Aeroporto di Viterbo, il sindaco Marini scrive a Matteoli

Tempi lunghi per l'insediamento infrastrutturale di Viterbo. Priorità regionali e nazionali, piani di finanziamento, ostilità di Ryanair, verifica delle compatibilità ambientali - territoriali si intrecciano e si accavallano variamente e sembrerebbero ritardare gli impegni assunti a livello governativo due anni orsono.

Aerohabitat, nella convinzione di rappresentare, almeno una parte del dibattito in corso, propone la recente lettera inviata dal sindaco di Viterbo al Ministro delle Infrastrutture altero Mattioli.

 

 On. Ministro,

 nel ringraziarLa per lo straordinario lavoro svolto fin dall'inizio del Suo incarico nell'interesse del nostro Paese, per l'ottimo risultato conseguito verso il sistema aeroportuale di Roma e per la Sua attenzione rivolta al futuro aeroporto della Città di Viterbo, Le chiedo di poter accelerare la tempistica inerente la realizzazione dello stesso scalo viterbese. Le parole pronunciate recentemente dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno con le quali si definisce l'aeroporto di Viterbo un'opera infrastrutturale distante dalla Capitale, la cui realizzazione richiede un percorso complesso e costoso, non rappresentano un segnale positivo a favore della realizzazione dello scalo. I dati emersi dall'indagine conoscitiva sul sistema aeroportuale italiano illustrata in Parlamento lo scorso 17 febbraio e promossa dalla IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, confermano come e quanto gli aeroporti rappresentino un fattore decisivo di sviluppo economico e sociale di un Paese, ma evidenziano anche come il sistema degli aeroporti italiani, pur essendo un sistema assai diffuso, è nel complesso un sistema in difficoltà. Troppi aeroporti aperti al traffico commerciale, carenze e inadeguatezze rilevabili nella scarsa accessibilità intermodale, come l'insufficienza dei collegamenti con la rete ferroviaria e stradale. Gli stessi risultati illustrati sottolineano inoltre l'aumento della criticità nei prossimi anni, dovuta alla difficoltà di sostenere adeguatamente le future potenzialità di sviluppo del traffico aereo. Le proiezioni degli esperti parlano chiaro: in Italia si passerà dai 133 milioni di passeggeri registrati nel 2008 a circa 230 milioni nel 2020. Numeri impressionanti che fanno riflettere sul fatto che la prevista crescita del traffico aereo possa scontrarsi con l'insufficiente capacità infrastrutturale degli aeroporti italiani, con la conseguenza di limitare il traffico aereo italiano rispetto a quelle che potrebbero essere le possibilità di espansione. Come è stato sottolineato ancora nell'indagine, bisogna evitare che la limitata capacità aeroportuale diventi il "collo di bottiglia" del traffico aereo. A tutto ciò si aggiunge inoltre la quasi certa chiusura dell'aeroporto di Ciampino. A Viterbo c'è bisogno di fare una scelta forte e decisa. Così come è stato già fatto precedentemente nelle più grandi capitali europee. Lo scalo aeroportuale viterbese, in un momento di grave crisi come questo che stiamo vivendo, se realizzato in tempi ragionevoli, potrebbe contribuire alla ripresa economica del Paese. Basti pensare al suo inquadramento strategico nella filiera logistica del porto di Civitavecchia, dell'interporto di Orte, del bacino della Civitavecchia - Livorno, della Umbro - Casentinese e dell'Autostrada del Sole, per comprendere come tale infrastruttura potrebbe creare una attrattiva importante per le imprese del settore dei trasporti merci e del trasporto passeggeri.

 

Certo della Sua attenzione e del Suo interessamento verso questa Città, Le porgo i miei più cordiali saluti ed auguri di buon lavoro. On. Giulio Marini -  Sindaco di Viterbo 01 marzo 2010 

Viterbo, news sullo scalo in stand by

Parte o non parte? Probabilmente parte anche se i tempi della realizzazione e del decollo del primo volo internazionale appaiono ancora lontani.

L’Assessore Bartoletti non sembra aver dubbi quando sostiene che il ministro Altero Matteoli ha confermato la volontà di rispettare gli impresi presi per la realizzazione dello scalo di Viterbo. Anche se il quadro sempre complicarsi.

 

La Regione Lazio è entrata nella società Aeroporto di Frosinone con progetti di rilancio dello scalo, ma conferma l’impegno a favore dello scalo viterbese, e la doppia iniziativa appare perlomeno contraddittoria quando pretende un ruolo allo scalo "regionale" della Ciociaria.

L’identificazione di Frosinone come aeroporto regionale del Lazio sarebbe passata nonostante i pareri negativi di Enac, Enav e del Ministero della Difesa.

 

Ancora incertezze invece sulle operazioni di ridimensionamento e/o chiusura per lo scalo di Ciampino. Per lo scalo di Viterbo le ultime novità registrano l’intenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli di sottoporre al Comitato interministeriale una caletta di interventi riguardanti la programmazione economica. Un’iniziativa che segue la delibera programmatica approvata dal Cipe lo scorso 26 giugno.

La volontà di dare una svolta nelle procedure per la realizzazione del nuovo scalo internazionale di Viterbo, aeroporto che dovrebbe sostituire il traffico aereo civile di Ciampino potrebbe realizzarsi con un accordo specifico, ovvero un’Intesa Generale Quadro nell’ambito della Legge obiettivo per la progettazione complessiva del nuovo aeroporto della Tuscia: secondo aeroporto del Lazio. 22 settembre 2009 

Viterbo Airport, stop & go & stand by

Viterbo Airport parte o non parte?

Tra finanziamenti, proposte e una costante incertezza sul futuro di Ciampino e dei restanti aeroporti Laziali vogliosi di una vetrina “international” le notizie appaiono ancora contraddittorie.

In attesa di saperne di più Aerohabitat propone l’interrogazione - proposta in Comune a Viterbo - di Enrico Mezzetti

 

Aeroporto, già partite le rilevazioni acustiche?

Al Sindaco del Comune di Viterbo Giulio Marini

PREMESSO CHE

da mesi si sta sostenendo l’imminente realizzazione di una grande infrastruttura civile nel territorio comunale consistente in uno scalo aeroportuale destinato ad essere il secondo della Regione Lazio, con la precisa finalizzazione di sostituire il “Pastine” di Ciampino quale principale aeroporto low-cost a servizio della Capitale;

RILEVATO CHE

sebbene si preannuncino finanziamenti CIPE e conferenze di servizi, ad oggi la procedura di realizzazione dell’opera vaga tra cabine di regia, che, di fatto, hanno delegato alla Società privata Aeroporti di Roma (A.d.R.), la definizione di questa “delocalizzazione” della servitù aeroportuale da Ciampino sul sito di Viterbo;che le soluzioni pre-progettuali delle quali i consiglieri comunali possono avere conoscenza paiono mutare costantemente, mentre pare si effettuino rilevazioni acustiche, ai fini della caratterizzazione dell’area, da parte di chi dovrebbe realizzare la struttura invece che da soggetti terzi;

RITENUTO CHE

tali modalità procedimentali appaiono sostanzialmente scavalcare l’Amministrazione comunale ed esautorare le proprie prerogative di tutela del territorio e della salute dei cittadini

PER SAPERE

1) se corrisponde al vero che A.d.R. abbia predisposto un nuovo progetto di area aeroportuale;

2) in caso affermativo, se non ritenga doveroso informare immediatamente il Consiglio comunale mettendo a disposizione dei consiglieri la  documentazione in possesso dell'ente;

3) se le dimensioni di tale area siano  (come sembra) di gran lunga superiori a quelle risultanti dalla carta originaria, tali da raggiungere nel versante nord la strada della Commenda e da inglobare (più precisamente da ridurre ad "enclave") le pozze del "Bagnaccio";

4) se risulta che A.d.R. stia effettuando sull'area in questione dei rilevamenti acustici, evidentemente allo scopo di poter in seguito comparare i dati  con quelli delle emissioni provocate dal nuovo aeroporto;

5) in caso affermativo, se non ritenga che dovere di questa amministrazione (a tutela della salute dei propri cittadini) sia quello di effettuare in proprio il monitoraggio acustico con criteri scientificamente incontestabili. 05 giugno 2009 

Viterbo, finanziamenti, ma ancora in lista di attesa

A gennaio 2009 il Governatore del Lazio Marrazzo aveva sostenuto come la Regione Lazio "ha impegnato 250 milioni per il rafforzamento della tratta – ferroviaria - Roma-Viterbo” “e che con il Governo e gli Enti locali stiamo andando alla decisione condivisa di spostare a Viterbo l'attività ora di Ciampino”.

Ma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli sempre in questi mesi 2009 aveva tuttavia anche sostenuto: “Latina avrà il suo scalo aeroportuale - Latina potrà avere un aeroporto di livello, anche se non di livello, anche se non uguale a quello di Viterbo” alimentando un qualche dubbio sull’intenzione di insediare rapidamente lo scalo della Tuscia.

Altri interrogativi erano sorti ad aprile quando il presidente dell’ENAC Vito Riggio a margine di un’audizione alla Camera aveva sostenuto “E' il momento di decidere il futuro del piano per gli aeroporti”.

E’ quanto detto da Riggio, riferendosi alla situazione di stallo sull’assetto dei tre poli aeroportuali di Campania, Lombardia e Lazio, quindi anche di Viterbo.

Situazione di stallo nell’attesa che il ministro dei trasporti Matteoli prenda decisioni in merito. “Sarebbe buona cosa sapere – ha detto Riggio - qual è l'opinione del ministro dei Trasporti”.

Il presidente ENAC ha puntato il dito verso il “Grande ritardo” nella delocalizzazione di Ciampino a Viterbo. “Le scelte sono state fatte – ha sottolineato Riggio – ma ancora non c'e la dichiarazione sulla localizzazione”.

Nei giorni scorsi era di nuovo saltata fuori l’ipotesi Latina, dove spostare parte del traffico di Ciampino. In questi ultimi giorni ecco intervenire il Ministro Matteoli.Nella riunione del CIPE, infatti, si parla dell’aeroporto di Viterbo è in corso l’approvazione conclusiva.

 

Prevede 812 milioni di euro di stanziamento dei quali 550 milioni dello Stato, ed esattamente:

 

-  254 milioni per la realizzazione dell’aeroporto;

 

-  100 milioni per la ferrovia;

 

-  200 milioni per opere stradali;

 

-  258 milioni, per le opere connesse (assistenza al volo, sedime e altro).

 

Cosa manca? Probabilmente una sorta di roadmap dei finanziamenti complessivi necessari, un business plan inquadrato nel Piano Aeroporti Regionale e Nazionale ma soprattutto uno studio complessivo di fattibilità.

In grado di risolvere adeguatamente sia la Valutazione di Impatto Ambientale che la Valutazione Ambientale Strategica, due strumenti preliminari indispensabili a verificare e risolvere la compatibilità e la coesistenza ambientale – territoriale dello scalo della Tuscia.  14 maggio 2009 

Viterbo, parla il Comitato contro

Il “Comitato di opposizione all'aeroporto e per la riduzione del traffico aereo” registra le sue iniziative contro la costruzione del quarto aeroporto del Lazio, ovvero del “Viterbo International Airport”  sul sito www.coipiediperterra.org . Aerohabitat al fine di garantire uno spazio a tutti gli attori interessati all’insediamento di uno scalo aereo ed alla sue ricadute sociali/ambientali propone - una parte consistente – di una recente nota diffusa on line e ripresa dalla stampa specifica.

 

 

LA MASCHERA ALLE ORTICHE

 

LA STESSA LOBBY DEL MEGA-AEROPORTO- CONFESSA CHE L'OPERA E' IRREALIZZABILE

 

 

E alla fine la lobby … fautrice del nocivo e distruttivo mega-aeroporto a Viterbo ha dovuto gettare la maschera. In un documento fatto circolare quasi semiclandestinamente tra i consiglieri comunali di Viterbo, .. 9 paginette alcuni degli elementi che impediscono che questa opera insensata ed illegale possa essere realizzata.

 

Li riassumiamo esplicitando ciò che lì è implicito o viene esposto in modo reticente e mistificante:

 

 

1. Il mega-aeroporto è incompatibile con le esigenze addestrative ed operative militari, ed anzi la sua attività potrebbe provocare incidenti disastrosi con esiti letali.

 

2. Le dimensioni e l'orientamento della pista del sedime esistente non consentono la realizzazione del mega-aeroporto.

 

3. Mancano la Valutazione d'impatto ambientale e la Valutazione ambientale strategica, obbligatorie per legge. E mancano perché è del tutto evidente che la loro esecuzione dimostrerebbe che l'opera non può essere realizzata.

 

4. La realizzazione del mega-aeroporto è incompatibile con le preziose e peculiari emergenze archeologiche, naturalistiche, paesaggistiche, storico-culturali, terapeutiche e scientifiche presenti nell'area che l'opera investirebbe e devasterebbe.

 

5. Essendo il mega-aeroporto finalizzato al turismo "mordi e fuggi" per Roma, la sua realizzazione è resa insensata dalla mancanza di una adeguata rete infrastrutturale ferroviaria e stradale di collegamento tra Viterbo e Roma.

 

6. La realizzazione del mega-aeroporto violerebbe i vincoli degli strumenti urbanistici esistenti, violerebbe i vincoli del piano territoriale paesaggistico regionale, violerebbe i vincoli della vigente legislazione nazionale ed europea in difesa di ambente, salute, diritti dei cittadini.

 

7. Ergo: la realizzazione del mega-aeroporto a Viterbo implicherebbe un colossale sperpero di pubblico denaro per realizzare un'opera semplicemente nociva e distruttiva, insensata e palesemente fuorilegge.

 

A questi motivi per cui il mega-aeroporto non può essere realizzato, altri ed altrettanto dirimenti se ne aggiungono, più volte elencati dal comitato che al mega-aeroporto si oppone, ad esempio nella lettera aperta al Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008 o nella recente lettera aperta al Consiglio Comunale di Viterbo del 22 febbraio 2009 (disponibili, come molti altri documenti, nel sito www.coipiediperterra.org ).

 

Così stando le cose, sarebbe ora che cessasse ogni equivoco ed ogni inganno, e che una volta per tutte si mettesse fine a questa minaccia al nostro territorio e alla nostra salute: il mega-aeroporto a Viterbo è irrealizzabile e fuorilegge. Viterbo ha bisogno di ben altro che di un'ennesima servitù nociva e distruttiva; Viterbo ha bisogno della difesa e valorizzazione dei suoi beni ambientali e culturali, del sostegno alle sue autentiche vocazioni produttive, di un potenziamento della rete ferroviaria al servizio dei cittadini.

 

Ed a Ciampino, massacrata dall'attività aeroportuale, i voli vanno subito drasticamente ridotti, non trasferendoli altrove in un remoto futuro, ma abolendoli oggi per difendere la salute e i diritti della popolazione da troppi anni martoriata.  E non solo per difendere gli ecosistemi e le comunità locali, ma per difendere la biosfera del pianeta e l'umanità intera presente e futura il trasporto aereo va ridotto, e non incrementato. Questa Terra e' l'unica casa comune che abbiamo.

 

Peppe Sini responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo - Viterbo, 2 marzo 2009

 

 

Mittente: Centro di ricerca per la pace - strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo

e-mail: nbawac@tin.it   web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/  11 marzo 2009

 

Viterbo, si decolla dal 2013, forse

Da un lato non sembrano ancora risolte le  pretese - legittime dal loro punto di vista – di localizzare il terzo aeroporto del Lazio a Latina ed a Frosinone, dall’altro i vettori – Ryanair i  testa - rifiutano il trasferimento nella Tuscia.

 

I fautori di “Viterbo International Airport” intanto – e sono numerosi, autorevoli e istituzionali – proseguono nella roadmap che insidierà uno scalo per milioni di viaggiatori.

 

Negli ultimi giorni di febbraio si registra un’ulteriore dichiarazione di Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture “L'aeroporto di Viterbo pronto per il primo volo nel 2013”.

 

L’infrastruttura costerebbe 700 milioni di euro, ma è una cifra che Aerohabitat ritiene sottostimata. Nel corso di riunione dell’universo istituzionale e non interessato alla grande opera dopo aver registrato una "felice chiusura della prima fase dei lavori e della condivisione delle conclusioni cui si è giunti" ha rimandato ulteriori approfondimenti ad una seconda fase. Quella operativa e progettuale.Il traguardo del 2013 sembrerebbe un obiettivo di massima che piuttosto che una data certa.

 

Le questioni da risolvere tuttavia, oltre a quelle inizialmente ricordate legate al ruolo svolto da Latina e Frosinone e dei vettori low cost, sono le preliminari verifiche V.I.A. e V.A.S. (strumenti imprescindibili per la compatibilità e sostenibilità che saranno trattati da Aerohabitat dando lo spazio necessario al Comitato “Coi piedi per Terra”  http://www.coipiediperterra.org  ) e, ovviamente, le disponibilità finanziarie per la sua realizzazione.

 

La sola infrastruttura aeroportuale da 700 milioni di euro sarebbe garantita in parte da società pubbliche (ANAS, TreniItalia, Regione, altri per 400 milioni di euro) il resto dall’universo dell’industria privata.

 

Costi elevati  dovranno essere sostenuti per l’accessibilità viaria e ferroviaria al terzo scalo del Lazio. Il Ministro Matteoli ha ipotizzato, infatti, che  l'opera sarà inserita nel “prossimo Documento di programmazione economica e finanziaria''.

 

Ha infine ipotizzato: “Auspico che …il nuovo aeroporto e il sistema delle reti di collegamento siano pronti per il 2013''.  02 marzo 2009

 

Ciampino va verso la chiusura, apre Viterbo

Lo avrebbe sostenuto il Presidente della Regione Lazio Piero Marazzo,

 

''Noi abbiamo uno scalo intercontinentale, Fiumicino, e abbiamo in predicato la chiusura di Ciampino perché ormai con il Governo e con gli enti locali stiamo andando alla decisione condivisa che e' spostare a Viterbo l'attività ora di Ciampino''.

 

Nel corso di un incontro la CAI – Alitalia ha anche sostenuto, in una nota ANSA, che:

 

- ''la Regione Lazio ha impegnato 250 milioni di euro per il rafforzamento della tratta Roma-Viterbo, quindi in questo caso noi non daremo l'atterraggio ai low cost nel cuore di Roma, ma lo sposteremo come accade in tutta Europa in un aeroporto a distanza di un'ora dalla Capitale''

 

- ''Questo è un fatto che rafforza chi sceglie Fiumicino, che è uno scalo libero dalle cannibalizzazioni che hanno altri scali''.

 

 

Ma quando avverrà? E la chiusura sarà totale?

 

Sono incertezze di non poco conto, infatti, i tempi per la realizzazione di una infrastruttura aeroportuale adeguata a Viterbo, sostenibile e compatibile, non sembra prossima. Cosi come i tempi di attuazione del collegamento ferroviario – stradale con il “secondo” scalo del Lazio. Una seconda incertezza rimanda alla chiusura dello scalo di Ciampino. L’ipotesi che lo scalo mantenga i voli executive – privati di aviazione generale e di Stato sembra del tutto certa.

 

Infine la questione delle low cost disponibili al trasferimento a Viterbo piuttosto che traslocare a Fiumicino o a trovare un nuovo scalo “periferico” di riferimento. 21 gennaio 2009

 

Aeroporto di Viterbo, una diffida al Presidente Marrazzo

La disputa sul terzo scalo aeroportuale del Lazio sembrerebbe risolta.

 

Ha prevalso la localizzazione di Viterbo che ha superato la concorrenza di Frosinone e di Latina. Ma i contendenti non sembrano per nulla vinti proseguono le loro iniziative per fronteggiare una scelta ritenuta ancora impugnabile.

 

In questi giorni di fine anno 2008 trova spazio la diffida trasmessa dai Comitati che avversano l’insediamento aeroportuale nell’alto Lazio.

 

Aerohabitat propone il testo integrale dell’iniziativa.

 

Al Presidente della Regione Lazio

e per opportuna conoscenza: al Prefetto di Viterbo

Oggetto: Diffida

Signor Presidente della Regione Lazio,

le scriviamo in quanto da oltre un anno lei è tra i più accaniti sostenitori della realizzazione a Viterbo di un illegale e irrazionale mega-aeroporto per voli low cost del turismo "mordi e fuggi" per Roma. Ed in questo suo accanimento lei sembra voler ignorare che la realizzazione dell'opera violerebbe non solo vigenti leggi italiane ed europee ma anche impegni, piani, normative e vincoli di salvaguardia stabiliti dalla stessa Regione Lazio.

Le segnaliamo per l'ennesima volta che la realizzazione nell'area termale del Bulicame di un nocivo e distruttivo mega-aeroporto provocherebbe inevitabilmente:

a) un grave ed irreversibile danno ad un'area di enorme valore naturalistico, storico-culturale, sociale, terapeutico ed economico;

b) un inquinamento che colpirebbe pesantemente il territorio ed i cittadini, provocando gravi danni alla salute, alla sicurezza e alla qualità della vita dei viterbesi;

c) ulteriori gravi danni che abbiamo più volte segnalato, ad esempio nella nostra lettera al Presidente della Repubblica del 4 agosto 2008, lettera che già le inviammo per opportuna conoscenza.

Con la presente siamo pertanto a chiederle di volersi finalmente opporre alla realizzazione di un'opera inquinante, nociva e distruttiva, un'opera contraria al pubblico interesse, un'opera che violerebbe le vigenti norme a tutela dei beni ambientali e culturali, della salute dei cittadini, dei diritti soggettivi e dei legittimi interessi della popolazione viterbese.

Qualora lei intendesse proseguire invece nel favoreggiamento della realizzazione di un'opera dagli esiti inammissibili, la presente valga come diffida.

Riservandoci di sollecitare l'intervento delle competenti istituzioni di controllo e particolarmente delle magistrature giurisdizionalmente preposte ad intervenire, voglia gradire distinti saluti,

Antonella Litta,

portavoce del Comitato che si oppone all'aeroporto di Viterbo

e s'impegna per la riduzione del trasporto aereo,

in difesa della salute, dell'ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Peppe Sini,

responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo – 29 dicembre 2008

31 dicembre 2008 

 

Viterbo, per un progetto sostenibile e compatibile

Il piano di trasferimento dei voli da Ciampino è stato, seppur lentamente avviato con una prima transizione dei voli sulle piste di Fiumicino. Il progettato insediamento del terzo scalo del Lazio a Viterbo è anch’esso partito.

 

La rilocazione dei voli da uno scalo all’altro tuttavia ha bisogno di tempo.

 

Quanti anni dovranno trascorrere per la piena realizzazione dello scalo Viterbese, della complessa e vasta infrastruttura aeroportuale e degli indispensabili collegamenti ferroviari e viari? In attesa che le opere siano integralmente finanziate, che la pianificazione territoriale dell’insediamento sia presentato e condiviso dalle parti interessate (vedi Comitato per l’Aeroporto e il Comitato contro l’Aeroporto) proponiamo un intervento del com.te Franco di Antonio per conto di Aerohabitat nello scorso mese di ottobre.

 

 

 “Si sono svolti nei giorni scorsi due importanti convegni sull’argomento. Ho potuto partecipare in qualità di inviato del Centro Studi Aerohabitat e devo dire che si tratta di iniziative di lodevole caratura. Il 26 settembre, patrocinato dall'assessore all'aeroporto Giovanni Bartoletti, presso ‘Pianeta Benessere’ di Viterbo si è tenuto il primo appuntamento “Verso l'aeroporto...ad impatto zero”.

 

Il convegno che sarà seguito da altri quattro ha avuto un seguito, presso la sala di Adriano in Piazza di Pietra a Roma nella sede della camera di Commercio della capitale, il giorno 30. Il titolo di questo secondo incontro è stato “La sostenibilità ambientale degli aeroporti”, entrambi gli appuntamenti sono stati organizzati dall’Agenzia di notizie aeronautiche Air Press.

 

Si proseguirà poi con “Pianificazione e Sviluppo del Territorio”, presso la Provincia di Viterbo, l'11 ottobre; il 30 ottobre invece saremo alla ‘Domus a La Quercia’, per occuparci di “Formazione Aeroportuale”; il 15 novembre, presso la Camera di Commercio sempre della Tuscia, si parlerà delle “nuove tecnologie per l'aeroporto” e infine il 6 dicembre a Palazzo dei Priori, sarà presentata la sintesi dei lavori di questo percorso conoscitivo, al quale daranno il loro apporto scientifico e tecnico nomi prestigiosi del settore.

 

Va sottolineato che l’angolazione con la quale le forze sociali del viterbese stanno avvicinando la questione aeroportuale appare molto corretta e lungimirante. Enti locali, centri studio, cittadini, forze politiche ed associative, pongono nella massima considerazione il principio che l’intervento infrastrutturale e di sviluppo economico deve essere rispettoso dell’ambiente di estremo pregio nel quale si va ad inserire l’opera.

 

Oltre alle questioni di sostenibilità ambientale sono state illustrate con dovizia di approfondimenti tutte le tecniche oggi possibili per ridurre i consumi e gli sprechi anche al fine di raggiungere un miglior risultato economico.

 

Lo slogan prodotto per l’occasione parla di un aeroporto che va verso l’impatto zero!

 

Naturalmente si tratta di una immagine estremizzata ma ben spiega l’atteggiamento delle forze locali decise a veder sviluppare un aeroporto “ecologico”, quello che è stato definito un raro esempio di “ecoaeroporto”.

 

Sarà interessante seguire gli sviluppi della vicenda anche perché il nostro territorio si troverà nei prossimi anni al centro di un’area interessata da grandi interventi strutturali: sviluppo aeroporto Leonardo da Vinci, interporto di Fiumicino, fiera di Roma, centro merci Ponte Galeria, espansione porto di Civitavecchia, interporto di Orte e infine aeroporto di Viterbo.

 

Nei convegni riportati si è tenuto nella massima considerazione il fattore collegamenti e sostenibilità ambientale al fine di poter favorire anche un successo economico per i considerevoli investimenti che saranno impegnati.

 26 novembre 2008