mercoledì 21 ottobre 2020 18:20 Età: 45 days

Aeroporti e il monitoraggio delle emissioni delle flotte aeree

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Dossier, Ambiente, Imp. gassoso, Std ICAO ENAC, Comitati , Aerolinee, Aviation topics

 

Ma è un obiettivo ed è un risultato praticabile?

Come si fa a discriminare e isolare il computo delle emissioni gassose generate dalle flotte nella movimentazione al suolo, entro il sedime, nelle fasi di rullaggio prima del decollo, dopo l'atterraggio, nelle fasi di parcheggio fine volo, nelle fasi di messa in moto dei propulsori e in relazione del ciclo LTO, Landing Take-off. Ovvero della corsa in pista per l'involo fino al perimetro esterno del sedime aeroportuale associata con i momenti del sorvolo del confine del sedime per atterrare con la frenata del reverse/invertitoti di spinta a terra.

Sono riscontri e dati che dovrebbero essere scorporati dalle emissioni della viabilità interna al sedime e da quelle antropiche relative al funzionamento dei terminal, satelliti e attività associate.

Dato per scontato che l'eventuale esistenza di stazioni/centraline di monitoraggio, dedicate al flusso gassoso derivato dal sistema aeroportuale, installate in prossimità dello scalo non sono funzionali a tale scopo – rilevano un livello di emissioni cumulate della zona prossima, esterna al sedime – quale metodico utilizzare?

Le ARPA regionali, probabilmente hanno insediato Sistemi di Monitoraggio in continuo delle Emissioni in atmosfera, di cui sono ignoti gli obiettivi complessivi.

Verificano l'impatto complessivo e/o quello generato dal “sistema aeroportuale” diretto?

Le reti di monitoraggio insediate – con quante centraline e come sono state localizzate? Sono funzionali alla tutela della comunità insediata o alle rilevazioni delle emissioni avio? - probabilmente utilizzano sistemi correlati con la “Procedura per il controllo remoto dei dati rilevati dai Sistema di Monitoraggio delle Emissioni (S.M.C.E.)”, o sistemi equivalenti.

Sono criteri che assicurano rilevamenti così come disposti dalle procedure ISPRA ed europee in materia.

“La Linea Guida è da applicarsi agli impianti con prescrizione di monitoraggio in continuo emissioni ai sensi dell’Allegato VI della parte Quinta del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. e/o a quanto previsto dalle direttive su grandi impianti di combustione e su inceneritori/coinceneritori, con rimando all’applicazione della pertinente norma UNI EN 14181, anche ai sensi delle novità introdotte dalla Direttiva IED (2010/75/UE), recepita con D.Lgs. 46/2014 e agli aggiornamenti al Titolo quinto in materia di SMCE introdotti dal D.Lgs. 183/2017.”

Come rileva ENAC nella pagina web dedicata alle emissioni gassose – aggiornata al 15 Febbraio 2018 – alla voce “Le aree circostanti l’aeroporto” si legge:

“Per quanto riguarda la qualità dell’aria nelle aree circostanti gli aeroporti, in Italia, i livelli di inquinamento atmosferico vengono monitorati dalle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA), le quali tengono sotto osservazione la qualità dell’aria verificando che i livelli di inquinamento si mantengano entro i limiti di legge”.

Se il quadro è quello delineato, a chi tocca stimare e monitorare la consistenza e l'impatto delle emissioni gassose generate dal “sistema avio” entro il sedime e nelle fasi LTO? Riscontri, peraltro, che devono essere analizzati e valutati sia negli scenari associati alla durata del masterplan quanto nelle emissioni giornaliere.