mercoledì 10 marzo 2010 09:36 Età: 181 days

Piano Nazionale Aeroporti, una prima analisi

Categoria: Aeroporti, Std ICAO ENAC, Aviation topics, Comitati , Convegni, Low cost, Dossier, Archivio, Safety Security , Pubblicazioni

 

Commento del Com.te Renzo Dentesano

 

Spiace doverlo affermare, ma i nostri politici, di qualunque colore siano, ancora una volta hanno parzialmente fallito il compito in tema di trasporto aereo e di aviazione civile che s’erano prefissi. E questo solo per non essersi affidati alle capacità di tecnici indipendenti ed imparziali e per aver invece dato ascolto prevalentemente alle pretese di maggior potere (essenzialmente burocratico ed improduttivo) dei vertici dell’ENAC, senza sentire alcun parere da parte del pur esistente Dipartimento del Ministero dei Trasporti.

 

Una sola gemma si evidenzia nel documento conclusivo reso noto dopo un anno di lavori da parte della Commissione Trasporti della Camera che per produrlo ha effettuato anche due trasferte (a Zurigo ed a Monaco, ma non a Singapore, ad esempio), sotto la peraltro abile guida del suo Presidente On.le Mario Valducci.

La gemma in questione consiste tutta nelle dichiarazione che «l’Italia non ha bisogno di altri aeroporti nuovi, bensì di aeroporti più grandi, più efficienti e soprattutto meglio collegati sia alla rete ferroviaria che stradale …, migliorandone l’integrazione tra i sistemi in aeroporto e di aumentare il numero delle piste».

 

Però, v’è da chiedersi:- Ma quando si indica che l’Italia ha bisogno di «aeroporti più grandi e più efficienti, … aumentandone il numero delle piste» si è provveduto a constatare che «i maggiori aeroporti» abbiano disponibile il necessario terreno e lo spazio aereo relativo per aumentare il numero attuale delle piste esistenti ?

Oppure ciò sarà una sorpresa ?

 

Tutto il resto è molto approssimativo. Ad iniziare dal fatto che, dopo un anno di lavoro, nel documento non si è riusciti a fornire dati almeno numericamente corretti, almeno a giudicare dai contenuti delle due tavole illustrative, denominate rispettivamente “Il sistema aeroportuale italiano” e “Il quadro in Europa: numero aeroporti per Paese (2008)”.

Nel primo caso, oltre a rilevare che sulla cartina raffigurante l’Italia è stata omessa la sigla dell’aeroporto di Salerno (pur indicato con il solito simbolo), si nota la mancanza dell’aeroporto civile di Comiso (già inaugurato, ma ancora non operativo), per il quale sono state spese ingenti somme. Ma il grave consiste nel fatto che nella didascalia posta al fianco della citata raffigurazione dello Stivale, si può leggere che «il sistema aeroportuale italiano è costituito da:- 100 aeroporti, di cui “<metricconverter productid="47”" w:st="on">47”</metricconverter> aeroporti commerciali (voli di linea)», aeroporti delle isole di Lampedusa e Pantelleria inclusi.

 

Ma se si va ad esaminare il proposto “Quadro in Europa”, nella riga dedicata all’Italia troviamo quanto segue:

 

 -   44 aeroporti con più di 15.000 passeggeri/anno, di cui:

 -   30       “          “     “   “ 150.000      “       /   “   , di cui:

 -   13       “          “     “   “ 3 milioni»    “      /    “   , di cui:

 -    6        “          “     “   “ 5     “          “      /    “   , il che

 

porta ad un totale di 49 aeroporti commerciali (e non 47), anzi, qualora si faccia riferimento al testo che indica che «il 95% del traffico totale si deve a 20 “scali”, di cui solo 7 superano la soglia di 5 milioni (allora non più 6 !) di passeggeri l’anno e 8 generano il 70% del traffico aereo», si arriva alla somma di 50 aeroporti commerciali, sempre se l’aritmetica non è un’opinione !

 

Infine, la notazione che «l’ENAC  dovrà avere un ruolo ancora più stringente nel controllo della qualità dei servizi dati, della “sicurezza” (quale ?) e della tutela dei consumatori», sembra solo voler invocare un’ulteriore burocratizzazione, senza quel progresso che solo può venir assicurato dalla presenza e dalla sorveglianza dello Stato sulle operazioni aeroportuali, sui gestori e su tutta l’utenza, mentre oggi vistose lacune si verificano proprio nella gestione delle attività aeroportuali, come dimostrano ad esempio le croniche crisi nella riconsegna dei bagagli che si verificano ad ogni periodo di punta del traffico e che penalizzano le operazioni dei vettori, i quali vengono poi sanzionati per i ritardi appunto da ENAC !

Ed ora non resta che attendere la presentazione del più volte annunciato “studio sul piano nazionale degli aeroporti”, commissionato a caro prezzo a società esterne ad ENAC ed al Ministero competente, che invece ne avrebbero dovuto avere le capacità tecniche per effettuare questo tipo di “survey”.

 

Dal Ministro committente lo studio in parola apprendiamo che egli si è « impegnato a considerare le oltre 40 pagine (!) del dossier [come] un indirizzo vincolante, la base da cui partire per costruire il “piano nazionale degli aeroporti”».

E allora vedremo …

Intanto ci ripromettiamo di esaminare nel dettaglio, al più presto possibile, “i dieci punti” che costituiscono «le linee di intervento per gli aeroporti italiani», così come proposti dalla Commissione Trasporti della Camera. 


Files:
Commissione_Parlamentare_-_Indagine_conoscitica_Aeroporti_01.pdf