mercoledì 05 dicembre 2018 06:48 Età: 5 days

Aeroporto Bergamo e Orio Center e il carico antropico

Categoria: Aeroporti, Bergamo, Altri scali, Safety Security , Archivio, Dossier, Convegni, Piani di rischio, Std ICAO ENAC, Comitati

 

Il 24 novembre era stato il giorno del suo 20esimo anniversario

E' stato costruito prima dell'avvento della modificazione dell'Art. 707 del Codice di Navigazione, cioè delle zone del Piano di Rischio, A,B,C e D.

La celebrazione è stata festeggiata trasformando il centro commerciale in una maxi discoteca, nella più grande discoteca d’Europa. Una iniziativa in collaborazione con Rtl 102.5.

Oriocenter è rimasto aperto tutto la giornata, dalle 9 alle 24 (la Food Court collegata ad UCI addirittura fino all’una). Ben 280 negozi e oltre 50 punti ristorazione. La solennità dell'evento del 20mo per oltre tre mesi, ogni sabato si ripeterà e sarebbero stimati/previsti 200 milioni di clienti.

Ma la localizzazione del Centro Commerciale in quale zona di rischio è localizzata? La Zona C o D o esterna? Se dopo la Regolamentazione ENAC nella Zona di tutela C: possono essere previsti un ragionevole incremento della funzione residenziale, con indici di edificabilità medi, e nuove attività non residenziali; mentre in Zona di tutela D: dev’essere mantenuto un livello minimo di tutela finalizzato a garantire uno sviluppo del territorio in maniera opportuna e coordinata con l’operatività aeroportuale, va evitata la realizzazione di interventi puntuali ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a forte concentrazione, edilizia intensiva, ecc.....ebbene, quali osservazioni e vincoli territoriali debbono essere attivati dalle amministrazioni dei Comuni limitrofi quando si verificano “eventi” come il 20mo anniversario di Orio Center?

Se quindi nelle tre zone A, B, C vanno comunque evitati:

• insediamenti ad elevato affollamento;

• costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;

• attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale; quali provvedimenti intraprendere per “tutelare cittadini, territorio e navigazione aerea? Le edificazioni e attività preesistenti all'adozione del piano di rischio non sono sottoposte ad alcuna demolizione, sono pertanto in deroga, tuttavia, la loro eventuale criticità trova una misura precauzionali a tutela del territori, dei cittadini e dell'attività aerea sono, le zone sono e/o dovrebbero, comunque, disciplinate.

La normativa ENAC, invece, sembrerebbe individuare per ciascuna delle zone di tutela ricadenti nei Comuni interessati gli obiettivi sensibili, gli insediamenti ad elevato affollamento e le attività pericolose che non sono ammissibili nel post Piano-di-Rischio. Nel futuro all’interno delle stesse zone A,B, C e D.

Ecco quindi che se le norme di tipo urbanistico-edilizio, che devono essere applicate alle nuove opere ed alle nuove attività i fattori di rischio, le edificazioni e attività esistenti dovrebbero essere vincolate anche dai rilevanti quanto occasionali insediamenti “antropici”. Con la prevenzione e con una limitazioni della densità abitativa, una pericolosità che potrebbe essere identificata anche, ad esempio, nella promozione e “presenza di luoghi di raduno di massa”.

Possibile che, in questo contesto operativo, le amministrazioni locali e la stessa ENAC, precauzionalmente, non abbiano ritenuto di fondamentale importanza, ai fini di contenere e ridurre il cosiddetto “rischio aeronautico”, di sospendere e/o ridurre le ricadute della celebrazione del 20mo anno e che stima di portare, in pochi week-end, 200 milioni di clienti a Orio Center?