venerdì 07 novembre 2008 12:15 Età: 4 yrs

Ronchi dei Legionari, Air Alps vola a Malpensa

Categoria: Ronchi L., Malpensa, Archivio, Dossier, Aerolinee

 

L’Alitalia aveva dismesso il suo storico collegamento con Milano con l'attivazione dell’orario invernale della sua rete operativa. Lo scalo del FVG era, inconcepibilmente, senza una linea per Milano. Per quasi 30 anni c’era stato il volo per Linate. Dall’apertura di Malpensa (1998) la destinazione milanese di Ronchi dei Legionari era diventata lo scalo hub di Malpensa.

 

L’assenza di un volo per Milano era davvero pesante, insopportabile per tutti i passeggeri (oltre 100 mila/anno) che volavano per affari, turismo o per imbarcarsi sulle linee intercontinentali dello scalo del varesotto.

 

In un paio di settimane, tuttavia, i responsabili della società Aeroporto FVG e della Regione hanno potuto riattivare l’indispensabile linea con il vettore austriaco Air Alps.

 

Il Presidente Roberto Di Piazza e Rupert leitner, direttore generale dell’aerolinea Regional hanno illustrato l’apertura del volo: con aeromobili Dornier 328 da 31 posti, con tre frequenze quotidiane, salvo il weekend con un volo domenicale per un totale di 16 voli settimanali contro i 12 precedentemente ex Alitalia.

 

L’offerta dei posti riflette tuttavia le incertezze correlate alla rete dei voli della ex Alitalia da un lato e alle politiche del sistema hub italiano con le strategie di Air France e Lufhtansa. Due riscontri che penalizzano lo scalo regionale del FVG.

 

In passato Ronchi, infatti, era collegata a Milano con velivoli MD 80 (da 163 posti), con ATR 72 (66 posti), ATR 42 (39 posti) Embraer 145 (48 posti) con un’offerta che nel corso degli anni è declinata da quasi 1946 posti settimanali agli odierni 496 posti dei voli Dornier 328.

 

Ora il collegamento giornaliero del gruppo Air Franche per Parigi e di Air Dolomiti - Lufhtansa con Monaco di Baviera, in attesa delle scelte della nuova CAI – Compagnia Aerea Italiana, determinano scenari che inquadrano una strategia operativa e di potenziamento dello scalo che obbliga necessariamente la società Aeroporto FVG a contromisure imprenditoriali che vanno ben oltre all’ineliminabile e non rinviabile privatizzazione.