mercoledì 16 ottobre 2019 06:18 Età: 51 days

Aeroporto Bologna, tra masterplan e ricadute ambientale e di safety

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Bologna, Archivio, Dossier, Ambiente, Convegni, Imp. gassoso, Piani di rischio, Std ICAO ENAC

 

Annunciato un incontro con sindaci ed il Ministro alle Infrastrutture!

I dati di traffico del 2018 hanno registrato 67.563 (+0,71%) dei movimenti, con 8.489.382 passeggeri (+3,76%), una sintesi del numero dei voli che non comprendono il traffico aerotaxi, con un costante incremento nei primi semestre 2019. Il masterplan dello scalo di Borgo Panigale, inquadrato nel trend positivo di crescita del traffico aereo in Italia e nel Mondo conferma che i voli sorvoleranno numerosi la comunità dei cittadini in atterraggio e in decollo. I 100 voli/giorno non potranno che crescere. Le proteste dei cittadini degli ultimi giorni, come riportano i media, sono del tutto legittime, quanto scontate. La “questione” acustica, ma anche quella delle emissioni gassose del sistema aeroportuale (attività aeronautica e di sedime, airside e landside) in aggiunta allo scenario di “rischio terzi” associato alle curve di isorischio dovranno essere analizzate e verificate al traffico attuale ed a quello previsto nello scenario del nuovo masterplan.

L'ipotesi di sperimentazione di nuove rotte azione dal Navile al Bargellino, in specifiche fasce orarie, è bene saperlo, sono del tutto inadeguate se non rapportate aad un tetto massimo di voli giornalieri e annuali.

La compatibilità di una infrastruttura aeroportuale affossata nella città e nei quartieri popolosi, con elevato carico antropico ed elevati indici di affollamento, determinano analisi di impatto acustico con modelli matematici AEDT, con database condivisi e in contraddittorio. Ma anche con una rete di centraline di monitoraggio esterno al sedime aeroportuale in grado di correlare efficacemente i voli e valutare il carico acustico ambientale oltre alle innegabili violazioni. Nel frattempo è indispensabile conoscere a quale numero di voli/anno è correlata l'attuale mappa acustica Lva. Ai 67mila/voli del 2018? Altrettanto urgente (emergenziale?) è sapere al numero dei movimenti/voli/anno sui quali sono state calcolate le curve di isorischio. E quali movimenti per pista.

La “questione” dell'infrastruttura bolognese non è dissimile, tuttavia, agli altri aeroporti “storici” cresciuti negli anni, nei decenni. Le edificazioni delle comunità dei cittadini, in aggiunta alle strutture sociali quali, le scuole, gli ospedali, le università, i centri commerciali, pur nei vincoli, nelle regolamentazioni, nei limiti degli ostacoli, nelle stringenti normative restrittive sono, in parallelo, si sono amplificati, stati autorizzati e certificati. Magari ora sono in “deroga”.

La realtà odierna, tra un traffico aereo moltiplicato e la necessità ed urgenza di tutelare nel contempo da un lato la sicurezza delle operazioni di volo (safety), dall'altro la tutela e salvaguardia dei cittadini residenti ed in transito (tra safety e security) con le tutela ambientale (acustiche, atmosferiche e altro) hanno reso indispensabile una politica di svolta.

Il Governo di turno, con i ministeri dei trasporti e ambientali e le amministrazioni ed enti locali (ARPA, ASL) saranno in grado di imporre adeguate VIA-Valutazione di Impatto Ambientale, VAS-Valutazione di di Impatto Strategico imponendo, è inevitabile, un tetto dei voli ad ogni scalo aereo del Belpaese?

Al momento, comunque, una revisione del Piano Nazionale Aeroporti-PNA appare il primo dei provvedimenti possibili.