
Dopo il caso Molise che vuole il suo aeroporto, da insediare nella provincia di Isernia, è indispensabile dare conto come anche la provincia di Agrigento perseveri nel tentativo di ottenere il suo scalo aereo. Nella lunga vicenda, interviene anche l'Assessore Provinciale Giuseppe Ciulla, a sostegno dell'iniziativa avviata dal ella Provincia D'Orsi, entrambi a sostegno dell'aeroporto di Racalmuto - Licata.
Anche Ivan Paci Capogruppo del PDL, oltre al gruppo consiliare dell'Udc, ma anche tanti altri soggetti, si battono per la realizzazione.
Da mesi, anche numerosi sindaci della provincia di Agrigento hanno partecipato ad iniziative, manifestazioni e raccolta firme per l'aeroporto.
La controparte sono il Ministero delle Infrastrutture ed ENAC.
In una nota del capo del Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture, Matteoli, sarebbero stati espressi dubbi sulla fattibilità dell'aeroporto di Licata.
Gli amministratori agrigentini si rifanno ad una legge del 25 febbraio 1971. L'allora presidente della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat, promulgò la legge 111 che venne pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 080 del 31 marzo 1971 che così recitava "Costruzione di nuovi aeroporti di Firenze , Napoli e della Sicilia sud occidentale (Agrigento) completamento del nuovo aeroporto civile di Olbia, costa Smeralda e completamento ai fini dell'attività aerea civile di taluni aeroporti militari aperti al traffico aereo civile".
Agrigento lamenta una ritardo attuativo di 38 anni, mentre il nuovo Piano Aeroporti Nazionale (di prossima divulgazione) ha previsto un taglio secco della proliferazione aeroportuale.
Saranno solo 22/23 aeroporti, da identificare in una rete nazionale mentre la Regione Sicilia ha già attivi almeno ben quattro aeroporti.
In Sicilia, infatti, operano l’aeroporto di Trapani Birgi, Palermo Punta Raisi, Catania Fontanarossa, Comiso e anche Sigonella (oltre a Lampedusa e Pantelleria)
Il Sindaco, ad Agrigento supporta il Presidente D'Orsi nella tenda ubicata nella villetta posta di fronte al Palazzo della Provincia in piazza Aldo Moro, accanto alla quale è stato collocato il Gonfalone della città, e raccoglie firme.
Sulla materia l'ENAC ha emanato un comunicato che riportiamo:
LETTERA DEL PRESIDENTE RIGGIO AL PRESIDENTE LOMBARDO SULL’AEROPORTO DI AGRIGENTO
Con riferimento alle ipotesi di un aeroporto presso Agrigento ed a seguito delle prese di posizione espresse in proposito da vari rappresentanti di istituzioni locali siciliane, l’ENAC informa che il Presidente dell’Ente, Vito Riggio, ha scritto stamattina una lettera al Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, nella quale ricorda che, in base ad accordi informali con la Provincia di Agrigento, l’ENAC ha invitato le proprie strutture di vagliare un’ipotesi progettuale per un’infrastruttura aeroportuale in quell’area, tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell’Enav, azienda nazionale per l’assistenza al volo.
A seguito di questo esame, è stata elaborata una relazione da parte della Direzione Centrale Regolazione Aeroporti dell’ENAC, guidata dall’ingegner Cardi, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del Ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza.
Il Presidente Riggio ricorda, in proposito, che la legge vigente affida al Ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti, d’intesa con i Presidenti delle Regioni interessate, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti.
Per quanto di competenza dell’ENAC, l’ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi ad un’infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri ed una capacità pari a 200.000 passeggeri annui.
Tali parametri non concedono al progettato aeroporto sostenibilità ed autosufficienza economica. Pertanto il Presidente dell’ENAC, come già aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiede alla Regione Siciliana ed alla Provincia di Agrigento di indicare in modo chiaro ed inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione.
Vito Riggio conclude la sua lettera esprimendo l’auspicio che si ponga fine allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema, ove egli viene, del tutto ingiustamente, indicato come nemico della cittadinanza agrigentina. Piuttosto il Presidente dell’ENAC si attende di vedere rispettate da tutti i soggetti in causa le sue competenze e la sua professionalità.