giovedì 05 luglio 2012 06:12 Età: 12 yrs

Catullo, Sommacampagna, gli aeroporti e le mappe INM

Categoria: Aeroporti, Aerobasi, Malpensa, Verona, Pubblicazioni, Archivio, Dossier, Ambiente, Imp. acustico, Std ICAO ENAC

 

Qualche spunto tra anomalie, negligenze e forse sviste?

Mappe acustiche INM e di rete di monitoraggio sono periodicamente e sistematicamente sottoposte all'approvazione, alla delibera di consigli e giunta comunali nell'intorno delle piste del Belpaese. Almeno dovrebbero. Perché talvolta uno scalo opera nel 2012 con una mappa INM del 2003 senza alcun aggiornamento anche se il traffico aereo si è moltiplicato.

 

La delibera è obbligata: serve comunque a definire la zonizzazione acustica dell'intorno degli scali aerei. Ad identificare i cittadini e le abitazioni sottoposte ai vari livelli A, B e C. Ad approntare le opere, gli interventi di mitigazioni e, eventualmente, di rilocalizzazione degli abitanti. E' una operazione essenziale per il governo del territorio e deve/dovrebbe soddisfare a inequivocabili criteri ci correttezza e professionalità e coerenza.

Ma chi verifica e valida la correttezza della mappa acustica? Dopo l'esperienza di Sommacampagna a Verona (ma potrebbe riguardare qualsiasi altra pista civile/commerciale sulla quale i cittadini nutrono sospetti o pongono interrogativi di congruità) ed il rinvio ad una convocazione straordinaria della Commissione Aeroportuale per verificare le inadeguatezze sorte dall'analisi dello studio INM svolto dal Cedra della Bicocca, la questione deve/dovrebbe allargarsi al altri scali.

 

E' da tempo che Aerohabitat sostiene la necessità di disporre di tecnici qualificati nelle Commissioni Aeroportuali. Il CEDRA negli scorsi anni - operazione benemerita quanto palese di quanto accade - ha proposto seminari formativi specifici, svolti in diverse località della Penisola, per qualificare personale in grado di capire e superare un gap tecno scientifico storico. Chi delibera le mappe acustiche in Commissione e Consiglio Comunale deve sapere se vota una modelizzazione ben fatta. Rispondente ai requisiti ed ai dettagli di imput aeronautici e meteo e operativi corretti. Non sappiano quale sia l'analisi di Cedra sulla mappa INM del Catullo, ma la modalità ed il testo dell'assessore di Sommacampagna che sollecita la convocazione straordinaria della Commissione Aeroportuale non lascia spazio ed equivoci. L'INM del Catullo potrebbe aver evidenziato più di qualche anomalia/incongruenza.   

 

Come si modelizza la mappa INM?

Il manuale User's guide INM FAA è in inglese, ma è preciso e inequivocabile. Quanti lo hanno letto? Quanti lo applicano correntemente? Anche tra i cosiddetti acustici certificati?

Siamo dinnanzi a errori involontari o consapevoli? A manomissioni deliberate o imperizie e negligenze occasionali? Quali sono le carenze di input più frequenti?

Aerohabitat ha partecipato a numerose riunioni di Commissioni Aeroportuali, in diversi scali del nord e del centro del Belpaese. Ha potuto osservare e riflettere su una realtà davvero contraddittoria. Mappe ben fatte ed altre un po' meno.

 

Aerohabitat ha spesso argomentato sulle anomalie più frequenti. Proponiamo un breve, quanto sommario, elenco.

Quante modelizzazioni INM hanno l'input orografico? Alcuni aeroporti sono localizzati in riva la mare, ma numerosi altri sono in quota. A 100/200/300 metri ed anche oltre, sul livello del mare. Magari tra colline e montagne. E' un dato che incide significativamente sulla mappa finale. Altro dato discriminate, talvolta esiziale, è il computo del ground noise (il rumore generato al suolo dagli aeromobili al suolo dopo l'atterraggio e prima del decollo, oltre alle prove motori) e del air noise (aerei in decollo, atterraggio e riattaccata).

 

Altri input decisivi sono quelli meteo. Adottare i dati di umidità, pressione atmosferica, vento in prua della pista rilevati sul sedime aeroportuale o a 10km di distanza potrebbe generare una mappa INM marcatamente differenziata.

Quando una modelizzazione INM ha  adottato un vento di prua in decollo di 8 nodi permette decolli ripidi e una riduzione dell'impatto acustico di un decollo con solo 2 nodi di vento contrario.

 

Discriminante è anche la serie degli input aeronautici. La tipologia del traffico identificato rappresenta quello reale? Basterebbe trascurare flotte più rumorose ed il risultato potrebbe essere predeterminato. E' stato confrontato il decollo ICAO A e quello ICAO B? Ovvero  quello che attenua l'impatto sull'immediato della pista rispetto a quello più distante è stato sottoposto alle considerazioni della Commissione Aeroportuale?

L'input dei dati aeronautici è cospicuo rispetto a tutti i restanti. Sono stati inseriti correttamente gli stage di distanza dei voli? Lo scalo ha collegamenti intercontinentali? HA volo fino a 500 miglia? Forse 2mila miglia o stage 4 e 7? Sono dati verificati nella Commissione Aeroportuale? Forse lo stesso Report di presentazione dei dati non è del tutto trasparente?

Ed il peso al decollo? Quale spinta utilizza l'aeromobile al decollo? Quella ridotta che vola basso sulle case o quella piena che è più ripida con meno emissioni sonore oltre il sedime dello scalo?

 

E le dispersioni laterali in decollo sono quelle stabilite dai documenti ECAC?

Altre considerazioni riguardano la fase di avvicinamento ed atterraggio. Quel procedura è stata modelizzata? Il low noise approach? Altre?

Probabilmente l'operato delle Commissioni Aeroportuali, quelle che approvano le mappe che Consigli Comunali deliberano non dovrebbero essere, preliminarmente, essere verificate e validate da qualche organismo competente? In grado di accertare la correttezza e congruità prima di essere sottoposta al confronto delle amministrazioni comunali dell'intorno aeroportuale?

Il rischio che un qualche cittadino e/o un qualche Comitato presenti un esposto, si rivolga alla magistratura per sanzionare la correttezza della modelizzazione INM potrebbe non essere solo uno scenario tra i tanti possibili, ma quello praticato. Come una misura preliminare di tutela dei propri interessi e dei propri diritti civili.