martedì 04 dicembre 2018 06:35 Età: 6 days

Aeroporto Treviso, “birdstrike”: dopo i cannoncini ora tocca al “Laser”

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Aerobasi, Treviso, Safety Security , Archivio, Dossier, Impatto volatili, Incidenti aerei, Piani di rischio

 

E' risolubile e/o la convivenza è inevitabile? Ma l'APT 1B ENAC è categorico!

Tra velivoli e volatili la situazione dell'aeroporto Canova di Treviso è ancora dinnanzi all'ennesimo tentativo: come fronteggiare una rilevante presenza (diurna e notturna?) di gabbiani e stormi e piccioni e aironi e colombi e fauna terrestre?

Le procedure per la prevenzione dei rischi di impatto con volatili ed altra fauna selvatica (wildlife strike) negli aeroporti, tra ultrasuoni e infrasuoni e cannoncini e falchi non sembrerebbero aver dimostrato una grande efficacia. E' forse il Parco del Sile, il fiume e le itticolture a costituire una ineliminabile

attrazione costante e continua e irrinunciabile per i volatili?

Come disperderli dunque ed evitare il pericoloso rischio per gli aeromobili in decollo e atterraggio sulla pista adagiata sulle rive del fiume Sile?

L'utilizzo sperimentale del laser come procedura anti-volatili dovrebbe essere partita a dicembre e rappresenta una tecnica almeno meno rumorosa dei cannoncini, dei botti, dell'effetto cannone. Un sistema ad aria compressa, gas propano, generano esplosioni a forte intensità, a ciclo fisso o random, che durante la giornata, a spari di tre colpi ogni 15 minuti, costituiva sicuramente che impressionata e disturbata gli abitanti del circondario della pista di Treviso.

Come scongiurare la presenza dei volatili e per quanto tempo sarà attuata la procedura laser?

La circolare ENAC APT 1 B - Procedure per la prevenzione dei rischi di impatto con volatili ed altra

fauna selvatica (wildlife strike) negli aeroporti - tuttavia, in relazione al sistema laser sostiene:

“Recentemente si è proposto l’uso di raggi laser per disperdere gli uccelli da un aeroporto. A parte l’effetto potenzialmente nocivo sugli animali, l’efficacia di tale strumento cala fortemente nelle ore diurne. Esso deve essere peraltro maneggiato con grande cautela e nel rispetto della normativa vigente. Recenti sperimentazioni hanno reso disponibili sul mercato modelli fissi operanti in automatico sui 360°; essi, tuttavia, non raccolgono eccessivi consensi da parte della comunità scientifica internazionale.

In alcuni paesi vengono talvolta utilizzati aeromodelli telecomandati, che forniscono stimoli sia di natura visiva che sonora (associati a produttori di suoni alimentati dal flusso d’aria); essi presentano il vantaggio di poter essere diretti precisamente sull’obbiettivo da allontanare e di poter essere utilizzati solo quando necessario e con scarsa manutenzione fra un volo e l’altro. Lo svantaggio è costituito dal fatto che l’aeromodello può costituire esso stesso un ostacolo volante e va gestito con grande attenzione da personale specializzato e sotto il controllo dell’ente ATS”.