
Nel 1995 - lo segnalava anche il Corriere della Sera - i “verdi” denunciavano la persistenza centraline rumore ancora inattive.
Dove? Ma a Fiumicino. Le sette centraline della rete di rilevamento dell'inquinamento acustico dell' Aeroporto di Fiumicino, “costate al ministero dei Trasporti due miliardi, a due anni dall' installazione non sono ancora entrate in funzione. Lo denuncia il capogruppo dei verdi della Regione Lazio, Angelo Bonelli, che ha inviato una diffida agli Aeroporti di Roma e Civilavia, affinche' le apparecchiature siano rese operative entro un mese. Bonelli ha ricordato di aver già inviato un esposto lo scorso 10 ottobre”.
A seguito delle proteste dei cittadini di Fregene e dei cancelli Rossi (Isola Sacra), dopo quattro anni – era il 1995 - dall' acquisto le apparecchiature, il rumore degli aerei in atterraggio e decollo non era stato ancora sottoposto al monitoraggio sistematico.
Il responsabile locale dei verdi, Angelo Bonelli, aveva denunciato il ritardo.
E’invece di questi giorni la notizia che il comune di Fiumicino, di concerto con Arpa Lazio e con la Provincia di Roma, ha progettato il controllo dei livelli di emissione dei rumori generati dalle attività aeroportuali del Leonardo da Vinci.
I recettori (si suppone centraline mobili) sarebbero localizzate in nell’intorno delle piste.
Sarebbero il Centro Anziani di Fregene in via Porto via Coni Zugna, presso l' Hotel Cancelli Rossi in via Portuense, lungo le traiettorie di decollo presso il Centro Sportivo di Pesca in Via del Fontanile di Mezzaluna a Maccarese e di atterraggio.
Come commentare questa iniziativa? Con alcuni rilievi storici.
La rete delle centraline acustiche esistenti e citate dal responsabile dei Verdi, Angelo Bonelli, voluta dall’ex Pretore Gianfranco Amendola in seguito ad un esposto del Comitato dei Cancelli Rossi, ha mai funzionato?
Le notizie sui lavori della Commissione Aeroportuale dell’aeroporto di Fiumicino ricordano (vedi ENAC) la mappa acustica è stata chiusa e deliberata anni addietro.
Il Rapporto ENAC 2007 riporta che a Fiumicino sono state adottate le procedure antirumore e approvate le curve isofoniche. Che non era stata individuato il sito delle centraline, che peraltro erano state installate.
Le curve isofoniche, ovvero la mappa acustica decisa dalla Commissione aeroportuale, non sono state verificate. Nonostante questo, riporta ancora il Rapporto ENAC 2007, sarebbero state approvate le zone di rispetto A, B e C.
In sostanza l’analisi appare assai contraddittoria, come appare del tutto inatteso, che ora dinnanzi al progettato raddoppio dello scalo della Capitale, venga sollecitata una verifica dell’impronta acustica attuale.
Una verifica che avrebbe dovuto avvenire già anni addietro. Soprattutto nella persistente assenza di una adeguata rete di monitoraggio e di dati acustici sul reale incidenza delle emissioni sonore generate dai velivoli nell’attività aeroportuale.
Con l’intervento dell’Arpa Lazio e di Cristal, tuttavia, anche il maggior scalo Italiano potrà avviare una reale politica di tutela dei cittadini residenti nell’intorno alle presenti e future piste di volo di Fiumicino.