mercoledì 20 novembre 2019 12:02 Età: 16 days

Aeroporto Trapani, no future senza co-marketing?

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Archivio, Dossier, Low cost, Comitati , Aerolinee

 

Ma è una realtà che, forse, accomuna tanti altri scali: da Nord a Sud!

Stavolta è il nuovo presidente della Airgest, gestore dello scalo, Salvatore Ombra ha promuovere iniziative “finanziarie” per il rilancio del Vincenzo Florio di Trapani Birgi. Senza sostanziosi accordi di co-marketing, con gara d'appalto e/o contratti unilaterali, il futuro dell'aeroporto, purtroppo, non appare roseo. L’appello di Salvatore Ombra è stato rivolto a 24 comuni del territorio circostante e/o coinvolto nelle ricadute “turistiche” ed alle esigenze del territorio.

Lo stesso presidente Airgest è stato invitato ad illustrare ai consigli comunali delle provincie di Trapani e Marsala l'urgenza di finanziare “politiche a sostegno del territorio”. I primi incontri sono stati programmati a Mazara del Vallo e Castellammare del Golfo. Ma perché investire e promuovere tali voli se industria, turismo e commerci locali non sono in grado di polarizzare collegamenti aerei con la Penisola e con l'Europa?

Il sostegno ai voli deve essere “finanziato” da soggetti pubblici e para-pubblici, da aziende a capitale statale e parastatale da ogni scalo aereo del Belpaese. Quando nel 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che individua gli aeroporti e i sistemi aeroportuali di interesse nazionale, ovvero il Piano Nazionale Aeroporti-PNA non ha solo. razionalizzato il settore, identificando i dieci bacini di traffico omogeneo, secondo criteri di carattere trasportistico e territoriale, non ha forse individuato una rete specifica al supporto del “territorio e della comunità? Il bacino di traffico del PNA ha distinto quelli della Sicilia orientale (Catania, Comiso) e di quella della Sicilia occidentale (Palermo, Trapani, Pantelleria, Lampedusa).

La distanza tra l'aeroporto di Palermo Punta Raisi e quello di Trapani Birgi è di circa 120 km e la prossimità tra i due scali della Sicilia occidentale ha,negli ultimi anni, registrato volumi di traffico divaricati. Nel 2018 Palermo ha movimentato 48.642 voli con 6.601.472 passeggeri, Trapani 4.929 movimenti e 470.150 passeggeri.

Un rapporto diseguale che si è accentuato negli ultimi due anni, dopo il picco del 2013 con 15.621 movimenti e 1.877.827 passeggeri, nel 2016, infatti, Birgi aveva registrato 10.253 voli con 1.491.309 di passeggeri.

Riscontri inevitabilmente correlati all'esistenza e/o mancanza di accordi di co-marketing.

Quali scenari proporre e con quali sostegno ai voli per due scali localizzati nello stesso bacino di traffico? E', in realtà, una condizione competitiva del tutto anomala, assimilata ad altrettanti bacini di traffico della Penisola. Quale autorità “centrale” deve e/o potrebbe verificare tali compatibilità senza disperdere “finanziamenti” e/o accordi di co-marketing sperequati e sovrapposti?

Il tentativo del Comune di Marsala, ente capofila tra quelli della provincia di Trapani firmatari dell’Accordo di collaborazione per lo sviluppo dell’aeroporto “Vincenzo Florio” di Birgi, fallisce perché non è giunta alcuna offerta per permettere l’aggiudicazione, con procedura negoziata, dei servizi di promozione turistica (voli da e per varie città italiane e straniere). Dopo il fallimento della gara d’appalto del Giugno 2019, per mancanza di offerte, nella quale avrebbero dovuto essere assegnati 22 collegamenti verso Sardegna, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Veneto e Friuli Venezia-Giulia e per Francia, Polonia, Belgio, Germania, Malta, Olanda, Slovacchia, Spagna, Repubblica Ceca, Regno Unito e Scandinavia, la questione rimane primaria. Se i voli per Roma Fiumicino, Milano Linate di Alitalia e Torino con Blue Air non hanno isolato Trapani Birgi, quale prospettiva e quali esborsi finanziari/co-marketing sono compatibili, con supposto, “libero mercato” in un bacino di traffico concorrenziale?