
Sembrava tutto congelato. I tempi della sua realizzazione e dei finanziamenti preliminari, ovvero le opere di collegamento stradale e ferroviario per assicurare l'accessibilità/efficienza dei collegamenti terra per lo scalo decentrato di Viterbo, erano appese alle dichiarazioni di intenti dei due ex Ministri dei Trasporti.
L'ipotesi di un masterplan dell'infrastruttura di Viterbo, in questo quadro, rappresentava uno scenario del tutto futuribile e virtuale.
La novità di questi giorni invece è il Contratto di Programma ENAC - ADR relativo al cosiddetto Sistema Aeroportuale Romano.
Nella prospettiva del riassetto - modernizzazione, standard e nuove piste - dei due scali romani di Fiumicino e Ciampino ecco scaturire l'aggiunta e la realizzazione del nuovo scalo di Viterbo.
Ovvero l'insediamento del Sistema Aeroportuale Romano.
Con tre scali. Uno hub, un city airport e lo scalo low cost.
Le note che ADR ha divulgato sul nuovo aeroporto di Viterbo, al fine di gestire ad assorbire la componente di traffico low-cost low-fare - in accordo con l’atto di indirizzo del Ministro dei Trasporti del giugno 2010 - il Piano prevede la realizzazione di una infrastruttura aeroportuale sull’attuale aeroporto militare e su nuove aree da acquisire. Una nuova pista di volo, un nuovo terminal e relative infrastrutture.
Con una pista di 2700 metri di lunghezza.
Il target è di accogliere volumi di traffico fino a 10 milioni di passeggeri/anno.
La connessione stradale e ferroviaria per Viterbo sarà a carico delle amministrazioni locali e dovrebbe costituire il presupposto per l'avvio delle opere strettamente aeroportuali. Dalle odierne due ore di percorso dovranno raggiungere tempi di percorrenza di 40 - 50 minuti.
Solo in seguito, da quanto si interpreta, potranno iniziare le opere aeroportuali.
L’entrata in esercizio del nuovo aeroporto è stimata per la seconda metà del 2019.