venerdì 18 novembre 2011 07:15 Età: 183 days

Aeroporti e procedure di V.I.A., Comitati e tutele ambientali

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Aerobasi, Archivio, Dossier, Ambiente, Imp. acustico, Imp. gassoso, Piani di rischio, Std ICAO ENAC

 

Ma perché in Italia la V.I.A. non prelude al potenziamento dei voli?

Sul sito della Regione Piemonte, tempo addietro, si poteva leggere: Valutazione d'Impatto Ambientale del progetto di Revisione del Piano di Sviluppo Aeroportuale (Masterplan 2009-2015): è stato presentato il progetto preliminare per la fase di verifica della procedura di VIA ai sensi della l.r. 40/1998. La scadenza per le osservazioni del pubblico è il 18 ottobre 2011.

 

Niente di straordinario, niente di anomalo, piuttosto dovrebbe essere una prassi adottata da ogni Regione del BelPaese. E riguardare qualsiasi incremento dei voli, ergo una contestuale verifica delle ricadute ambientali, economiche e di rischio incidente aereo delle zone limitrofe.

Come sostengono in Gran Bretagna occorrerà valutare e verificare gli impatti ambientali prevalenti  nell'intorno aeroportuale  generati da rumore aereo, dalle emissioni in atmosfera e ...precisamente:  noise, air quality, surface transport, waste, water and land quality, water use, sustainable construction and biodiversity.

 

Come viene attuata la procedura di VIA che dovrebbe consentire il potenziamento di uno scalo?

 

Ma è poi possibile che uno scalo, almeno nel BelPaese, debba poter crescere incessantemente senza che venga definita una sorta di limite? Di saturazione dei voli?

Comunque, anche se siamo convinti che, anche se con qualche riluttanza da parte dei soggetti istituzionali deputati, prima o poi un qualche scalo sarà verificato un limite massimo dei voli, la  Procedura di V.I.A. relativa al Piano di sviluppo Aeroportuale (ad esempio Masterplan 2011-2020) ENAC, in accordo con la Società di gestione dell’Aeroporto di XXXX presenta domanda di pronuncia di compatibilità ambientale relativa al progetto “Piano di sviluppo aeroportuale – MasterPlan 2011-2020", dando avvio alla procedura di V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale).

 

La procedura di V.I.A. qualora si concluda positivamente con Decreto di Pronuncia di

 

Compatibilità Ambientale Prot. n. xxxxxx rilasciato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In tale decreto, che riprende in parte la D.G.R. n. 244 del 28 luglio 2003, si esprime giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto, a condizione che il proponente ottemperi ad una serie di prescrizioni.

 

Ecco, ma perché le prescrizioni devo seguire e non invece essere assolte prima dell'aumento dei voli?

E per quale misteriose o troppo evidente ragione la Procedura di VIA proposta, che dovrebbe integrare quella in corso di completamento, si sostiene che:

 

"Dal punto di vista procedurale si è escluso di assoggettare la presente revisione del Piano di Sviluppo Aeroportuale alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica privilegiando la continuità con la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale seguita relativamente al Piano di Sviluppo Aeroportuale Masterplan 2002 – 2010, in quanto l’attuale progetto di revisione è strettamente collegato al Piano di Sviluppo già approvato e dichiarato compatibile dal punto di vista ambientale, prevedendo essenzialmente la rimodulazione temporale di alcuni interventi e lo stralcio di altri.

 

La progettazione del nuovo Piano di sviluppo Aeroportuale, che si affronterà presumibilmente a partire dall’anno 2013, dovrà programmare gli interventi da realizzarsi a partire dal 2015 e fino all’orizzonte del 2025 come minimo: in tale ottica, sarà valutato anche in sede regionale l’eventuale necessità di sottoporre il nuovo strumento di pianificazione alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica".

 

Ma che senso ha, quali garanzie offre l'adozione di una Procedura di V.I.A. nel BelPaese, se la sua esecuzione non è preliminare al potenziamento dei voli prefissati dalla precedente V.I.A.

 

Quando esprime un programma di lavori frammentato e destinato ai posteri?

 

Certo gli aeroporti che non dispongono di una V.I.A., o di quelli che l'hanno negativa stanno ancora peggio, ma delineano un andazzo poco lusinghiero per i cittadini che confidano nel rispetto della legge.