martedì 25 settembre 2018 04:23 Età: 4 yrs

Aeroporto Forlì, il rilancio tra finanziamenti e standard EASA-ENAC-ICAO

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La data della riapertura è stata fissata, ma ENAC cosa dice?

Nel corso del 2018 Aerohabitat è intervenuta tre volte, con news specifiche quali: “Aeroporto Forlì, nuova gestione: tra PdR, Rischio Terzi e il Polo Aeronautico”, “Aeroporto Forlì, oltre il PNA e a pochi km da Rimini e Bologna” e “Aeroporto Forli, tra il Piano di Rischio e il bando ENAC” al fine di inquadrare una realtà operativa e una localizzazione infrastrutturale che evidenzia, due dati contraddittori, uno almeno da parte di ENAC e l'altro ministeriale, per quanto concerne il ruolo del Luca Ridolfi nel Piano Nazionale Aeroporti.

Lo scalo emiliano possiede la completa “Certificazione ai sensi del Regolamento ENAC per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti (RCEA)”?

“Il Certificato dell’aeroporto, rilasciato dopo specifica attività da parte dei team di certificazione nominati dall’Ente, attesta la conformità ai requisiti del Regolamento ENAC relativamente” ad esempio: alle caratteristiche fisiche dell’aeroporto, alle infrastrutture, agli impianti, ai sistemi ed alle aree ad esso limitrofe (certificazione delle infrastrutture)” è stato rilasciato? In sintesi, la valutazione per la certificazione aeroportuale “è assoggettata a rinnovo triennale” è stata ri-confermata?

Nei giorni scorsi i media forlivesi riportano come a fronte di un investimento totale di 15-20 milioni di Euro la riapertura del "Ridolfi" sarebbe assicurata e prevista per il 1° aprile 2019.

Dopo il fallimento della precedente gestione non ci sarebbero, dunque, dubbi e/o ostacoli.

L'interrogativo, tuttavia, da porsi rimanda alla compatibilità dell'attività aeroportuale con i vincoli del Piano di rischio, del rischio terzi, del carico antropico e delle ricadute acustiche-atmosferiche.

Ecco il punto, ipotizzando che l'impatto acustico-atmosferico sia stato analizzato e verificato con l'AEDT, gli insediamenti e le attività limitrofe con il relativo potenziale carico antropico e circostanti alla piste di volo, in relazione alla loro costruzione e certificazione, sono tollerabili e/o sono state comunque autorizzate in deroga al RCEA – Regolamento per la Costruzione e l’Esercizio degli Aeroporti? Magari sono state valutate anche le relative curve di isorischio associate al Rischio terzi?

I due Comuni aeroportuali, Forlì e Forlimpopoli, infine, che sicuramente hanno deliberato il Piano di Rischio con le relative quattro zone A, B, C e D aggiornando le precedenti, e hanno elencato nelle rispettive aree la localizzazione, a Forlì ad esempio, del cosiddetto Polo tecnologico aeronautico, le sedi universitarie, centri di ricerca e relativi servizi, le scuole materne, le scuole medie inferiori, le scuole materne, gli asili nido, dei Centri parrocchiali, degli spazi attrezzati per gioco e sport, dei centri civici, strutture amministrative decentrate e altro, non ritengono indispensabile adottare tale procedura?