venerdì 03 settembre 2010 11:09 Età: 1 yrs

Affidabilità degli UAV/UAS

Categoria: Cpt Dentesano, Aviation topics, Flotta militare, Aerolinee, Std ICAO ENAC, Piani di rischio, Human factor, Convegni, Ambiente, Dossier

 

Ancora notizie e considerazioni del Com.te Renzo Dentesano

 

Un UVS  - Unmanned Vehicle System  (termine in uso per indicare gli elicotteri UAV/UAS senza pilota) – denominato “MQ-8 B Fire Scout B” - in seguito alla perdita dei sistemi di guida e controllo ed il fallito intervento dell’impianto di sicurezza installato a bordo, il 2 Agosto è penetrato nello spazio aereo vietato sopra la città di Washington e di conseguenza la US Navy ha dovuto ordinare una severa limitazione operativa a carico di questo modello di “mezzo-elicottero” (secondo la mia definizione).

 

In tale data infatti questo mezzo senza pilota a bordo ha violato lo spazio aereo della Capitale, ha viaggiato per ben 20 miglia nautiche e per un tempo di circa 15 minuti entro tale spazio aereo, oltre tutto nella direzione errata rispetto alla base aero-navale di Patuxtent River (Maryland meridionale).

 

L’operatore/manovratore dislocato nella stazione di controllo al suolo ha perduto i contatti con il suo “drone” dopo circa 75 minuti dal decollo e pur essendo il suo “software” programmato per farlo ritornare autonomamente alla base di partenza,  l’aero-veicolo ha invece virato verso nord-ovest, cioè verso Alexandria e Washington D. C., fino a giungere a poca distanza dall’altrettanto riservato spazio aereo dall’aeroporto di Washington Dulles.

 

Quando finalmente il sistema di guida e controllo è passato ad un’altra stazione, è stato riguadagnato il controllo del “Fire Scout”,.

A seguito di successivi voli di prova, la ditta costruttrice Northrop Grumman ha individuato un’anomalia nel “software” del MQ-8 B Fire Scout e la US Navy ha ordinato, comunque, delle limitazioni nelle operazioni per prevenire qualsiasi reiterazione dell’accaduto. Il Comando della US Navy ha evidenziato che fino a quella data la flotta di MQ-8 B aveva completato più di 1.000 ore di volo da Dicembre 2006.

 

 Questo singolo episodio, però, non fa che confermare le preoccupazioni sullo stato di sicurezza di questi veicoli volanti (militari o civili che siano), come mi esprimevo in data 7 Agosto nell’articolo “FAA e UAS/UAV”, citando a sostegno le dichiarazioni della Vice President  della FAA per i Servizi operativi del NAS.

 

La Responsabile di tale Servizio definiva “dati insufficienti” quelli proiettati su 100.000 ore di volo delle 5.688 ore di attività effettuate dalla flotta di UAS/UAV del “Custom & Border Department – CBD” degli USA, totalizzate dall’anno fiscale 2006 al 13 Luglio 2010. Tali proiezioni indicavano la pericolosa cifra di ben 57,2 eventi per ogni 100.000 ore di volo quale tasso accidentale per quel tipo di aero-veicoli.

 

Cifra improponibile per ipotizzare il rilascio degli UAS/UAV nello spazio aero comune, ovvero fuori dagli spazi aerei vietati o riservati al loro impiego. 

Speriamo che anche da noi venga usato lo stesso scrupolo nei confronti delle operazioni degli UAS/UAV.