
Dalla Russia e dalla Cina iniziative contro le misure CO2 della UE.
Si identificano come il fronte anti-ETS e recentemente, il 21 febbraio in in Russia, è stato organizzato anche un convegno dei Paesi che si contrappongono alle misure, allo schema di emissioni dell’Unione europea.
Se la UE mantiene le nuove norme comunitarie una prima ritorsione è cinese. L'annunciata sospensione da parte di alcune aerolinee cinesi di ordini di jet Airbus long range, qualora diventassero operativi avrebbero profonde ripercussioni sul colosso industriale europeo.
La norma UE relativa all’aviazione civile, secondo i contestatori, sarebbe contrario alle leggi internazionali. La contesa sullo schema di emissioni, il meccanismo che inquadra e identifica il sistema tariffario che impegna le aerolinee con rilevanti emissioni di CO2. Il limite delle quote di emissione annuale da non superare da rispettare. La normativa è in vigore dal 1 gennaio 2012.
Qualora le emissioni risultino inferiori, per singola azienda, questa potrebbe rivendere come crediti di CO2 ad altre aerolinee.
I Paesi contrari sono una trentina, tra di questi Stati Uniti, Canada, Cina, india, Giappone, Qatar sostengono che la legge europea,oltre ad essere costosa, sarebbe contrario all’articolo 84 della Convenzione di Chicago.
L'ordine di cancellazione in ritorsione riguarderebbe ben 35 Airbus A330 di aviolinee cinesi, la rinuncia di dieci Airbus 380 riguarderebbe la Hong Kong Airlines.
Dalla Russia invece, in attesa di tagli agli ordini di aerei europei , si starebbe delineando l'intenzione di negare il sorvolo siberiano alle aerolinee europee nei collegamenti tra il vecchio Continente e l'Asia.
Altre contromisure contro la Carbon tax, oltre al varo di leggi nazionali per vietare alle aerolinee di conformarsi alla norma UE, anche all'impugnazione degli Open Skies e relativi diritti di atterraggio e l’accesso nel mercato.
Ultima delle contromisure minacciate è l'aumento delle tariffe per i vettori europei nel sorvolo e/o atterraggi sui Paesi extraeuropei interessati. 6 marzo 2012
Alla fine la politica di riduzione dell'impatto in atmosfera lo paga il passeggero.
La stima complessiva prevista è intorno a 3.5 miliardi di euro, avrà sicuramente ricadute positive per l'ambiente, ma è a carico degli utenti.
La Ryanair - primo vettore a dichiaralo - ha deciso l'introduzione della tassa sulla CO2: sarà pari ai 25 centesimi di euro per ogni volo prenotato.
Il provvedimento servirà a compensare l'imposta sulle emissioni in atmosfera, derivate da propulsori, e prevista dall’Emission Trading System (ETS) dell’Unione Europea.
L'adozione tariffaria Ryanair scatterà il 17 gennaio e - sostengono gli esperti - il vettore leader low cost dovrebbe sborsare tra 15 - 20 milioni di euro solo per il 2012.
L'aggravio tariffario per gli utenti della low cost, tuttavia, dovrebbe risultare inferiore a quanto dovrebbero pagare i passeggeri delle restanti compagnie aeree europee. Le maggiorazioni medie dei prezzi dei biglietti dovrebbero comunque attestarsi intorno a 2.40 euro per voli di medio/corto raggio. Sui voli lunghi l'aggravio essere intorno a 12 euro
L'adeguamento tariffario riguarda tutti voli intraeuropei in aggiunta a quelli intercontinentali per compensare l’inquinamento prodotto. Il tasso di emissione in atmosfera del trasporto aereo rappresenta circa il 5% sul totale. Le stime delle emissioni di CO2 derivate aumenteranno in rapporto all'estensione del sistema aereo. Lo scenario rimanda ad un 2014 nel quale il numero dei passeggeri raggiungerà, nel mondo, la cifra di 3.3 miliardi. Ed un raddoppio dei voli nel breve periodo. 16 gennaio 2012