Continuano le iniziative del Comitato "Fuoripista". Dopo il convegno dello scorso 20 febbraio (di cui proponiamo il comunicato stampa e la sintesi in pdf) il comitato prosegue la mobilitazione per capire la portata del master plan che, raddoppiando il sedime dello scalo romano, triplicherà il numero dei movimenti aerei.
La trasformazione territoriale che dovrebbe investire il Litorale Romano rischia di sconvolgere radicalmente l'assetto urbano, industriale, turistico ed economico di una vasta area e poter confrontarsi con cittadini ed amministratori locali coinvolti, è diventata una questione fondamentale.
Sabato 20 febbraio, presso l’Auditorium della Scuola Media Statale “L. Albertini” a Fregene, si è svolto l'incontro dibattito sul tema “Raddoppio dell’Aeroporto di Fiumicino, opportunità o disastro per il Territorio?”.
L'incontro è stato organizzato dal Comitato FuoriPISTA ed ha visto la partecipazione di un gran numero di cittadini, evidentemente interessati e preoccupati per le conseguenze che potrebbero verificarsi se il progetto di ampliamento della società ADR andasse in porto. Nel corso dell'incontro sono stati analizzati criticamente i dati relativi all'impatto che l'ampliamento dell'aeroporto potrebbe avere sul territorio ed è stato affrontato a viso aperto l'argomento del lavoro, dimostrando che i calcoli relativi ai possibili nuovi occupati sono in realtà privi di fondamento logico e matematico (in allegato una sintesi del convegno).E' stato inoltre proiettato il film documentario "Tutti giù per aria (l'aereo di carta)" sulla vicenda CAI-Alitalia, realizzato dagli stessi lavoratori. Al termine dell'incontro, si è sviluppato un ampio dibattito che ha visto, tra gli altri, l'importante contributo di Alessandro Urbani e Antonio Rotundo per il WWF Lazio, di Francesco Loutieri e Gabrielle Villano del WWF Litorale Romano e l’intervento di Maurizio Gubiotti coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente.
Il Comitato FuoriPISTA intende ringraziare pubblicamente il Preside della SMS L. Albertini per aver messo a disposizione l'auditorium e tutti i cittadini per l'ampia partecipazione e l'interesse dimostrato.Si ricorda inoltre che l'incontro di sabato 20 rappresenta la prima di una serie di iniziative che il Comitato intende portare avanti nel territorio sui diversi temi legati al raddoppio dell'aeroporto di Fiumicino. Comitato FuoriPISTA
www.comitatofuoripista.blogspot.com/ 3 marzo 2010
Le prospettive di un aeroporto "faraonico", con sei e magari sette piste totali di volo, preoccupa, legittimamente i cittadini residenti nella zone del Litorale Romano. Le implicazioni appaiono invitabili, scontate. L'habitat sarà investito da una vasta e profonda trasformazione geo-infrastrutturale che sarà innescata dal sistema delle nuove piste e aerostazioni. Aerohabitat ha da tempo analizzato e argomentato sul progetto di ampliamento del Da Vinci, riferendosi ad corposo studio sviluppato ancora negli anni '80 dello scorso secolo.
Nel 1993, con il documento denominato Master Plan 1960-2030, Aeroporto Leonardo da Vinci, "Gigantismo, sprechi , inefficienze" Aerohabitat aveva delineato criticamente i limiti e le ripercussioni dello studio USA della Reynold Smith & Hills che ora la Società ADR sembrerebbe riproporre con le progettualità che nel Maccarese sconvolgeranno gli attuali assetti territoriali, industriali ed economici (con imprescindibili verifiche per la loro compatibilità, sostenibilità e convivenza per la comunità ed in territorio) del Litorale.
Il nuovo progetto tuttavia non solo raddoppia l'area del sedime aeroportuale, ma punta ad un target che ha previsto la triplicazione dei volumi di traffico come numero di movimenti aerei.
Aerohabitat presenta il comunicato stampa dell'assemblea organizzata dal Comitato Fuoripista per il prossimo 20 febbraio.
Il giorno 20 febbraio 2010 alle ore 17 il “Comitato Fuoripista”
invita la cittadinanza all’incontro che si terrà presso l’Auditorium della S.M.S.
“L. Albertini, a Fregene, in via Portovenere 145, sul tema:
Raddoppio dell’Aeroporto di Fiumicino:
opportunità o disastro per il Territorio?
Le recenti iniziative assunte da Adr (società privata che ha in gestione gli Aeroporti di Roma) con la presentazione ufficiale lo scorso 14 ottobre 2009 all’ENAC e al Governo del Progetto di ampliamento dell’aeroporto e con la successiva emanazione del bando di gara internazionale per il Master Plan del 20 gennaio 2010, hanno infatti dato una forte accelerazione ai progetti faraonici di Adr, rendendo improcrastinabile da parte delle autorità locali e di tutta la cittadinanza una pubblica presa d’atto della situazione e una riflessione attenta sulle conseguenze che potrebbero verificarsi anche a breve sul territorio.
Il progetto, presentato all’ENAC ed al governo, vorrebbe infatti trasformare una delle poche zone dell’Agro romano che ha mantenuto la sua vocazione agricola e turistica e che si è salvata dalla speculazione, in una zona di servizi per l’aeroporto, con una seconda aerostazione proprio all’interno di quella che attualmente è un aerea protetta e sottoposta a svariati vincoli, trovandosi interamente all’interno della Riserva Statale del Litorale..
Da quando i cittadini hanno potuto vedere i piani che ADR ha presentato all’ENAC si sono resi conto della portata della devastazione che avverrebbe in questo territorio.
1.400 ettari di terreni espropriati su cui dovrebbe sorgere, oltre ad altre due piste, un’area di quasi 1.000.000 di mq di edifici (sono infatti previsti: nuovi terminal, una nuova stazione ferroviaria collegata alla linea Roma-Pisa; una stazione per una metropolitana leggera per il collegamento con l’attuale aeroporto; altri centri commerciali - che andranno ad aggiungersi agli esistenti “Da Vinci” e “Parco Leonardo”- alberghi, centri congressi – oltre a quelli già forniti dalla nuova Fiera di Roma - strutture terziarie e direzionali, ecc
E’ chiaro che tutto ciò trasformerebbero radicalmente questo territorio, rendendolo inutilizzabile per l’agricoltura e per il turismo e peggiorando le condizioni di vita e di salute sia dei residenti che dei cittadini della capitale, che utilizzano questo luogo durante la stagione estiva o nei fine settimana.
Ma vale la pena? E' necessario aggiungere nuove piste per smaltire un possibile aumento di traffico aereo? La messa in atto di questo progetto porterà effettivamente nuovi posti di lavoro? O non rischia di ridurre drasticamente quelli che ci sono ora e che sono legati all’agricoltura e al turismo? Quale tipo di sviluppo i cittadini auspicano per questo territorio?
Su questi temi si aprirà il dibattito dopo la presentazione di alcuni contributi finalizzati a mettere in luce il tipo di progetto in discussione e le sue possibili conseguenze, vi sarà la proiezione di “ Tutti giù per aria” , film-documentario sulla vicenda Alitalia, realizzato dagli stessi lavoratori.
Questa iniziativa rientra in una serie di azioni che il Comitato FuoriPISTA, costituito da cittadini del territorio di Fiumicino, sta attuando da alcuni mesi per sensibilizzare le autorità locali e nazionali e i cittadini in vista del progetto di ampliamento dell'Aeroporto Leonardo da Vinci. 15 febbraio 2010
La gara per l'appalto del mega scalo che sarà realizzato a nord dell'attuale infrastruttura aeroportuale è stata avviata. I tempi e le scadenze sono state fissate, lo scalo con un traffico di 90 - 100 milioni di passeggeri è un traguardo ravvicinato, ma il Comitato Fuoripista è ancora a sollecitare diritti e tutele fondamentali in attesa di una loro precisa identificazione e riconoscimento. Lo scorso 22 gennaio 2010, mentre il master plan faraonico con il raddoppio del sedime aeroportuale e la triplicazione del traffico incombe sulla comunità e sul territorio del Litorale Romano, il Comitato ha emanato il sottostante comunicato.
La salute è un diritto primario e universale
Il Comitatofuoripista ha sollecitato incontri con le massime autorità (Presidenti, Sindaco e Assessori competenti) della Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di Fiumicino per affrontare la tematica degli inquinamenti, del posizionamento e numero di centraline da predisporre all’esterno del sedime aeroportuale per il monitoraggio dei livelli di inquinamento acustico.
La quantità delle centraline da posizionare nel territorio, come previsto dal piano elaborato dall’Amministrazione comunale e dall’ARPA Lazio, per rilevare l’inquinamento acustico provocato dagli aeromobili in fase di atterraggio e decollo, sono ritenute insufficienti ai fini di un efficace monitoraggio utile per la salvaguardia della salute dei cittadini.
Il Comitatofuoripista rileva l’assenza di un piano coordinato d’insieme che rischia di vanificare i risultati che dovrebbero essere alla base di futuri interventi e decisioni a tutela dei cittadini e del territorio. Dallo stesso contenuto dell’interrogazione parlamentare della On. Marianna Madia emerge la preoccupazione che più volte abbiamo manifestato.
Oltre al monitoraggio dell’inquinamento acustico si rende necessario, coinvolgendo le istituzioni sanitarie competenti, esaminare il grado della qualità e quantità degli agenti inquinanti presenti nell’aria, nei terreni e centri abitati interessati all’atterraggio e decollo dei vettori che utilizzano l’aeroporto “Leonardo da Vinci”. 28 gennaio 2010
Nella settimana scorsa è stata avviata la procedura di gara europea che porterà alla presentazione del masterplan di Fiumicino. Il target finale è quello che dovrebbe portare a 100 milioni di passeggeri per il 2044 e realizzare altre quattro piste di volo con le facilities (terminal e altro) conseguenti
Il bando internazionale proposto da AdR, com'è noto, ha previsto la ricollocazione delle quattro piste, ovvero lo sviluppo dell'aeroporto di Fiumicino nella zona a nord, nella zona del Maccarese.
La criticità delle odierne infrastrutture aeroportuali è stata evidenziata anche la scorsa estate, e sono state previste opere colossali. Non solo una semplice modernizzazione/adeguamento in previsione del traffico stimato di 55 milioni di passeggeri per il 2020 e tra 90 e 100 milioni al 2044.
Il piano è quello annunciato, una sorta del raddoppio dello scalo, con il sedime aeroportuale aggiuntivo di 1300 ettari.
La gara si completerà il prossimo 26 febbraio prossimo mentre dal primo marzo al 24 maggio saranno valutate proposte tecniche. Solo il primo luglio 2010 potranno essere ratificati i contratti con il probabile start dei lavori.
Gli interrogativi che tuttavia sono stati posti, lo ha fatto anche Aerohabitat, concernono il numero complessive delle piste al 2044, ed anche i movimenti giornalieri o annui compatibili con i volumi di traffico stimati.
Fiumicino con 900 mila movimenti l'anno (solo Atlanta e Chicago hanno questi numeri), 100 uscite nuove d'imbarco, altre 140 nuove piazzole di sosta per gli aeromobili, nuovi routing di rullaggio pre e post decollo potranno garantire volumi di traffico. Il progetto appare ambizioso. Forse troppo?
Solo DeGaulle supera 500 mila/voli anno mentre Heathrow, Francoforte e Amsterdam non li raggiungono ancora. Fiumicino invece è ancora attestato a meno di 330 mila voli/anno.
In sostanza il Leonardo da Vinci stima non solo il raddoppio del sedime aeroportuale, ma triplica i voli? Il bacino di traffico del centroItalia e la capacità attrattiva di Roma come hub potranno davvero esigere un'opera così faraonica? Con tali traguardi? L'opera potrà coesistere con il territorio e la comunità circostante?
Probabilmente il masterplan annunciato a Fiumicino appare sovrastimare i target operativi, e potrebbe non essere stato ancora adeguatamente esplicitato.
La vecchia infrastruttura, quella sorta dal primo progetto degli anni 1960 e in seguito ampliata, la vecchia pista 16 destra, la numero 1, la numero 2, ovvero la pista 25 e la 16 destra non saranno, nel tempo, smantellate per essere sostituite in toto dal nuovo insediamento del Maccarese con due piste accoppiate parallele con orientamento nord sud? 21 dicembre 2009
Era solo il mese scorso che Aerohabitat argomentava sulla esistenza, efficienza, funzionalità delle rete di monitoraggio dell'aeroporto di Fiumicino. E' davvero possibile che il primo scalo hub Italiano non disponga di una rete di monitoraggio? Che il sistema operi ma non sia stato sottoposto alle verifiche periodiche? Che sia del tutto operante senza tuttavia fornire i valori registrati, senza una adeguata e periodica trasmissione dei dati ai cittadini interessati?
Gli interrogativi esistevano e continuano a persistere, al punto che una interrogazione parlamentare sembra raccoglierli in toto. Aerohabitat propone l'intervento presentato da Maria Anna Madia martedì 1 dicembre 2009.
Interrogazione a risposta scritta 4-05243 - seduta n.254
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:
- in data 2 luglio 2008, seduta n. 27, l'interrogante presentava un atto di sindacato ispettivo (4-00519) avente ad oggetto il grave inquinamento acustico prodotto dalle infrastrutture aeroportuali nel comune di Fiumicino;
- in data 16 febbraio 2009 il Governo rispondeva riconoscendo il grave problema e affermando testualmente «Per garantire la completa attuazione della normativa vigente in materia, questo Ministero, sensibile al disagio manifestato dalla popolazione abitante nell'intorno aeroportuale, ha recentemente invitato la direzione dell'aeroporto di Roma Fiumicino a sollecitare la società di gestione nella predisposizione del progetto previsto all'articolo 2 del DM 29 novembre 2000, e a riferire sulla tempistica e le modalità dell'intervento»;
- nel mese di novembre 2009, il quotidiano telematico Il faro che si occupa dei temi di attualità del litorale laziale ha riportato la notizia http://www.ilfaroonline.it/fiumicino.php?id=1455) che la città di Fiumicino avrebbe avviato in collaborazione con l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente del Lazio un monitoraggio, nell'ambito della struttura «Cristal», dei livelli di emissione dei rumori provenienti dalle attività connesse alla presenza dell'aeroporto;
- sarebbero state installate, secondo la stessa fonte, quattro apparecchiature per le installazioni acustiche in diverse località del territorio comunale;
- secondo le associazioni ambientaliste di cittadini (Comitato Fuoripista http://comitatofuoripista.blogsspot.com:80/2009/11/altro-che-cristal-polveri-negli-occhi.html) il numero e la distribuzione delle centraline sarebbero insufficienti ad una appropriata misurazione dei livelli di inquinamento. L'aeroporto di Ciampino, sensibilmente minore per traffico e attività, avrebbe molte più centraline e distribuite in maniera più compatta sul territorio -:
- se il Governo abbia notizia del piano predisposto dagli enti locali per la misurazione dei rumori nell'area di Fiumicino e se sia noto se si sia proceduto ad una misurazione della qualità dell'aria, vista anche la forte vocazione agricola dell'area;
- quale sia lo stato di attuazione del piano di contenimento e abbattimento del rumore ai sensi dell'articolo 10, comma 5, della legge 26 ottobre 1995 n. 447;
- quante centraline siano effettivamente operanti nel sedime aeroportuale, poiché nella risposta al summenzionato atto di sindacato ispettivo (4-00519) il Governo menziona 9 centraline diversamente nella risposta ad un altro atto di sindacato ispettivo presentato il 10 giugno 2009 nella seduta n. 185 (4-03223) il Governo, fa riferimento a 15 sensori a cui se ne dovrebbero aggiungere altri 3. 11 dicembre 2009
Nel 1995 - lo segnalava anche il Corriere della Sera - i “verdi” denunciavano la persistenza centraline rumore ancora inattive.
Dove? Ma a Fiumicino. Le sette centraline della rete di rilevamento dell'inquinamento acustico dell' Aeroporto di Fiumicino, “costate al ministero dei Trasporti due miliardi, a due anni dall' installazione non sono ancora entrate in funzione. Lo denuncia il capogruppo dei verdi della Regione Lazio, Angelo Bonelli, che ha inviato una diffida agli Aeroporti di Roma e Civilavia, affinche' le apparecchiature siano rese operative entro un mese. Bonelli ha ricordato di aver già inviato un esposto lo scorso 10 ottobre”.
A seguito delle proteste dei cittadini di Fregene e dei cancelli Rossi (Isola Sacra), dopo quattro anni – era il 1995 - dall' acquisto le apparecchiature, il rumore degli aerei in atterraggio e decollo non era stato ancora sottoposto al monitoraggio sistematico.
Il responsabile locale dei verdi, Angelo Bonelli, aveva denunciato il ritardo.
E’invece di questi giorni la notizia che il comune di Fiumicino, di concerto con Arpa Lazio e con la Provincia di Roma, ha progettato il controllo dei livelli di emissione dei rumori generati dalle attività aeroportuali del Leonardo da Vinci.
I recettori (si suppone centraline mobili) sarebbero localizzate in nell’intorno delle piste.
Sarebbero il Centro Anziani di Fregene in via Porto via Coni Zugna, presso l' Hotel ai Cancelli Rossi in via Portuense, lungo le traiettorie di decollo presso il Centro Sportivo di Pesca in Via del Fontanile di Mezzaluna a Maccarese e di atterraggio.
Come commentare questa iniziativa? Con alcuni rilievi storici.
La rete delle centraline acustiche esistenti e citate dal responsabile dei Verdi, Angelo Bonelli, voluta dall’ex Pretore Gianfranco Amendola in seguito ad un esposto del Comitato dei Cancelli Rossi, ha mai funzionato?
Le notizie sui lavori della Commissione Aeroportuale dell’aeroporto di Fiumicino ricordano (vedi ENAC) la mappa acustica è stata chiusa e deliberata anni addietro.
Il Rapporto ENAC 2007 riporta che a Fiumicino sono state adottate le procedure antirumore e approvate le curve isofoniche. Che non era stata individuato il sito delle centraline, che peraltro erano state installate.
Le curve isofoniche, ovvero la mappa acustica decisa dalla Commissione aeroportuale, non sono state verificate. Nonostante questo, riporta ancora il Rapporto ENAC 2007, sarebbero state approvate le zone di rispetto A, B e C.
In sostanza l’analisi appare assai contraddittoria, come appare del tutto inatteso, che ora dinnanzi al progettato raddoppio dello scalo della Capitale, venga sollecitata una verifica dell’impronta acustica attuale.
Una verifica che avrebbe dovuto avvenire già anni addietro. Soprattutto nella persistente assenza di una adeguata rete di monitoraggio e di dati acustici sul reale incidenza delle emissioni sonore generate dai velivoli nell’attività aeroportuale.
Con l’intervento dell’Arpa Lazio e di Cristal, tuttavia, anche il maggior scalo Italiano potrà avviare una reale politica di tutela dei cittadini residenti nell’intorno alle presenti e future piste di volo di Fiumicino. 06 novembre 2009
Era atteso da tempo. Il piano per il raddoppio dello scalo con la nuova aerostazione al 2020 in fondo ricalca il progetto esistente ancora negli anni 80.
Quello che è stato presentato il 14 ottobre, in contemporanea con il Piano di Malpensa per il 2020 ha previsto una capacità di 55 milioni di passeggeri nel 2020 e di 100 milioni nel 2040. Come Aerohabitat aveva già anticipato tutto avverrà con l’allargamento del sedime aeroportuale di altri 1500 ettari.Uno spazio verso nord, verso l’area del Maccarese.
Con una nuova aerostazione posizionata a nord, tra le vecchie e nuove piste di volo, saranno realizzati, un nuovo sistema per il trattamento dei bagagli Bhs-Hbs nel 2011, un nuovo "Molo C", un nuovo parcheggio multipiano da 2.130 posti nel 2012, una nuova area imbarco del terminal A dedicata ad Alitalia e, le piste.
Ecco su questo punto, nonostante i disegni e le immagini siano oltremodo chiare, non si sono avute dichiarazioni precise. La questione è rimasta sullo sfondo, nonostante sia stata ben esplicitata dall’immagine dall’alto del nuovo layout dello scalo del Litorale Romano.
Osservando la mappa proposta nel pdf della conferenza stampa di presentazione di ADR, si notano ben tre extra piste. Possibile che servano tante piste? Alcune delle piste storiche dovranno forse essere smantellate?
Londra Heathrow nel 2008 ha movimentato oltre 67 milioni di passeggeri. Ha qualche significato questo rapporto, questa comparazione Roma – Londra? Ne riparleremo. 16 ottobre 2009
Partire puntuali significa partire entro quindici minuti dall’orario di partenza.
Ecco, è da questo che bisogna partire per districarsi e capire il senso degli articoli di questi giorni riguardanti Fiumicino, ultimo nella classifica dei ritardi in Europa.
Il rapporto mensile Eurocontrol relativi a giugno 2009, dopo aver registrato un traffico in calo medio del 8% sul 2008, riportano una media dei ritardi globale pari a 10.4 minuti per i decolli e 10.1 minuti per gli atterraggi.
Media dei ritardi che si sono ridotti del 24-25%, un ottimo risultato rispetto allo stesso mese del 2008.
La ragione appare ovvia, sono calati i voli e sono calati anche i ritardi.
E’ aumentata la puntualità quindi.
Ma non a Fiumicino. Ecco il punto.
Quello che Aerohabitat vuole sottolineare – in contrasto con una convinzione generalizzata - è che la causa prima di questa leadership negativa Europea non può essere attribuita deve essere attribuita in toto alle difficoltà operative organizzative della flotta Alitalia – CAI – Airone.
Questo viene invece sostenuto dai media.
I ritardi vanno piuttosto ricondotti al sistema aeroportuale romano di Fiumicino.
Al livello di saturazione raggiunto dal layout di piste, terminal, moli che non sono in grado di operare come scalo hub del gruppo Alitalia - CAI e, di sostenere nel contempo, i picchi estivi del traffico della Capitale.
Aerohabitat lo sostiene da tempo, Fiumicino non è in grado di reggere l’impatto strategico perseguito dal gruppo Alitalia. Non dispone dei requisiti infrastrutturali per gestire un traffico hub come preteso da innumerevoli fautori della centralità del sistema del Litorale Romano (le anomalie sulla cachement area necessitano di una analisi a parte).
Per tale scopo la società ADR ha rilanciato un nuovo piano di espansione dello scalo verso nord e la costruzione di una – due piste.
Il record dei ritardi di Roma Fiumicino, ultimo tra gli aeroporti UE, registra, infatti, una media di 20,8 minuti per ogni volo. Un ritardo medio doppio rispetto alla media Europea nonostante il mese di giugno 2009 registri un calo di voli pari a – 10.9% e di passeggeri del 11.9% (-20.8% nel transito delle merci) sullo stesso mese del 2008.
Cosa sarebbe accaduto se a Fiumicino il numero dei voli e dei passeggeri fosse aumentato? Cosa succederà quando la crisi di traffico finirà? Non osiamo pensarlo.
Anche se ADR vorrebbe attribuire una grossa responsabilità dei ritardi al gruppo Alitalia – la puntualità degli altri vettori sarebbe intorno al 70% si sostiene, ma il dato non è comparabile - occorre analizzare le cause derivate da un sistema piste, parcheggi, riconsegna bagagli non adeguato alle strategie di collegamenti della rete Alitalia e del sistema dell’aviazione commerciale del Paese. 20 agosto 2009
Sul piano di raddoppio dello scalo hub della Capitale, che ha previsto di allargarsi fino a 3000 ettari di sedime aeroportuale con tutto quello che ne concerne, Aerohabitat è intervenuto più volte.
Stavolta lo stesso argomento è oggetto di un recente comunicato stampa del Comitato Fuoripista. Aerohabitat lo propone in versione integrale.
Il Piano di sviluppo aeroportuale 2008-2020 AdR-ENAC esiste!!!
Il comitato Fuoripista, dopo vari solleciti, finalmente ha avuto la possibilità di consultare presso l’Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC), la documentazione ufficiale attestante lo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino.
Altri enti, tra cui la Regione Lazio, con vari pretesti si rifiutano di farci consultare ufficialmente, come da legge sulla trasparenza, la documentazione. Chissà cosa hanno da nascondere alla collettività che dovrebbero rappresentare.
L’ampliamento dell’aeroporto è in fase di progettazione e se sarà realizzato, molte abitazioni, terreni agricoli, piccole e medie aziende saranno espropriate con l’effetto di uno stravolgimento del territorio e dell’ambiente.
Le stesse audizioni effettuate dalle società interessate all’ampliamento dell’aeroporto presso le Commissioni Permanenti della Camera dei Deputati e Senato, confermano inequivocabilmente l’avvio delle procedure, dei tempi e dei fondi necessari per l’ampliamento dell’aeroporto che prevede l’esproprio di oltre 1500 ettari ricadenti integralmente nella Riserva Statale del Litorale Romano, vero patrimonio agricolo nonché polmone verde, indispensabile alla comunità romana.
L’inquinamento acustico ed atmosferico derivante condizionerebbe definitivamente la qualità della vita di tutti i cittadini coinvolti. La stessa economia turistica subirebbe delle conseguenze negative così dicasi per il valore delle relative abitazioni circostanti l’aeroporto.
La Riserva Statale del Litorale Romano, nata per salvaguardare anche l’integrità dell’azienda agricola della Maccarese e del territorio circostante, sarebbe in gran parte cancellata e sostituita da una nuova e devastante cementificazione.
I massimi rappresentanti della Regione Lazio, della Provincia di Roma e quelli del comune di Roma e Fiumicino, sono davvero favorevoli a questo scempio?
Allo stato attuale sembrerebbe che a nessuna forza politica interessi l’ambiente, la tutela del territorio e la salute dei cittadini che con l’ampliamento dell’aeroporto saranno inevitabilmente compromesse. Il modello di sviluppo, da loro proposto, corrisponde alla stessa visione politica dei costruttori romani?
In tutta questa vicenda, paradossalmente, nessuno a finora voluto rilevare l’esistenza di un chiaro conflitto d’interessi: aziende di proprietà o che fanno capo al gruppo della Benetton sono presenti nell’ex Alitalia (attuale CAI), negli Aeroporti di Roma (AdR) e Maccarese SpA.
Solo una forte e consapevole mobilitazione popolare potrà fermare questa nuova cementificazione nonchè l’ennesimo scempio all’ambiente e al territorio. Mobilitandoci è possibile salvaguardare e sviluppare le attività economiche, le esigenze e le aspirazioni di chi vive il territorio. Fiumicino 11/07/2009
comitatofuoripista(at)gmail.com
http://comitatofuoripista.blogspot.com
16 luglio 2009
Fiumicino non ha i requisiti di scalo hub Italiano del XXI secolo.
Aerhabitat lo sostiene da tempo, il Leonardo da Vinci non ha l’infrastrutturale adeguata.Nonostante sia l’unico scalo Italiano con tre “grandi piste” per voli intercontinentali registra un layout tra piste e aerostazioni, moli e pontili inadeguato a reggere un flusso di traffico intorno a 100 movimenti/ora.
La stessa società Aeroporti di Roma aveva in cantiere la costruzione d’altre piste ancora negli anni’80. Sono passati decenni ed ora, in ritardo, ecco ambizioso progetto della quarta pista (operativa nel 2014-2015) e di una quinta e sesta per il 2040.
La quarta pista sarà localizzata su 1300 ettari tra la zona di Santa Ninfa e via delle Tamerici. “Il piano di sviluppo, a breve e medio termine, è stato concepito per soddisfare le esigenze di 53 milioni di passeggeri previsti in transito nel 2020. In un futuro non molto lontano, quindi, lo scalo aeroportuale, già oggi collegato da oltre cento compagnie aeree con circa 150 destinazioni in tutto il mondo, ospiterà 1500 voli al giorno tra arrivi e partenze”.
Il nuovo scalo “Fiumicino 2” potrà disporre di una terza pista 16/34 ovvero nordsud collegata ad un’aerostazione e due moli con 40 piazzole per la sosta/transito degli aeromobili.
L’accessibilità viaria di “Fiumicino 2” sarà instradata dall’autostrada per Civitavecchia. Quella ferroviaria dalla direttrice Maccarese-Fregene. Poche invece le notizie sulle ricadute territoriali della nuova Fiumicino.
Aerohabitat ha inutilmente cercato informazioni sulle ripercussioni scaturite dall’allargamento del sedime d’altri 1300 ettari e degli spazi successivi correlati alla quinta e sesta pista.
Quale futuro è stato riservato a Fregene? Per Ladispoli? Per S.Marinella. Per le cittadine de Litorale Romano e le frazioni dell’entroterra?
Ma interrogativi sorgono anche sulla collocazione del nuovo mega scalo nella rete dei sistemi hub del Mediterraneo e/o del sud Europa?
Sarà come ha sostenuto il Presidente ai Trasporti UE, Antonio Tajani colloca Fiumicino:
- “il ponte tra il vecchio continente e l’Africa, un vero hub in grado di essere una porta verso il Mediterraneo, destinato a divenire un gioiello del made in Italy”.
Secondo la Alitalia - CAI le previsioni di crescita del traffico a Fiumicino dai 30 milioni di passeggeri del 2007 passerà ai 44 del 2015, ai 60 del 2020 e ai 110 del 2040.
Il mega scalo della Capitale tuttavia, sconta ritardi storici e geopolitici e di bacino di traffico. Nonostante il “grandioso progetto di crescita” rischia un ruolo minore rispetto ai sistemi hub continentali Europei che già movimentano volumi di traffico che Fiumicino stima oltre il 2020. 23 giugno 2009
Fare nuove piste in Italia non è un’operazione semplice e di rapida attuazione. Anche quando è urgente disporre di una pista di volo. In lista di attesa da qualche è ancora Malpensa.
La disputa sull’hub italiano appare ormai una sorta di comica tutto campanilistica e paesana. Dopo il testa coda Alitalia e CAI su quale dovesse essere l’hub di riferimento italiano, alcuni esperti hanno concentrato l’obiettivo su Roma Capitale come unica sede del sistema sub Paese. Altri hanno argomentato su un fantomatico sistema Italiano – altamente competitivo – benché sviluppato su una rete NoHub.
Una sorta di point-to-point fatto in casa ed in grado di misurarsi con le economie di scalo – network e route structure - delle major del centro e nordeuropea.
Ma, probabilmente, è solo quello che serve per integrare il sistema aeroportuale del Paese alle strategie di rete del gruppo Sky Team.
Servono altre piste e ADR - dopo anni di stand by – sostiene di lavorare alla costruzione della quarta pista: sarà operativa nel 2014-2015. Non costerà gran che, solo 120 milioni di euro.
Per il 2040 Fiumicino potrà disporre anche della quinta e la sesta pista.
Fiumicino secondo alcuni autorevoli esperti dovrebbe diventare, non più lo scalo hub Italiano, bensì l’hub del Mediterraneo e del Sud Europa.
Lo ha sostenuto anche il vice presidente della Commissione europea commissario ai Trasporti Antonio Tajani.
Il ruolo di Fiumicino stima volumi di traffico intorno a 44 milioni di passeggeri nel 2015, saranno 60 milioni per il 2021 e 140 milioni nel 2043.
Una progressione davvero spettacolare. Ma intanto bisogna misurarsi con il quotidiano.
Dopo l’abbandono di Malpensa da parte di CAI Alitalia, tuttavia, Fiumicino non ha recuperato né il numero dei voli traslocati e tantomeno e i passeggeri. Nel 2008 Malpensa ha perso ben il 18.5% dei voli e Fiumicino ne ha guadagnati solo il 3.5%.
Le percentuali vanno disaggregate e contestualizzate ma questi semplici dati mettono in luce, comunque, le odierne criticità infrastrutturali del Leonardo da Vinci.
L’aeroporto della Capitale è saturo. La ricettività delle piste è sotto stress. Non solo nelle ore di punta. Le esigenze dello scalo richiederebbero già da ora, almeno una quarta pista (e relativa aerostazione). Le strategie della nuova Alitalia, sviluppata su sei basi operative, cerca in qualche modo di sopperire alle difficoltà di Fiumicino. Creando un artificioso network ed una catchment area allargata ma utile ad alimentare il De Gaulle. 25 maggio 2009
Nella giornata di ieri 11 febbraio 2009 l’ANSV ha reso noto, sul sito web, un “inconveniente grave” occorso a Fiumicino lo scorso 9 gennaio. L’evento notificato riguarda una runway incursion tra un aeromobile Boeing 747-400 immatricolato HS-TGZ della Thai Airlines ed un Airbus 319.
La sequenza dell’inconveniente grave – che Aerohabitat non è in grado di classificare in una delle quattro categorie “severity” di rischio corso – ha riguardato il Boeing che ha attraversato, mentre era in rullaggio verso la testata pista 16 destra per il decollo, la pista 25 (la pista ortogonale al litorale) sulla quale aveva iniziato la corsa di decollo l’Airbus 319.
La ridotta velocità di quest’ultimo velivolo avrebbe consentito un abort take off o interruzione di decollo in sicurezza. Quale la ragione del disguido comunicativo che ha, probabilmente, portato alla runway incursion? Forse i due velivoli erano su due frequenze diverse? Il Boeing 747 sulla frequenza del “ground” e l’Airbus 319 su quella della torre? Diversamente qualcuno ha mal interpretato le autorizzazioni comunicate dall’ATC? 12 febbraio 2009
Anche il maggior scalo aereo Italiano, dopo aver costituito negli anni ’80 uno dei primi Comitati Italiani “Cancelli Rossi”, ha ora un nuovo Comitato di Cittadini che si batte per aver un aeroporto compatibile e sostenibile.
E’ sorto nel 2008 si chiama “Comitato fuoripista” e illogo sostiene”no all’ampliamento delll’aeroporto di Fiumicino e la costruzione della quarta pista..si alla salute delle persone e alla tutela dell’ambiente…questa terra è la nostra terra..”.
E’ disponibile on line sul sito comitatofuoripista.blogspot.com e la sua ultima iniziativa è del 9 gennaio 2009, con una lettera al mondo istituzionale che proponiamo integralmente:
Al Sindaco del Comune di Fiumicino - All'ARPA Agenzia Regionale Protezione Ambiente - Al Presidente della Regione Lazio - All'Assessore alla Sanità Regione Lazio - Al Presidente della Provincia di Roma e per conoscenza a:
Al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Al Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, All'Ufficio Extradipartimentale di Polizia Provinciale Fiumicino - 9 gennaio 2009
IL COMITATO FUORIPISTA che rappresenta l'opinione di un gran numero di cittadini residenti nelle diverse aree del comune di Fiumicino "interessati" dal traffico degli aerei in decollo e atterraggio nel locale Aeroporto,
FA RILEVARE CHE:
- nelle zone limitrofe al sedime aeroportuale non sono mai state effettuate rigorose e costanti analisi della qualità dell'aria, del suolo e delle acque di superficie e ciò nonostante negli ultimi anni la popolazione residente nel comune sia aumentata in modo assai considerevole;
- in tutte le aree interessate dal traffico aeroportuale in Italia e in Europa, laddove tali indagini siano state effettuate hanno rilevato come nel raggio di decine di chilometri dal sedime aeroportuale sia riscontrabile la presenza di particolato ultrafine (PM10, PM5) le cosiddette polveri sottili, senza considerare le emissioni dannose prodotte dalla combustione del cherosene nelle fasi di atterraggio e decollo ed il rilascio di considerevoli quantità di tale carburante a bassa quota;
- una stima per difetto paragona l'inquinamento di ogni aereo a quello di 500 auto non catalizzate;
- nel corso del 2007 su Fiumicino ci sono stati anche fino a 1100 movimenti giornalieri e nel 2008, in media, la situazione è rimasta pressoché immutata;
- a fine settembre 2008 il Tribunale Civile di Milano, con il supporto di una consulenza tecnica dell'Università Statale, ha imposto alla SEA e al Ministero dei Trasporti un risarcimento per danni da inquinamento causati dagli scarichi degli aerei in decollo e atterraggio su Malpensa (che subisce peraltro "solo" 700 sorvoli al giorno);
- l'attuale sedime aeroportuale di Fiumicino ricade nel territorio della Riserva del Litorale Romano, elemento che da solo richiederebbe una maggiore attenzione alle questioni ambientali.
Per le ragioni sopraesposte, SI RENDE INDISPENSABILE, secondo il Comitato Fuoripista, procedere ad un monitoraggio permanente della qualità dell'aria, dei suoli, delle acque di superficie e dei livelli di inquinamento acustico nelle zone del comune interessate al sorvolo degli aerei in fase di decollo e atterraggio anche, ma non soltanto, in relazione alle voci sempre insistenti di un raddoppio dell'attuale sedime e del conseguente incremento del traffico aereo.
I risultati di tali indagini dovranno, a norma di legge, essere resi pubblici e dovranno costituire elemento dirimente in merito a qualunque decisione di interventi sull'aeroporto attuale: la salute dei cittadini infatti non è un bene barattabile così come non lo è il futuro del nostro territorio.
Restiamo in attesa di un cortese riscontro confidando che l'interesse di pochi non possa prevalere, nei confronti delle Istituzioni democratiche, sul diritto alla salute della popolazione del comune di Fiumicino.
Per eventuali comunicazioni si prega di rivolgersi a:
comitatofuoripista(at)gmail.com
http://comitatofuoripista.blogspot.com 19 gennaio 2009
RAI 3 con la trasmissione Report il 23 novembre si è occupata dello smaltimento dei rifiuti nella puntata titolata “L’oro di Roma”. L’inchiesta è stata centrata sulla discarica di Malagrotta di Roma, la maggior in Europa, nella quale confluiscono i rifiuti della Capitale e della Città Vaticano. Aerohabitat ripropone l’argomento per l’assoluta e primaria connessione esistente tra l’attività di volo sullo scalo romano di Fiumicino, con il maggior traffico aereo di bassa quota Italiano, e l’allerta e/o rischio impatto volatili ad essa associato.
Ebbene la vastità del fenomeno “birdstrike e/o impatto volatili” è rappresentato non solo dall’intesa attività aerea a bassa quota che interessano le sei testate pista del Leonardo da Vinci – oltre il 90% dell’impatto volatili avviene sotto i 300 metri dal suolo – ma dalla stessa continuata esistenza dell’immensa discarica di Malagrotta.
La discarica, infatti, attrae quotidianamente un via vai di gabbiani con il Litorale Romano. Vanno e vengono secondo percorsi ben noti a stormi di volatili, del tutto – loro - incuranti degli aerei in movimento o in uscita dalle piste - si alimentano nella discarica e, anche loro, vanno e stazionano sulle marine prospicienti allo scalo Romano. .
Gli indici di allerta “birdstrike” a Fiumicino – riporta l’ultimo rapporto ENAC (2006) – sono basse con un allerta di 1.58 eventi ogni 10.000 voli (il valore di allerta è di 5 eventi ogni 10.000 voli) con 50 casi totali nel corso del 2006. Nell’autorevole trasmissione/inchiesta di Report il fenomeno birdstrike è rimasta sullo sfondo – sono state legittimamente focalizzate altre questioni - tocca quindi ad Aerohabitat enfatizzare e riproporre queste considerazioni. Malagrotta sorta dagli anni ‘80 ad ovest della Capitale - tra il raccordo anulare e l’aeroporto di Fiumicino, in una zona ad alto rischio industriale, oltre alla discarica si trovano un deposito di carburanti, una raffineria, un impianto per rifiuti tossici ospedalieri, gigantesche cave –
Tra le cause possibili del bird strike di Fiumicino e dell’allerta corrente sembrerebbe essere trascurata quell’associata al richiamo di volatili prodotto dall’immensa discarica di Malagrotta (vedi da Youtube.com le vaste problematiche ambientali e di safety associate).
L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) lo scorso anno (7 luglio 2007) aveva aperto un’inchiesta tecnica sull’incidente occorso a causa d’ingestione di volatili sull’aeroporto di Roma Fiumicino. Il Boeing 767-432ER N834MH di Delta era rientrato in emergenza per grave avaria ad un motore e lieve danneggiamento all’altro.
Ora – grazie ad un resoconto apparso sul Rapporto Informativo 2007 - sappiamo che l’ingestione era stata di ben 30 gabbiani reali.
Il Rapporto ANSV dedica tuttavia solo tre pagine ad un fenomeno che – secondo Aerohabitat – in Italia è un’emergenza da tempo primaria. Dopo aver ripreso alcuni dati condivisibili segnalati dal Bird Italian Strike Committee sollecita due questioni altrettanto indispensabili a fronteggiare questo fenomeno:
- la necessita di identificare una sorta di “matrice del rischio” bird strike per ogni specifico aeroporto;
- potenziare e migliorare l’attività di segnalazione dei casi per assicurare maggior affidabilità statistica all’allerta volatili.
L’analisi ANSV sul fenomeno tuttavia appare inadeguata nei rilievi associati all’incidente occorso a Fiumicino nel luglio 2007 ed all’esistenza di Malagrotta.
25 novembre 2008
Lo scorso 19 marzo in ENAC si era svolta una riunione per “valutare la pianificazione operativa del settore a seguito della ri-definizione del network operativo di Alitalia, ri-definizione che ha comportato un aumento dei voli sull’Aeroporto di Roma Fiumicino”.
Lo sforzo intrapreso avrebbe dovuto garantire efficienza, affidabilità e sicurezza al rilancio di Fiumicino o come unico hub italiano.
Soprattutto per la stagione estiva. Il riposizionamento dei voli da Malpensa a Fiumicino aveva comportato un Leonardo Da Vinci con punte di circa 1070 movimenti giornalieri contro 950 movimenti del 2007.
Per il periodo estivo si aspettavano di 1.250 movimenti al giorno, in sostanza 150 movimenti/giorno superiori al 2007. I risultati dopo qualche mese di voli incrementati, di richiesta di nuovi slot, sono davvero desolanti per la politica hub. La situazione appare bloccata.
Senza possibilità di adeguate risposte, senza poter assicurare flussi di voli di feederaggio in sintonia con i voli di lungo raggio.
L’efficienza e la funzionalità dello scalo (sistema bagagli, check in e check out e altro), sono compromesse, mentre la capacità delle piste è ormai ai limiti orari (nei momenti di picco) e giornalieri.
In questi giorni dopo l’ennesima richiesta di nuovi slot la questione è affiorata anche al Parlamento. Mario Mantovani - sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti – ha risposto all’interrogazione di Davide Caparini – in relazione alla richiesta di nuovi slot di Air Bee.
Non solo questa aerolinea ma anche numerose altre sarebbero state valutate da Assoclearance, ma scartate. Il sottosegretario però ha spiegato che “la suddetta capacità oraria, ossia il numero di arrivi e partenze sostenibile dalle strutture aeroportuali, è stata fissata dall’ENAC e ribadita recentemente mediante l’emissione di una specifica ordinanza della Direzione aeroportuale”. Cosa significa?
In poche parole che lo scalo della Capitale – almeno al momento – non dispone della necessaria flessibilità operativa – leggi sistema infrastrutturale in genere, capacità pista, posto parcheggi aeromobili, consegna bagagli e sistemi accessori – per soddisfare le esigenze hub programmate dal Piano Alitalia. Già ora servirebbe un’extra pista e nuovi moli/aerostazione. Ma non ci saranno prima del 2010 – 2012. 14 luglio 2008
Lo scalo di Roma Fiumicino è il maggior scalo italiano ma non sembrerebbe avere lo stesso primato nel settore del monitoraggio acustico ambientale e nelle misure di tutela dei cittadini e del territorio circostante.
Per poter aver un quadro più preciso di quanto è avvenuto in questi anni di incremento nel numero dei voli e dei passeggeri trasportati, una situazione resa più critica con il trasferimento dei voli da Malpensa, la presentazione della interrogazione depositata in Parlamento potrà sicuramente essere utile.
Il costante e progressivo adeguamento infrastrutturale (del terminal e dei moli) non si sarebbe, inoltre, accompagnato ad una corrispondente valutazione dell’impatto ambientale (V.I.A. e V.A.S.).
In attesa di un qualche riscontro nella riposta del Ministro Aerohabitat propone l’interrogazione in questione.
"Al ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Per sapere
premesso che:
- le modalità di intervento per il contenimento dell'inquinamento acustico nell'intorno degli aeroporti sono regolate dalla legge quadro sull'inquinamento acustico 26 ottobre 1995, n. 447, e da altri decreti ministeriali attuativi, nel quadro dei meccanismi regolativi e degli standard internazionali della International Civil Aviation Organization (Icao);
- in data 3 luglio 2007, l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile), ha emanato una circolare finalizzata all'attuazione della normativa in materia di contenimento dell'inquinamento acustico nell'intorno aeroportuale;
- la circolare fornisce chiarimenti ed interpretazioni delle vigenti disposizioni di legge, allo scopo di uniformare le attività delle Commissioni aeroportuali istituite ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del decreto ministeriale 31 ottobre 1997;
- tali commissioni agiscono in ogni aeroporto aperto al traffico civile. Esse sono presiedute dal direttore aeroportuale e composte da un rappresentante per ognuno dei seguenti soggetti: regione, provincia, comuni interessati, Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente), fornitore dei servizi della navigazione aerea, vettori aerei, società di gestione aeroportuale, ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio;
- le commissioni definiscono i confini delle zone di rispetto nell'intorno aeroportuale, al fine di contenere l'inquinamento acustico entro limiti stabiliti;
- tra i principali compiti di dette commissioni vi sono, oltre all'individuazione diverse zone di rispetto, la definizione di standard ottimali di minimo impatto, il monitoraggio degli indici di inquinamento da rumore provocati dagli aerei, la predisposizione di piani per la riduzione dell'impatto anche attraverso interventi sul territorio comunale;
- il monitoraggio deve avvenire con sistemi costituiti da un numero sufficiente di stazioni periferiche di rilevamento dei livelli sonori prodotti, da una o più stazioni microclimatiche idonee a correlare gli eventi sonori con i dati meteo-climatici e da un centro di elaborazione dati. Spetta alle società di gestione installare, gestire e provvedere alla manutenzione del sistema di monitoraggio del rumore aeroportuale, nonché attuare i piani di abbattimento dell'inquinamento acustico;
- sulla base delle risultanze del monitoraggio, le Commissioni adottano le procedure antirumore e contestano le violazioni ai vettori. Il Direttore dell'aeroporto infligge le sanzioni amministrative, riscuotendone il relativo importo che deve essere versato al bilancio dello Stato per venire poi destinato agli interventi di riduzione dell'inquinamento acustico aeroportuale;
- risulta all'interrogante che il sistema di monitoraggio sia operativo in molti aeroporti italiani mentre non sarebbe ancora attivo nell'aeroporto di Fiumicino, dove gli aerei continuano a volare anche durante le ore notturne in violazione della normativa;
- inoltre, nel Comune di Fiumicino non è stata adottata alcuna misura atta a diminuire l'inquinamento acustico aeroportuale che appare, al contrario, aumentato rispetto al passato visto il continuo incremento del traffico aereo:
- se per l'aeroporto di Fiumicino sia stata nominata la Commissione aeroportuale ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del decreto ministeriale 31 ottobre 1997, quante volte si sia riunita e se il Direttore dell'aeroporto di Fiumicino abbia mai inflitto sanzioni ai vettori per il superamento dei limiti acustici previsti per le zone di rispetto;
- se il sistema di monitoraggio dello stato di inquinamento acustico dell'aeroporto 'Leonardo da Vinci' previsto dalla normativa sia effettivamente funzionante;
- se la Commissione abbia operato e provveduto ad inviare all'Enac le procedure antirumore così come definite dalla circolare del 3 luglio 2007; e quali misure si intenda adottare o siano state adottate per diminuire i rumori aeroportuali nel comune di Fiumicino ormai diventati intollerabili". 07 luglio 2008
La scorsa settimana presso lo scalo di Fiumicino è stato lanciato il progetto del nuovo molo. Dopo un prolungato periodo di stasi saranno avviati ben sette cantieri nel 2008. La posa della prima pietra del nuovo molo permetterà l’accessibilità di ulteriori cinque milioni di passeggeri/ l'anno mentre viene previsto anche ''un piano di investimenti da 1,6 miliardi in 10 anni''. I target sono sicuramente ambiziosi e - ha sostenuto il CEO ADR Basile – stimato un traguardo di ''50 milioni di passeggeri l'anno entro sei o sette anni”. Nel 2020 ci sarà un Fiumicino-Due.
La seconda aerostazione che permetterà il raddoppio della capacità dello scalo romano. Buone notizie quindi anche se a parere di Aerohabitat gli interrogativi non possono che materializzarsi immediatamente. Come raddoppiare i volume di passeggeri dello scalo se la capacità delle piste esistenti ha ormai raggiunto il livello di saturazione?
Quando sorgono dubbi sulla capacità hub dell’aeroporto della capitale e sulla reale efficienza nell’assorbimento del traffico generato da:
- rientro dei voli da Malpensa
- trasferimento di parte dei voli di Ciampino
- attivazione di nuovi voli per potenziare la strategia hub dello scalo?
Servirebbe progettare almeno un’altra pista, o meglio, già disporre della capacità operativa di un’ulteriore pista ma ADR e ENAC non hanno ancora presentato alcun piano a proposito. Il Molo C, 149 i milioni di investimento per superficie di 78mila mq per il 2011, il secondo sistema di smistamento bagagli per la fine 2009, la seconda torre uffici pronta per settembre, il rifacimento della pista 1 per accogliere l'Airbus A380, non sono sufficienti per l’estate 2008. E’ indispensabile un intergale adeguamento dell’infrastruttura aeroportuale, localizzare la nuova pista (parallela alla 25 o parallela alla 16) e verificare le ricadute ambientali territoriali che tale progetto provocato sul territorio circostante. 18 marzo 2008