lunedì 18 ottobre 2010 12:13 Età: 2 yrs

Aeroporto di Viterbo, la situazione in una nota di S.T.A.S.A.

Categoria: Viterbo, Archivio, Dossier, Ambiente, Low cost, Piani di rischio, Std ICAO ENAC, Comitati , Aviation topics

 

Viterbo terzo aeroporto del Lazio? Gli interrogativi sulla realizzazione di questo scalo si accompagnano alle reticenze ed ai ritardi nell'adozione degli impegni assunti nel recente periodo do Governo e dalla Regione Lazio. Il comunicato STASA del 11 ottobre fotografa l'attuale situazione.

 

La vicenda della realizzazione dell’aeroporto di Viterbo si svolge ormai tra annunci, comunicati e quant’altro che non fanno che confondere sempre più coloro i quali tentano, come S.T.A.S.A., di  trovare una spiegazione tecnico/scientifica a quanto si intende fare.

 

Premesso che come reiteratamente da noi sottolineato ancora non si conosce quale aeroporto si intenda realizzare in quel di T.Fabbri (regionale,nazionale,comunitario)  in quanto dal 2006 ad oggi – nel corso di 2 legislature – le affermazioni in proposito sono state contraddittorie ed influenzate probabilmente da scadenze politiche, suscita enorme perplessità l’ultima notizia (diffusa da alcuni quotidiani locali) relativamente all’esistenza di un progetto aeroportuale (di cui al nostro ultimo comunicato) e di una delibera della giunta provinciale che parteciperebbe con 900 mila Euro all’affidamento da parte del Comune di Viterbo della valutazione di impatto ambientale il cui costo ammonterebbe a complessivi 4 milioni di Euro.

Una procedura di affidamento, se realmente instaurata, incomprensibile  per le ragioni che seguono.

Molti ricorderanno che nel settembre 2007 venne diffuso un comunicato stampa (ENAC)) secondo il quale una valutazione di impatto ambientale preliminare era stata affidata a ADR (concessionaria del nuovo scalo e peraltro in una situazione di apparente conflitto di interessi), affidamento ai sensi DLgs  152/06.

 

A fondo del comunicato, ENAC faceva un esplicito richiamo al rispetto della procedura prevista dall’art.8 del Regolamento Comunitario n. 2408 /92 che al comma 5 recita testualmente “ Qualora uno Stato membro decida di istituire un nuovo sistema aeroportuale o di modificarne uno esistente, ne informa gli altri Stati membri e la Commissione. Dopo aver verificato che gli aeroporti sono raggruppati come aeroporti che servono la stessa città o lo stesso agglomerato urbano, la Commissione pubblica un allegato II riveduto nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee”.

Il richiamato comunicato sottolineava quindi che “ ancor prima che la “concessionaria” ADR inizi a svolgere le attività a lei demandate da ENAC propedeutiche a verificare se – sotto i vari profili – sopra indicati, il sito di Viterbo si presta ad essere oggetto di delocalizzazione e quindi in tale direzione si debba procedere per modificare l’esistente sistema aeroportuale romano, occorre che i 27 Stati Membri dell’UE e la Commissione Europea ne siano informati e che la Commissione renda pubblica la decisione nella G.U. dell’Unione Europea”.

 

Vi è da precisare in proposito che Commissione Europea si esprime sulla bontà del sito sotto i tre profili fondamentali: capacità aeroportuale, sicurezza, impatto ambientale.

Evidentemente questa procedura riguarderebbe  gli aeroporti nazionali di interesse strategico e quindi, stando al contenuto della sintesi di studio sugli aeroporti (http://www.csaeroportotuscia.it/e107_files/public/sintesi__studio_aeroporti.pdf)  Viterbo, pur con molte riserve attinenti la fattibilità in tempi reali di un efficace sistema di comunicazioni, risulterebbe  tra questi.

 

Se così fosse - in materia di VIA - la competenza apparterrebbe allo Stato e certamente non alla Provincia o/e al Comune qualora venisse  ufficialmente  confermata l’ esistenza di un fantomatico progetto ADR dal cui superficiale schizzo aeroportuale (pubblicato da un quotidiano locale)  la lunghezza della pista risulterebbe di 2900 mt.

Diversamente, se così non fosse, evidentemente ci  troveremo a discutere di una progettualità di un aeroporto minore (pista di atterraggio non superiore a 1500 mt.) e quindi a competenze regionali che potrebbero essere delegate a Provincia e Comune.

 

Comunque in un  quadro sempre più confuso restano alcune certezze:

le promesse dell’ex Ministro Bianchi e di tutti quelli che le avevano con particolare veemenza sostenute , vanno a scadere tra 110 giorni  e per il 2011 non vi è traccia né di aeroporto né tantomeno di un concreto progetto  di aeroporto e di un sistema condiviso di infrastrutture e vie di comunicazioni ad esso connesso (viarie e ferroviarie) indispensabile per avviare una qualsiasi procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA);

il fantomatico progetto ADR così come pubblicato da alcuni quotidiani (attivazione  I^ Fase), se mai esistente, farebbe comunque  slittare la realizzazione  della fase iniziale al 2020;

 

il master plan di Fiumicino, le competenti osservazioni de “Il Sole 24 ore” (http://www.csaeroportotuscia.it/e107_plugins/content/content.php?content.360)  fanno ritenere che se mai Viterbo avrà un aeroporto al servizio del sistema aeroportuale romano con un collegamento ferroviario  diretto Aeroporto – Roma,  questo non potrà essere verosimilmente prima del 2030 come da noi vaticinato sin dal 2007 (http://www.csaeroportotuscia.it/e107_plugins/content/content.php?content.384).

 

In conclusione S.T.A.S.A.  ribadisce che l’unica strada percorribile per venire incontro alle aspettative del territorio è quella, in primis, di potenziare (nel rispetto dei tempi tecnici necessari) il sistema viario e ferroviario e ripiegare nel breve periodo sulla fattibilità di un aeroporto regionale , svincolato dalla sudditanza al sistema aeroportuale romano e compatibile con un aerea di elevatissimo valore artistico, storico e termale per la quale, viceversa, la realizzazione di un aeroporto delle dimensioni e capacità eguali e/o superiori a Ciampino risulterebbe devastante.

Ribadisce, per la terza volta in proposito, la disponibilità a partecipare ad un dibattito aperto a tecnici, politici e pubblico per approfondire tutti gli aspetti  della problematica.

 

S.T.A.S.A.   Il Comitato di Redazione