Ancora sul co-marketing, stavolta sulle rotte da Ronchi dei Legionari e della Puglia

Voli, destinazioni e frequenze low cost in aumento, in ogni Regione, ecco chi paga?

 

Solo qualche giorno addietro i media hanno rilanciato l'apertura di due nuove destinazioni Ryanair dallo scalo di Ronchi dei Legionari. Sono Barcellona e Bari, e l’aeroporto di Brazzà potrà aggiungere altre destinazioni alle sette già operative da parte della low cost irlandese. Le altre mete riguardano Londra, Bruxelles, Birmingham, Duesseldorf, Valencia, Trapani, Cagliari. Quanto costano alla Regione FVG questi nove voli Ryanair, Qual è il soggetto, la società, l'ente regionale che sottoscrive gli accordi di co -marketing con il maggior  vettore low cost europeo?

 

Ma se la Regione Friuli Venezia Giulia, che controlla al 100% la società esercente dello scalo Isontino, sembrerebbe considerare gli accordi di co - marketing ed equivalenti una notizia riservata se non confidenziale, perciò ignota all'opinione pubblica, altre Regioni rendono del tutto trasparente i finanziamenti ai voli dai loro scali.

E' il caso della regione Puglia.

 

Qualche giorno addietro, in occasione del festeggiamento per il seimilionesimo passeggero Ryanair dagli scali della Puglia, si chiama Mia Lucia, ha due anni,  sbarcata da un volo Bielefeld via Dusseldorf con la famiglia di origini italiane ed ha vinto un soggiorno a Vieste,

L'assessore regionale al Turismo della Puglia Silvia Godelli ha con soddisfazione sostenuto:

 

"Il regalo più grande però l'ha fatto la Regione Puglia a Ryanair: Abbiamo confermato in sede di bilancio preventivo i 12 milioni di euro di finanziamento per il 2012 ...".

 

"La compagnia low cost attiverà dalla fine di marzo il Bari-Trieste e il Bari Maastricht: i biglietti in offerta sono in vendita a 9.99 euro ha inoltre  ricordato Domenico Di Paola, amministratore unico di Seap, spera che arrivino altre tratte oltre alle 35 già esistenti su Bari e Brindisi".

 

In sostanza - secondo quanto dichiarato - "l'investimento di 12 milioni di euro della Regione Puglia su Ryanair rappresenterebbe un costo pro capite pari a solo 4 euro per ogni pugliese".

 

Ecco in definitiva quanto costa Ryanair in Puglia. Ogni anno. Probabilmente con accordi aggiornati annualmente o per periodi definiti.

Sono costi sostenibili dalle finanze Regionali? L'analisi costi/benefici da risultati soddisfacenti? Sono finanziamenti compatibili con la regolamentazione Europea. Complessivamente il sistema regionale del BelPaese quanto spende annualmente per sussidiare scali che altrimenti non raggiungerebbero i volumi di traffico realizzati?

 

In una fase storica nella quale il settore e le amministrazioni pubbliche devono ridurre e riqualificare la propria spesa non sarebbe opportuno che le destinazioni e le frequenze dei voli fossero determinate da politiche aeroportuali competitive, concorrenziali ed imprenditoriali piuttosto che "sussidiate". 16 dicembre 2011

Ronchi dei Legionari, record di traffico e sinergie marketing con Alitalia

Ma quali sono le differenze tra il marketing ed il co marketing? E le tariffe?

 

Lo scorso 7 novembre l'Assessore Regionale al Turismo, Federica Seganti ha presentato il piano di marketing elaborato in collaborazione con Alitalia per la promozione del turismo in FVG, che prevede l'utilizzo dei media Alitalia per la promozione turistica regionale. Quale significato assume questo accordo? E' una rinnovata formula di collaborazione tra Turismo FVG e Alitalia o un ampliamento dell'accordo che aveva consentito la ripresa del volo per Linate dopo oltre undici anni? Il vettore italiano imbarca oltre il 57% dei passeggeri trasportati dallo scalo.

 

Il 2011 per lo scalo Isontino è un'annata di record. Nei primi nove mesi 2011 il traffico è aumentato nel numero dei movimenti, 12.928 con un incremento del 17.7%,  nei passeggeri con + 26.5% raggiungendo la cifra di 671.784 e, infine anche nel cargo con + 5.1% e 517 tonnellate.

L'apporto dei voli Alitalia rappresenta sicuramente una scolta nei volumi di traffico positivi, ma sono riscontri che andrebbero rapportati all'operazione che Turismo FVG ha sottoscritto con Alitalia nel 2010.

 

Secondo il Presidente di Aeroporto FVG SpA - Sergio Dressi - nell'arco gennaio ottobre 2011 i passeggeri Alitalia ammonterebbero a circa 363 mila.

 

I voli targati AZ hanno per destinazione Roma - Fiumicino, con cinque frequenze quotidiane, i voli per Milano Linate, per Napoli. Ma anche per Catania, Olbia, Lamezia Terme e Palermo e  per Genova. Verranno riproposti anche voli diretti per Catania e Palermo.

Il nuovo accordo di marketing tuttavia assegna ad Alitalia anche un compito strategico nella promozione  dell'immagine della regione FVG.

 

E' indubbiamente una straordinaria novità nella policy dell'acquisizione del traffico quanto nella offerta del brand della Regione Friuli Venezia Giulia. Per stimare potenzialità e aspettativa occorrerebbe conoscere i termini dell'accordo di marketing ratificato.

 

Ripropone forse il supporto ai voli dell'accordo 2010?

In questo caso non sarebbe configurabile come un co - marketing di sostegno ai voli?

E con quali costi per la Regione FVG? Sono sostenibili dalle casse Regionali?

Le tariffe praticate su voli Alitalia, inoltre, contrassegnano gli accordi con i vettori low cost o comporteranno ancora l'esborso di costi high fare? 15 novembre 2011

Tre anni di Ronchi Birmingham con Ryanair, 40mila passeggeri ma con quale spesa di co - marketing?

La scorsa settimana una nota ha rimbalzato tra quotidiano e agenzie di stampa e blog. Quasi la stessa.

Il 18 giugno 2011 Ryanair ha festeggiato il terzo anniversario del collegamento da Ronchi dei Legionari a Birmingham. Trentasei mesi nei quali il vettore low cost irlandese ha trasportato oltre 40mila passeggeri.

Lo ha sostenuto Melisa Corrigan, sales e marketing manager di Ryanair per l’Italia, rilevando come le prenotazioni estive siano ancora in aumento.

 

Dallo scalo di Ronchi dei Legionari, nell'orario estivo, Ryanair vola anche verso Brussels, Cophenaghen, Dusseldorf, Trapani, Valencia e per lo storico scalo di Stansted - Londra. In passato Ryanair aveva volato anche verso Francoforte-Hahn, con una frequenza trisettimanale. Forse dimentichiamo anche qualche altro volo, prima attivato e poi dismesso. I contratti e gli accordi con le aerolinee low cost, tra le tante clausole hanno o avevano posto il vincolo di esclusività per il bacino di traffico? Implicavano l'impossibilità di accordi concorrenziali - per lo stesso vettore - con aeroporti nel raggio di 200 - 250 km?

 

Il successo di uno scalo minore e periferico, talvolta anche di qualche aeroporto che è diventato primario, deriva da una vasta rete di collegamenti low cost. A Ronchi dei Legionari il peso delle low cost, probabilmente nel 2010, è risultato quasi della metà dei voli e dei passeggeri trasportati. Una formula di collegamenti e v oli che, in un certo senso rappresentano una garanzia, un boom per lo scalo. Anche la svolta per una politica maggiormente incisiva. Di potenziamento e valorizzazione per uno scalo.

Ma è vera gloria.

 

Come anche Aerohabitat  ha commentato, solo lo scorso 18 maggio 2011 ENAC, nel corso di un incontro con gli operatori del settore, dopo la presentazione dello studio "Evoluzione del traffico low cost a livello europeo e nazionale" realizzato dalla Kpmg. il successo è stato prestigioso.

Nel contesto degli aeroporti europei e nazionali sono stati valutato e riscontrati volumi di collegamenti, di frequenze, di passeggeri trasportati in relazione, innanzi tutto, al sistema aeroportuale italiano.

 

Ma il punto è sempre quello. Nel caso dello scalo di Ronchi dei Legionari, nel corso del primo accordo con Ryanair per lo storico collegamento con London Stansted, quanti sono stati i sostegni nella politica del co marketing stanziati nell'ambito della Regione FVG?

Quanti e quali soggetti regionali - enti, società, consorzi e altro - sono intervenuti?

 

Quali "finanziamenti" sono, in totale stati devoluti?

Una valutazione dei costi / benefici complessivi è mai stata sviluppata. Qualcuno vorrà verificare il reale successo di queste operazioni? 20 giugno 2011

Ronchi dei Legionari, traffico 2011, tre mesi strepitosi, ma preoccupa il P.R.P.C.

L'aeroporto di Ronchi dei Legionari conferma l'incremento di passeggeri di gennaio e febbraio anche a marzo. Probabilmente sarà una annata di svolta, di ripresa per lo scalo che era diventata la pecora nera del nordest. A marzo l'aumento dei passeggeri è stato del 33,1% sul stesso mese del 2010. Dopo gennaio (+24,7%) e febbraio (+24,1%) l'incremento dei passeggeri dei primi tre mesi è risultato del 27,6%. Inferiore al 29.4% di Treviso Canova, ma superiore 5.2% di Venezia Tessera e al 15.4% di Verona Catullo.

Il numero dei movimenti del trimestre è stata del 21.7% e decisamente superiore al 14.9% di Treviso, del 6% di Verona e del 1.4% di Venezia.

L'incremento di traffico è stato il terzo tra 37 scali dei dati di Assaeroporti, dopo due aeroporti minori come Bolzano (25.8%) e Cuneo (25.4%). Un risultato scaturito dall'avvento dei voli su Linate, Genova, Cagliari e dai nuovi voli di Ryanair. L'apertura dei voli per Catania e Lamezia Terme  non potrà che confermare un dato del tutto strepitoso.

 

A fronte del successo di traffico sarebbe tuttavia indispensabile valutare quale possa risultare l'analisi costo/benefici di questo dato. Quali costi di co-marketing sono stati pianificati per il sostegno dei voli Alitalia e Ryanair? Sono compatibili e, comunque, sono finalizzati al solo processo di fusione incorporazione con la SAVE di Venezia o persegue una autentica fase imprenditoriale della società di gestione dello scalo Isontino?

A margine dei dati di traffico fa contrappunto l'inatteso comunicato stampa della stessa società nel quale si rileva come "LE NORME IN MATERIA DI URBANISTICA E LA REGOLAMENTAZIONE DELLA CONSEGUENTE ATTIVITA’ EDILIZIA CONTENUTE NEL “PIANOURBANISTICO REGIONALE”, CHE RIGUARDANO L’AEROPORTO SONO VECCHIE DI 33 ANNI!,

E SONO UN OSTACOLO INSORMONTABILE ALLO SVILUPPO DELL’AEROPORTO. LA AUTONOMIA LEGISLATIVA, IN QUESTA MATERIA, DELLA NOSTRA REGIONE, DEVE ESSERE USATA PER RIMUOVERE UNO OSTACOLO CHE NON HA EGUALI NEL RESTO D’ITALIA."

 

Sconcerta davvero che si sostenga che "per effetto di queste disposizioni normative la Aeroporto Friuli Venezia Giulia S.p.A. dovrebbe redigere il Piano Regolatore Particolareggiato Comunale (P.R.P.C.) di tutta l’area dell’aeroporto e quindi trasmetterlo al Comune di Ronchi dei Legionari,competente per territorio per la prevista approvazione. Questo documento di carattere urbanistico ha un livello di dettaglio superiore ad un Piano Regolatore Generale Comunale, quindi dovrebbe essere rappresentato dall’approfondimento del previsto PianoRegolatore di Sviluppo dell’Aeroporto (richiesto dalla convenzione quarantennale con E.N.A.C.)".

Un aeroporto non è un soggetto extraterritoriale, deve necessariamente dialogare e verificare la sostenibilità e coesistenza della sua infrastruttura:

A cosa servono, infatti, le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e/o Strategica? 3 maggio 2011

Ronchi dei Legionari, nessuna alternativa, terza pista di Tessera

Lo studio Nomisma, KPMG e Onework ha salvato lo scalo Isontino, non verrà marginalizzato come succede ad altri scali periferici con un traffico inferiore al milione di passeggeri/anno, ma il futuro appare scontato ed a senso unico: una integrazione nel terzo sistema aeroportuale del Paese.

Dopo il polo di Roma e di Milano, infatti, è nel terzo sistema aeroportuale, quello Veneziano, del nordest, che potranno essere sviluppate le prospettive di rinascita e potenziamento dello scalo del Friuli Venezia Giulia.

 

Dopo dispute annose nel corso delle quali la capacità imprenditoriali della società esercente dello scalo sembravano paralizzate, dopo l'acquisizione della quota del Consorzio da parte della regione FVG, sarebbe stata avviata la procedura di incorporazione societaria tra Regione FVG e la SAVE di Venezia.

Nel frattempo i dati di traffico al settembre 2010 dei tre aeroporti del nordest fotografa una situazione poco lusinghiera per Ronchi dei Legionari.

 

Lo scalo del FVG con circa 530 mila passeggeri nei primi nove mesi del 2010, vale solo un terzo di Treviso che ne movimenta oltre 1.6milioni. Venezia invece con oltre 5.3 milioni nel 2010 triplica i passeggeri di Treviso e si pone oltre 10 volte Ronchi dei Legionari.

Dieci anni di impasse "imprenditoriale" dello scalo goriziano lo ha reso fanalino di coda degli aeroporti del nordest ma ha comunque assicurato un posto tra gli aeroporti italiani ritenuti primari. E integrato nel Gate Intercontinentale di Venezia.

 

Il prossimo periodo non sembrerebbe presentare altre alternative, la prospettiva di matrimonio con Venezia e la convivenza con Treviso, appare una scelta obbligata. Dettata e prefigurata dallo studio Nomisma, KPMG e Onework.

Il concambio di azionario  tra Save e la società Aeroporto FVG potrà rilanciare lo scalo Isontino come è avvenuto per Treviso? Un processo che ha consentito al Canova di passare dai 281 mila del 2000 (era meno della metà del traffico di Ronchi) per un potenziamento che garantirà anche per quest'ultimo traguardi compatibili.

In pochi anni Ronchi passerebbe a 1 - 2 milioni di passeggeri/anno recuperando lo stallo degli ultimi dieci anni.

 

Una prima risposta potrà esser verificato la prossima primavera - estate quando Treviso sarà chiusa per il rifacimento della pista e del layout air side. Cinque e mesi nei quali il traffico non potrà essere traslocato solo a Tessera.

A questo punto chi auspicava sinergie con Lubiana a qualche altro scalo dovrà riformulare le strategie: saranno compatibili esclusivamente con le politiche decise al Marco Polo di Venezia.

Ma se le prospettive di Ronchi dei Legionari sembrano riflettere direttamente l'esito dello studio del Piano Aeroporti Nazionale, quali e quanti altri aeroporti ne subiranno le conseguenze? 15 novembre 2010

Ronchi dei Legionari, ancora sostegni e voli spot

I dati di traffico stagionali di Assaeroporti proseguono negativi. A fronte di un - 9.2% (1.335 voli) nei movimenti mensili si registra un - 13.9% (5.587 voli) nei primi cinque mesi del 2010.

Il numero dei passeggeri trasportati dallo scalo Isontino evidenzia invece un - 2.5% (65.409 passeggeri) con un - 6.5% (252.281) tra gennaio e maggio..

 

Dati quindi poco incoraggianti e raffrontati con un periodo 2009 altrettanto negativo.

In attesa della nuova società aeroportuale con un 100% di proprietà Regione FVG e di eventuali accordi e fusioni con gestori aeroportuali di un qualche altro scalo va annotata l'apertura del  collegamento Ryanair fra Trieste-Ronchi dei Legionari e Dusseldorf-Weeze.

 

Da Ronchi il vettore irlandese vola già per Londra (dall'aprile 2001), ma anche per Birmingham, Bruxelles, Cagliari e Trapani.

E' ancora aperta la questione collegata dal collegamento con Milano. Manca da oltre 10 anni quello con Linate, da oltre 12 mesi quello con Malpensa. La ricerca del potenziamento dei voli e il raggiungimento di traguardi ambiti, innanzi tutto quello di arrivare ad un milione di passeggeri/anno, sembrerebbe legata a misure di sostegno ai voli.

 

Tra i questi l'utilizzo di 3 milioni di euro, anche per la riapertura, viene sostenuto, del volo su Linate. Resta da capire con quale vettore e se l'eventuale volo potrà contare un giro macchina su Ronchi per un ulteriore collegamento (magari su Napoli).

Ancora un volta, tuttavia, l'utente regionale rimane in attesa di una qualche definizione dei collegamenti su scali diretti hub. Al momento, infatti, dopo aver perso i voli quotidiani sullo scalo hub Air France di De Gaulle, l'unico hub funzionale appare Monaco di Baviera con Air Dolomiti - Lufhtansa. Non altrettanto si può sostenere per Fiumicino con Alitalia.

 

In mancanza di alternative hub multidestinazioni il passeggero regionale deve ancora rivolgersi sullo scalo di primo imbarco di Venezia Tessera e di Lubjana.

Con l’assestamento di bilancio di fine giugno - approntato dalla Giunta del FVG - saranno inoltre disponibili finanziamenti anche per la stessa ricapitalizzazione dell'aeroporto Ronchi dei Legionari. 25 giugno  2010

Ronchi dei Legionari, forse una doppia svendita

Il 2010 non si presenta con i migliori auspici. Prosegue l'incertezza sui destini societari dell'esercente aeroportuale, del Consorzio del FVG che detiene il 51% della società Aeroporto FVG. L'ipotesi di fusione e/o incorporazione nella SAVE veneziana incombe con lo scenario di una società aeroportuale isontina sotto il diretto controllo dei "veneziani" mentre il traffico aeroportuale registra ancora dati in discesa. Nonostante i picchi negativi registrati nel 2009. Dati che le previsioni, anche quelle meno lusinghiere, davano come ampiamente recuperabili. Nel mese di febbraio, intanto, il traffico aereo è calato del 21% come numero di movimenti e voli mentre, raggiungendo 43.044 passeggeri, ha incrementato il dato dello stesso mese 2009.

 

I primi due mesi del 2010 segnalano un meno 19.5% nel numero dei movimenti e un leggero meno 1.8% nei passeggeri, con il record negativo tra tutti gli scali della tabella di Assoaeroporti (salvo aeroporti minori come Cuneo, Perugia e Siena).

 

La crisi di traffico, gli ingenti finanziamenti necessari al rifacimento della pista e della recinzione ed altro stanno intanto delineando l'acquisizione, da parte della Regione, della quota del 51% del Consorzio, con un costo di 5.2 milioni di euro.

La Regione con 100% della società Aeroporto FVG dovrebbe, in seguito, raggiungere un qualche accordo col la SAVE di Venezia per la incorporazione/fusione con l'accoppiata Venezia Tessera - Treviso S. Angelo.

 

Saprà Ronchi, in questo inevitabile scenario, ritagliarsi uno spazio di traffico che non collochi l'aeroporto del FVG, esclusivamente come terza pista della SAVE?

Non si ha ancora notizia se oltre all’acquisizione delle quote del Consorzio, alla quantificazione degli investimenti indispensabili per il piano industriale, l'aumento di capitale, la Regione debba anticipare altri finanziamenti prima della definita "incorporazione" in SAVE.

Il dubbio dell'intera operazione sembrerebbe, tuttavia, inquadrarsi innanzi tutto sul prezzo dell'acquisizione della quota del Consorzio (conviene al Consorzio vendere ad un prezzo così basso?), dall'altro sul ventilato scambio con la SAVE (che otterrebbe l'intera proprietà dello scalo in cambio di una quota minoritaria della Regione FVG in SAVE).

 

Non siamo forse di fronte ad una doppia cessione/svendita?

Possibile che un aeroporto come Ronchi dei Legionari, nonostante gli odierni numeri di traffico e difficoltà varie, ma con prospettive di innegabile crescita e conseguente valorizzazione, debba essere sottoposto ad una doppia cessione/svendita? 29 marzo 2010

Ronchi dei Legionari, un incidente MD 82 e una trascrizione da integrare

L'incidente è quello che riguardato un velivolo MD 82 Alitalia scontratosi con un camion in manovra sul margine dello stesso piazzale, era il 20 aprile 2004.

L’aeromobile, che nell’impatto ha avuto il distacco di una parte dell’ala riportando il distacco di una sezione dell’ala destra e gravi danni alla fusoliera, non ha più potuto volare.

L'ANSV ha da tempo completato ed emanato la relazione finale, quasi due anni dopo, nel 2006. Il processo presso il Tribunale Procura di Gorizia è invece ancora aperto.

 

Meglio il prossimo 26 febbraio 2010 sarà conferito un incarico CTO per verificare quante fossero realmente le persone presenti nella cabina di pilotaggio. Lo scenario è quello di una integrazione delle conversazioni T/B/T e tra i piloti e, dovrebbe, dopo quasi sei anni dall'incidente, risolvere una questione essenziale: c'era forse un'altra persona nel cockpit, magari seduto sullo strapuntino, tra i due piloti?

Certo, la relazione ANSV, nelle 66 pagine del rapporto, non sembrerebbe segnalare la presenza di un terzo uomo, Anche nelle conclusioni del rapporto ANSV, quanto nelle Raccomandazioni di sicurezza (Raccomandazione ANSV-8/89-04/1/A/05 - Raccomandazione ANSV-9/89-04/2/A/05 - Raccomandazione ANSV-10/89-04/3/A/05 - Raccomandazione ANSV-11/89-04/4/A/05), non ci sarebbe un qualche riferimento sulla (i) presenza, (ii) sull'opportunità di autorizzare la presenza a bordo di personale non di condotta  in cockpit.

Ricordiamo che siamo nel dopo 11 settembre 2001 di New York.

Nel rapporto ANSV non sembrerebbe esserci alcun riscontro, ovviamente, neanche sulle possibili interferenze operative e/o safety tra l'eventuale presenza di un qualche soggetto terzo e la condotta dell'aeromobile. Oltre che ad una possibile violazione delle procedure di volo della compagnia e delle specifiche disposizioni ENAC in materia.

La necessità di integrare le trascrizioni T/B/T e delle conversazioni nel cockpit non è, tuttavia, una novità nelle breve storia delle investigazioni post incidente aereo di questo Paese.

 

E' avvenuto anche nel corso del processo dell'incidente di Linate del 2001 - Aerohabitat lo ha puntualmente rilevato, vedi www.aerohabitat.eu  "Linate, l'altra inchiesta" www.aerohabitat.eu/dossier/linate-2001-laltra-inchiesta - e, probabilmente, non sarà l'ultima volta.

 

Il doppio livello tra la investigazione tecnica e quella giuridica, nella possibile divaricazione, potrà, probabilmente, ripresentarsi anche in futuro. Con innegabili ed inevitabili ripercussioni per la Relazione tecnica, qualora questa sia risultata più rapida di quella giuridica.

Per completare questa breve analisi occorre, tuttavia, porre alcune considerazioni su risvolti post investigativi di questo eventuale riscontro?

Quale rilievo deve essere attribuito alla relazione conclusiva di ANSV?

  • Il ritardo derivato dalla nuova verifica delle trascrizioni delle conversazioni, e eventuali varianti nella definizione delle cause e/o concause come delle responsabilità, porterà forse all'archiviazione dell'inchiesta e prescrizione del processo?
  • Se l'obiettivo dell’inchiesta tecnica, è “di prevenire gli incidenti e inconvenienti, escludendo ogni valutazione di colpa e responsabilità”, almeno in questo caso, il risultato è stato raggiunto? 16 febbraio 2010 

    Ronchi dei Legionari, traffico 2009 a picco

    Il risultato negativo era scontato. La recessione economica, la crisi Alitalia, le difficoltà conseguenti al dualismo tra la Società Aeroporto FVG e il socio di maggioranza del Consorzio, con l'ardua reperibilità di risorse finanziare per il mantenimento dei voli, sono le prime cause dei dati di traffico 2009.

    La crisi economica e la recessione del traffico hanno, infatti, investito tutti gli aeroporti della Penisola, ma se la media negativa complessiva Italiana ha registrato un calo di passeggeri intorno al - 2.7%, Ronchi dei Legionari si è attestato al - 10.4%.

     

    La percentuale dei passeggeri trasportati è quattro volte inferiore alla media nazionale, ma sono il numero dei voli (dei movimenti) a preoccupare maggiormente.

    Il numero dei voli interni/domestici è calato del 34%, mentre è invece contenuto, intorno al -3%, il numero dei movimenti dei voli internazionali.

    Il dato nazionale potrebbe, con una diversa analisi, rispecchiare - per Ronchi dei Legionari - una maggior propensione sui collegamenti per l'estero, ma il dato è controverso.

    L'opzione dei voli esteri è probabilmente derivata dalla difficoltà nel mantenere e riattivare il volo per "Milano" piuttosto che una scelta strategica voluta dai manager aeroportuali.

    Nessun aeroporto nazionale di rilievo, ha infatti, registrato un taglio dei voli interni di tale portata. Con 700.870 passeggeri trasportati, comunque, lo scalo Isontino realizza un risultato superiore a quello raggiunto nel 2006.

    Il 2010 dovrebbe essere l'anno del recupero, sia nel numero dei passeggeri quanto nei movimenti aerei. Con il prossimo orario estivo, aprirà il volo per Foggia, sarà ripristinato il Genova, voli marginali, come frequenze e passeggeri attesi. Ryanair collegherà l’aeroporto di Ronchi dei Legionari con Trapani e Cagliari

    Voli anche questi che appaiono funzionali al network della low cost irlandese, piuttosto che la premessa strategica per conseguire il rilancio e il potenziamento dei collegamenti/voli nazionali dello scalo Isontino.

    Si annuncia invece problematica - per Ronchi - la presentazione del Piano Aeroporti Nazionale. Qualora lo scalo non venga identificato come di riferimento nell'Atlante Nazionale del Ministero dei Trasporti, ovvero nella ventina con rilievo strategico, subirà una inevitabile ulteriore marginalizzazione. 19 gennaio 2010 

    Ronchi, quasi nessuna speranza per Linate

    Il collegamento Ronchi Linate è un ricordo di oltre 10 anni fa, il volo Alitalia con Malpensa invece è stato sospeso 12 mesi fa. Dopo un breve tentativo di ripristinare quest’ultima tratta  con il Dornier 320 di Air Alps – cessato a febbraio 2009 – per raggiungere l’area Milanese l’utente, il viaggiatore della Regione FVG vive una situazione davvero disagevole.

    Per arrivare a Milano deve utilizzare l’auto o il treno.

    Dopo una serie di persistenti annunci e di promesse, ecco la presunta doccia fredda: Alitalia non è interessata al collegamento per Malpensa, l’accesso di Linate è vincolato dal decretp Bersani bis.

     

    Un decreto, quest’ultimo, reso obbligato dalla Comunità Europea.

    Ecco il punto, meraviglia che si scopra solo ora questi impedimenti noti da tempo.

    Aerohabitat ripropone – per punti e in breve - le ragioni di quello che sta avvenendo.

    La saturazione degli slot su Linate è una diretta conseguenza delle politiche di network della ex Alitalia e della rinnovata Alitalia CAI.

    Una revisione della Bersani bis, ovvero un incremento dai 18 movimenti/ora odierni, verrebbe avversata da Alitalia: aprirebbe, infatti, una competizione sullo scalo metropolitano milanese. Un contesto operativo che metterebbe in difficoltà le strategie di rete di Alitalia.

     

    Il collegamento Alitalia – ma anche delle consorziate - tra Ronchi e Malpensa appare anch’esso un elemento di vulnerabilità del sistema dei collegamenti aerei di Alitalia.

    Tra l’altro danneggia le strategie hub di Alitalia e Sky Team: alimentando l’hub SEA di Malpensa con i relativi collegamenti internazionali ed intercontinentali competitivi. 

    Alitalia ha, infatti, da un lato diretti interessi a trasferire viaggiatori su Fiumicino per i voli internazionali e intercontinentali dell’hub del Litorale Laziale, dall’altro Air France  - e consorziate – hanno sviluppato voli di feederaggio sul De Gaulle - tre voli giornalieri tra Ronchi dei Legionari e l’hub parigino. Una operazione indispensabile per tagliare, per evitare che  passeggeri possano volare verso l’hub del varesotto.

    Cosa dovrà fare allora la società Aeroporto FVG per assicurare all’utente regionale voi su Linate e Malpensa? Come riparare alle politiche contraddittorie, ai collegamenti spot – e talvolta controproducenti - attivati negli ultimi anni sullo scalo isontino?

    A questo punto non esistono purtroppo alternative. Sviluppare accordi e finanziare le aerolinee disponibili a collegare Ronchi con Linate e Malpensa, purché con velivoli a  ridotta capacità: 50 – 70 passeggeri. Anche in contrasto con le strategie di rete commerciale di Alitalia e Air France. 05 novembre 2009 

    Traffico aereo, agosto critico, ma non per tutti

    I dati di traffico degli scali Italiani segnalati da Assaeroporti ad agosto 2009 sono ancora negativi, ma le tendenza, sembrerebbe arrestarsi.

     

    I dati medi sono immediati, al numero dei movimenti aerei che registrano un ulteriore calo mensile - 7.1%, corrisponde un numero di passeggeri trasportati che flette solo del 0.8% sullo stesso mese del 2008.

    Il complessivo italiano dei primi nove mesi del 2009 tuttavia è ancora in rosso marcato con – 8.6% nei movimenti aerei e un – 6.4% nel numero dei viaggiatori.

    La IATA (International air transport association) invece, annunciando i risultati del traffico aereo di linea internazionale di agosto sullo stesso periodo del 2008 annota un calo medio del 1.1% a conferma il miglioramento nel fattore di riempimento dei velivoli.

     

    Le ore di utilizzo giornaliero dei velivoli è calato.

    La flotta Boeing 777 ha ridotto, ad esempio, del 2.7% ad 11.1 ore al giorno, nei primi otto mesi dell'anno, l’impiego nelle 24 ore. Una riduzione che incide sul load factor, ma che accresce i costi operativi in relazione ai voli.

    Nel nordest Italiano gli aeroporti sono ancora attestati in negativo con Ronchi dei Legionari che mantiene il record più sfavorevole, non solo del nordest ma anche Italiano.

    Ad agosto, infatti, i voli sono calati del 23.2% mentre nei nove mesi 2009 ha una media del 22.2%. I passeggeri sono invece diminuiti rispettivamente del 12.5% e 12.8%.

     

    Dati che impressionano anche perché, limitando l’analisi agli scali del nordest, Treviso, Venezia e Verona riportano percentuali di voli intorno alle medie Italiane, mentre per i passeggeri/anno trasportati lo scalo di Treviso registra un calo quasi nullo: - 0.2% con ben 1.176.813 passeggeri contro i 475.873 di Ronchi dei Legionari. 30 settembre 2009 

    Dati di traffico, luglio disastroso per Linate e Ronchi

    Anche a luglio i dati di traffico degli aeroporti Italiani presentati da Assoaeroporti non sono lusinghieri. La media mensile dei 37 aeroporti elencati segnala una riduzione del 7.1% nel numero dei voli registrati e un meno 0.8% nei passeggeri trasportati rispetto al luglio 2008.

    I primi sette mesi 2009 riportano, invece, registrano una media rispettivamente pari a –8.6%  nel numero dei movimenti e – 6.4% dei passeggeri movimentati.

    La media generale tuttavia non dà conto dell’altalena di dati negativi, talvolta impressionanti,  registrati nella maggioranza degli scali aerei.

    Tra i risultati disastrosi del mese di luglio  vanno citati Linate e Ronchi dei Legionari.

     

    I due scali sono diversi, terzo scalo nazionale il Forlanini (prossimo a 10milioni/anno di passeggeri), scalo regionale e minore quello Isontino del FVG (attestato intorno a 700 mila viaggiatori).

    Ebbene se a Linate a luglio si è registrato il massimo calo del Paese con – 32.3% dei movimenti, a Ronchi con – 31.7% è stato registrato il secondo dato negativo.

     

    Diverse le sintesi dei primi sette mesi del 2009 che assegnano un triste record a Ronchi con –22.1% nei movimenti aerei e – 12.8%dei passeggeri.

    Linate invece, pur negativo, riporta  – 12% nei movimenti e – 15.3% nei viaggiatori trasportati.  Il primato negativo del periodo gennaio – luglio 2009, tuttavia, spetta a Brescia Montichiari con – 29.3% dei voli e – 26.5% nei passeggeri. 01 settembre 2009      

    Ronchi dei Legionari, un giugno nero

    I dati di giugno non sono incoraggianti: - 28.2% nel numero dei voli e un – 21.8% nei passeggeri trasportati. E’ davvero un risultato inatteso. Il traffico che mobilita lo scalo isontino talmente esiguo che minime varianti – un evento mensile tra i tanti, quali il G8 dei Ministeri degli Esteri o un concerto della rockstar Madonna – determinano dati fluttuanti.

    Spesso positivi.

     

    A giugno invece, nonostante qualche evento che ha accentuato il numero degli arrivi e delle partenze, i dati forniti da Assoaeroporti rivelano una situazione davvero critica.

    I primi sei mesi dell’anno registrano con solo 7.850 movimenti un riscontro negativo del meno 20.1%, il numero dei passeggeri invece ha raggiunto il numero di 336.469 unità, pari a un meno 11.9%, con stime annuali ben inferiori a 700 mila viaggiatori.

    Dopo due annate con traffico ben oltre le 700mila unità, il rischio di tornare a dati di traffico del 2002 è concreto.

    Gli impegni assunti dalla nuovo assetto dirigenziale della società Aeroporto FVG e del Consorzio, quest’ultimo socio di maggioranza, la rinnovata disponibilità della Regione FVG e la presentazione di un Business Master Plan per il prossimo autunno - con un piano di finanziamento degli interventi per l’ammodernamento dello scalo e potenziamento dei collegamenti, delle frequenze e strategie territoriali - potrebbero assicurare il rilancio per il 2010.

    L’ennesima scommessa per un aeroporto che da dieci anni stenta a trovare un ruolo, un’identità di traffico e imprenditoriale precisa, nella difficile collocazione territoriale,  tra lo scalo di Venezia Tessera e Lubiana. 31 luglio 2009 

    Traffico aereo aprile 2009, falsato, ilcaso Ronchi

    Appena due giorni addietro lo ha affermato il direttore generale e amministratore delegato della IATA. Giovanni Bisignani ha analizzato i dati sul traffico internazionale – che riflette anche quello minore Italiano – dichiara ''Non siamo ancora fuori dai guai”.

    Il traffico internazionale di aprile registra una diminuzione del 3.1% dei passeggeri ed un secco – 21.7% di quello merci sull’aprile 2008.

    Il coefficiente di riempimento degli aeromobili è cresciuto in media al 74,4% (+2.3%) su marzo. ''Il declino della domanda rallenta, ma non si intravede ancora una ripresa'', sostengono gli analisti del settore.

    Sarebbero state le feste pasquali a falsare il dato almeno un + 2%.

    Come valutare allora i dati di aprile presentati da Assoaeroporti per gli scali Italiani?

    Un esempio tra i tanti può essere rappresentato da Ronchi dei Legionari.

    In questo scalo minore del nordest Italiano a fronte di un calo del 11.3% di passeggeri sui voli domestici, quelli internazionali sono aumentati del 27.5%, mentre si attesta un + 3.6% medio nel mese di aprile.

    Dati che sono stati subito interpretati o strumentalizzati entusiasticamente ma occorrerebbe riflettere. Disaggregando i dati.

    Un’operazione semplice che permette non solo di evidenziare i benefici pasquali del mese di aprile 2009 ma anche di verificare gli effetti contingenti di eventi extra.

    Questi sono stati da un lato le partite UEFA dell’Udinese Calcio, alcuni voli per il trasporto di militari in avvicendamento nelle zone di impegno militare estero ed infine la partecipazione di massa ad alcune kermesse culturali tenutesi in Regione FVG.  29 maggio 2009

     

    Traffico aereo del nordest a picco,come altrove, anche a marzo

    Marzo nero, stavolta nessun scalo aereo ha registrato movimento e/o passeggeri in aumento. Si salva, infatti, solo Crotone, ma è un dato contraddittorio, per l’aumento dei voli + 30.4% ma si accompagna ad un tonfo di - 82% nei passeggeri.

     

    Sono ancora una volta i dati di Assoeroporti a fornire uno spaccato alquanto critico dell’aviazione commerciale Italiana. Ma anche le stime di traffico della IATA non sono rassicuranti e la ripresa potrebbe avvenire solo nel 2010.

     

    I primi tre mesi del 2009 nel nord est assegnano il miglior risultato a Verona che perde solo il 7.6% dei voli (Venezia ne perde 10.5%, Ronchi il 13.2% e Treviso il 14.9%) mentre i passeggeri transitati offrono uno spaccato invertito.

     

    Sono peggiori i dati del Catullo Verona con – 14.2%, seguono Ronchi con – 14.1%, Venezia con – 12.9%, mentre il dato migliore – in negativo – è quello di Treviso che perde solo – 8.9% dei viaggiatori.

     

    Le prospettive non appaiono rosee anche nella stagione estiva che, pur portando un aumento dei voli in ogni singolo scalo del nordest e della Penisola, potrebbe accentuare il divario nei passeggeri imbarcati a causa di un ulteriore calo nei coefficienti di riempimento (fattore di carico) degli aeromobili. I totali Italiani del traffico complessivo nei primi tre mesi registrano comunque medie di – 8.6% nei voli e – 8.2% nei passeggeri trasportati. 21 aprile 2009

     

    Piano aeroporti, hub e Ronchi e altro

    Ieri 15 aprile 2009 il quotidiano “Il Piccolo” a firma Piercarlo Fiumanò ha presentato un interessante articolo sul sistema aeroportuale del nord est e italiano in genere.

     

    E’ stato intervistato l’architetto Giulio De Carli, amministratore delegato di One Works.

     

    Aerohabitat  ritenendolo essenziale e utile al dibattito più ampio sul sistema degli scali italiani, a tal fine, propone l’intero l’articolo.

     

     

    LO STUDIO DELL’ENAC

     

    Piano degli aeroporti Venezia diventa hub con Ronchi ”satellite”

     

    «Trieste punti alle rotte mitteleuropee però prima serve l’alta velocità ferroviaria»TRIESTE – “L’architetto Giulio De Carli, ammininistratore delegato di One Works, ha appena ricevuto dall’Enac (l’Ente nazionale dell’aviazione civile) e dal ministero delle Infrastrutture, l’incarico, in cordata con Kmpg e Nomisma, di avviare gli studi per il nuovo piano nazionale degli aeroporti. Il masterplan dell’aeroporto di Venezia, elaborato da De Carli, prevede una stretta integrazione con il treno ad alta velocità e la rete ferroviaria regionale: «Venezia come hub aeroportuale, servito da una rete infrastrutturale adeguata agli standard europei.

     

    E l’aeroporto di Ronchi scalo specializzato nelle rotte verso l’Est Europa».

     

    Architetto De Carli, è difficile immaginare un piano che integri gli aeroporti italiani dopo il caos degli ultimi tempi..Il nostro è uno studio propedeutico alla redazione del piano nazionale degli aeroporti. Il caso Italia è molto importante perchè, sia sul fronte del trasporto aereo e dei vettori che hanno assicurato il servizio in questi anni, sia sul fronte delle infrastrutture, c’è stato molto disordine. La lunga vicenda Alitalia, ora arrivata a un punto di svolta significativo dopo anni di piani di risanamento e progetti industriali annunciati e mai realizzati, si è finalmente chiarita con un assetto stabile.

     

     Il mercato nel frattempo, a causa della crisi economica, ha operato una selezione delle piccole compagnie.Sul fronte delle infrastruttuere c’è molto da fare per razionalizzare la geografia degli aeroporti.L’arrivo dei vettori low cost, soprattutto nei piccoli scali, ha «drogato» il mercato generando flussi importanti di traffico anche su scali di piccola dimensione verso destinazioni non necessariamente servite da bacini di utenza. Sono state sfruttate certe opportunità ma al di fuori di ogni pianificazione.

     

    Caos e assenza di pianificazione hanno così prodotto nell’ultimo decennio una crescita in media del 5% l’anno mentre in alcuni casi (Bergamo, Venezia, Treviso) ci sono state anche crescite a due zeri. Stiamo studiando la situazione nel suo complesso.

     

    Assieme all’Enac trarremo le conclusioni necessarie per elaborare precisi indirizzi strategici.E cioé?Vorremmo mettere ordine nel sistema aeroportuale e infrastrutturale. L’obiettivo è quello di dare risposte coerenti fra disponibilità di infrastrutture al servizio dell’utenza e la domanda di bacini di traffico.

     

    Oggi c’è molta approssimazione e poca coerenza. Prima della crisi, che ha portato alla revisione al ribasso dei traffici, diversi studi documentavano una saturazione della capacità aeroportuale in Italia entro il 2015. Se gli effetti della crisi persisteranno accadrà nel 2020.Che fine faranno Trieste e gli aeroporti minori?

     

    Il nostro studio non metterà una croce sugli aeroporti minori annunciandone la chiusura ma cercherà di documentare gli scenari prospettici che mostreranno in modo analitico e scientifico che cosa accadrà.

     

    Anche lo sviluppo di un piccolo scalo come Ronchi deve essere pianificato in una ottica europea con infrastrutture che saldino diverse modalità di trasporto.

     

    Lei ha avviato il masterplan dell’aeroporto di Venezia: un caso di pianificazione premiato a Bruxelles. Cosa prevede?Il masterplan dello scalo veneto prevede l’integrazione con il treno ad alta velocità e la rete ferroviaria regionale che arriveranno direttamente in aeroporto. Venezia si trova al centro di un nodo autostradale importantissimo. L’aeroporto ha una buona capacità di spazio e già oggi sta pianificando una crescita che potrà essere realizzata quanto sarà necessario.

     

    Ciò non significa che si stia già progettando una seconda pista, ma quando servirà si farà. Lo scalo veneziano diventerà un hub aeroportuale per il Nordest. Sono previsti collegamenti con il Nord America, Emirati Arabi, Far East.

     

    Il trasporto aereo mondiale si sta riorganizzando intorno a poli dove è possibile garantire frequenze e destinazioni.

     

    Quindi anche Trieste diventerà uno scalo «satellite» integrato nell’hub aeroportuale di Venezia..Sì. Gli aeroporti minori dovranno coordinarsi con gli hub dove è garantita l’intermodalità. Trieste può offrire una domanda specifica e mirata per la sua collocazione geografica: penso ai collegamenti con l’Est Europa che mi sembrano una vocazione di carattere regionale interessante.

     

    Trieste però continua ad avere collegamenti poco frequenti e scomodi con Milano Malpensa e la capitale. In futuro il collegamento Trieste-Milano sarà servito da una linea ferroviaria ad alta velocità. Mi auguro che ciò avvenga in tempi rapidi come oggi accade fra Roma e Milano. La competizione fra treno e aereo è salutare.Oggi il viaggio in treno da Trieste a Venezia dura oltre due ore. Come raggiungere il Marco Polo?È vero. La prospettiva futura però non sarà questa. Che si possa partire da Trieste e si possa raggiungere il Marco Polo con treni veloci e da qui prendere il volo per Milano sarà una situazione normale: penso alla Germania, ad esempio.

     

    Non è una situazione meno scomoda di quella di oggi: i manager triestini non amano alzarsi alle 4 del mattino per raggiungere Malpensa da Trieste.Il futuro è nell’alta velocità. Ma se ne parlerà fra anni...Ci dovrà essere una risposta rapida a una richiesta di mobilità rapida. I piccoli aeroporti dovranno essere chiamati a svolgere questo tipo di servizio in attesa che si completino i progetti integrati fra aeroporti e ferrovie.

     

    Credo molto nel ruolo che gli aeroporti possono svolgere mentre si realizzano altre infrastrutture. Bisogna conoscere il quadro evolutivo.E in futuro?Nei prossimi anni la vita dell’aeroporto di Trieste resterà legata anche a servizi come i collegamenti con Milano e Roma, ma la prospettiva non sarà questa. Trieste dovrà integrarsi in un hub aeroportuale, che sarà quello di Venezia, collegato a una rete infrastrutturale e all’alta velocità. Nel frattempo potrà curare una specializzazione verso l’Est Europa. Alla fine vince chi pianifica meglio il proprio futuro.Il rovescio della medaglia è che l’alta velocità si farà fra diversi anni ma intanto le piccole e medie tratte ferroviarie sono disastrate e con tempi medi di percorrenza insostenibili.Sono d’accordo ma pianificare significa anche sostenere il costo di infrastrutture e servizi.

     

    Credo che l’inserimento dell’aeroporto di Venezia in un progetto europeo (Ten) di sviluppo delle reti aeroportuali sia importantissimo. Il futuro è in Europa, il futuro è nella mobilità”. 16 aprile 2009

    Ronchi dei Legionari, tra crisi di traffico e societaria

    Dopo il – 17% del traffico di gennaio anche febbraio replica con un negativo - 19% dei passeggeri transitati sullo scalo isontino.  

     

    Una profonda crisi sembra interessare quasi tutti gli scali con meno di un milione di passeggeri. In attesa di poter analizzare una situazione che appare conseguenza diretta del nuovo assetto operativo della nuova Alitalia, ma che riflette pesantemente le turbolenze associate alla crisi economica in corso, proponiamo un interessante articolo apparso il 16 marzo a cura Beniamino Pagliaro su Messaggero Veneto:riguarda la situazione di Ronchi dei Legionari

     

     

    Aeroporto di Ronchi in crisi, passeggeri in fuga verso Venezia

     

    UDINE. La crisi economica rallenta i traffici nei cieli: nel primo mese dell’anno a Ronchi è passato il 17% dei passeggeri in meno rispetto al 2008. Ma non è solo la congiuntura economica a preoccupare: un mix di fattori, “colposi” o casuali, prevedibili o meno, mette a serio rischio il futuro dello scalo regionale. Il menú è ricco: si va dalle lungaggini della doppia gestione “lottizzata” agli enti locali, ai debiti di Alitalia, alle necessità di investimenti per ristrutturare la pista. E ancora, soprattutto, alla mancanza di linee.

     

    l crac Alitalia ha fatto perdere i voli su Milano e Napoli, e oltre a qualche tentativo di Ryanair, per ora non sono in vista atterraggi. La gestione. L’obiettivo di Regione ed enti locali è quello di arrivare a un’unica società di gestione. Attualmente l’aereoporto viene gestito da una Spa. Il 49% delle quote è in mano alla Regione, Il 51% è invece del Consorzio di comuni e Camere di commercio. L’italianissima struttura porta facilmente a un blocco: la Regione ha un potere ben limitato. I debiti. Un giorno chiave nella storia recente dell’a ereporto è il 28 gennaio. Ad aggravare infatti la situazione del Consorzio, ci sono i debiti, che richiedono una ricapitalizzazione.

     

    Dopo il rinvio del 21 gennaio, entra ufficialmente in campo (anche nelle vicende del Consorzio) l’assessore ai Trasporti Riccardo Riccardi. Nel suo ufficio arrivano tutti, e il messaggio passa: la Regione deve salire sulla torre di controllo. A marzo arriva infatti l’ok al ripiano dei debiti. Il rebus fusione. Trovata l’intesa sulla strategia della Regione, bisogna trovare un modo per limitare” il Consorzio. Ma ad aggiungere criticità c’è un vecchio contenzioso, con la Pizzarotti, la società che nei primi anni 90 ha effettuato lavori di ristrutturazione nello scalo. La soluzione migliore potrebbe essere quella di una fusione tra le due società. Ma la Regione non ha intenzione di accollarsi il rischio: quella è una vicenda del Consorzio, e la Giunta non vuole saperne.

     

    O si riesce a delimitare il rischio, accantonando nella “nuova” Spa un fondo dedicato coperto dal vecchio Consorzio, o non se ne fa nulla. L’ipotesi due è l’aumento di capitale: Consorzio e Regione potrebbero votare compatti per l’aumento, e il Consorzio, però, non sottoscriverebbe le quote. Come su una bilancia, il 50,1% scivolerebbe verso la Regione, e il gioco sarebbe fatto. In un modo o nell’altro, la cosa importante, ha spiegato Riccardi, è che «gli enti locali si siano uniti attorno a una strategia che la Regione ha sempre portato avanti».  Privatizzazione. Una volta ottenuto il controllo, la Regione pensa a una gara per individuare un socio privato. E forse proprio allora la sinergia con Venezia auspicata dal presidente Tondo potrebbe, a regole di mercato, offrire uno sviluppo sistemico. Il passaggio dal pubblico al privato ha proprio questo come obiettivo: mettere nei posti chiave professionalità del settore. Crisi e linee. La congiuntura economica si fa sentire: a Ronchi in modo ancora piú pesante rispetto alla media nazionale. Ma la fuga di passeggeri è dovuta anche alla carenza di linee. Raggiungere Milano in aereo, dopo un tentativo fallito, è un sogno. Il volo su Roma, a sentire l’ultima interrogazione del deputato Pd Ettore Rosato, ha «costanti disservizi». La linea su Napoli non c’è piú. E, bene non dimenticarlo, Ronchi è un aereoporto atipico: scollegato dalla rete ferroviaria, anche se proprio su questo punto Riccardi si sta muovendo. Ancora, c’è bisogno, dice il presidente della Spa Roberto Dipiazza, della nuova pista. Forse, anche la crisi può aiutare lo scalo regionale a sistemare il passato e pensare il futuro. 19 marzo 2009 

    Trascrizioni T/B/T da rifare a Ronchi, non a Linate 2001

    Il 20 aprile 2004, sullo scalo di Ronchi ei Legionari, uno scontro tra un MD 80 in rullaggio verso il parcheggio e un camion in manovra per lavori sullo stesso piazzale aveva causato un botto che aveva danneggiato irrimediabilmente il velivolo.

     

    Il rottame MD 80 è ancora fermo lateralmente alla pista dopo cinque anni.

     

    L’inchiesta tecnica ANSV, parallela alla procedura avviata dalla Procura di Gorizia, nelle 59 pagine del documento è stata completata e divulgata ancora all’inizio del 2006 ha elencato ed inquadrato il contesto infrastrutturale, operativo e la dinamica incidentale dell’inconveniente grave occorso.

     

    Sono state identificate le CAUSE e ben quattro RACCOMANDAZIONI DI SICUREZZA (Raccomandazione ANSV-8/89-04/1/A/05 -  ANSV-9/89-04/2/A/05 - ANSV-10/89-04/3/A/05 -  ANSV-11/89-04/4/A/05) per il cui approfondimento rimandiamo alla Relazione ANSV, ma l’indagine giudiziaria è ancora bloccata.

     

      Dovrà essere rifatta la trascrizione delle conversazioni T/B/T tra il cockpit e la frequenza della torre di controllo e ground di Ronchi dei Legionari.

     

    I legali dei 14 imputati, accusati variamente di cooperazione in disastro colposo aggravato,  avevano chiesto la nullità della perizia che aveva riprodotto i colloqui tra piloti e controllori di volo, per vizi procedurali.

     

    Quale sintesi e considerazioni trarre da una procedura giudiziale che dopo cinque anni non si è ancora conclusa, nonostante ANSV abbia, ovviamente, chiuso la “Relazione” da almeno tre anni, sulla base delle stesse trascrizioni “rigettate”?

     

    Lasciando libero spazio all’interpretazione individuale ricordiamo, come invece nella vicenda investigativa – procedurale di Linate 8 ottobre 2001,  le obiezioni relative alle supposte irregolarità delle trascrizioni T/B/T, fondamentali per la corretta ricostruzione della dinamica incidentale - non abbiamo ottenuto la stessa considerazione.

     

    Per quale ragione quello che non ha impedito le sentenze a Milano trova invece spazio a Gorizia? Le trascrizioni/perizia che sono state le evidenze basilari per ANSV sono nulle a Gorizia?

     

    Solo perché a Linate  l’unanimità dei legali non ha posto la questione dei vizi procedurali relativi alla modalità e congruità delle trascrizioni T/B/T tra i controllori e piloti? Se fosse questo il motivo, perché alcuni legali non avrebbero aderito alla richiesta?  06 marzo 2009

     

    Ronchi dei Legionari, uno scalo marginale anche nelle low cost

    Dieci anni senza sussulti, senza una effettiva evoluzione del ruolo di scalo aeroportuale regionale. Un ruolo mancato sia come aeroporto del nordest quanto della Euroregione. Dopo dieci anni che hanno registrato perlomeno un raddoppio dei movimenti e dei passeggeri trasportati lo scalo isontino è ancora al palo.

     

    Il traffico 2008 registra 19.652 movimenti e 782.461 passeggeri trasportati, mentre nel 1998 erano rispettivamente 11.092 il numero dei decolli e degli atterraggi e  588.402 i passeggeri transitati.

     

    Altri scali aerei in dieci anni hanno perlomeno raddoppiato i passeggeri, talvolta decuplicato se non oltre. A Ronchi, nonostante, l’impegno finanziario della Regione FVG, i risultati poco lusinghieri. Sono aumentati, anche a scapito di Ronchi dei Legionari, i limitrofi – che tuttavia condividono il bacino di traffico  - catchment area -  sono stati beneficiati dalla utenza regionale FVG. Ci riferiamo agli scali concorrenziali di Treviso e Venezia Tessera.

     

    Questi ultimi si sono avvantaggiati anche dal potenziamento dei voli low cost. Un esempio da antologia: uno studio relativo all’orario invernale 2006 – 2007 posizionava solo 7 voli settimanali con due destinazioni da Ronchi. Da Treviso si registravano 82 voli e 10 destinazioni. Da Venezia Tessera ben 101 voli e 17 destinazioni. Da Verona 38 settimanali e 7 destinazioni. Competere per Ronchi dei Legionari appare davvero difficile.

     

    Le criticità dello scalo isontino appaiono tuttavia rilevanti – almeno per i resoconti dei media del FVG - solo per le divergenze tra i soci e le urgenze di ricapitalizzazione del Consorzio che controlla il 51% della società Aeroporto FVG.

     

    Ma le prossime scadenze del CDA del Consorzio della Aeroporto FVG sono solo le due prime date da affrontare.

     

    Il rifacimento della pista e gli altri impegni inderogabili collegati all’Accordo di Programma previsti dalla Concessione Quarantennale ENAC sono, tuttavia, preliminari alle necessità di politiche e di strategie più ampie di coordinamento con altri scali.

     

    Di accordi con vettori in grado di promuovere e, finalmente, potenziare con collegamenti opportuni anche il più estremo scalo aereo del nordest. 

     

    16 febbraio 2009

     

    Ronchi dei Legionari perde altri voli ma alimenta De Gaulle

    Lo scalo del FVG deve affrontare un altro taglio di voli.

     

    Stavolta, dopo il taglio di due giornalieri sul Roma Fiumicino, quello su Napoli Capodichino, quello su Malpensa, deve gestire la cessazione dei voli per Praga e Budapest.

     

    Dallo scorso maggio 2008, i voli low cost di SkyEurope avevano collegato Ronchi con Boeing 737 con la capitale della Repubblica Ceca e, da giugno, per Budapest.

     

    L’unica nota positiva proviene dalla Ryanair che ha annunciato il volo per Bristol dal prossimo 5 luglio.

     

    Lo scenario manifestatosi, al momento, sullo scalo isontino non è davvero roseo, anche perché l’apertura di nuovi voli – probabilmente – è condizionata alla possibilità di sostenerli.

     

    Dopo l’urgenza di ricapitalizzazione dello società Aeroporto FVG e probabilmente del Consorzio che controlla il 51% della stessa, derivate principalmente dal contenzioso Pizzarotti e dai crediti Alitalia, nei giorni scorsi è stata paventata l’esigenza di una ulteriore capitalizzazione-finanziamento pari a 7 milioni di euro generata dal rifacimento della pista dello scalo.

     

    Una opera obbligata.

     

    La gestione dello scalo richiede altre urgenze finanziare, probabilmente derivate dall’accordo di programma che ha consentito l’ottenimento della “concessione quarantennale” ma che implica una serie di onerose scadenze di adeguamento infrastrutturali dello scalo.

     

    Le difficoltà associate alle prospettive dello scalo del FVG sono pertanto legate da una parte al finanziamento delle opere essenziali alla efficiente funzionalità dello scalo, dall’altro al recupero dei voli e collegamenti persi ed al suo potenziamento prima ancora della – ancora – ipotetica cessione a privati della partecipazione alla società - gestore dello scalo - Aeroporto FVG.

     

    Nel frattempo, è ed una nota positiva per gli utenti regionali, Ronchi dei Legionari è diventato uno degli scali master del feederaggio intercontinentali del gruppo Air France.

     

    La promozione in regione FVG dei voli per l’hub di Parigi De Gaulle, toglie inevitabilmente passeggeri per l’hub Alitalia di Fiumicino, per quello di Malpensa, con tariffe per andata e ritorno con l’America (Boston, New York) inferiori a talune andata/ritorno nazionali per Roma Fiumicino. 02 febbraio 2009

     

    Ronchi dei Legionari, un 2008 da record ma previsioni poco rosee

    La crisi del Gruppo Alitalia ha sicuramente limitato il record dei passeggeri trasportati nel corso 2008. Il taglio/cancellazione di numerosi voli degli ultimi quattro mesi verso Roma – Fiumicino, l’interruzione dei voli verso Malpensa, poi riattivati con Air Alps, ha probabilmente impedito che lo scalo isontino superasse la soglia degli 800 mila passeggeri anno.

     

    Il 2008 ha tuttavia segnato un incremento del traffico passeggeri del 5,4% con 782.461 che si sono imbarcati o sono arrivati nello scalo regionale del FVG.

     

    Erano stati  742.136 del 2007 e in tal modo si registra il terzo anno di crescita consecutivo con trend d’incremento oltre il 10%.

     

    Sono aumentati i passeggeri internazionali rispetto a quelli domestici, registrando su voli nazionali il 56%, contro il 63% del 2007. Dal 37% al 44% i viaggiatori internazionali.

     

    Il 72.9% dei passeggeri ha volato su collegamenti di linea, 15.6% su voli low cost e 8% su aerei charter. Il vettore con più passeggeri è risultato Alitalia, quindi Air One con 18.8%, Ryanair con 14.4%, Lufhtansa – AirDolomiti con 11.5%.

     

    Sono dati che potrebbero, se disaggregati, pesare il rapporto tra costi sostenuti e risultati ottenuti, ma che rimandano alla situazione critica dei voli e del traffico passeggeri stimato per il 2009. Con il taglio del collegamento su Napoli di Air One e la riduzione dei voli per Fiumicino, infatti, la prossima stagione esige un potenziamento dei voli collegato alla capacità della società Aeroporto FVG di acquisire e sostenere voli alternativi.

     

    La necessità di ripianare il deficit di bilancio generati dai crediti Alitalia si accoppiano inoltre alle urgenze di finanziare altri voli – perciò non solo a sostituire con efficacia i collegamenti con Capodichino e Malpensa – a verificare l’opportunità di mantenere i voli giornalieri del Gruppo Air France per Parigi de Gaulle (che, di fatto, costituiscono un feederaggio che condanna l’hub di Malpensa) e di pianificare una strategia di privatizzazione delle quote pubbliche della società di gestione aprendo ad un qualche coordinamento con altri scali aeroportuali.       

     

    26 gennaio 2009

     

    Ronchi dei Legionari, Cessna Cirrus atterra prima della pista

    Intorno alle ore 19.30 di ieri 10 novembre un aereo da turismo, un Cessna Cirrus ha terminato il suo volo tra i prati e gli alberi di Turriaco, un Comune limitrofo alla pista 09 di Ronchi dei Legionari di Gorizia. Le prime notizie parlano di quattro occupanti feriti traspostati al vicino ospedale di Monfalcone, senza nessuna ferita grave.

     

    Il velivolo sarebbe sparito dal radar in atterraggio, in corto finale, e l'allarme sarebbe scattato immediatamente. Il fuoripista avrebbe riguardato un velivolo che, partitoin mattinata da Padova e di rientro da Bari, trovando lo scalo di Vicenza chiuso per bassa visibilità, ha dirottato sullo scalo isontino.

     

    I quattro occupanti del velivolo, imprenditori veneti, tra i quali il pilota, con una buona dose di fortuna nell’impatto avrebbero evitato un palo dell’alta tensione passando sotto i cavi elettrici sfiorando inoltre il fiume Isonzo.

     

    Quali potrebbero essere le cause?

     

    In mancanza di dati precisi si potrebbe pensare ad un errore del pilota nella fase di atterraggio, un guasto tecnico o alla mancanza di carburante residuo nei serbatoi.

     

    La zona dell’impatto, in un campo appena arato, molto probabilmente localizzato e  identificabile dal Piano di Rischio terzi elaborato recentemente da ENAC e che, prossimamente, dovrebbe integrare il Piano Regolatore Particolareggiato dei Comuni in asse pista.

     

     

    11 novembre 2008

    Ronchi dei Legionari, Air Alps vola a Malpensa

     

    L’Alitalia aveva dismesso il suo storico collegamento con Milano con l'attivazione dell’orario invernale della sua rete operativa. Lo scalo del FVG era, inconcepibilmente, senza una linea per Milano. Per quasi 30 anni c’era stato il volo per Linate. Dall’apertura di Malpensa (1998) la destinazione milanese di Ronchi dei Legionari era diventata lo scalo hub di Malpensa.

     

    L’assenza di un volo per Milano era davvero pesante, insopportabile per tutti i passeggeri (oltre 100 mila/anno) che volavano per affari, turismo o per imbarcarsi sulle linee intercontinentali dello scalo del varesotto.

     

    In un paio di settimane, tuttavia, i responsabili della società Aeroporto FVG e della Regione hanno potuto riattivare l’indispensabile linea con il vettore austriaco Air Alps.

     

    Il Presidente Roberto Di Piazza e Rupert leitner, direttore generale dell’aerolinea Regional hanno illustrato l’apertura del volo: con aeromobili Dornier 328 da 31 posti, con tre frequenze quotidiane, salvo il weekend con un volo domenicale per un totale di 16 voli settimanali contro i 12 precedentemente ex Alitalia.

     

    L’offerta dei posti riflette tuttavia le incertezze correlate alla rete dei voli della ex Alitalia da un lato e alle politiche del sistema hub italiano con le strategie di Air France e Lufhtansa. Due riscontri che penalizzano lo scalo regionale del FVG.

     

    In passato Ronchi, infatti, era collegata a Milano con velivoli MD 80 (da 163 posti), con ATR 72 (66 posti), ATR 42 (39 posti) Embraer 145 (48 posti) con un’offerta che nel corso degli anni è declinata da quasi 1946 posti settimanali agli odierni 496 posti dei voli Dornier 328.

     

    Ora il collegamento giornaliero del gruppo Air Franche per Parigi e di Air Dolomiti - Lufhtansa con Monaco di Baviera, in attesa delle scelte della nuova CAI – Compagnia Aerea Italiana, determinano scenari che inquadrano una strategia operativa e di potenziamento dello scalo che obbliga necessariamente la società Aeroporto FVG a contromisure imprenditoriali che vanno ben oltre all’ineliminabile e non rinviabile privatizzazione.

    7 novembre 2008 

     

     

    Ronchi e Treviso, un confronto asimmetrico

    Solo dieci anni addietro (1998) – secondo dati ENAC - lo scalo di Treviso movimentava circa 5000 voli/anno trasportando appena 150 mila passeggeri. Ronchi dei Legionari nello stesso anno registrava con circa 11 mila voli ben 588 mila passeggeri.

     

    Ancora nel 2000 con 6300 voli/anno Treviso raggiungeva la quota di 276 mila passeggeri mentre Ronchi poteva vantare 568 mila viaggiatori.

     

    Ma rapidamente lo scenario mutava. Una intensa e capillare strategia/politica di collegamenti e potenziamento dei voli, diversificazione di voli e frequenze accompagnata da una incisiva capacità attrattiva per gli utenti veneti e del FVG già nel 2003, solo tre anni dopo, Treviso superava lo scalo isontino.

     

    In quest’anno di svolta con 10.550 voli/anno e 676 mila passeggeri surclassava Ronchi con i suoi 10.800 voli/anno e solo 605 mila viaggiatori.

     

    Ma non finisce ancora.

     

    Nel 2005, solo due anni dopo Treviso raddoppia non solo il suo traffico passeggeri, ma duplica anche quello di Ronchi.

     

    Ne trasporta 1.288.529 contro i 601.602 di Ronchi dei Legionari.

     

    Nel 2007 finalmente Ronchi riprende a crescere e raggiunge il suo record storico di passeggeri con 735. 405. Treviso pur con l’ennesimo suo primato (ma ogni anno supera quello precedente) si mantiene con 1.538.789 passeggeri oltre il due volte tanto.

     

    Come sta andando quest’anno in attesa degli esiti, probabilmente negativi per gli scali del nordest, della vicenda Alitalia - AirOne – CAI?

     

    Il mese di agosto (sono dati Assaeroporti) sono ancora doppi. Treviso ha trasportato 190 mila passeggeri (+14.1%) contro i 75 mila di Ronchi (+18.8% sullo stesso mese 2007).

     

    Il riepilogo annuale gennaio – agosto 2008 ripropone la stessa doppia divaricazione: Ronchi a 545. 697 con + 10.9% (che significherà il secondo record consecutivo annuale nei 12 mesi) e altrettanto a Treviso che con gli attuali 1.178.940 si migliorerà ancora doppiando ancora una volta lo scalo de FVG. 30 settembre 2008

     

    Ronchi – Alitalia: Aeroporto Spa FVG vanta un credito di 2 milioni di euro

    Assaeroporti aveva recentemente manifestato "il disagio e la propria preoccupazione" per la vicenda Alitalia “soprattutto per quanto attiene la soddisfazione dei crediti maturati dalle societa' di gestione aeroportuale nei confronti dei vettori Alitalia ed Air One".

     

    Ma occorre aggiungere anche un ulteriore passo dell'Associazione delle società di gestione aeroportuale Italiana:

    - "il disagio e' ancora maggiore laddove si consideri che oggi non sono ancora chiare le modalita' per la liquidazione dei corrispettivi per i servizi di assistenza che saranno resi al vettore".

    Quando deve – realmente - avere da Alitalia la società Aeroporto FVG di Ronchi dei Legionari?

    Quotidiani regionali aveva parlato di 1.4 milioni di euro, ora il settimanale Panorama indica una somma di 1.9 milioni di euro per la società isontina. Importi maggiori riguardano aeroporti nei quali l’operativo ed i voli sono superiori.

    SEA ed ADR sono le società più penalizzate.

    La cifra che andrebbe a stravolgere il bilancio della Aeroporto FVG Spa 2007.

    A questo, tuttavia, potrebbe aggiungersi anche il credito vantato da Air One.

    A quanto ammonta quest’ultimo. Potrebbe essere di circa 700 – 800 mila euro?

    Consorzio Aeroporto Friuli che detiene il 51% e la Regione FVG con il 49%, partecipate della società Aeroporto Spa dovranno ancora una volta (i) spartire il deficit o (ii) ricapitalizzare?  23 settembre 2008