giovedì 07 gennaio 2021 18:29 Età: 15 days

Aeroporto Bologna, tra primati industriali e COVID-19, l'ennesima Interrogazione

Categoria: Aeroporti, Altri scali, Bologna, Dossier, Ambiente, Low cost, Imp. acustico, Piani di rischio, Std ICAO ENAC, Comitati

 

Lo scalo Emiliano è davvero alla ricerca di supporti “governativi”?

Nei giorni scorsi è stata presentata dalla parlamentare del Senato Anna Maria Bernini (FI), la seguente Interrogazione.

In attesa che il nuovo Piano Nazionale Aeroporti-PNA, possa portare i correttivi indispensabili e riqualificare il sistema aeroportuale in relazione alla reale ecocompatibilità ambientale, di sicurezza delle operazioni (safety&security) e coesistenza dell'infrastruttura con il territorio e la comunità dei cittadini residenti, tuttavia, le Interrogazioni Parlamentari sembrerebbero riproporre le consuete dinamiche di supporto alle politiche dei gestori aeroportuali.

L'interrogazione sottostante, infatti, illustra successi di ecosostenibilità, di crescita operativa, di prospettive correlate al masterplan al 2030, ma sollecita, come è avvenuto su altri scali della Penisola: se non si “ritenga di adottare misure per garantire la tutela occupazionale attraverso la predisposizione di nuovi ammortizzatori sociali per i lavoratori del settore aeroportuale (dipendenti diretti di AdB, addetti dei servizi di handling e delle aziende del sito e degli appalti), anche con una normativa ad hoc, con una copertura che vada in continuità con l'attuale Cigs per crisi ed una formulazione parametrata sui tempi attesi di ripresa”.

 

"Al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. 

Premesso che:

l'aeroporto 'Guglielmo Marconi' di Bologna, situato nel cuore della food valley emiliana e dei distretti industriali dell'automotive e del packaging, è classificato come 'scalo strategico' dell'area Centro-Nord nel Piano nazionale degli aeroporti del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e quotato da luglio 2015 nel segmento 'Star' del Mercato telematico azionario di Borsa italiana, è risultato nel 2019 il settimo aeroporto italiano per numero di passeggeri con 9,4 milioni di viaggiatori;

oltre che essere uno dei punti di accesso per le strutture sanitarie specialistiche bolognesi e per il movimento turistico e culturale, l'aeroporto ha una catchment area di circa 11 milioni di abitanti e circa 47.000 aziende con una forte propensione all'export ed all'internazionalizzazione. Il Piano urbano della logistica sostenibile (Puls) all'interno del Pums della Città metropolitana di Bologna individua inoltre l'hub aeroportuale metropolitano come uno dei siti di sviluppo per la logistica industriale e distributiva del territorio;

sul piano occupazionale il sito aeroportuale impiega un numero di addetti attorno alle 3500 unità in attività proprie della gestione aeroportuale, dei servizi a terra, di somministrazione e catering, altre di filiera (noleggi, pulizie, negozi, bar, autonoleggi). Si stima che l'attività dello scalo generi tra impatto diretto, indiretto ed indotto circa 20.000 posti di lavoro ed un Pil di un miliardo di Euro;

a fine 2019 il Gruppo AdB dichiarava un numero di dipendenti pari a quasi 550 persone, il 47 per cento donne, con un numero di neoassunti nel 2019 pari a circa 150 unità, con un saldo tra assunzioni e cessazioni del 2,7 per cento;

sul fronte della sostenibilità ambientale, tra il 2009 ed il 2019 il Gruppo Aeroporto di Bologna ha aderito al programma 'Airport Carbon Accreditation', sottoscrivendo, con le istituzioni del territorio e le società che regolano e gestiscono le reti di mobilità pubblica, un accordo per la decarbonizzazione dello scalo (aggiornato nel 2020) con l'obiettivo di strutturare l'operatività su criteri di gestione sostenibile e di integrazione con il territorio in chiave green ed aderendo all'impegno per il raggiungimento entro il 2050 del 'Net zero carbon emissions from airport operations';

l'impatto dell'emergenza Covid-19 tra marzo e settembre 2020 sull'intero settore aeroportuale italiano ha fatto registrare, rispetto allo stesso periodo del 2019, rilevanti segnali negativi in termini di traffico (meno 83 per cento di passeggeri), di fatturato dei gestori (meno 78 per cento), di ricavi (meno 1 mld di Euro), che hanno comportato l'attivazione di Cigs per crisi, che ha coinvolto nel complesso oltre 10.000 lavoratori del settore. Il perdurare della pandemia fa stimare per il settore aeroportuale italiano una chiusura del 2020 con un calo di fatturato del 65 per cento rispetto al 2019, con un forte assorbimento di liquidità ed una significativa crescita dell'indebitamento finanziario misurato rispetto all'inizio della crisi, a cui si aggiunge un aumento dei costi pari a 25 mln di Euro per le misure anti Covid-19.

Per il 2021 le stime individuano una diminuzione dei passeggeri negli scali italiani compresa tra il 63 ed il 48 per cento rispetto al 2019;

nei primi nove mesi del 2020 il 'Marconi' ha registrato 2.123.312 passeggeri, meno 70,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; con 21.615 movimenti (meno 61 per cento) e 22.646 tonnellate di merce trasportata (meno 20 per cento).

Di conseguenza nel corso del 2020 si è reso necessario ridimensionare l'organico dell'azienda, in particolar modo nelle aree di front-line, quali security, assistenza per passeggeri a ridotta mobilità, parcheggi, informazioni e passenger care: a partire da febbraio sono cessati 85 dipendenti con contratto a tempo determinato/stagionale, o con contratto di somministrazione. Complessivamente l'organico in forza ad ottobre 2020 nelle tre società del Gruppo AdB (471 unità) è inferiore del 15 per cento rispetto allo stesso mese del 2019;

i segnali di ripresa del traffico sullo scalo di Bologna evidenziati dal mese di giugno, a fronte del rallentamento del traffico a partire dalla seconda metà del mese di agosto, dei fattori di riempimento degli aeromobili ampiamente al di sotto del punto di pareggio, della ridotta propensione a viaggiare della popolazione mondiale e delle preoccupazioni relativamente all'andamento economico futuro, non sono stati ritenuti sufficienti a migliorare le stime degli studi di settore che attualmente prevedono un ritorno del traffico ai livelli pre-Covid non prima del biennio 2024-25 (fonte: Agenzia intergovernativa Eurocontrol, Iata, Aci, Boeing);

attualmente i dipendenti diretti di AdB e gli addetti dei servizi di handling Aviapartner, Aviation Services, Gh Bologna (circa 1400) sono tutelati da Cigs per crisi attivate a partire da AdB il 21 marzo 2020 per 12 mesi (scadenza 20 marzo 2021) e nei 10 giorni successivi per le altre aziende;

l'indicazione di utilizzare questo strumento per 12 mesi è stata valutata da Assaeroporti come soluzione più appropriata nell'ipotesi che la copertura Cigo-Covid, prevista all'inizio dell'emergenza sanitaria, non sarebbe stata sufficiente per affrontare quello che si prospettava per tutti gli aeroporti italiani come un periodo critico di più lunga portata.

I circa 2500 dipendenti di ristoranti, bar/agenzie noleggio auto/negozi/lavoratori sicurezza, risultano coperti in forza del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 25 ottobre 2020 con Cigo-Covid fino a marzo 2021;

la tenuta e la salvaguardia occupazionale sia per AdB, sia per gli handler (Aviapartner, Aviation Services e Gh Bologna) che per le altre attività ai passeggeri, indotto compreso, oltre che l'interlocuzione con le Istituzioni di livello nazionale (ministeri, Enac, Art, Regione) per rappresentare le necessità del settore, anche con il coinvolgimento di Assaeroporti, sono obiettivi ritenuti prioritari in questa fase di emergenza;

sarebbe inoltre opportuno valutare l'avvio di un confronto con la Commissione europea in merito a una regolamentazione più uniforme, e fondamentale sarebbe autorizzare a livello di Commissione europea un 'Recovery Framework for Aviation', rispetto al quale la Commissione stessa ha avviato una fase di consultazione con i Governi nazionali, con scadenza 5 gennaio 2021, che consenta al settore aeroportuale: la compensazione dei danni da emergenza Covid-19 e la definizione di 'Connectivity Restart Schemes' che consentano agli Stati membri di allocare risorse sotto forma di contributi (Euro/passeggero) alle compagnie aeree per facilitare il recupero della connettività intraeuropea attraverso la ricostruzione dei collegamenti annullati per emergenza Covid-19 o l'avvio di nuove rotte, il tutto su base temporanea e non discriminatoria,

si chiede di sapere:

se, al fine di mantenere la centralità dello scalo bolognese nel sistema dell'attrattività metropolitano, la sostenibilità e la salvaguardia dei suoi piani di sviluppo, il ministro in indirizzo non ritenga di adottare misure per garantire la tutela occupazionale attraverso la predisposizione di nuovi ammortizzatori sociali per i lavoratori del settore aeroportuale (dipendenti diretti di AdB, addetti dei servizi di handling e delle aziende del sito e degli appalti), anche con una normativa ad hoc, con una copertura che vada in continuità con l'attuale Cigs per crisi ed una formulazione parametrata sui tempi attesi di ripresa dell'attività aeroportuale sui livelli pre-Covid, nonché misure volte a salvaguardare le professionalità attualmente in forza nello scalo bolognese, attraverso l'attuazione di piani formativi e di riqualificazione".