lunedì 21 marzo 2016 05:25 Età: 6 yrs

Ormai si arriva a parlare di “Guerra dei droni”: in Italia.

Categoria: Pubblicazioni, Dossier, Convegni, Incidenti aerei, Human factor, Piani di rischio, Std ICAO ENAC, Aviazione G., Flotta militare, Aviation topics

 

Considerazioni del Com.te Renzo Dentesano.

Ormai dunque, si arriva a parlare di “Guerra dei droni”, in merito alle reazioni sulla modifica – Emendamento n. 1 – emanata il 21 Dicembre 2015 al Regolamento ENAC del 16/7/2015.

Questo è quanto è stato tumultuosamente dibattuto (e così mediaticamente commentato) in merito a quanto avvenuto il 20 Gennaio 2016 alla terza Conferenza di “Roma Drone 2015/2016.

In effetti il citato Emendamento 1 ha toccato un bel numero (ben 12) di articoli del pre-esistente Regolamento del 2015, sul quale si erano basati industrie costruttrici e venditori di droni per propagandare il prodotto. Le restrizioni, purtroppo, si sono rese necessarie a fronte dell’utilizzo alquanto anarchico dello spazio aereo nazionale e particolarmente negli spazi aerei controllati, oggetto della Sezione V del Regolamento, ed a causa delle violazioni che hanno comportato diversi e preoccupanti rischi di collisione con il traffico “manned”, sia civile che militare.

Così l’ENAC, con la partecipazione difensiva dell’A. M. – Uff. Gen. Spazio Aereo e Meteorologia - e … perfino ! … del Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo – ANSV, si è trovata a dover difendere le modifiche regolamentari approvate, a fronte delle pubbliche proteste e delle minacce di azioni legali e di interrogazioni parlamentari, durante la terza Conferenza espositiva sui droni.

Insomma, pian piano si sta arrivando a quanto era facilmente intuibile fin dal principio della marea montante di droni di produzione nazionale, cioè della quasi impossibile convivenza del traffico tra quello “manned”, che comprende soprattutto il trasporto aereo ed elicotteristico sanitario ed il traffico operativo militare, su di un territorio così angusto e sovrappopolato come l’Italia, e quello “unmanned” (per dirla all’anglosassone) sotto la spinta dall’euforia dell’industria del settore oltre che da interessi commerciali, mossi dall’entusiasmo di libertà da parte degli acquirenti di droni utilizzati per svago o per gioco di poter fare ciò che si vuole, certi dell’impunità da parte di controlli pressoché impossibili. Infatti i casi di violazione vengono alla luce quasi esclusivamente soltanto mercé le segnalazioni di equipaggi di voli civili e militari o di avvistamenti istituzionali in zone di traffico controllato.

E adesso (magra consolazione), non solo in Italia, le Autorità, impotenti a controllare il fenomeno prevedibilissimo delle violazioni alle regole aeronautiche, sono costrette a rivederle restrittivamente nei confronti di questi “new entries” dello spazio aereo, a scanso di rendersi responsabili di gravi incidenti.

E pensare che forse … tutto questo è dovuto al fatto di aver voluto definire, fin dal principio, la categoria dei droni, come “aeromobili” e non quali sono, cioè “mezzi-aerei telecomandati” da operatori che devono essere identificabili e qualificati !