sabato 19 maggio 2012 09:32 Età: 7 yrs

Riuscirà l’Iran a realizzare copia dell’UAV statunitense “SENTINEL” catturato lo scorso Dicembre?

Categoria: Aerobasi, Archivio, Dossier, Piani di rischio, Std ICAO ENAC, Flotta militare, Aviation topics, Cpt Dentesano

 

Notizie commentate dal Com.te Renzo Dentesano

Il Generale capo della Difesa aerea iraniana ha di recente dichiarato che quell’aereo-drone RQ-170 “Sentinel” catturato a Dicembre 2011 era proprio quello usato dall’Intelligence statunitense per la sorveglianza che ha consentito in Pakistan l’eliminazione del leader di “al Quaeda” bin Laden da parte delle Forze speciali dei “Navy Seals”.

Questo sarebbe esattamente il dettaglio che, secondo le fonti iraniane, proverebbe non soltanto la cattura integra del drone in questione, ma soprattutto proverebbe quanto i militari iraniani siano riusciti a penetrare ed a comprendere della tecnologia del drone stesso.

 

Dopo aver, provocatoriamente, commentato che se essi non fossero riusciti ad avere accesso sia all’hardware che al software di tale UAV, non sarebbero stati in grado di fornire tale informazione riguardante la “sorveglianza” esercitata su bin Laden, prima dell’operazione che ha avuto successo con la soppressione del leader di “al Quaeda”, si permettono ora di aggiungere:-«I nostri esperti dominano tutta la tecnologia ed i programmi di questi UAV».

In proposito bisogna ricordare che il “Sentinel RQ-170” è un UAV con proprietà “stealth” [non-tracciabilità radar – in italiano – ndr] e concepito anche quale arma ideale per il bombardamento strategico a distanza, anche nucleare, senza esporre la vita di propri piloti alla reazione avversaria.

 

Pertanto la “cattura” del drone da parte degli iraniani ha provocato non poca vergogna negli Stati Uniti, anche perché gli stessi iraniani, avendo in mano l’ambita preda, hanno smentito qualsiasi “malfunzionamento del drone” (come invece sostenuto dai militari USA) ed hanno ribadito ancora una volta di essere in grado di penetrare nel controllo della sua teleguida.

Certo è che la perdita di una delle armi tecnologicamente più avanzate a disposizione dell’intelligence e delle forze armate statunitensi, ora in mano ad un Paese come l’Iran, che ne progetta la clonazione, è sicuramente un motivo di grande frustrazione per il Pentagono e per la Cia.

 

In merito va infine ricordato che l’Iran ha oggi ben più di una potenziale capacità nucleare e ciò nonostante l’edulcorato impegno del “controllo internazionale”; pensare infatti che il progresso di tale tecnologia da parte iraniana sia stato arrestato è una tesi ben poco convincente ed il silenzio degli ultimi tempi su tale argomento potrebbe solo tentar di celare la latente preoccupazione internazionale su questo tema.

Ovviamente l’abbinamento in mano iraniane di queste due tecnologie fa tremare le vene ai polsi a più di qualche potenza mondiale, oltre che ad Israele.

 

L’Europa, invece, continua a piangere su crisi energetiche … e finanziarie ed a trastullarsi con le emissioni gassose dei motori degli aeroplani a reazione.