lunedì 15 ottobre 2018 07:41 Età: 3 yrs

Aeroporto Peretola, ma lo stop al nuovo scalo è “politico”: non tecnico

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Perché non motivare le criticità che impediscono la nuova pista?

I media di questi giorni propongono e commentano il blocco al progetto di rilocalizzazione e allungamento della pista di Peretola quasi esclusivamente come contrapposizione tra i propositori del progetto (i partiti dello scorso Governo) e quelli intenzionati a bocciarlo (i partiti del Governo giallo-verde attuale) senza entrare nel merito delle “ineliminabili” questioni tecniche.

A livello locale (Comuni, Provincia e Regione) e centrale (Governo) il dibattito non sembra affrontare quello che da tempo Aerohabitat sta proponendo, ovvero la compatibilità “ambientale” del nuovo progetto infrastrutturale.

In sostanza mancano le motivazioni tecniche, quelle derivate dalla normativa ENAC: in definitiva dal RCEA - Regolamento per la Costruzione e l'Esercizio degli Aeroporti. Gli inevitabili rimandi perciò, da un lato dalle stringenti normativi EASA-ICAO e nello specifico agli Art. 707 e 715 del CdN, dall'altro dall'opportunità che il Piano Nazionale Aeroporti abbia disposto un assetto Regionale con due aeroporti (Pisa e Peretola) senza adeguata valutazione della prossimità dei due scali, con la sovrapposizione dei flussi di traffico e la marginalità e criticità dello scalo fiorentino. Con una pista di soli 2000 metri o una di 2400?

Per inquadrare la questione, più volte proposta Aerohabitat propone la news dell'Agosto 2018 titolata “Aeroporto Peretola, quella nuova pista tra vecchi e nuovi problemi”:

“Tra EASA-ICAO e Art. 707 e 715 del CdN: tra “prescrizioni e deroghe”! “Massima trasparenza su tutti i passaggi per arrivare alla conferenza dei servizi del 7 settembre”? Una realtà o un traguardo compatibile e/o prefigurato?

Nella seduta congiunta delle commissioni Urbanistica e Ambiente con l’assessore all’Urbanistica Giovanni Bettarini per l’audizione del direttore di Enac Roberto Vergari e dei rappresentanti di Toscana Aeroporti sul masterplan dell’aeroporto avvenuta il 29 Agosto è emerso il dato di fondo del progetto della nuova Peretola? Ovvero una una pista se non un nuovo aeroporto che deve sottostare senza alcuna “deroga” alla normativa conseguente al Piano di Rischio, al Rischio Terzi ed alla verifica del carico antropico sottostante alle rotte di decollo e atterraggio?

Illustrare e analizzare la proposta pista di 2400 metri di lunghezza e 45 metri di larghezza di 45 metri senza identificare gli spazi di RESA (Runway End Safety Area) di 240 metri ad inizio e fine pista e le restanti tutele per il fuoripista laterale e longitudinale, così come le considerazioni riguardanti le edificazioni private e pubbliche localizzate negli spazi del Piano di Rischio, i riscontri effettivi del Rischio Terzi-Risk assessment (magari con un modello matematico condiviso e indicato da EASA) e i livelli di “carico antropico” sottoposto al traffico aereo, significa ignorare come la nuova pista deve essere considerata una “pista” subordinata alla normativa ENAC successiva al 2005-2011.

Cosa direbbe EASA (European Aviation Safety Agency)", quali valutazioni riguarderebbero il limitrofo Polo Scientifico, depositi di carburante e l'Autostrada A11, la Scuola Marescialli dei Carabinieri, il nuovo stadio della Fiorentina, il sorvolo della Toscochimica, il nuovo centro logistico di Esselunga, la zona commerciale e gli alberghi?

Nel dibattito  e confronto annunciato dal Comune di Firenze nella Conferenza dei Servizi convocata per il prossimo 7 settembre a Roma, dovrebbero a questo proposito, essere indicate e analizzate le “deroghe” alle normative correlate agli articoli del Codice di Navigazione (Art. 707, 711, 715, ecc.) e in genere al “Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli aeroporti “ ENAC, indispensabili per “autorizzare” il “nuovo aeroporto di Peretola.

Forse una parte delle “deroghe” sono rappresentate dalle stesse 70 prescrizioni, alla nuova pista di Peretola, che il decreto di Via del Ministero dell’Ambiente avrebbe indicato e sulle quali i sette comuni della Piana (Prato, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano, Signa) hanno presentato ricorso al Tar? “