mercoledì 08 novembre 2017 05:17 Età: 5 yrs

Aeroporto Genova, impatto volatili a un Volotea Boeing 717-200

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Genova, Safety Security , Dossier, Impatto volatili, Piani di rischio, Std ICAO ENAC, Aerolinee

 

Un rischio comune e in aumento in tutti gli aeroporti: fonti oltre 13km.

Wildlife Strike: un rischio comune e diverso per ogni aeroporto di ENAC - Bird Strike Committee Italy è uno dei documenti on-line sul sito web di ENAC. E’ una informativa che ENAC/BSCI - c/o Vice Direzione Centrale Vigilanza Tecnica di 14 pagine ha rivolto ai piloti nel 2016.

Nella parte preliminare si legge:

“Il wildlife strike è infatti in costante aumento in tutto il mondo. Ciò è dovuto principalmente all’aumento progressivo del traffico aereo, ma anche all’incremento numerico di molte popolazioni di animali selvatici nel corso degli ultimi decenni.

Negli Stati Uniti gli impatti tra fauna selvatica e aviazione civile sono passati da 1.851 nel 1990 a 13.668 nel 2014; nello stesso periodo le oche canadesi non migratrici sono cresciute da 1 a 3,5 milioni di individui. In Italia il numero di wildlife strike è passato 348 nel 2002 a 1.084 nel 2014 e dal 1980 al 2000 la popolazione nidificante di gabbiano reale è più che raddoppiata, superando le 60.000 coppie.

Oltre 255 persone sono rimaste uccise nel mondo a causa di wildlife strike dal 1988, e almeno 380 aerei militari e 88 aeri civili sono andati distrutti a partire dal 1912. La sola aviazione civile degli Stati Uniti spende quasi un miliardo di dollari l’anno per il wildlife strike, mentre in Italia si stima un costo di 40 milioni di euro/anno, tra riparazioni e ritardi nei voli”.

Nella giornata di domenica 5 Novembre un Boeing 717-200 della Volotea in decollo da Genova con destinazione Napoli Capodichino ha interrotto (abort-takeoff- rejected takeoff) per un impatto volatili.

Il Boeing 717-200, immatricolato EC-MGS, volo V7-1733 era in corsa di decollo, ad una velocità di circa 125 nodi, sulla pista 28 quando uno stormo di gabbiani sollevandosi dal terreno ha impattato il finestrino di destra del muso del velivolo. Il velivolo in frenata è tornata al parcheggio. Dopo i controlli e le verifiche dei tecnici il Boeing ha potuto ripartire con un ritardo di 75 minuti.

L’informativa Wildlife Strike: un rischio comune e diverso per ogni aeroporto di ENAC - Bird Strike Committee Italy prosegue con le restanti note:

“La maggior parte degli impatti tra aeromobili e fauna selvatica si verifica negli aeroporti e nelle loro immediate vicinanze, dove la quota di volo è relativamente bassa; gli uccelli infatti volano generalmente al di sotto dei 500 ft di quota quando non sono in migrazione attiva.

Il 70% degli eventi di wildlife strike avviene al di sotto dei 200 ft di quota, l’85% al di sotto degli 800 ft e oltre il 90% sotto i 2.000. Il rischio di collisione è legato al tipo e all’intensità dell’attività della fauna selvatica sia all’interno che nelle aree limitrofe dell’aeroporto. Gli animali attratti da specifiche opere e/o attività che si svolgono intorno all’aeroporto possono infatti spostarsi dentro l’aeroporto o attraversare i corridoi di movimento degli aeromobili incrementando il rischio di impatto.

La presenza di discariche, aree umide e zone dove c’è alta disponibilità di acqua, cibo e siti idonei dove ripararsi, riprodursi, aggregarsi e riposare, dentro e intorno a un aeroporto, costituiscono un’attrattiva formidabile per gli animali selvatici, soprattutto gli uccelli. Questi son in grado di percorrere lunghe distanze in tempi relativamente brevi: un gabbiano reale può nidificare a distanze superiori ai 50 km dalle aree di alimentazione, e percorrere centinaia di km al giorno solo per nutrirsi.

Una adeguata gestione ecologica anti-fauna del sedime aeroportuale e del territorio circostante sono senza dubbio il più efficace sistema di mitigazione del rischio di wildlife strike, insieme all’utilizzo di specifici apparati di deterrenza attiva tesi all’allontanamento degli animali.

Per questo negli aeroporti sono in vigore specifici piani di controllo e mitigazione del rischio operati da personale specializzato (Bird Control Units), e per lo stesso motivo l’Organizzazione mondiale dell’aviazione civile (ICAO) e le altre organizzazioni e autorità che si occupano di navigazione aerea hanno identificato una distanza di sicurezza dagli aeroporti entro la quale limitare alcune attività/opere in grado di attrarre fauna selvatica (13 km)”.