venerdì 23 ottobre 2020 18:21 Età: 43 days

Dopo eliporti, aeroporti tocca agli spazioporti, ENAC presenta il RCES

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Aerobasi, Aviation topics, Comitati , Std ICAO ENAC

 

E' il "Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli spazioporti"

Con il Comunicato Stampa n. 56/2020, la Bozza del "Regolamento per la costruzione e l'esercizio degli spazioporti" e la Relazione illustrativa ENAC ha reso disponibile la documentazione indispensabile per analizzare i progetti preliminari per effettuare la nuova frontiera del trasporto aereo, i “voli suborbitali”.

Di seguito sono presentati il Comunicato e la Relazione illustrativa.

 

“Consiglio di Amministrazione dell’ENAC del 21 ottobre approva il Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli spazioporti

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile rende noto che durante l'ultimo Consiglio di Amministrazione, tenutosi il 21 ottobre 2020, è stato approvato il “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli spazioporti”.

“Si tratta di un evento di grande rilevanza – ha commentato il Presidente Nicola Zaccheo – in quanto l’Italia è il primo Paese europeo a dotarsi di un regolamento per realizzare e gestire uno spazioporto sul proprio territorio nazionale. È un passo fondamentale per avviare questo importante e strategico nuovo segmento dell’aviazione civile che consentirà nel prossimo futuro di effettuare voli suborbitali commerciali dal nostro Paese”.

Con l’adozione del Regolamento si potrà, quindi, dare inizio al processo che consentirà di utilizzare lo scalo di Taranto Grottaglie anche come spazioporto nazionale, secondo quanto prescritto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con decreto n. 250 del 2019, e arricchire l’offerta infrastrutturale nazionale nell'ottica di una strategia di sviluppo dell’intero sistema dell’aviazione.

Il Regolamento rientra nella più ampia regolazione delle attività commerciali suborbitali, che include, tra l’altro, le operazioni di volo e i servizi di navigazione aerea, ed è essenziale per consentire al Paese di realizzare un accesso autonomo allo spazio, in attuazione delle strategie governative in materia di space economy.

La regolazione delle attività commerciali stratosferiche e suborbitali è assolta dall’ENAC sulla base delle proprie competenze e degli orientamenti previsti dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con il decreto n. 354 del 2017.

Il Regolamento, sviluppato con il contributo dei più importanti soggetti pubblici e privati, ha ricevuto un notevole consenso in fase di consultazione pubblica e contiene molte innovazioni regolamentari, con particolare attenzione alla sicurezza delle operazioni e alla tutela del territorio.

Roma, 23-10-2020

 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

REGOLAMENTO PER LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO DEGLI SPAZIOPORTI

Premessa

Negli ultimi anni, a livello internazionale, si è registrato un crescente interesse per le attività dei voli spaziali. In tale contesto, il Governo italiano ha inteso promuovere lo sviluppo sostenibile del volo commerciale suborbitale e l’acceso autonomo allo spazio, nella considerazione che “spazio e aerospazio sono due settori fondamentali e strategici per l’interesse del Paese”. Con l’Atto di indirizzo MIT n. 354 del 10 luglio 2017, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha designato l'Ente Nazionale Aviazione Civile quale Autorità competente per lo sviluppo del quadro normativo nazionale in materia di trasporto commerciale suborbitale.

Con “volo suborbitale commerciale” si intende una tipologia di trasporto di persone e cose, effettuato mediante uno speciale veicolo in grado di raggiungere quote di volo entro la “fascia suborbitale” (circa 100 km da terra), in grado di utilizzare “piattaforme aeree” per il lancio/decollo e con rientro/atterraggio autonomo.

L’ENAC ha concentrato la sua azione principalmente su due ambiti di interesse, tra loro correlati: l’individuazione del sito aeroportuale presso il quale realizzare il primo spazioporto italiano e lo sviluppo di una regolamentazione che ne disciplini le operazioni. In ragione delle prestazioni che le infrastrutture di volo devono garantire per l’effettuazione di questo tipo di operazioni e per un corretto utilizzo del territorio, evitandone un consumo non necessario, si è assunto il principio fondamentale secondo il quale il sito per la realizzazione del primo spazioporto in Italia dovesse essere individuato tra gli aeroporti aperti al traffico civile commerciale, certificati ai sensi del Regolamento (UE) n. 139/2014.

Attraverso un processo di pianificazione strategica e di selezione dei differenti siti aeroportuali, nonché sulla base di specifici criteri tecnico-operativi individuati dall’ENAC, con l’Atto di indirizzo del MIT n. 250 del 9 maggio 2018 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha eletto l’aeroporto di Taranto Grottaglie quale sito per la realizzazione del primo spazioporto in Italia. Per l'identificazione dei requisiti regolamentari per la realizzazione e l’esercizio di uno spazioporto, l’ENAC si è avvalso di un gruppo di lavoro interdisciplinare, che ha visto coinvolte professionalità provenienti da soggetti istituzionali e dall’industria di settore, cui va il ringraziamento dell’Ente per il contributo di particolare valore fornito nell’elaborazione della bozza di regolamento che si pone oggi in consultazione.

 

Sviluppo dei requisiti regolamentari Il Regolamento è stato elaborato sulla base del lavoro preparatorio svolto dal WG 6 (Spaceports) della Task Force ENAC (Commercial Suborbital Transportation Task Force - CSTTF), che si è avvalsa del pregevole contributo fornito da CNVVF, ENAV e dall’industria di settore, ALTEC, Vitrociset, AdP. Sotto il profilo strettamente tecnico, le conoscenze e l’esperienza acquisita dall’ENAC in tema di safety e security aeroportuale, hanno rappresentato il punto di partenza per analizzare e regolamentare un'attività innovativa come quella dei voli suborbitali. Con il termine “spazioporto” si è inteso indicare un sito comprendente infrastrutture, edifici, installazioni, impianti ed apparati, nell’insieme atti a consentire il lancio/decollo, il rientro/atterraggio e le relative operazioni a terra e in volo di un veicolo suborbitale HOTOL (horizontal take-off and horizontal landing).

 

E’ stato introdotto il concetto di “veicolo suborbitale di riferimento” e di “operazione suborbitale di riferimento”, mutuandoli da quello di “aeromobile critico” a cui fa riferimento la pianificazione e progettazione degli aeroporti. Con “veicolo suborbitale di riferimento” si è inteso indicare il veicolo rappresentativo della tipologia di veicoli suborbitali che possono operare sullo spazioporto in base alle loro caratteristiche tecnico-operative e alle analisi di rischio richieste dal Regolamento.

 

La definizione tecnica del “sistema spazioporto” ha seguito un approccio “analogico” con riferimento al “sistema aeroporto”. Nella considerazione che il certificato di aeroporto, ai sensi del Reg. (UE) n. 139/2014, attesta la rispondenza delle infrastrutture e del sistema di gestione dello scalo aeroportuale ai requisiti regolamentari finalizzati a garantire un adeguato livello di safety, il concetto di “certificazione di aeroporto” è stato esteso anche allo spazioporto. Per la definizione dello spazioporto, sia in termini tecnico-fisici che in termini gestionali-organizzativi ed operativi è stata attuata una preliminare analisi dei quadri regolatori esistenti che disciplinano, da un lato, il trasporto aereo civile commerciale (di matrice europea e nazionale), dall’altro che disciplinano il rilascio delle licenze per la gestione dei siti di lancio (di matrice statunitense). Sono stati individuati i requisiti del “sistema aeroporto” estendibili al ”sistema spazioporto” e i requisiti ulteriori ed aggiuntivi, derivanti dalla specificità dell’attività suborbitale.

 

Nell’ambito della ricognizione normativa è stato considerato anche quanto stabilito nel “Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti” ENAC per i Piani di rischio, per il rifornimento di carburante e per i servizi di informazione e navigazione. Il Regolamento per lo spazioporto, pertanto, riprende i requisiti regolamentari previsti nel Regolamento (UE) n. 139/2014 e le correlate CS-ADR-DSN e AMC-GM per la safety ma, rispetto alla norma europea, amplia gli ambiti di applicazione, prevedendo requisiti regolamentari relativi alla security, alla prevenzione e protezione incendi e alla tutela del territorio rispetto al rischio derivante dall’esercizio delle attività suborbitali. Il Regolamento Il Regolamento è rivolto al generico veicolo/operatore nell’ottica di garantire flessibilità di applicazione e tiene conto delle reciproche interrelazioni tra attività dello spazioporto ed attività di un aeroporto aperto ai voli civili commerciali, tipicamente cargo e aviazione generale.

 

Il Regolamento definisce le condizioni per il rilascio, il mantenimento e la modifica del certificato di spazioporto ed i relativi obblighi e responsabilità del titolare del certificato, ai fini della sicurezza delle operazioni di trasporto suborbitale commerciale a decollo e atterraggio orizzontali. In estrema sintesi, nel Regolamento:  sono individuate le caratteristiche fisiche e i requisiti tecnici di strutture ed infrastrutture;  è definita la figura del “gestore dello spazioporto” in relazione a quella del “gestore dell’aeroporto”;  è descritto e regolamentato il sistema di gestione dello spazioporto, in relazione a quello dell’aeroporto;  sono specificate le operazioni consentite;  sono individuati i requisiti relativi all’attività di rifornimento di carburante/comburente/propellente del veicolo suborbitale;  sono definiti requisiti inerenti i servizi di informazione e navigazione;  sono individuati i requisiti relativi alla prevenzione e protezione incendi, lotta e soccorso antincendio;  è ripreso il concetto di Piano di rischio, già previsto dal Codice della Navigazione a tutela del territorio che ospita infrastrutture aeronautiche, ampliato con l’introduzione del concetto di “corridoio di volo”;  sono regolamentati gli aspetti di security;  è specificato il procedimento da seguire per la domanda di certificazione.

 

La “Sezione A” del documento riporta una introduzione piuttosto ampia che, nella stesura finale, verrà rivista. La formulazione presentata al momento è volta a fornire chiarimenti ed informazioni di interesse per la comprensione del Regolamento. I requisiti afferenti alla prevenzione e protezione incendi, specificamente trattati nel Capitolo 7 – Prevenzione e gestione dei rischi, recepiscono le indicazioni del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, che ha contribuito attivamente all’elaborazione del testo regolamentare. Per gli aspetti di security, affrontati nel Capitolo 8 – Security, si fa riferimento alle norme, regole e procedure già previste per gli aeroporti, a meno di specifiche ulteriori esigenze degli operatori.

 

Lo sviluppo di alcune tematiche, come quella della sicurezza dei corridoi di volo, riprende considerazioni che sono oggetto del “Regolamento ENAC sulle Operazioni Suborbitali", attualmente in corso di elaborazione. Anche a seguito degli esiti della consultazione, l’ENAC si riserva di valutare la necessità di produrre materiale interpretativo di accompagnamento al Regolamento.

Il Vice Direttore Generale Ing. Alessandro Cardi