venerdì 08 marzo 2019 06:35 Età: 14 days

Italia, tra Air Italy e Alitalia, alcuni interrogativi!

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Linate, Archivio, Dossier, Low cost, Ambiente, Imp. gassoso, Comitati , Aerolinee

 

Quali prospettive e futuro per le due “residuali” aerolinee italiane?

Se da un lato il futuro di Air Italy è determinato dal 49% del finanziamento Qatar Airways, quali sono gli scenari Alitalia, gia ex Ethiad , in crisi perenne, in stato di commissariamento dal 3 maggio 2017, in attesa di nuovi soci, magari stavolta “occidentali”, sono, comunque, entrambe con il sacrosanto obiettivo di garantire una rete operativa funzionale e utile all'utente del Belpaese e/o al turismo internazionale.

Qatar con il 49% dell'ex-Meridiana e le restrizioni relative all'incremento azionario (norme UE) ma intenzionata a investire per diversificare la flotta per medio e lungo raggio con Boeing 737 MAX e B-787 Dreamliner da un lato e le difficoltà nell'ingresso di nuovi soci italiani e internazionali – Fs, Cdp, gli americani della Delta ed Easyjet – e le relative criticità dimensionali sul ground staff e sulla flotta medio-lungo raggio con urgenze e finanziamenti “astronomici” per rigenerare e rilanciare la rete operativa, sono un quadro dove le opportunità di trovare soluzioni per il governo italiano sono davvero problematiche.

Dall'ex compagnia di bandiera all'ex aerolinea sarda il ruolo del Governo italiano è del tutto ambiguo e indefinibile!

Per quale ragione strategica gli scenari di Alitalia escludono e/o non integrano anche le operazioni di Air Italy? I collegamenti corto-medio-lungo raggio di Alitalia e Air Italy dovranno sovrapporsi e competere sugli hub di Fiumicino e Malpensa, magari vantare anche pretese long range da Venezia, Linate e Capodichino, secondo modalità caotiche e/o il sistema Italia potrà identificare e definire le opportunità vantaggiose per l'utenza?

Dopo aver risolto la questione degli accordi di co-marketing dei vettori low cost, cosa fare? La revisione del Piano Nazionale Aeroporti – PNA, in atto, non dovrebbe verificare innanzi tutto le caratteristiche e le conformità ENAC-ICAO-EASA, gli standard di pista, di terminal, di piazzali, di impatto ambientale, compatibile anche con livelli di risk-assessment ammissibile e, quindi configurare reti operative e collegamenti integrati dalle due aerolinee “italiane”, le sole in grado, con un management rinnovato, probabilmente, in grado di assicurare uno scenario competitivo?