lunedì 26 gennaio 2009 10:10 Età: 3 yrs

Ronchi dei Legionari, un 2008 da record ma previsioni poco rosee

Categoria: Ronchi L., Pubblicazioni, Archivio, Aerolinee

 

La crisi del Gruppo Alitalia ha sicuramente limitato il record dei passeggeri trasportati nel corso 2008. Il taglio/cancellazione di numerosi voli degli ultimi quattro mesi verso Roma – Fiumicino, l’interruzione dei voli verso Malpensa, poi riattivati con Air Alps, ha probabilmente impedito che lo scalo isontino superasse la soglia degli 800 mila passeggeri anno.

 

Il 2008 ha tuttavia segnato un incremento del traffico passeggeri del 5,4% con 782.461 che si sono imbarcati o sono arrivati nello scalo regionale del FVG.

 

Erano stati  742.136 del 2007 e in tal modo si registra il terzo anno di crescita consecutivo con trend d’incremento oltre il 10%.

 

Sono aumentati i passeggeri internazionali rispetto a quelli domestici, registrando su voli nazionali il 56%, contro il 63% del 2007. Dal 37% al 44% i viaggiatori internazionali.

 

Il 72.9% dei passeggeri ha volato su collegamenti di linea, 15.6% su voli low cost e 8% su aerei charter. Il vettore con più passeggeri è risultato Alitalia, quindi Air One con 18.8%, Ryanair con 14.4%, Lufhtansa – AirDolomiti con 11.5%.

 

Sono dati che potrebbero, se disaggregati, pesare il rapporto tra costi sostenuti e risultati ottenuti, ma che rimandano alla situazione critica dei voli e del traffico passeggeri stimato per il 2009. Con il taglio del collegamento su Napoli di Air One e la riduzione dei voli per Fiumicino, infatti, la prossima stagione esige un potenziamento dei voli collegato alla capacità della società Aeroporto FVG di acquisire e sostenere voli alternativi.

 

La necessità di ripianare il deficit di bilancio generati dai crediti Alitalia si accoppiano inoltre alle urgenze di finanziare altri voli – perciò non solo a sostituire con efficacia i collegamenti con Capodichino e Malpensa – a verificare l’opportunità di mantenere i voli giornalieri del Gruppo Air France per Parigi de Gaulle (che, di fatto, costituiscono un feederaggio che condanna l’hub di Malpensa) e di pianificare una strategia di privatizzazione delle quote pubbliche della società di gestione aprendo ad un qualche coordinamento con altri scali aeroportuali.