martedì 29 agosto 2017 06:21 Età: 1 yrs

Allarme droni, visti anche sul Pantheon e San Pietro

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Perché non è stato attivato un sistema-reti-radar sul basso sorvolo delle città?

Dalle no-fly-zone alle aree “free-libere” per sorvolare con velivoli droni, gli operatori dovrebbero, comunque, sottostare alle regolamentazioni emanata da ENAC. Avviene? Chi rileva l’osservanza? Diventare operatore autorizzato ENAC non è difficile. Ora è possibile, ad esempio, con i nuovi scenari standard.

Volare con un drone in città? Se lo scenario è standard ENAC autorizza anche in un giorno – qualora lo scenario è standard, ENAC rilascia l’autorizzazione anche in solo 24ore. Lo sanno anche eventuali turisti USA e/o extraeuropei in “vacanza” nel Belpaese con macchine fotografiche e droni al seguito?

Il cittadino USA di 37 anni che avrebbe fatto volare nella giornata di lunedì 28 Agosto un drone sul Pantheon e vicino San Pietro, non avrebbe rispettato il divieto di sorvolo ed è stato accusato anche di procurato allarme, probabilmente, ignorava l’esistenza di tale regolamentazione. Era forse titolare di un “patentino” USA per l’abilitazione diurna/notturna di droni?

L’identificazione del drone sarebbe avvenuto intorno alle 06.00 del mattino: in zona San Pietro e quindi in corso Rinascimento, al centro di Roma. Il piccolo drone (era inferiore a 300 grammi?) sarebbe atterrato tra Borgo Pio, Borgo Angelico, Porta Angelica e via del Mascherino, in prossimità di piazza San Pietro.

Nella giornata di sabato 26 Agosto in Vaticano era scattato uno specifico “allarme” per altro drone in sorvolo nella zona “storica” del Vaticano - Piazza San Pietro. Anche in questo caso sarebbe seguito un atterraggio. Erano due circostanze con controllo “remoto e a vista” del drone o la situazione l’operazione di volo non risultava a controllo “positivo”? Ma a chi spetta il controllo dei droni? Al personale ENAC e/o suo delegato o alle forze di sicurezza comunali, come i Vigili Urbani? Probabilmente sono le testimonianze dirette e/o occasionali dei cittadini ad allertare le “forze pubbliche” Polizia e Carabinieri di controllo del territorio. In una stagione, peraltro, nella quale le misure di “security” terrestre del territorio e delle città è un obiettivo primario cosa accade per il “security check aereo”? Occorre forse predisporre misure radar per il controllo sistematico diurno e notturno del cielo soprastante le città del Belpaese e magari anche di altre aree ritenute a rischio “droni”. Una prima misura deve essere sicuramente adottata e concerne le autorizzazioni ENAC agli operatori di droni. Se l’informativa ENAC sugli Scenari Standard, ovvero le certificazioni per il lavoro aereo con i droni in ambito cittadino, per cantieri e infrastrutture lineari extraurbane, quali autostrade, oleodotti, ferrovie etc. è una procedura rapida e dovuta, appare indispensabile disporre l’elenco del personale autorizzato e la disponibilità di droni acquisiti. Nel caso di uno scenario urbano S01 e negli scenari extraurbani S04 ed S06, ad esempio, l’autorizzazione a volare con droni con peso-massimo al decollo di 900 grammi non dovrebbe essere registrata e permettere l’identificazione by-radar dello stesso drone, quando in volo?