrà dire altrettanto del rumore percepito dai cittadini residenti in prossimità delle stesse o sottostanti alle traiettorie di decollo e dia atterraggio.
I resoconti di psicoacustica individuale, infatti, segnalano come solo riduzioni acustiche superiori a tre decibel di Lva siano realmente percepite come un sollievo nel livello d’inquinamento da rumore. E non dalla generalità dei cittadini.08 aprile 2009
Anche per il 2008 lo scalo di Orio al Serio chiude con numeri positivi, superando per la prima volta la barriera dei sei milioni di passeggeri.
Il numero dei passeggeri ha raggiunto un traffico passeggeri complessivo di 6 milioni 482mila passeggeri e che corrisponde ad un aumento annuo del 13%. Probabilmente è l’incremento maggiore tra gli scali Italiani del 2008. I voli di linea hanno registrato + 7.8% passando da 42.599 a 45.902 movimenti, quelli charter da 4.442 a 4.583 con +3.2%.
Sono invece diminuiti i voli merci/cargo da 10.079 a 9.796 con una riduzione del 2.8%.
Il globale dei passeggeri di linea ha raggiunto la cifra di 5.818.169, quello dei charter 633.421 per una somma (cui si aggiungono quelli dirottati, i transiti e l’aviazione generale) di 6.482.590 passeggeri.
Ancora una volta registriamo l’ennesimo successo nei voli e nei passeggeri di uno scalo aereo Italiano ed ancora una volta siamo dinnanzi ai ritardi nell’adozione delle misure per fronteggiate le ricadute ambientali dell’attività di volo.
Questo avviene anche nello scalo orobico, probabilmente, quello ha sviluppato prima di altri un piano strutturato e finanziato per “mitigare” gli effetti dell’attività di volo in aeroporto ed in sorvolo sul territorio e sulla comunità circostante.
Segnaliamo gli aspetti fondamentali, che comunque Aerohabitat continua monitorare e verificarne la reale adozione anche con commenti critici, della politica portata avanti dal gestore aeroportuale:
Politica ambientale
SACBO ha redatto un documento di sintesi degli obiettivi fissati per minimizzare l’impatto ambientale delle attività aeroportuali, da perseguire attraverso una programmazione corretta e condivisa basata sull’impiego di strumenti e tecnologie avanzati. La rete di monitoraggio gestita da SACBO misura in continuo il rumore prodotto dallo scalo sul territorio.Dei dati raccolti dalle sei postazioni microfoniche fisse attualmente installate viene pubblicato il bollettino mensile con i parametri più significativi.
Piani di Azione
Ai sensi dell'art. 8 del D. Lgs. n. 194, si comunica che SACBO S.p.A. ha provveduto alla redazione dei Piani di Azione in data 18 luglio 2008.
Qualità dell'aria
Avvalendosi della collaborazione di ARPA Lombardia - Dipartimento di Bergamo, dal 2006 SACBO effettua a cadenza semestrale delle campagne di misura atte a monitorare lo stato della qualità dell'aria nell'intorno aeroportuale.
Protocollo Intesa
A settembre 2007 è stato siglato un Protocollo d'Intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e SACBO inerente lo stanziamento da parte della Società di 2.500.000 Euro per la realizzazione di interventi di mitigazione acustica nell'intorno aeroportuale definito dalla Commissione Aeroportuale. Tale Protocollo rappresenta un segnale concreto dell'attenzione che la Società e gli Enti sovracomunali coinvolti pongono nei confronti del territorio circostante lo scalo. 12 gennaio 2009
Ancora una volta l’Aeroporto di Orio al Serio ha raggiunto un record.
Il mese di novembre sono stati registrati 465.749 transiti che corrisponde ad un +12% sul novembre 2007. Il record avviene nonostante un calo del 2.5% dei movimenti aerei. Nei primi undici mesi 2008 i passeggeri sono stati 5.980.797 (con un incremento di circa 700mila sul 2007) con un +13%.
Lo scorso 2 dicembre invece – prima volta nella storia - l’aeroporto di Orio al Serio ha raggiunto il sei milionesimo passeggero. Lo scorso anno Orio aveva movimentato in 12 mesi 5.741.734 passeggeri.
Con questi dati Orio Al Serio quest’anno potrebbe diventare il quinto scalo Italiano per numero di passeggeri.
Il quarto del norditalia. Dopo Malpensa, Linate e Venezia. Sesto in Italia.
La Regione Lombardia con i quattro scali aperti al traffico commerciale/civile (l’altro è Brescia Montichiari) identifica i tal modo il maggior concentramento di voli e di passeggeri dell’intero Paese. Movimenta oltre 40 milioni di passeggeri su circa 140.
Se l’analisi del bacino di traffico si estende di 200/250 km, perciò agli scali del Veneto (Venezia, Treviso e Verona), del Piemonte (Torino), della Liguria (Genova), Toscana (Firenze e Pisa) ed Emilia (Bologna, Rimini e Forlì) il numero dei passeggeri movimentati raggiunge quote percentuali prossime al 60% del totale.
16 dicembre 2008
Efficienza aeroportuale, razionalizzazione procedurale, taglio dei tempi morti o ritenuti tali, tempi sempre più stretti di transito degli aeromobili sui piazzali di sosta degli aeromobili, evoluzione dei sistemi di Apron Service, sono alcune questioni,anche controverse, da anni all’ordine del giorno per lo staff front line dei gestori di scalo.
Un sistema operativo funzionale che interfaccia con inevitabili misure di security e safety. Ma solo ora, con un articolo apparso su Bergamonews il 2 ottobre e sull’Espresso sono emerse “presunte irregolarità durante le operazioni di rifornimento a Orio al Serio”.
Il caso è scoppiato dopo una denuncia di un passeggero di un volo sul quale era stato eseguito “rifornimento carburante” senza l’ausilio e/o presenza dei pompieri.
Ebbene mentre l’ENAC sostiene che è una operazione consentita non altrettanto convinti sono i responsabili dei Vigili del Fuoco di Orio al Serio.
Per Daniele Limonta, responsabile del distaccamento aeroportuale dei Vigili del Fuoco di Orio al Serio, non ci sarebbero dubbi :
- "Rifornimento con i passeggeri, obbligatoria la nostra presenza”
- “Finché non sarà emesso un nuovo decreto, restano valide le regole stabilite in quello del 1985. Ciò vuol dire che accanto agli aerei, in caso di rifornimento con passeggeri a bordo o in fase di imbarco o sbarco, ci doveva e ci dovrà sempre essere un nostro mezzo”.
- “Il concetto è stato chiarito in una riunione di dieci giorni fa (domani ce ne sarà un'altra) cui hanno partecipato la Sacbo, l'ente rifornitore del carburante, i rappresentanti dell’Enac e delle compagnie aeree. Un vertice convocato per far chiarezza sul regolamento modificato a ottobre dall’Enac, che secondo l'ente non renderebbe più necessaria l’assistenza dei pompieri, sostituiti da generici "presidi antincendio" autorizzati dagli stessi Vigili del Fuoco.
Il quotidiano Bergamonews mercoledi 26 Novembre 2008 in un articolo di Marco Birolini sostiene:
- Il concetto è stato chiarito in una riunione di dieci giorni fa (domani ce ne sarà un'altra) cui hanno partecipato la Sacbo, l'ente rifornitore del carburante, i rappresentanti dell’Enac e delle compagnie aeree. Un vertice convocato per far chiarezza sul regolamento modificato a ottobre dall’Enac, che secondo l'ente non renderebbe più necessaria l’assistenza dei pompieri, sostituiti da generici "presidi antincendio" autorizzati dagli stessi Vigili del Fuoco. I pompieri hanno invece messo bene in chiaro che un semplice regolamento non può autorizzare deroghe a un decreto. E accanto agli aerei ci dovrà essere sempre un mezzo dei pompieri. Anche perché al momento, sulle piste di Orio, non c’è nessun altro in grado di assicurare il servizio. “L’ente rifornitore non inizia nemmeno l’operazione se non ci siamo noi. Gli addetti non appoggiano nemmeno il bocchettone al serbatoio” puntualizza Limonta. Secondo alcune testimonianze, però, in passato sarebbe accaduto il contrario: il rifornimento sarebbe stato effettuato senza richiedere l’assistenza dei Vigili del fuoco, servizio oltretutto a pagamento.
- “Io so solo una cosa: se ci chiamano noi interveniamo sempre – assicura Limonta - Siamo lì apposta, ci mettiamo poco. Le dirò di più: noi abbiamo il dovere di segnalare eventuali irregolarità. Se io mi trovassi a passare nella zona di rifornimento, che oltretutto è vicina al nostro presidio, e notassi che non c’è un nostro mezzo, farei immediatamente interrompere l’operazione. Insomma, mi fermo e faccio staccare la manichetta”.
- Ma perché una compagnia non dovrebbe rispettare la procedura? Per risparmiare tempo e soprattutto denaro. Il rifornimento in fase di sbarco o imbarco si effettua infatti per fare in fretta, di solito ciò avviene quando l'aereo è in ritardo. In questo modo si recuperano minuti preziosi. Ma se si chiamano i Vigili del Fuoco, il servizio si paga. Le regole però ci sono e, costi quel che costi, vanno rispettate. Anche perché in ballo c'è un valore assoluto, ovvero la sicurezza di chi paga il biglietto per volare senza rischi.
27 novembre 2008
Anche agosto non smentisce l’impennata di voli e passeggeri ad Orio al Serio. I passeggeri sono stati 673.198 passeggeri (+12,1% sull’agosto 2007).
Nel periodo gennaio - agosto 2008 la somma dei passeggeri a raggiunto quota 4.446.960 (+14,3% rispetto allo stesso periodo 2007). Sono calate invece le merci in agosto (7mila tonnellate, -14,5%), con un totale 2008 a 83.500 tonnellate (-3,5% rispetto al 2007).
Sono stati 5.779 i movimenti d’aeromobili globali di agosto (+3.1%) mentre il complessivo dei primi otto mesi è risultato di 44.292 con un incremento del 8.8% (vedi tabella).
Cosa succede invece sull’impatto acustico? Stavolta la SACBO, contrariamente alle attese, non è puntuale nel rilevare le varianti dell’impatto acustico.
Soprattutto per quanto riguarda le zone che più critiche.
Ovvero quelle che riguardano gli agglomerati urbani ed i cittadini residenti ad est della pista. Quei caseggiati sottoposti sistematicamente al rumore aereo di tutti gli atterraggi e dei decolli notturni. 10 settembre 2008
Lo scorso 25 giugno il quotidiano “Eco di Bergamo” in un articolo illustra l’autorizzazione ENAC all’installazione della gru per edificare il nuovo palazzo della Provincia di Bergamo.. Il nuovo Palazzo – secondo il quotidiano- sforerebbe di ben 40 metri in altezza il cosiddetto “piano ostacoli”. L’altezza totale sarebbe di ben 80 metri con metà soprastante mentre il nulla osta permetterebbe innanzitutto e preliminarmente l’installazione di una gru alta 100 metri. Quali considerazioni trarre da questa autorizzazione e/o deroga agli standard internazionali da parte dell’organismo centrale ENAC? Per quale ragione ENAC ha adottato questo provvedimento piuttosto che mantenere il “vincolo o servitù aeronautica”? Per quale ragione il nuovo Palazzo della Provincia non è stato progettato altrove o con altezza adeguata agli standard internazionali?
Il Regolamento ENAC, infatti, in materia sostiene:
9. LIMITAZIONE E RIMOZIONE OSTACOLI
9.1 Nuovi manufatti o estensioni degli stessi non possono forare la superficie di avvicinamento, quella di transizione o quella di decollo e salita, fatta eccezione del caso in cui è dimostrato all’ENAC che il nuovo manufatto o estensione sia in ombra rispetto a un esistente manufatto inamovibile.
9.2 Nuovi manufatti o estensioni degli stessi non possono forare la superficie orizzontale interna la superficie conica e la superficie orizzontale esterna fatta eccezione del caso in cui è dimostrato all’ENAC che il nuovo manufatto o estensione sia in ombra rispetto a un esistente manufatto inamovibile, oppure è dimostrato che questo non influisca negativamente sulla sicurezza delle operazioni o sulla regolarità delle stesse.
Solitamente le “deroghe” agli standard – almeno in alcuni Paesi - vengono adottate per certificare ostacoli o edificazioni storiche inamovibili o dinnanzi a “politiche” e sanatorie postume. Diversamente si modificano le traiettorie di atterraggio, di decollo, di riattaccata e contingency. Perché non è avvenuto?
30 giugno 2008

Allo scalo bergamasco di Orio al Serio, nonostante i validissimi impegni ed il Protocollo di intesa della SACBO, i risultati sono ancora deludenti. Il resoconto fornito dalla stessa SACBO relativo al gennaio 2008 non concede perplessità e dubbi. La postazione di Bagnatica continua ad essere in assoluto quella più pesante. L’indice LVAj il livello di valutazione aeroportuale giornaliero mensile è stato di 66.7, mentre il picco è stato di 69 Lva. Ma è il dato annuale 2006 di Bagnatica sia di 65.9 decibel, mentre a Bergamo è stato di 55.4 (via S. Pietro ai campi) e ad Orio al Serio è risultato 59.3 (Largo 25 aprile).
Dati preoccupanti se consideriamo che i voli nel frattempo sono aumentati e considerevolmente nel 2007, ed ancora nel febbraio 2008 che ha registrato ben 15.9% sul 2007. Come si traduce tutto questo sull’impatto acustico quotidiano?
La centralina posizionata in via delle Groane a Bagnatici è comunque quella che registra i dati più elevati e probabilmente anche nel corso della notte.
Se pensiamo, infatti, come la DCA ENAC dello scalo abbia emanato nel 2007 una specifica Ordinanza che obbliga i voli notturni verso est, quindi verso Bagnatica, accentuando il carico acustico su quei cittadini, non possiamo che preoccuparci.
Per garantire i residenti dell’intorno aeroportuale, bisognerebbe invece applicare alla lettera le circolari emanate dall’ENAC.
Ma non basta, con una serie di comunicati stampa, la stessa SACBO segnala eventuali autorizzazioni in contrasto con l’incomprensibile Ordinanza ENAC n.07/07, una sorta di giustificazione per qualche volo che avrebbe violato una norma, quando occorrerebbe capire le ragioni di un provvedimento del tutto contraddittorio con una realistica politica di mitigazione dell’impatto acustico particolare e globale.
La recentissima circolare ENAC Apt 29 - Adozione del concetto di approccio equilibrato ai fini del contenimento del rumore negli aeroporti - sollecita i gestori e la Commissione Aeroportuale a mitigare gli sforamenti di legge, ovvero la soglia dei 65 Lva, ma probabilmente a Bergamo non lo sanno ancora. 14 marzo 2008