martedì 10 febbraio 2009 11:08 Età: 3 yrs

Peretola, con i voli cresce il rumore aereo, analisi dati ARPAT

Categoria: Firenze, Archivio, Dossier, Ambiente, Imp. acustico, Imp. gassoso, Std ICAO ENAC, Piani di rischio, Comitati

 

Quanto accaduto era del tutto atteso. Prevedibile. Il monitoraggio eseguito dall’ARPA Toscana ha confermato l’aumento dei cittadini interessati dall’impatto acustico. I cittadini sarebbero 16mila. Ma sono dati che Aerohabitat vorrebbe poter disaggregare tecnicamente. Il dubbio riguarda le modalità e la congruenza del monitoraggio.

 

Rilevare che sarebbero stati registrati meno decibel nelle postazioni di Peretola e Quaracchi cera qualche interrogativo. L’ARPAT avrebbe identificato 16.554 persone variamente esposte alle ricadute dell’aeroporto di Peretola.

 

Il modello applicato per l’identificazione dei cittadini coinvolti porterebbe il numero a 20.007. Le rotte che la Commissione Aeroportuale aveva definito nel 2002 come opportune a mitigare l’impatto acustico in realtà – Aerohabitat lo aveva subito segnalato – ha determinato un incremento netto del fracasso sulla popolazione pari a circa il 15% tra il 2002 e il 2007.

 

I responsabili di ARPAT rilevano come i decibel siano calati tra Peretola e Quaracchi, zona nella quale il fracasso è maggiore, sforando i limiti di legge.

 

Le fasce del rumore aereo “presentato”, tuttavia, appaiono non rispondenti innanzi tutto per la ridotta correlazione tra aerei in decollo ed atterraggio e loro identificazione reale..

 

Le tabelle ARPAT – carenti dei dati di input necessari a validarne l’operato – segnalano per la postazione M1 – Fosso Macinante -  corrispondenze inferiori all’80% del corso del 2007.

 

Raggiungono solo a dicembre 81% nella postazione M 3 di via Madonna del Terrazzo.

 

Il risultato è evidente: nel computo del rumore aereo presentato da ARPAT manca almeno il 20% di traffico aereo che ha volato al Vespucci. Solamente questa “discrepanza” evidenzia lo scarto tra realtà di fracasso aereo percepito e di quello rappresentato.

 

Almeno un quinto del rumore aereo esistente non sarebbe stato conteggiato.

 

Quale significato riflette questo monitoraggio? A diversi livelli, operativi ed urbanistici.

 

Sul piano di mitigazione dell’intorno aeroportuale, sulla definizione delle zone A, B e C e, complessivamente, sulla correttezza delle odierne procedure di volo cosiddette “antirumore”.

 


Files:
ARPAT_-_Il_Monitoraggio_acustico_al_Vespucci_-_2006.pdf
ARPAT_news_2007.pdf
ARPAT_news_2008.pdf