sabato 29 agosto 2015 06:47 Età: 3 yrs

Easa e la bozza normativa sui "droni": solo entro fine anno alla "European Commission"

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Perchè non sospendere, intanto, le normative esistenti?

Ancora attese e incertezze per la "liberalizzazione" dell'attività dei droni. Se qualcuno ha voluto anticipare i tempi alimentando scenari industriali con sconfinate opportunità - non solo per l'industria dei costruttori - la proposta di regolamentazione dei droni mette tutti gli interlocutori, gli interessati, l'industria e gli appassionati con i piedi per terra.

Le prime righe della proposta inquadrano una realtà complessa e informa sul cronoprogramma dei lavori da svolgere al fine di disporre del "regolamento per le operazioni con i droni".

"The drone industry is diverse, innovative and international. It has an enormous potential for growth with the associated possibility to create jobs. To ensure a safe, secure and environmentally friendly development, and to respect the citizens’ legitimate concerns for privacy and data protection, EASA has been tasked by the European Commission — following the Riga Conference1 and its associated Declaration2 — to develop a regulatory framework for drone operations as well as concrete proposals for the regulation of low-risk drone operations. Both aspects are included in this consultation document together with a chapter containing background information. Following this consultation, which shall end in 25 September 2015, the Agency will submit a technical opinion to the European Commission by the end of 2015"

Il documento - draft è stata reso pubblico lo scorso 31 luglio e, probabilmente, con le modifiche che il dibattito ed il confronto tra esperti e tecnici presenterà, costituirà la base fondamentale dell'attività dei droni. I vari Paesi della UE non potranno che prenderne atto e recepirlo, probabilmente, senza le varianti liberatorie che qualcuno aveva ed ha in testa.

La regolamentazione dell'aviazione civile e militare, che inquadra il volo degli aeromobili con piloti a-bordo molto difficilmente potrà costituire un inquadramento privilegiato.

"‘Drone shall mean an aircraft without a human pilot on board, whose flight is controlled either autonomously or under the remote control of a pilot on the ground or in another vehicle."

L'analisi che è alla base della "proposta regolamentazione", molto probabilmente, è stata inquadrata dal livello di rischio terzi, il monitoraggio dell'attività singola - in rapporto all'ambiente e alle restanti attività sociali e aeree - e livello di safety prefigurato da questa genere di attività.

La dinamica tecnologica di questi mezzi sembrerebbe complicare la stessa "proposta di normativa". Quando non è ancora risolta l'integrazione tra attività aerea civile commerciale e quella dei droni militari ecco le nuove prospettive ludiche-comemrciali dei droni in vendita in ogni dove e/a disposizione di "piloti remoti" certificati e improvvisati quanto del tutto fuorviati dalla moda e dalle difficoltà di professionalizzarsi adeguatamente. Le varie autorità nazionali che hanno già emanato normative "regionali", dovrebbero, a questo punto, precauzionalmente, almeno sospendere le regolamentazioni esistenti.


Files:
EASA-_Proposta_normativa_UE_-droni.pdf