
Andrea Zanoni: “Il progetto di ampliamento dell’aeroporto Canova di Treviso non rispetta le normative Ue sulla procedura d’impatto ambientale”.
“L’Ue intervenga sul mancato rispetto della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) del progetto d’ingrandimento dell’aeroporto Canova di Treviso”. Lo chiede Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV trevigiano, con un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea. “La procedura messa in atto finora per ampliare il Canova, viola le Direttive Ue 85/337/CEE, 97/11/CE e 2001/42/CE. Intervenga la Commissione europea”.
Zanoni tiene fede a quanto promesso nei giorni scorsi e chiede a Bruxelles “quali azioni intende intraprendere” in merito al progetto denominato “Incremento Fruitivo dell’Aeroporto Civile di Treviso: Piano di controllo e riduzione degli impatti”. L’esame dell’Ue si va ad aggiunge e a quello del TAR che potrebbe riportare il limite dei voli annui a 16.300, limite non rispettano nel 2010 dove sono stati raggiunti ben 20.588 voli.
L’Eurodeputato IdV ricorda che per il Canova “è stata chiesta la compatibilità ambientale il 6 dicembre 2002, e dopo il “Parere interlocutorio negativo” del Ministero dell’Ambiente, le autorità competenti avrebbero dovuto presentare una nuova VIA entro tre mesi, cosa che non è stata fatta”. Ciononostante, le società di gestione dell’aeroporto, SAVE spa e AERTRE Spa, a partire dal 2007 hanno realizzato lo stesso interventi di ampliamento. “Per questo aeroporto ENAC ha successivamente autorizzato un nuovo Piano di Sviluppo Aeroportuale senza sottoporlo alla VIA – aggiunge l’Eurodeputato – realizzando, tra il 5 giungo e il 5 dicembre 2011 ulteriori lavori di potenziamento e di ampliamento dello scalo”.
Queste opere sono state eseguite grazie a un documento del Ministero dell’Ambiente del 5/05/2011 che ha concesso un “Parere favorevole all’esclusione della procedura VIA”, atto portato in giudizio al TAR del Veneto dal “Comitato per la Riduzione dell’Impatto Ambientale dell’Aeroporto di Treviso”, e da Italia Nostra.
“Per quanto riguarda la VIA, già in passato il Consiglio di Stato ha considerato illegittimo suddividere un progetto al fine di evitare tale procedura” aggiunge Zanoni. “Ma l’irregolarità di questo modo di procedere non si ferma in Italia. Ci sono chiare direttive europee che stabiliscono come per opere di questo tipo, che incidono direttamente sull’ambiente e la salute dei cittadini, devono essere fatte le valutazioni”.
“Purtroppo ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di scavalcamento delle leggi comunitarie e di calpestamento dei diritti dei cittadini veneti”, conclude l’Eurodeputato. 30 gennaio 2012
V.I.A., rischio incidenti e tanto altro in poche righe.
Interrogazione a risposta scritta 4-14554 presentata da Andrea Martella - giovedì 19 gennaio 2012, seduta n.573
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere - premesso che:
dal 2002 su aree dell'Aeronautica militare in territori dei comuni di Treviso e di Quinto di Treviso è in corso un processo di sviluppo di attività aeronautiche con finalità commerciali;
la domanda di pronuncia di compatibilità ambientale per l'aeroporto di Treviso era stata presentata in data 6 dicembre 2002 e la richieste per «incremento fruitivo dell'aeroporto civile di Treviso, piano di controllo e riduzione degli impatti», si concludeva con «parere interlocutorio negativo» della valutazione di impatto ambientale, come espresso dal decreto del Ministero dell'ambiente n. 398 del 14 maggio 2007;
come espresso nel decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare n. 398 del 2007, era stato decretato l'obbligo di presentare una nuova procedura di valutazione di impatto ambientale, entro tre mesi dalla data di pubblicazione, obbligo a tutt'oggi mai eseguito; sempre nello stesso decreto ministeriale, era stato imposto un limite cautelativo dei voli non superiore ai 16.300 movimenti anno, limite mai osservato visto che, come attestano le statistiche ufficiali, i movimenti dal 2007 ad oggi sono stati sempre superiori con un incremento che in data 31 dicembre 2010 era pari a 21.588 voli/anno;
nonostante le more del procedimento di valutazione di impatto ambientale, comunque la società di gestione SAVE spa/AERTRE spa, ha realizzato una serie di interventi, tra cui la nuova aerostazione passeggeri (per circa 10.000 metri quadrati su due piani), inaugurata nel febbraio 2007 e poi, con ulteriori successivi ampliamenti, nuovamente potenziata con annesse nuove aree di parcheggio;
ENAC, nel 2010, ha autorizzato un nuovo piano di sviluppo aeroportuale per l'aeroporto di Treviso, a quanto consta all'interrogante, senza sottoporlo a previa valutazione di impatto ambientale;
questa autorizzazione ha permesso alla società di gestione dell'aeroporto tra il 5 giugno e il 5 dicembre 2010, di eseguire e concludere ulteriori lavori di potenziamento e di ampliamento delle infrastrutture di volo, come la «riqualifica profonda della pista e del nuovo sistema luminoso di avvicinamento degli aeromobili», strutture che aumenteranno le potenzialità operative dello scalo;
tali opere sono state eseguite attraverso un documento rilasciato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare prot. DVA-2011-0010666 del 5 maggio 2011 che ha concesso una «procedura di esclusione alla sottoposizione alla VIA», provvedimento attualmente contestato e portato in giudizio di fronte al tribunale amministrativo regionale di Venezia dal «Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Treviso», associazione di più di 500 cittadini che abitano nei pressi dell'aeroporto, e dall'associazione Italia Nostra, organo riconosciuto a livello nazionale dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;
la pista dello scalo è adiacente al parco naturale del Sile, riconosciuto e finanziato dall'Unione europea; il sedime aeroportuale è di piccole dimensioni nel cuore di un'area densamente popolata e circondato da ben 13 istituti scolastici (meno di un chilometro in linea d'area);
va tenuto conto delle caratteristiche del terreno, ricco di risorgive e di aree coltivate -:
se il Ministro non intenda prendere in considerazione la ricca e dettagliata documentazione prodotta dall'associazione dei cittadini di cui in premessa e quali iniziative intenda assumere, nell'ambito delle proprie prerogative e competenze, affinché siano rispettate tutte le procedure di verifica della compatibilità ambientale. 25 gennaio 2012
Lo scorso 7 gennaio, dopo un decennio di iniziative e battaglie è scomparso il Professore.
Anche Aerohabitat, che ha potuto conoscerlo ed apprezzarlo, propone il ricordo presentato on line dal sito del Comitato Aeroporto di Treviso.
Il Comitato Aeroporto No ampliamento piange la scomparsa del suo Vice Presidente colpito da un malore improvviso all'età di 72 anni. Floriano Graziati è stato nel 1999, assieme al Generale Alvaro Ferrante, uno dei fondatori del movimento che si batte per la legalità, la sicurezza, la salvaguardia del territorio e della salute dei cittadini ed è da sempre padre ispiratore delle attività del Comitato. Laureato in giudisprudenza, Preside di vari istituti superiori tra cui l'Ist. Tecnico “Luzzati”,”il Besta”, il Rosselli di Castelfranco, i licei scientifici “Berto” di Mogliano e il “Da Vinci” di Treviso. Era socio ordinario dell'ateneo di Treviso e membro dell'Associazione Trevigiana di Cultura Classica. Grande conoscitore di Dante , dei filosofi greci e dei pensatori classici e del socialismo moderno.Fino a ieri Giudice presso la 1° Comissione Tributaria a Treviso. E' stato scrittore e poeta, attività per cui, negli anni è stato anche premiato. Stimolatore e protagonista della vita culturale trevigiana e figura unica per il suo impegno sociale nelle comunita' di Quinto e di Treviso. Lo ricodiamo per il suo impegno in prima linea all'interno del Comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Treviso, come ideatore e sostenitore delle innumerevoli campagne informative e di denuncia di un'opera che lui stesso ha sempre definito non conforme alle direttive di legge e alle esigenze del territorio. Lascia un vuoto incolmabile tra le file del Comitato che ha sempre sostenuto con tutto il suo ardore di persona razionalmente assetata di giustizia, di legalità e di processi di sviluppo condivisi. Precursore ed elegante interprete della civile convivenza anche tra parti diametralmente opposte . Amante del dibattito fatto di idee e non di insulti gratuiti, ha recentemente molto sofferto, appena rientrato da un suo viaggio all'estero,nell' apprendere dai giornali delle deliranti accuse fatte sui muri di Quinto contro la sua persona da anonimi sostenitori “Pro ampliamento aeroporto”. Da grande gentiluomo quale è ci disse: “Non rispondete alla rozzezza e all'ignoranza! La nostra è una battaglia fatta di consapevolezza e civiltà.”
Dedichiamo le nostre presenti e future battaglie per la salvaguardia del territorio e per una nuova consapevolezza del vivere collettivo al nostro caro Fratello Maggiore.
Per l'ultimo saluto a Floriano ci vediamo tutti presso la chiesa S.Giorgio di Quinto dove mercoledi' 11 gennaio alle ore 11 si terra' la cerimonia funebre. 11 gennaio 2012
Il Comitato dei cittadini scrive al Prefetto: sono a norma? Quale rischio si corre?
Aerohabitat ha da tempo posto la questione relativa alla sicurezza della ubicazione dei serbatoi carburante avio negli aeroporti del BelPaese. Ha illustrato due casi, quello di Verona Catullo e quello di Alghero Fertilia. Il tema rimanda al Piano di Rischio per incidente aereo e al Piano di emergenza aeroportuale, ma evidenzia il pericolo dell'eventuale incendio dei serbatoi del carburante entro il sedime aeroportuale.
In modo particolare qualora la localizzazione dei serbatoi sia prossimo ad edifici sensibili. Ad elevata densità di popolazione e/o transito di utenti e/o passeggeri.
La materia è regolamentata da norme specifiche. Dalla “Predisposizione delle linee guida per la gestione dei serbatoi interrati” alle normative ENAC quale la Circolare ENAC APT 33) e le stringenti disposizioni che sono riportate. Riguardano il Piano di Rischio esterno al sedime ma sono ineluttabilmente chiare:
Si precisa che nella redazione dei piani di rischio oltre a seguire le indicazioni contenute al paragrafo 6 del capitolo 9 del Regolamento, "massima attenzione va posta sulle attività sensibili quali:
- insediamenti ad elevato affollamento (centri commerciali, alberghi, stadi, …);
- nuove edificazioni che se coinvolte in un eventuale incidente possono creare pericolo di incendio o comunque di amplificazione del danno sia all’ambiente che all’aeromobile stesso, quali ad esempio distributori di carburante, depositi di liquidi infiammabili, industrie chimiche e consistenti insediamenti ubicati lungo le direzioni di atterraggio e decollo ed in prossimità dell’aeroporto in aree ancora sostanzialmente libere.
ENAC nello stesso APT 33 sostiene inoltre: "l’Enac si riserva la facoltà di verificare la presenza di opere, impianti ed attività che possono costituire pericolo per la navigazione aerea ai sensi dell’articolo 711 del Codice della Navigazione ai fini della loro eliminazione.
Rientrano tra tali pericoli ad esempio distributori di carburante e depositi di liquidi e gas infiammabili e/o esplosivi, in particolare se ubicati in zona A e B2.
A riguardo segnaliamo le parti salienti del testo e l'allegato trasmesso il 6 gennaio 2012 dal Comitato dei cittadini dell'aeroporto di Treviso al Prefetto ed alle autorità locali (vedi www.comitatoaerportotv.it ).
E' SICURO IL DEPOSITO DI CARBURANTE A POCHI METRI DAL TERMINAL DEL CANOVA?
Abbiamo spedito alle autorità competenti alla sicurezza una richiesta di informazioni e di intervento sulla messa in sicurezza del Deposito di Carburate sito a financo dell'Aerostazione (VEDI ALLEGATO) a pochi metri da dove quotidianamente migliaia tra passeggeri e addetti i lavori transitano o sostano. Come si può vedere dalla foto il Deposito, che contiene migliaia di ettolitri di carburante per il rifornimento degli aeromobili, è anche a poche decine dal luogo dove sostano i Bus di linea che spostano i turisti a Venezia o a Mestre. Nonché confina con un' aerea privata e non è distante dalla SS Noalese luogo dove quotidianamente si formano lunghe code di veicoli causa le attività del Canova. Che non sia la sua posizione lo ha ribadito AD di Save SimionI che, in occasione della presentazione del Master Plan gli è sfuggito di dire che il Deposito dovrà essere spostato. Con molta probabilità, il deposito in questione è in “deroga”, cioè qualcuno sa che in quella posizione non è consentito e quindi con l'idea del poi “qualcuno” lo autorizza. Siamo ancora nelle ipotesi perchè la nostra interpellanza è volta a fare chiarezza di una situazione a rischio e se le autorità che abbiamo interpellato ci daranno conferma di ciò dovremmo constatare che siamo di fronte ad una situazione di estrema gravità.
Premettiamo che è da molto tempo che siamo al corrente di questa situazione ma il nostro senso di cittadini consapevoli e responsabili ci ha suggerito di non creare allarmismi e di approfondire la questione. Poi è uscita la sentenza di blocco dei lavori, l'assurdo attacco ingiustificato contro al Comitato accusato che voleva chiudere l'aeroporto, la situazione dei lavoratori impiegati all'interno della struttura che rischiavano di prolungare la casa integrazione, gli spostamenti a Venezia, ecc. , così abbiamo deciso di non prenderci responsabilità dirette e abbiamo atteso l'apertura dello scalo. Nel mentre abbiamo chiesto appuntamento al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Ing. Agatino Carrolo chiedendo un appuntamento. La sua segretaria molto gentilmente ce lo ha concesso, telefoniamo per una conferma e ci sposta l'appuntamento, ritelefoniamo una seconda volta per una conferma e mi sposta l'appuntamento sempre per motivi di impegni urgenti e fuori sede del Comandante. Alla terza mi sposta di nuovo ma alla quarta ce la facciamo e andiamo in delegazione all'incontro. Le sorprese non erano finite evidentemente perchè il Comandante non c'era, la segretaria chiama il Vice Comamdante con cui parliamo riferendogli il motivo per cui eravamo venuti, motivo largamente esposto al momento della richiesta di audizione. Bocca cucita, il Vice non ci dice niente in parte a suo dire perchè non era informato e ci ha chiesto di fare una domanda scritta per le richieste. Lo abbiamo fatto con questa lettera.
Insomma avere delle certezze quando si parla di Aeroporto Canova è sempre molto difficile ma rivendichiamo il diritto che i cittadini residenti, gli utenti, i turisti, gli operatori, tutti coloro che transitano sulla Noalese, hanno il diritto di sapere i rischi che corrono con il deposito in quella posizione! Chiediamo al Prefetto alla Provincia, all'ENAC autorità predisposte alla sicurezza di dare al più presto una risposta a questo problema e soprattutto chiediamo perchè e come mai con la chiusura dello scalo durata sei mesi nessuno ha deciso di mettere mano a questa situazione che sicuramente non rende nessuno tranquilli. Su un quotidiano di ieri, ad una domanda del cronista Mauro Favaro, fatta al direttore dell'Aeroporto Gianni Carrer, sul grado di sicurezza del deposito di carburante, così rispondeva: “Bisogna capire... che le cose non sarebbero state fatte se non fossero state autorizzate. Difatti è vero ma se il deposito fosse in “deroga” e come ha detto Simioni “deve essere spostato”, perchè quando c'era la possibilità non è stato fatto? E quando sarà fatto? E, in un luogo angusto come il Canova, in quale posizione sarà spostato? Quando si parla di sicurezza e di efficienza, AerTre si trova in deficenza d'ossigeno e passa le colpe ad ENAC,ENAV, PROVINCIA, REGIONE, PREFETTURA... AI TRIBUNALI, magari anche ai VIGILI DEL FUOCO!! 10 gennaio 2012
Il Comune di Quinto lo ha deliberato, il Comune di Treviso lo rimanda al PAT.
Dopo Linate 2001, il recepimento dell'Annesso 14 è ancora da completare ed il livello di sicurezza - safety - nel BeLPaese è un traguardo da raggiungere. Ma quant'è distante? Quanto occorre aspettare?
Aerohabitat ha sottolineato come lo stato di attuazione del Piano di Rischio possa essere definito una sorta di "Codice Rosso".
Se registriamo come nel Programma Nazionale Italiano della Sicurezza Aeronautica (State Safety Programme – Italy) Elaborato dall’ENAC d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, documento da poco divulgato da ENAC si può leggere:
"Lo State Safety Programme è l’insieme organico delle politiche, delle attività e degli obiettivi di sicurezza ed è finalizzato al raggiungimento e al mantenimento di un accettabile livello di sicurezza attraverso il miglioramento delle attività istituzionali di regolazione, certificazione e sorveglianza.
Il termine accettabile presuppone che il livello di sicurezza sia stato determinato, condiviso e sostenuto dallo Stato. Una volta stabilito un accettabile livello di sicurezza lo Stato membro deve utilizzarlo, come esplicitamente stabilito dagli standard ICAO, per verificare le prestazioni dell’intero Sistema di Aviazione Civile.
Stabilire un accettabile livello di sicurezza e quindi un programma di raggiungimento dello stesso, porta a integrare l’attuale impostazione di gestione della sicurezza, basata sulla rispondenza ai regolamenti (compliance-based), con un approccio basato sulle prestazioni dell’intero sistema (performance-based)".
Cosa dobbiamo aspettarci? Che l'adozione del Piano di Rischio per incidente aereo non abbia ancora un data limite massima, di scadenza? Che alcuni Comuni possano deliberarlo solo in parte?
Magari con l'esclusione della Zona di Tutela laterale D. Che qualche Comune possa, autonomamente, decidere di attivarlo in un secondo momento?
Quand'è "accettabile il livello di sicurezza"? Chi lo decide?
ENAC o i singoli Comuni interessati?
Questo scenario, a nostro avviso imbarazzante, è forse quello che si sta realizzando a Treviso?
Possibile che ENAC non intervenga pesantemente e decisamente nell'obbligare i Comuni ad immediati e decisi interventi a tutela delle operazioni di volo e salvaguardia dei cittadini residenti? 5 gennaio 2012
L'aeroporto riapre ma la security sembrerebbe un obiettivo ancora da raggiungere.
Lo scorso 7 novembre il Direttore della società dell'aerop.orto di Treviso Canova AERTRE ha inviato una lettera a residenti più vicini al sedime aeroportuale. A coloro che vivono e ridosso del recinto dello scalo di Treviso. Il testo appare del tutto insolito, anche se denota il contesto operativo di uno scalo affossato e circondato da una miriade di piccole proprietà confinanti.
Appena oltre il "recinto" del sedime aeroportuale. Rivela anche una vicinanza ed una criticità nella separazione tra i caseggiati ed i terreni a limitrofi, quasi, una continuità indivisa con l'area volo: l'airside dello scalo.
Ma quale immagine denota questa comunicazione? Quale effetto pratico innesca e/o produce?Quale livello di security ha sperimentato AERTRE ed ENAC in questo lungo periodo di incremento dei voli e del volume dei passeggeri trasportati?
In attesa di risposte proponiamo il testo inviato ai cittadini.
Gentile Signora
Egregio Signore,
L'aeroporto di Treviso è tenuto a dare applicazione al Programma nazionale di Sicurezza, ma questo lo può fare solo all'interno del suo sedime aeroportuale finalizzato ad assicurare l'incolumità dei passeggeri, degli equipaggi, degli operatori, del pubblico e delle infrastrutture aeroportuali, nonché la regolarità e l'efficienza dell'aviazione civile nella prevenzione degli atti di interferenza illecita (es. attentati).
Questo documento impone una serie di misure di sicurezza, quali ed esempio i controlli sulle persone e sui bagagli idonei a prevenire l'introduzione a bordo degli aeromobili di armi, ordigni esplosivi, articoli pericolosi e di ogni altro oggetto in grado di causare turbative al normale svolgimento del traffico aereo.
All'interno delle misure previste dal Programma Nazionale di Sicurezza vi è il progressivo adguamento delle recinzioni aeroportuali, e per questo noi stessi stiamo per iniziare il rifacimento di buona parte di esse. Tra le prescrizioni del PNS vi è quella imprescindibile della pulizia dell'area attigua alle recinzioni stesse. Infatti per almeno cinque metri della recinzione non vi devono essere fabbricati né vegetazione di alcun tipo.
Le chiediamo pertanto di voler provvedere entro e non oltre alla data del 27 novembre pv alla pulizia così come illustrato.
Nella denegata ipotesi che lei non vi provveda, ci troveremo costretti ad informare le Autorità competenti. Resta inteso che siamo a disposizione per un incontro che possa dare tutte le informazioni utili alla comprensione di tale richiesta. 5 dicembre 2011
Ma sarà dal 19 gennaio al TAR Veneto che si decide.
Dopo oltre sei mesi di cantiere con la pista rifatta e con l'ausilio della strumentazione luminosa e ILS di Categoria II il Canova si appresta alla nuova stagione operativa.
I voli medi potrebbero passare da 6 a 16 ora e le attese di un traffico aereo potenziato rappresenta uno scenario reale.
Quale sarà la situazione ambientale relativamente alle questioni:
- suolo e sottosuolo;
- ambiente idrico;
- ecosistemi;
- vegetazione flora e fauna;
- atmosfera;
- rumore e vibrazioni;
- paesaggio
- piano di rischio incidente aereo?
Lo si potrà sapere solo quando sarà presentata e verificata e validata una qualche procedura di valutazione di impatto ambientale complessiva.
Occorrerà aspettare che la Commissione Aeroportuale riapra i lavori e li concluda identificando le zone acustiche e, sopratutto, una rete di monitoraggio, definita su nuovi modelli operativi di pista con stime di traffico realistiche. Il modello INM potrà determinare le curve di isolivello del rumore aeroportuale da consegnare alle commissioni di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto del 31 Ottobre 1997, affinché le stesse potessero definire, nell'intorno aeroportuale, i confini delle seguenti aree di rispetto: zona A, zona B, zona C.
Quanto potranno essere le centraline? La rete dì monitoraggio adotterà ancora la centraline di monitoraggio acustico di tipo fisso, munita di stazione meteoclimatica per il rilievo dei parametri metereologici da localizzare ancora - come inizialmente previsto - presso l’edificio comunale in via Costamala “Casa degli alpini”e presso la scuola materna in via Contea al numero civico 1?
Una rinnovata tipologia di flotta aerea permetterà la simulazione di operazioni di decollo e di atterraggio riflettendo una configurazione di decolli ed atterraggi differenziata rispetto alla tradizionale prevalenza, ovvero i decolli che avvenivano in maggioranza notevole dalla testata RWY 25, mentre gli atterraggi erano in prevalenza sulla direzione della testata RWY 07.
Dal 5 dicembre 2011 i voli dovranno calarsi in un Piano di Rischio per incidente aereo che impegnerà i due Comuni di Treviso e di Quinto. Decisivo saranno l'analisi delle geometrie di asse pista con l'identificazione delle curve di isolivello del rischio. Problematica le fase di rispetto laterali. Simmetriche all'asse pista; i famosi 1000 metri laterali.
Ma sarà la data del 19 gennaio, quella relativa all'udienza al TAR Veneto a verificare lo scenario di compatibilità ambientale e del rischio a determinare una nuova storia della relazione tra infrastruttura aeroportuale e la comunità dei cittadini residente nell'immediato circondario. 28 novembre 2011
Solo il 19 gennaio il confronto al TAR sulla VIA, Piano di Rischio e il potenziamento.
Lo scorso 11 ottobre il Consiglio dio Stato ha, di fatto, solamente sospeso l'ordinanza del blocco lavori disposto dal TRA del Veneto. Non è entrato nel merito delle determinanti questioni denunciate dal Comitato dei Cittadini con l'esposto al TAR. Se da un lato AERTRE, società di gestione del Canova, Comuni, Provincia e Regione attraverso il Presidente ZAIA hanno favorevolmente accolto la sentenza del Consiglio di Stato le prospettive del futuro dello scalo rimangono ancora incerte. Quale futuro? Potenziamento dei voli con elevati volumi di traffico fino a traguardi di 4 - 5 milioni di passeggeri/anno e/o una sostenibilità/compatibilità che determina limiti definiti al numero dei voli?
Il Consiglio di Stato con l'Ordinanza n° 4460 del 12.10.2011 ha, infatti, determinato la seguente motivazione:
"a suffragio della domanda cautelare proposta in primo grado, l’insussistenza di consistenti elementi di fumus, in ispecie alla luce della prescrizione, contenuta nel gravato provvedimento, secondo cui “il numero totale annuo di movimenti dei veicoli dallo scalo non dovrà subire aumenti rispetto al numero attualmente autorizzato”, e tenuto conto della documentazione prodotta in giudizio dalle parti appellate (rispettivamente intervenute in giudizio), confermativa del mancato incremento del traffico aereo correlata al progetto e dell’insussistenza di essenziali variazioni spaziali ed implicazioni territoriali dell’infrastruttura in esame; ritenuta altresì, sulla base di una valutazione comparativa degli interessi in gioco e in considerazione dello stato di avanzamento dei lavori, l’insussistenza del periculum in mora; rilevato che pertanto, in riforma dell’impugnata ordinanza cautelare, s’impone il rigetto della domanda cautelare proposta in primo grado".
E adesso cosa potrebbe accadere?
Certo lo scenario di un programma di lavori ed opere non rispondente alle esigenze di una procedura di VIA (in fondo nel 2007 la VIA è stata negata e gli attuali interventi com'é noto non sono inquadrati in un protocollo di VIA) potrebbe rivelarsi un boomerang.
Questi contrastati quattro/cinque mesi di lavori potrebbero, in una diversa opzione degli interventi, stavolta assecondando reali esigenze della VIA - in fondo anche il limite dei voli/anno a 16.300 voli appare una forzature e risultare del tutto inattendibile per l'ottenimento della compatibilità VIA - qualificarsi come parzialmente se non del tutto inadeguati per gli obiettivi di tutele ambientali, non solo agognate dai cittadini, ma sopratutto il linea con gli standard ENAC, ICAO e UE.
Ma il rischio che la sentenza del Consiglio di Stato potrebbe rivelarsi quindi una beffa non è uno scenario paradossale.
L'autorizzazione della Procedura di VIA nel rigoroso rispetto delle normative ambientali, in aggiunta alla corretta adozione degli standard ENAC (RESA, Piani di Rischio, Strip Area, Risk assessment, SMS ed equivalenti) potrebbe prevedere limiti di voli, tipologie di flotta aerea, del tutto diversificata rispetto al master plan con traguardi di 4 - 5 milioni di passeggeri/anno.
Nel dettaglio, le opere di rifacimento della pista ed i dispositivi per il recupero delle acque di superficie, il riciclaggio delle sostanze di pulizia della pista e dei piazzali (anche riguardo il Parco del Sole e la protezione delle falde) , la dimensione della RESA e/o la necessità di disporre di una Strip area integrale potrebbero imporsi come misure non adeguate e congrue con la VIA.
I valori acustici di sedime aeroportuali, inoltre, potrebbero risultare superiori a 75 Lva. Per non parlare degli indici acustici oltre il fine piste e laterali. Le edificazioni sono davvero ravvicinate.
Ribaltando, in sostanza, le prospettive operative degli esercenti aeroportuali, disgregando le attuali ambiguità infrastrutturali, imponendo, di fatto, ulteriori interventi.
Magari sostitutivi ed in alternativa a quelli in corso. Con inevitabili costi aggiuntivi ed altri lavori di lugno periodo.
Probabilmente la soluzione dell'interruzione dei lavori disposta dal TAR Veneto fino al completamento della Procedura di VIA avrebbe potuto rivelarsi come la miglior soluzione possibile. 17 ottobre 2011
Il confronto dell'11 ottobre al Consiglio di Stato sarà decisivo.
La nuova assemblea che il Comitato dei cittadini dell'intorno del Canova ha organizzato è prevista per venerdì 7 ottobre, alle ore 20.30 presso l'Aula Magna dell'Istituto Superiore per Geometri "Palladio" in via Tronconi a Treviso.
La discussione, probabilmente, riguarderà ancora una volta la Valutazione d'Impatto Ambientale, l'ordinanza del TAR, il mancato blocco dei lavori aeroportuali e, sopratutto, la convocazione al Consiglio di Stato del prossimo 11 ottobre: a Roma.
Il punto chiave è sempre il medesimo, il ruolo e le prospettive di ammodernamento, ristrutturazione e potenziamento della capacità aeroportuale. Il livello di compatibilità e sostenibilità con il territorio e la comunità circostante.
I voli aumenteranno come viene sostenuto dal Comitato o rimarranno gli stessi?
Certo che il documento SIA di AERTRE evidenzia una serie di opere che, inevitabilmente, comportano un incremento della capacità pista. Anche i comunicati stampa successivi all'ottenimento della concessione quarantennale sono inequivocabili. Sono stimati 3 -4, oltre 5 milioni di passeggeri/anno.
Lo scenario prefigurato di un incremento orario da 4 a 16 voli ora, dopo i lavori in corso, rimanda a numero di voli giornalieri ed annuali che potrebbero rappresentare una impennata. In linea, peraltro, con gli incrementi raggiunti negli ultimi anni nello scalo della Marca Trevisana.
L'operoso cantiere, intanto, nel progetto base, oltre alla riqualificazione della pavimentazione della pista di volo, del nuovo raccordo “B” in luogo dell'‟attuale “R2”, della sistemazioni della RESA in testata 25, sta predisponendo opere idrauliche di raccolta, allontanamento e trattamento delle acque meteoriche concernenti alle aree pavimentate, nel contesto delle Risorgive del Parco del fiume Sile. 6 ottobre 2011
Rigettata la sospensione dell'Ordinanza del TAR, udienza l'11 ottobre.
Il cantiere dei lavori nel sedime sembrerebbe ancora in corso, la sospensione del provvedimento con cui il Tar ha bloccato i lavori al Canova è stata respinta ma il Consiglio di Stato, su richiesta di ENAC e Ministero dell'Ambiente, discuterà la questione VIA e piano dei lavori il prossimo 11 ottobre.
La notizia è stata anticipata dal sito www.vivicaselle.eu di Beniamino Sandrini ed è diventata subito un caso. La decisione del Consiglio di Stato è, infatti, datata sabato 24 settembre ed è stata inserita on line sul web dello stesso Consiglio di Stato nella mattinata di domenica mattina 25 settembre.
Una rapidità ed una operosità del weekend piuttosto straordinaria. Comunque il dato immediato e rilevante per la disputa in corso è il rigetto della sospensione del provvedimento di Ordinanza del TAR del Veneto.
I lavori dovrebbero essere sospesi. Perché non é ancora avvenuto.
Certo quello che sta avvenendo è un caso emblematico e paradigmatico.
Quanti scali aerei del BelPaese sono in regola con la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale? Possibile che dinnanzi alla evidenza di una crescita vigorosa del traffico aereo, su ogni pista di volo italiana, non si adotti, come misura precauzionale e preliminare di una VIA e/o di una VAS?
E perché quando un TAR regionale richieda la sospensione dei lavori in corso, che fra l'altro potrebbero realizzare opere in contrasto con la VIA, in attesa di quest'ultima o comunque di una qualche verifica di compatibilità ambientale e sostenibilità, non si adotti l'ordinanza di legge?
Mentre i propugnatori, i sostenitori della legalità e della tutela del territorio e della comunità, ovvero il Comitato dei Cittadini, vengono additati come responsabili della chiusura e/o delle prospettive dello scalo della Marca? Ruolo e compiti che avrebbero dovuto essere svolti e assolti da altri soggetti e organismi istituzionali.
Possibile che nessun si ponga un interrogativo, con il semplice buon senso, che probabilmente, tra il Parco delle Risorgive del Sile e la Noalese, non c'è spazio e futuro per un aeroporto da quattro, cinque e magari oltre, milioni di passeggeri/anno? 28 settembre 2011
Ma il cantiere non opera su un programma lavori che potrebbe essere smentito dalla V.I.A.?
Ancora una volta gli artificieri e vigili del fuoco al lavoro sono intervenuti per disinnescare un ordigno bellico scoperto nel corso dei lavori di "ammodernamento - potenziamento" dello scalo localizzato nel Parco delle Risorgive del Sile.
Ma il cantiere, nonostante l'ordinanza di sospensione del TRA Veneto e le diffide al proseguimento lavori stanno continuando. Possibile?
Ma che accade? La vicenda rischio di assumere risolti grotteschi.
L'ordinanza del Tar è del 7 settembre. IL 14 settembre i legali del comitato hanno trasmesso la diffida ad AerTre e ad altri soggetto istituzionali interessati, senza alcun riscontro sul blocco lavori.
L'ENAC avrebbe fatto ricorso al Consiglio di Stato per rimuovere la sospensione ma i tempi saranno lunghi.
Le ruspe non si sono, al momento, fermate.
L'ENAC dopo il comunicato stampa di avvio lavori del 30 maggio 2011, "per consentire l’esecuzione di interventi programmati di adeguamento e ammodernamento delle infrastrutture di volo" non ha ancora ufficialmente preso una posizione pubblica".
Chi deve muoversi per rendere esecutiva l'ordinanza del TAR? La Procura, il NOE?
Possibile che nessuno intervenga? In fondo il programma dei lavori autorizzati, in deroga alla Valutazione di Impatto Ambientale, potrebbe qualificarsi come un intervento incongruo o non coerente con una rigorosa VIA.
Probabilmente le opere in programma per salvaguardare, ad esempio, le falde acquifere e le tutele per le Risorgive del Sile, per la gestione delle acque di prima pioggia, il sistema fognate e recupero delle sostanze solventi per la pista ed i piazzali, potrebbero risultare contrastanti non congruenti con un cantiere dei lavori in ottemperanza all'applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale. 24 settembre 2011
L'assenza della V.I.A. aeroportuale è al centro della disputa, ma non solo a Treviso.
Lo scorso 7 settembre il TAR di Venezia ha depositato una ordinanza con la quale vengono sospesi immediatamente i lavori in corso sullo scalo della Marca. Un cantiere che avrebbe doluto concludersi a fine settembre e che erano stati prorogati fino a dicembre per l'insorgenza di problematiche attinenti alla scoperta di una vecchia pista sottostante a quella d'asfalto.
Ma il ricorso al TAR promosso da Italia Nostra e del Comitato Aeroporto d Treviso è stato accolto e, con il blocco dei lavori, la disputa scaturita sulla necessità ed urgenza di disporre di una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per l'infrastruttura aeroportuale, sarà oggetto nell'udienza di mercoledì: il 19 gennaio 2012. Nel frattempo lo stop ai lavori consentirà numerose riflessioni sulla materia. Sulle verifiche intorno alla compatibilità e coesistenza tra una infrastruttura aeroportuale il territorio e la comunità circostante.
Com'è noto nel 2007 la procedura di V.I.A. dello scalo Canova non era stata autorizzata, un caso davvero raro nel BelPaese. Quella VIA "negata" tuttavia aveva vincolato un numero di movimenti massimo di 16.300 circa voli anno. Limite che era già stato superato nel corso del 2010.
Nel BelPaese il binomio aeroporti e procedura di VIA sembrerebbe aver assunto risvolti alquanto contradditori. E' indispensabile all'attività, allo sviluppo e crescita di uno scalo o è solo una possibile opzione?
Quanti sono, e quali gli scali del BelPaese che operano con VIA in corso d'opera, quanti hanno sforato i limiti operativi delle autorizzazioni VIA, quanti non hanno espletato alle risoluzioni e/o prescrizioni stabilite dalle VIA, e infine, quanti sono senza VIA e magari movimentano 2 - 4 - 6 milioni di passeggeri/anno?
Il caso Treviso con l'ordinanza del TRA di Venezia rappresenta una svolta, una straordinaria occasione per avviare per regolarizzare gli aeroporti della Penisola agli standard europei ed alla normativa recepita.
L'occasione appare davvero propizia. In grado di verificare - dato la localizzazione di pista tra viabilità ed agglomerati urbani di prossimità - non solo l'adozione degli standard della Runway End Safety Area (spazi di sicurezza di inizio e fine pista) a 240 metri, ma anche il Piano di Rischio i asse pista e laterale.
Adeguate analisi e verifica all'interno della VIA dovranno essere sviluppate, ovviamente, in relazione all'impatto acustico, ambientale in genere e sopratutto sulla coesistenza con il Parco delle Risorgive del Sile e le falde acquifere sottostanti. 13 settembre 2011
Il rinvio sarebbe dovuto all'inattesa scoperta di una pista storica.
Con uno scarno comunicato tratto dal sito dell'Aeroporto di Treviso si può leggere:
"Con riferimento ai lavori in corso presso l'aeroporto Canova di Treviso, AER TRE comunica che la riapertura dello scalo viene posticipata a lunedì 5 dicembre 2011".
Il cantiere aperto lo scorso 1 giugno avrebbe dovuto concludere l'attività il 30 settembre, per opere di ammodernamento della pista, l'installazione di rinnovati sistemi audiovisivi di atterraggio ed altro, per un investimento complessivo di 18 milioni di euro.
La causa sarebbe riconducibile agli extralavori conseguenti alla scoperta di una vecchia pista di volo, sottostante a quella operativa degli ultimi 20anni. Anche le condizioni meteo avverse, prima con le prolungate piogge, quindi il grande caldo di questo agosto avrebbe determinato questo prolungamento dei lavori.
Il ritardo dei lavori e/o lo spostamento della riapertura dello scalo trevisano, dipende com'è ovvio dai punti di vista sta determinando preoccupazioni e, anche, una moderata, euforia.
Ai residenti , ai cittadini che vivono nell'intorno della pista il prolungamento dei lavori ha un significato diretto e solo: le ricadute ambientali dei voli sono ancora sospese.
Perlomeno la fine estate e l'autunno potranno essere vissute con le finestre aperte senza percepire alcun significativo rumore aereo.
Preoccupazione e proteste invece sembrano emergere per numerosi operatori aeroportuali.
Dai tassisti, ai ristoratori, ai negozi di scalo e di prossimità, albergatori, operatori turistici che gravitano nell'intorno e che considerano, legittimamente, l'assenza di clienti e di utenti. Perciò di minori se non nulle entrate.
Ma vanno fatte anche altre considerazioni riguardanti le ripercussioni che possono scaturire dall'esistenza di questo manto di pista sottostante.
Quali implicazioni si determinano sulle falde acquifere, l'eventuale revisione e/o aggiornamento dei progetti per il recupero delle prime acque, delle opere idrauliche per la raccolta, del deflusso acque meteoriche, trattamento degli sversamenti, oltre all'impianto di depurazione potranno essere, comunque, realizzati e a norma?
Come saranno risolte le indispensabili tutele delle sottostanti Risorgive del fiume Parco del Sile?
Ci saranno, infine, anche extracosti? A quanto ammontano? 26 agosto 2011
Quel ristretto sedime aeroportuale compresso tra la Noalese e le Risorgive del Sile riuscirà a raggiungere traguardi impensabili solo pochi anni addietro? Quando il Canova non era altro che uno scalo minore con poche migliaia di passeggeri e di traffico (circa 6300 movimenti e 270 mila passeggeri del 2000).
Dieci anni hanno trasformato questo scalo, superando oltre due milioni di passeggeri ed oltre ventimila voli/anno. Circa il 30% sono voli di aviazione generale.
Ma quali sono le prospettive di crescita? Quali potrebbero essere i cosiddetti colli di bottiglia operativi dello scalo della Marca? Quale sarà la capacità del Terminal, del piazzale di sosta per aeromobili ed, infine della pista sottoposta a rifacimento, nuovi standard e potenziamento?
Ha forse significato quanto segnalato dal sito del Comitato dei cittadini di Treviso quando riferiscono che "i Sindaci e gli Amministratori di Treviso e di Quinto - sarebbero stati tranquillizzati - su entità e triplicazione dei voli e dei passeggeri, anche in riferimento alla paventata inversione di rotta in atterraggio e in decollo, che finirebbe per coinvolgere di necessità e negativamente il centro di Treviso".
Nel documento elaborato da Aerohabitat e presentato a Quinto di Treviso il 4 marzo 2011 è stata proposta una comparazione con la pista del Forlanini e Linate. Lunga come quella di Treviso circa 2400 metri e che - storicamente ha consentito un numero di movimenti ben oltre 120 mila voli e oltre 10 milioni di passeggeri/Anno. Accadrà lo stesso al Canova di Treviso?
Potremmo rispondere utilizzando i parametri standard derivati da casistica statistica consolidate, ma sarebbero valutazioni unilaterali. Ancorché tecniche, di parte.
Utilizziamo invece alcuni dati, forniti da soggetti che hanno potuto leggere stralci dello studio del cosiddetto Piano Nazionale Aeroporti redatto per conto di ENAC.
Perciò dati ufficiali che, tuttavia non appaiono del tutto coerenti, ma con i seguenti scenari di traffico, e precisamente:
2015 - oltre 2.400.000 passeggeri
2020 - oltre 2.800.000 passeggeri
2025 - oltre 3.400.000 passeggeri
Per quanto concerne la capacità/annua della pista si parlerebbe di oltre 6.200.000 passeggeri/anno con una capacità oraria di 16 movimenti e/o voli che rimandano a 272 voli/giorno per le 17 ore di operatività dell'arco giornaliero, al quale potrebbero essere sommate le ore notturne con il suo carico di voli.
Ma occorre riportare anche quanto riferito in relazione al rilascio della concessione quarantennale dello scalo per l'arco temporale 2010 - 2049, nel quale lo scenario di traffico era pari a 5.135.000 passeggeri per anno, con un investimento complessivo nei 40 anni di concessione pari a 166 milioni di euro. 21 luglio 2011
Nei primi quattromesi del 2011 il Treviso Canova, solo di voli civili - commerciali (dei voli militari purtroppo non si hanno mai notizie) ha registrato con 6.878 movimenti un incremento - sullo stesso periodo 2010 - pari a 19.2%. Con 731.069 passeggeri, invece, una crescita del 33.8%.
Numeri davvero esaltanti per gli esercenti aeroportuali.
Se aggiungiamo che il numero medio dei voli/mese è prossimo a 2000 movimenti con oltre 200mila passeggeri ecco evidenziato, da un lato l'incremento in corso, a fronte dei vincoli e limiti posti dalla VIA negata del 2007 e di quella del 2011, dall'altro il probabile superamento dei numeri del 2010.
Perciò, nonostante il blocco dei voli dal 1 giugno fino al prossimo 30 settembre (quattro mesi tondi) per i lavori di rifacimento della pista, insediamento della strumentazione ILS di II categoria ed altro, per una spesa di 18 milioni di euro, le aspettative e le ricadute extraeroportuali in termini acustici e di impatto ambientale, probabilmente, persisteranno.
Il rifacimento dell’impianto di illuminazione per l'atterraggio (CALVERT ecc.) consentirà l'avvicinamento alla pista con una visibilità di 300 metri di RVR (Runway Visual Range).
I voli che dirottavano all'aeroporto alternato (Tessera, Ronchi ed altro) con una visibilità inferiore a 550 metri RVR potranno, quindi operare sul Canova.
Ma cosa accadrà in questi quattro mesi di fermo operativo? Di assenza di voli?
Forse ARPA Veneto e/o qualche organismo equivalente attrezzerà il circondario aeroportuale con centraline di rilevamento acustico ed atmosferico per monitorare l'impatto sonoro e gassoso senza aeromobili?
Certo, in un Paese nel quale gli organismi a tutela e salvaguardia delle popolazioni e dell'ambiente sono fondamentali, l'iniziativa sarebbe scontata? Obbligata. Consentirebbe, infatti, un inedito ed inusuale quanto straordinariamente efficace sistema comparativo di controllo.
Tra la fase operativa, di pieno utilizzo aereo dello scalo, e quello di fermo e blocco dell'attività.
Succederà?
Non serve un monitoraggio integrale e continuativo. Basterebbe un spot occasionale. In diverse condizioni meteo ambientali. Nell'arco diurno e notturno. Lo faranno?
Speriamo. Ma non ci crediamo troppo. Il rischio più grande è un'altro, lo scenario che immaginiamo è il seguente: il monitoraggio viene attuato, ma poi, dopo la comparazione, non viene divulgato ai cittadini dell'intorno aeroportuale.
Magari rimane uno straordinario documento d'indagine scientifica/accademica. Riservata a pochi e, sicuramente utile, per i posteri. 3 giugno 2011
All'aeroporto Treviso Canova è davvero successo.
Nel 2007 il Ministero dell'Ambiente aveva espresso una parere interlocutorio negativo alla V.I.A., con il vincolo operativo di non superare circa 16.000 movimenti/anno, ora nel 2011 la svolta: la VIA non serve più. Nonostante il numero dei voli abbia raggiunto nel 2010, dati Assoaeroporti, oltre ventimila voli e, nei primi tre mesi del 2011, i voli sono ancora aumentati del 14.9%?
Gli interventi di potenziamento e di sviluppo dell'Aeroporto, sembrerebbe, si possono fare senza VIA purché non vi sia il potenziamento e lo sviluppo dell'Aeroporto. Tutto questi suona davvero strano e contraddittorio. Ma è quello che affiora leggendo i testi disponibili sul sito del Ministero dell'Ambiente.
"Il numero totale annuo dei movimenti dei velivoli dallo scalo non dovrà subire aumenti rispetto al numero attualmente autorizzato"...con una serie di prescrizioni aggiuntive.
Ma è davvero possibile sostenerlo quando - come riferito anche dai media - l'aeroporto di Treviso ha da poco presentato un richiesta di Verifica di Assoggettabilità alla V.I.A, ovvero lo "screening", prima fase della VIA?
Probabilmente basterà un ricorso al TAR e/o un qualche sollecito alla Commissione Europea per ripristinare una corretta attuazione della Procedura di VIA prevista dalla Comunità Europea.
La situazione delle procedure di VIA sugli scali italiani appare davvero del tutto anomala. Numerosi hanno ottenuto per tempo le autorizzazioni, altri ne sono tutt'ora sprovvisti e, quasi tutti, dovrebbero sottoporsi ad un aggiornamento periodico della VIA per aver superato i parametri relativi al numero dei movimenti e dei passeggeri previsti.
Certo la norma, la prassi operativa del Belpaese non sembrerebbe davvero quella che il buon senso suppone. L'autorizzazione della procedura di VIA, infatti, non è quasi mai contestuale con l'inizio lavori per il potenziamento dei voli e del traffico aereo su uno scalo.
In Europa, probabilmente, è tutta altra cosa. 21 maggio 2011
Da qualche giorno, dopo tre ordinanze dei comuni di Treviso, Casier e Preganziol, i cittadini sono informati che, a seguito della riscontrata presenza nei pozzi che pescano fra i 200 e i 300 metri di profondità di mercurio.
La USL 9 dopo una indagine avviata lo scorso febbraio ha appurato la contaminazione e conseguentemente è stata vietato il consumo dell'acqua. La proibizione dell' uso potabile inizialmente riguardava le zone di Canizzano e Sant'Angelo si è esteso ai tre Comuni.
Il provvedimento riguarderebbe circa 10.000 persone, interessando circa 800 pozzi. Al momento non si hanno notizie certe sulla/e eventuali cause e responsabilità. Usl, Arpav e Autorità di bacino, a questo punto, dovranno verificare e monitorare l'andamento della contaminazione. Il dipartimento di igiene dell'area, tuttavia rassicura i cittadini: non si sono rischi per la salute. L'iniziativa sarebbe una misura del tutto precauzionale.
L'impiego di autobotti sta assicurando acqua potabile ai cittadini interessati.
L'area delle risorgive trevisane è sempre stata considerata di elevata qualità.
"E' la prima volta che riscontriamo valori di mercurio così elevati" ha sostenuto Anna Pupo.
Il Decreto legislativo 31/2001 determina la soglia di 1 microgrammo per litro. Nel monitoraggio di otto pozzi sarebbero stati riscontrati valori tra 1,7 e 2,5. In uno di questi pozzi la strumentazione avrebbe segnalato 14 microgrammi per litro.
Quali possono essere le cause? Discariche? Cave? Smaltimento illegale di sostanze pericolose da parte di industrie e infrastrutture localizzate a monte?
L'area è intensamente antropizzata. La localizzazione dell'attività aeroportuale, molto probabilmente, non dovrebbe aver inciso sulle falde di tale profondità.
Le investigazione in corso, oltre a determinare cause e responsabilità, dovranno comunque verificare, in modo particolare, l'inesistenza di specifiche fonti inquinanti aeroportuali. 14 maggio 2011
Se da un lato la procedura roadmap delle opere aeroportuali in programma per il prossimo periodo non sembrerebbe interrompersi ecco comunque, e disponibili, le osservazioni elaborate dal Comitato dei cittadini. In una nota diffusa sul sito www.comitatoaeroportotv.it si legge:
“Lunedì 4 Aprile il nostro Comitato ha depositato le Osservazioni alle autorità competenti riguardo agli annunciati "Interventi di potenziamento e sviluppo delle infrastrutture di volo da realizzarsi presso l'aeroporto A. Canova di Treviso". Nel testo, che potete scaricare in fondo alla pagina , oltre ad essere riportata una cronistoria della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) presentata da AERTRE Aeroporto di Treviso S.p.a., definita con decreto 14 maggio 2007 (doc. 1) nel quale il Ministero dell'Ambiente esprimeva “PARERE INTERLOCUTORIO NEGATIVO” circa la compatibilità ambientale del progetto “Incremento fruitivo dell'Aeroporto Civile di Treviso: piano di controllo e riduzione degli impatti”, abbiamo evidenziato una serie di anomalie proprie della struttura aeroportuale.
- Crescita sproporzionata dell'aeroporto senza assoggettazione a V.I.A.
- Aerostazione dislocata in una zona densamente popolata e con tantissime scuole sulle traiettorie di volo (Vedi Allegato A)
- Non si è mai provveduto a dare risposte, come la legge prescrive, in materia di rischi per la salute sia per l'impatto acustico sia per quanto riguarda la qualità dell'aria.
- Abbiamo richiesto risposte certe per quanto rigurda la compatibilità dell'aeroporto con l'adiacente Parco Regionale del fiume Sile, mettendo in evidenza il rischio di inquinamento delle falde acquifere a ridosso delle zone SIC –ZPS, IBA, biotopi, aree naturali protette ai sensi della L.394/1991; portando l'esempio di una risorgiva che si trova a ridosso dell'aeroporto. (Vedi Allegati B e C)
Ma cosa succederà adesso?
Il piano dei lavori sarà forse rimandato e/o rettificato?
Quali aspettative di volumi di traffico aereo e conseguente ricadute ambientali dovranno essere sopportate dal territorio e dall’ambiente trevisano? 18 aprile 2011
Dopo l'assemblea del 4 marzo, quella dell'11, il Comitato dei cittadini che fronteggiano il potenziamento dello scalo di S.Angelo - Canova - Treviso prosegue l'attività informativa e la di raccolta di adesioni.
Dopo aver costituito l'associazione "COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE DELL'AEROPORTO DI TREVISO", con l'approvazione all'unanimità dello statuto associativo, il proposito di allargare la base dei sostenitori ed il coinvolgimento degli abitanti del comune di Treviso, sembra aver un successo inatteso.
I nuovi incontri, in particolare tra i residenti dei quartieri: S. Giuseppe, S.Angelo, Canizzano e di Treviso Centro, probabilmente convinceranno altri cittadini su questioni condivise: la tutela della salute e la salvaguardia del territorio.
Le ricadute conseguenti alla prossima riqualificazione dello scalo, rifacimento della pista ed installazione della strumentazione ILS di Categoria II sono solo due delle opere, e l'inevitabile incremento dei voli giornalieri determinerà significativi aumenti e una scontata rilocalizzazione degli impatti atmosferico ed acustico.
Rilevante sarà anche la proiezione della geometria del Piano di Rischio di incidente aeronautico su entrambi i due Comuni di sedime aeroportuale.
La discussione su queste tematiche avverrà nel corso dell'assemblea pubblica di giovedì 24 marzo, alle ore 21.00, presso la proloco di S. Angelo, via Leone III, vicino alla chiesa di S.Angelo.23 marzo 2011
Dopo aver superato i due milioni/anno, come è avvenuto nel 2010, dopo la riqualificazione dell'infrastruttura dello scalo progettata con i lavori in cantiere nei prossimi mesi, quali saranno i traguardi che si prospettano?
Quali target commerciali e di traffico aereo si è posto l'aeroporto Canova di Treviso?
Ancora quelli dell'affidamento ENAC della concessione quarantennale che ha previsto 5.135.000 passeggeri?
Nel corso della affollata assemblea tenutasi all'auditorium di Quinto di Treviso lo scorso 4 marzo, sono stati posti alcuni interrogativi relativi alla compatibilità e sostenibilità dell'aeroporto della Marca.
Il Comitato a tutela della comunità dei residenti ed i cittadini di Quinto e di Treviso, legittimamente, rivendicano misure di tutela della salute pubblica e salvaguardia ambientale. Gli interrogativi non sorgono solo dalla rinnovata efficienza nell'utilizzo della pista 07/25 potrebbe acquisire in seguito ai lavori di riqualificazione del complesso aeroportuale: passando dagli attuali circa 60 voli giornalieri a numeri doppi o tripli.
L'assenza di una procedura di V.I.A. autorizzativa, una aveva avuto, infatti, un parere interlocutorio negativo da parte del Ministero dell'Ambiente nel 2007, ed i rilievi posti per quanto riguarda i livelli acustici, di emissioni in atmosfera, generati dal sistema aeroportuale, oltre alle urgenze a tutela del Parco del fiume Sile, sono stati associati alle opere in cantiere correlate agli standard infrastrutturali ICAO ed ENAC (RESA, Strip area, Pubblic safety zone, ecc.). Sono state enfatizzati anche i dati di birdstrike/impatto volatili documentati dal rapporto ENAC BSCI 2009.
L'intervento del Sindaco di Quinto, concernente la richiesta danni al Comune per un milione di euro relativo ad una mancata concessione edilizia, hanno avvalorato inoltre le considerazioni emerse riguardanti il Piano di Rischio Aeronautico - disposto da ENAC - ed in corso di adozione.
La materia e gli interrogativi sono stati illustrati dal com.te Giuliano Mansutti per conto di Aerohabitat CentroStudi (vedi documento disponibile sul sito www.aerohabitat.eu ). L'iniziativa del Comitato dei cittadini (www.comitatoaeroportotv.it ) , sostenuta da centinaia di firme, sarà riproposta il prossima venerdì 11 marzo, in una assemblea. Ancora all’auditorium. 09 marzo 2011
Dal sito dei comitato dei cittadini nell'intorno allo scalo Canova S.Angelo di Treviso un annuncio segnala una svolta nei rapporti tra la comunità dei residenti e l'insediamento aeroportuale.
Dal sito www.comitatoaeroportotv.it , si segnala infatti, "VENERDI' 4 MARZO ALLE ORE 21.00
IL COMITATO AEROPORTO DI TREVISO INVITA TUTTA LA CITTADINANZA A UNA ASSEMBLEA PUBBLICA PRESSO L'AUDITORIUM ADIACENTE ALLA CHIESA DI QUINTO DI TREVISO".
In quella circostanza sarà illustrata l'anomala situazione dello scalo della Marca, che in pochi anni, da una pista affossata tra viabilità, il fiume Sile e le abitazioni di Quinto e di Treviso è passato 100 mila ad oltre 2 milioni di passeggeri/anno.
Una crescita nel numero dei movimenti aerei e nel traffico passeggeri che non avrebbe trovato, tuttavia, una inequivocabile rispondenza nelle tutele a protezione e salvaguardia del territorio, dell'ambiente e dei cittadini.
Nonostante la Commissione Aeroportuale abbia da tempo completato i lavori mancano del tutto specifiche procedure antirumore, mentre la rete di monitoraggio, sembrerebbe, ancora in una fase sperimentale.
Il quadro delle criticità dello scalo di Treviso trova una acuta sintesi nel documento con il quale, ancora nel 2007, il Ministero dell'Ambiente ha negato la Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
Nei prossimi mesi un MasterPlan di lavori e cantiere, con blocco dei voli, ha previsto una serie di opere indispensabili al rifacimento della pista, al trattamento delle acque meteoriche, impianti di depurazione, alla manutenzione e riqualifica dell'infrastruttura ed alla sua messa a norma con gli standard di pista ENAC - ICAO. 3 marzo 2011
Dopo un sensazionale 2010 che ha registrato volumi di traffico impensabili pochi anni addietro, il Canova, infatti con oltre 2 milioni 152 mila passeggeri (+21%) e 20.588 movimenti/anno, ha raggiunto il record storico.
Lo scalo trevisano che è uno dei pochi scali italiani con una procedura di VIA negativa (2007). dopo il rifacimento della pista programmato per il 2011 si proietta per nuovi traguardi di traffico aereo.
Di fronte alla concessione quarantennale ed un piano di ammodernamento del costo di 130 milioni di euro affiorano anche le questioni collegate alla sostenibilità e compatibilità tra l'infrastruttura il territorio e la comunità dei residenti nell'intorno aeroportuale.
Un rinnovato Comitato di Cittadini ha aperto un sito internet, www.comitatoaeroportotv.it ha posto una serie di interrogativi con l'intenzione di promuovere un ricorso al TAR.
Aerohabitat propone un recente comunicato stampa.
Un esposto in Procura contro l'ampliamento dell'aeroporto Canova, perché privo di valutazione di impatto ambientale e contrario alle norme comunitarie di tutela parchi.
Lo presenterà il Comitato Aeroporto Treviso formato da residenti di San Giuseppe, Canizzano e Quinto. Una denuncia alla magistratura e una raccolta firme contro l'ampliamento dell'aeroporto di Treviso.
Giorni fa si è riunito il comitato che da anni denuncia gli effetti sull'ambiente dell'aeroporto Canova di San Giuseppe, ricavato in seno al Parco del Sile. Uno scalo per il quale lo scorso ottobre la società trevigiana AerTre - e quindi la veneziana Save - ha ottenuto la proroga quarantennale della concessione, un passaggio cruciale che ha fatto scattare un piano di investimenti pari a 130 milioni di euro per creare infrastrutture di pista e di stazione, parcheggi, collegamenti viari, hotel, aree commerciali e servizi.
Dal 2010 al 2016 si procederà all'adeguamento della pista di atterraggio e delle infrastrutture di volo per ottenere la seconda categoria. Un cantiere imminente che ha fatto alzare gli scudi al comitato: «Siamo pronti a presentare un esposto alla magistratura - dice il portavoce Giovanni De Luca - a fronte di una situazione a dir poco nebulosa».
Sul tema è prevista anche una assemblea pubblica per venerdì 4 marzo alle ore 21 all'aditorium della chiesa di San Giorgio Martire a Quinto. Si parlerà dei lavori di ampliamento e dei rischi per l'ambiente e la salute legati all'ampliamento dello scalo.
«Da tempo chiediamo chiarimenti alla Provincia, al Comune di Treviso e a quello Quinto ma abbiamo constatato amaramente la totale assenza delle istituzioni alle richieste firmate da più di mille cittadini».
Da qui la decisione di passare alle vie legali chiedendo l'intervento della magistratura in quanto non esisterebbe sul progetto alcuna valutazione di impatto ambientale.
E non è stato sentito nemmeno l'ente Parco del Sile, fatto che tirerebbe in ballo l'assessore regionale leghista Franco Manzato, delegato anche ai parchi.
Il comitato avverte: le polveri sottili aumentano con l'aumentare dei voli nelle fasi di decollo e atterraggio, ma anche con l'attrito delle gomme e dei freni degli aerei nella fase di atterraggio. E alla fine dell'ampliamento dello scalo i voli raddoppieranno, se non triplicherrano, rispetto agli attuali. 14 febbraio 2011
Ai cittadini residenti a S.Angelo, Canizzano, Quinto e Treviso in genere manca ancora il dato acustico diretto (giornaliero - mensile o annuale) dell'impatto acustico del singolo volo in decollo ed atterraggio. Si devono ancora affidare alla sensazione personale alla psicoacustica individuale per stimare i decibel o il livello di Lva di ogni singolo aeromobile operativo sull’aeroporto Canova.
Nonostante i lavori della Commissione Aeroportuale (almeno la prima fase correlata ad un numero di movimenti aerei ben inferiori al traffico odierno) sono da tempo conclusi e dopo aver
Adottato - almeno sulla carta - le procedure antirumore, approvato le Curve isofoniche previsionali, probabilmente approvato le curve isofoniche verificate dalle misure delle centraline e quindi determinato le iniziali Zone di rispetto A, B e C, non sono - probabilmente - ancora stati del tutto individuati i siti centraline e la loro installazione.
Certo la Commissione Aeroportuale dovrebbe aggiornare le stime previsionali, ad agosto il dato 2010 segnala ben 13.564 (+10.7%) decolli ed atterraggi, quando nel 2009 si registrarono 18.377 e nel 2004 circa 16.000, ma nel frattempo appare opportuno insediare - anche se in ritardo - una rete di monitoraggio fissa e far partire la fase sperimentale.
Ecco un punto chiave, dove sistemarle per avviare le prove di correlazione tra rumore misurato e tracciato radar? Quanto tempo dovrà ancora passare per verificare l'eventuale verifica tra rumore aereo stimato e misurato? 2 settembre 2010
Non chiedono granché, non chiedono nient'altro che l'applicazione di quanto previsto dal decreto 31 ottobre 1997: una rete di monitoraggio che identifichi l'entità del rumore aereo sopportato. Ma qualcuno tra gli esercenti aeroportuali lo trova sconveniente.
Chi ha comprato casa in prossimità di una pista di volo se lo doveva aspettare, quindi è naturale che ci sia il rumore aereo, protestare è inutile. Ecco quanto sostiene chi ignora come le misure di salvaguardia e tutela, dalle conseguenze dell'impatto dell'infrastruttura aeroportuale sul territorio, comunque siano e sono previste e predisposte.
Le misure di mitigazione acustica e di risanamento sono contemplate dalle legge, per i caseggiati storici e per quelli autorizzati in seguito.
Almeno mille cittadini dei Comuni di Quinto e di Treviso - riportano i media locali - hanno sottoscritto una petizione. In una lettera indirizzata ai due sindaci dei Comuni i sottoscrittori sollecitano interventi di tutela dall'inquinamento acustico ed atmosferico generato dal sistema aeroportuale.
Uno dei promotori dell’iniziativa è l’avvocato Stefano Froio sostiene:
"Se qualcuno ancora aveva dubbi che questo problema fosse sentito dalla cittadinanza, o che magari fosse solo teorico, ora ha queste firme, la migliore risposta".
La società SAVE dopo aver posizionato alcune postazioni di monitoraggio dell’inquinamento acustico non avrebbe ancora validato dati acustici ufficiali.
A fronte del repentino incremento dei voli registrato sulla pista del Canova nel corso di questi ultimi anni, il monitoraggio ambientale appare del tutto inadeguato e, probabilmente, non ancora rispondente ai decreti di tutela specifici.
La petizione - che continua a raccogliere adesioni - intende sollecitare l'ARPA Veneto, la Provincia e i vari enti/organismi abilitati all'esecuzione e controlli nella sostenibilità e compatibilità di un aeroporto affossato tra centri abitati.
Nell'esigenza e nella rivendicazione delle tutele "ambientali" tuttavia non sembrerebbe trovare ancora spazio, almeno al momento, quello che potrebbe essere un vincolo alla crescita dei voli: il Piano di Rischio incidenti aeronautici previsto da ENAC con l'acquisizione dell'art. 707 e 715 del Codice di Navigazione aerea. 22 giugno 2010
Solo dieci anni addietro (1998) – secondo dati ENAC - lo scalo di Treviso movimentava circa 5000 voli/anno trasportando appena 150 mila passeggeri. Ronchi dei Legionari nello stesso anno registrava con circa 11 mila voli ben 588 mila passeggeri.
Ancora nel 2000 con 6300 voli/anno Treviso raggiungeva la quota di 276 mila passeggeri mentre Ronchi poteva vantare 568 mila viaggiatori.
Ma rapidamente lo scenario mutava. Una intensa e capillare strategia/politica di collegamenti e potenziamento dei voli, diversificazione di voli e frequenze accompagnata da una incisiva capacità attrattiva per gli utenti veneti e del FVG già nel 2003, solo tre anni dopo, Treviso superava lo scalo isontino.
In quest’anno di svolta con 10.550 voli/anno e 676 mila passeggeri surclassava Ronchi con i suoi 10.800 voli/anno e solo 605 mila viaggiatori.
Ma non finisce ancora.
Nel 2005, solo due anni dopo Treviso raddoppia non solo il suo traffico passeggeri, ma duplica anche quello di Ronchi.
Ne trasporta 1.288.529 contro i 601.602 di Ronchi dei Legionari.
Nel 2007 finalmente Ronchi riprende a crescere e raggiunge il suo record storico di passeggeri con 735. 405. Treviso pur con l’ennesimo suo primato (ma ogni anno supera quello precedente) si mantiene con 1.538.789 passeggeri oltre il due volte tanto.
Come sta andando quest’anno in attesa degli esiti, probabilmente negativi per gli scali del nordest, della vicenda Alitalia - AirOne – CAI?
Il mese di agosto (sono dati Assaeroporti) sono ancora doppi. Treviso ha trasportato 190 mila passeggeri (+14.1%) contro i 75 mila di Ronchi (+18.8% sullo stesso mese 2007).
Il riepilogo annuale gennaio – agosto 2008 ripropone la stessa doppia divaricazione: Ronchi a 545. 697 con + 10.9% (che significherà il secondo record consecutivo annuale nei 12 mesi) e altrettanto a Treviso che con gli attuali 1.178.940 si migliorerà ancora doppiando ancora una volta lo scalo de FVG. 30 settembre 2008