
Non chiedono granché, non chiedono nient'altro che l'applicazione di quanto previsto dal decreto 31 ottobre 1997: una rete di monitoraggio che identifichi l'entità del rumore aereo sopportato. Ma qualcuno tra gli esercenti aeroportuali lo trova sconveniente.
Chi ha comprato casa in prossimità di una pista di volo se lo doveva aspettare, quindi è naturale che ci sia il rumore aereo, protestare è inuti,le. Ecco quanto sostiene chi ignora come le misure di salvaguardia e tutela dalle conseguenze dell'impatto dell'infrastruttura aeroportuale sul territorio, comunque siano e sono previste e da predisporre.
Le misure di mitigazione acustica e di risanamento sono contemplate dalle legge, per i caseggiati storici e per quelli autorizzati in seguito
Almeno mille cittadini dei Comuni di Quinto e di Treviso - riportano i media locali - hanno sottoscritto una petizione. In una lettera indirizzata ai due sindaci dei Comuni i sottoscrittori sollecitano interventi di tutela dall'inquinamento acustico ed atmosferico generato dal sistema aeroportuale.
Uno dei promotori dell’iniziativa è l’avvocato Stefano Froio sostiene:
"Se qualcuno ancora aveva dubbi che questo problema fosse sentito dalla cittadinanza, o che magari fosse solo teorico, ora ha queste firme, la migliore risposta".
La società SAVE dopo aver posizionato alcune postazioni di monitoraggio dell’inquinamento acustico non avrebbe ancora validato dati acustici ufficiali.
A fronte del repentino incremento dei voli registrato sulla pista del Canova nel corso di questi ultimi anni il monitoraggio ambientale appare del tutto inadeguato e, probabilmente, non ancora rispondente ai decreti di tutela specifici.
La petizione - che continua a raccogliere adesioni - intende sollecitare l'ARPA Veneto, la Provincia e i vari enti/organismi abilitati all'esecuzione e controlli nella sostenibilità e compatibilità di un aeroporto affossato tra centri abitati.
Nell'esigenza e nella rivendicazione delle tutele "ambientali" tuttavia non sembrerebbe trovare ancora spazio, almeno al momento, quello che potrebbe essere un vincolo alla crescita dei voli: il Piano di Rischio incidenti aeronautici previsto da ENAC con l'acquisizione dell'art. 707 e 715 del Codice di Navigazione aerea.