sabato 01 marzo 2014 07:48 Età: 5 yrs

Campoformido, dai missili Nike alla bonifica complessiva

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Aerobasi, Archivio, Dossier, Ambiente, Convegni, Piani di rischio, Std ICAO ENAC, Comitati

 

Non solo squadriglie, stormi e ALE

Si fa presto a dire dismissione di una aerobase militare, trasferimento al demanio civile e successiva gestione civile/commerciale. Certo il completo adempimento del Piano Nazionale Aeroporti con la gestione degli aeroporti minori e regionali da parte delle singole Regioni del Belpaese pone una questione, probabilmente, sottostimata. Da parte di tutti. Dai fautori del recupero storico delle piste che hanno visto la nascita dell'aviazione militare, gruppi acrobatici a aerobrigate che costituiscono il vanto dell'aeronautica militare italiana della prima e seconda guerra mondiale. Sono aerobasi che hanno accolto e ospitato per decenni stormi e squadriglie caccia, aviazione leggera, flotte di elicotteri, unità di trasporto ed anche unità missilistiche di varia portata. Cosa ne è stato della gestione ambientale dopo tanti decenni? I nuovi e/o prossimi esercenti dei sedimi delle ex aerobasi devono preoccuparsi dello stato di degrado ed abbandono dei terreni acquisiti con una legge dello stato Italiano? In analogia alle dismissioni delle tantissime caserme che hanno ospitato unità militari e devono essere sottoposti ad opere di bonifica prima di qualsivoglia utilizzo "civile" non occorre verificare quello che è avvenuto? Certo nessuno si augura che si riscontri analogie con l'ex aerobase di Montichiari.

Il Corriere della Sera del 15 febbraio 2014 nell'articolo "Discarica di rifiuti tossici nell’ex pista dell’aeroporto militare di Montichiari - Lastre di eternit e bidoni di sostanze chimiche: sequestrata un’area di 27mila metri quadrati" offre un quadro che nessuno si augura per altri sedimi aeroportuali dismessi dai militari.

A Campoformido lo scenario di dismissione (dal demanio militare) e conseguente recupero storico ambientale, dal progetto Parco del Volo alla gestione dell'intero sedime da parte della regione FVG, dovrebbe porsi considerazioni preliminari di bonifica integrale dell'area. Di verifica ed analisi con l'individuazione di eventuali residui, sostanze, contaminazioni, rifiuti abbandonati ed eventuale stoccaggio anomalo di rifiuti pericolosi.

Appare comunque possibile escludere l'esistenza di criticità ambientale anche se talvolta lo smaltimento abusivo e incontrollato potrebbe essere avvenuto.

Nella storia dell'Aeronautica Militare Italiana Campoformido ha costituito una sede pionieristica (dal 1914) con la prima pattuglia acrobatica fino alla localizzazione del 5º Reggimento Rigel . Ultimo reparto di volo militare a lasciare l'aeroporto.

Ma questo demanio militare localizzato a solo 2 chilometri dalla città di Udine, un sedime condiviso tra il Comune di Pasian di Prato e Campoformido ha ospitato anche una sezione della "1ª Aerobrigata, dotata del Missile Nike nelle versioni Ajax e Hercules, rappresentò in quel periodo, la più grande unità operativa dell'Aeronautica Militare, costituita da tre Gruppi I.T.: il 6°, 7° e 17° dislocati rispettivamente sugli Aeroporti di Campoformido (Udine), Montichiari (Brescia) e Padova".

Il dettaglio ricordato da testimoni diretti sostiene che "all’atto della costituzione della nuova unità missilistica, i Gruppi da essa dipendenti mantennero la numerazione derivata dai tre NATO Package Battalion: – 1° Gruppo IT a Campoformido (1^ Squadriglia IT destinata inizialmente a Ceggia, 2^ destinata inizialmente a Ca’ Tron, 3^ destinata a Cordovado e 4^ destinata a Monte Pizzoc, tutte dislocate provvisoriamente a Campoformido)."

In sostanza una parte dei sistemi "SAM (Surface-to-Air Missile) dell’Aeronautica Militare, la 1^ Aerobrigata (dal febbraio 1961 nota in ambiente NATO come 1st SAM Airbrigade) sarà per molto tempo, fin dal momento della sua costituzione, la più grande Unità operativa dell’Aeronautica Militare. Senza precedenti anche la dispersione territoriale delle Unità dipendenti la cui dislocazione garantiva la protezione di potenziali obiettivi in Lombardia, Veneto e Friuli. Dalla 1^ Aerobrigata, alla data della sua costituzione, dipendevano tre Gruppi e dodici Squadriglie, ciascuna di esse composta da una “batteria” Nike. All’atto della costituzione della nuova Unità missilistica, i Gruppi da essa dipendenti mantennero la numerazione derivata dai tre NATO Package Battalion: 1° Gruppo IT a Campoformido (1^ Squadriglia IT destinata inizialmente a Ceggia, 2^ destinata inizialmente a Ca’ Tron, 3^ destinata a Cordovado e 4^ destinata a Monte Pizzoc, tutte dislocate provvisoriamente a Campoformido)."

Ma quando sono state insediate queste installazioni? Le date andranno verificate. La nascita della 1ª Aerobrigata ed il suo sviluppo iniziale (1959 – 1977) e a Campoformido, probabilmente, il sito operativo è stato insediatonel '60 anche se il 2 ottobre 1962 a seguito delle attivazioni dei siti operativi: il 6° Gruppo si trasferì da Campoformido a Treviso, mentre il 1° ottobre 1963 il 7° Gruppo lasciò Montichiari alla volta di Vicenza.

Maggiori dettagli sull'unità e sulle postazioni, anche con foto dettagliate sulla locazione dei missili Nike (con otto rampe) sono disponibili sul sito web http://nikemissile.forumfree.it/?t=40853458 .

Le note rimandano alle postazioni dell'Area Lancio 64^ Squadriglia

1: sezione con Hercules

2: sezione con Hercules

3: sezione con Ajax

della 59^ Squadriglia

4: sezione con Hercules

5: sezione (missili non visibili)

6. sezione (missili non visibili)

con Legenda Area Controllo (sono segnalati i piazzali dei carri, indicati in arancione il terrapieno):

7: IFC 59^ Squadriglia

8: IFC 64^ Squadriglia

Cosa venga inteso "pwr LCT, Assembly e Warhead Building" andrà verificato, appaiono comunque dati essenziali per la ricostruzione di eventuali zone da sottoporre a verifica per interventi di "bonifica".

Quando ha stazionato questa base missilistica, con quale supporto e magazzino, e quando è stata smantellata e trasferita altrove?

Sono dati e temi che dovrebbero essere inquadrati in una ampia indagine per individuare le eventuali "fonti" inquinanti in tanti decenni di presenza "militare" sull'ex sedime di Campoformido. Solo in seguito potrà essere pianificata una opera di interventi e di bonifica, con la definizione dei costi e dei finanziamenti necessari, indispensabili per progettare - in seguito - qualsivoglia destinazione di tanti ettari di prati, una infrastruttura aeroportuale che gravita intorno ad una pista di 730x40metri.