Linate e altri scali, la security infranta con una recidiva

Dopo la violazione a Linate Striscia la Notizia denuncia altri casi.

 

A Linate mercoledì 21 settembre aveva infranto le misure di security. Aveva superato un metaldetector incustodito ed era penetrato, oltrepasssando la zona sterile. Il sistema della security del Forlanini aveva rilevato l'infrazione ed erano stati bloccati i voli. Il sospetto è stato identificato, ma una settimana dopo.

 

Nell'occasione 45 voli erano stati bloccati, quattromila persone avevano subito ritardi e cancellazione di voli. L'infrazione aveva fatto scattare le procedure di sicurezza.

 

Il sospetto che l'autore potesse essere una qualche terrorista. Nei giorni successivi è stata la trasmissione  “Striscia la notizia” che con alcune incursioni e relativi servizi televisivi ha testato la vulnerabilità della security del sistema aeroportuale italiano.

 

Sono stati verificati  5 aeroporti italiani. Gli stessi sui quali l'ENAC ha, in seguito, avviato una serie di  verifiche ispettive. Sulla rete della security disposta, sui fornitori dei servizi, sulle procedure adottate ed in vigore.

 

Nella trasmissione del 27 settembre 2011 di Striscia la Notizia il filmato ha denunciato la vulnerabilità della security negli aeroporti di Milano-Malpensa, Roma-Fiumicino, Napoli-Capodichino, Palermo e Lamezia Terme. Le considerazioni sull'impiego di strumentazioni quali metaldetector e body scanner, come le stesse procedure adottate nei singoli aeroporti sono state messe in discussioni. Per l'ennesima volta.

Rappresentano solo una misura, un semplice deterrente annunciato? Senza una reale corrispondenza con l'obiettivo perseguito?

 

La security aeroportuale non solo per il filtro dei passeggeri ma anche quella relativa alla attività di assistenza a merci e posta. Al ruolo degli operatori, al rispetto delle norme, ai compiti  di vigilanza e controllo, alle verifiche ispettive sui fornitori dei servizi per esaminare il rispetto o meno delle procedure previste a livello nazionale e internazionale. Audit di veriifica anche delle infrastrutture, degli impianti disponibili sono realmente sono conformi a quanto disposto dalla CSA.

 

Ma se gli "audit ricevuti dalla Commissione Europea è stato confermato il rispetto da parte del sistema aeroportuale nazionale degli standard europei in materia di security" italiano come mai il sistema manifesta queste lacune? Le ispezioni, le cosiddette "security drills", ovvero le procedure e le disposizioni necessarie a collaudare e testare periodicamente metal detectors, logistica, layout per passeggeri, bagagli e merci in arrivo ed in partenza, un pacchetto di tipologie e tecniche (test e audit) dettagliate in grado di monitorare l'efficienza dei sistemi adottati e delle procedure applicate, quelle disposte da ENAC, danno sempre risultati di efficienza e sicurezza del sistema? 

Intanto a Malpensa, lo stesso incursore di Linate - riportano i media di oggi - ha eluso ancora una volta metal e scanner detector e tutta la restante barriera della security. Gli allarmi sono comunque immediatamente scattati ed il 39novenne trasgressore, recidivo, è stato bloccato. 3 ottobre 2011

Security aeroportuale, ENAC, dagli USA alla UE per nuove procedure

Come accrescere le misure di prevenzione e controllo?

 

Da un lato l’Enac lo scorso 18 luglio, ha incontrato i rappresentati del Department of Homeland Security degli Stati Uniti per discutere vari temi di interesse comune in materia di sicurezza del volo, dall'altro il portavoce della Casa Bianca Jay Carney segnala come i terroristi stiano ricercando rinnovate tecniche legate agli esplosivi.

 

Altre notizie rivelano l'intenzione di impiantare esplosivi in diverse zone del corpo di eventuali kamikaze.

Anche i body scanner, che indubbiamente accrescono la sicurezza aeroportuale, potrebbero risultare inefficaci nell'identificazione di tali minacce.

I responsabili dei servizi di sicurezza USA nell'ipotesi di impiantare chirurgicamente tali bombe nel corpo dei terroristi escludono, al momento, che tale sfida risulti imminente.

 

Ogni Paese, almeno, in Europa sceglie unilateralmente l'utilizzo dei body scanner.

Germania, Italia, Francia e Finlandia lo stanno sperimentando, Gran Bretagna Olanda li hanno adottati sugli scali maggiori. Londra-Heathrow impiega strumentazioni a raggi X, ad Amsterdam-Schipol la tecnologia è ad  onde millimetriche.

Nel frattempo il comunicato ENAC sull'incontro con i rappresentati del Department of Homeland Security degli Stati Uniti, sostiene:

 

"Obiettivo dell’appuntamento è stato un confronto su vari temi di interesse tra i quali la negoziazione tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea in merito al trattamento e alla raccolta dei dati dei passeggeri aerei, il cosiddetto PNR – Passenger Name Record, la prevenzione di atti illeciti nell’ambito dell’aviazione civile e la presentazione del Global Entry, il programma finalizzato a snellire le procedure di controllo che vengono effettuate sugli utenti del trasporto aereo per i voli verso gli Stati Uniti." 28 luglio 2011

Catania Fontanarossa, una security violata, per ENAC è solo human factor

Da un lato la security aeroportuale è impegnata ad accrescere il livello della sicurezza aeroportuale con la sperimentazione dei due security scanner, L3 ProVision, installati a Fiumicino e Malpensa, come deciso a livello del Comitato interministeriale per la sicurezza, ma dall'altra affiora una vistosa smagliatura nei filtri del metal detector convenzionale.

 

Quello che è successo nell'ultima settimana di giugno a Fontanarossa costituisce una falla davvero sorprendente. Un episodio sconcertante, un passeggero avrebbe avvertito l'equipaggio di imbarcarsi con una pistola nel bagaglio mano. La denuncia sarebbe avvenuta dopo che il passeggero aveva superato il filtro del metal detector , dopo che lo stesso - per sua dichiarazione -  si era scordato di dichiarare il possesso della pistola. La ricostruzione, in sostanza, sembrerebbe aver rivelato la vulnerabilità, di un controllo, di un sistema che dovrebbe prescindere da qualsivoglia dichiarazione e/o coinvolgimento volontario/attivo del passeggero.

 

In un comunicato stampa del 24 giugno ENAC ha sostenuto che:

 

"La Direzione Generale dell’Enac ha ricevuto nella mattinata odierna una dettagliata relazione dalla Direzione Aeroportuale di Catania sull’episodio avvenuto ieri presso lo scalo di Fontanarossa che ha comportato l’attivazione del piano di sicurezza aeroportuale a causa di un passeggero entrato in area sterile con un’arma nel proprio bagaglio a mano.

 

Dalla relazione si evince che indubbiamente è stato un errore umano e che il sistema di sicurezza si è comunque attivato non appena è stato dato l’allarme. Che si sia trattato di un caso isolato, seppur grave, lo evidenzia anche l’episodio accaduto oggi con il rinvenimento di un coltello nel bagaglio a mano di un passeggero in partenza dallo scalo di Catania". 2 luglio 2011

Security scanner, l'Enac ci riprova, stavolta con tecnologia USA

Con due impianti L3 ProVision, installati a Fiumicino e Malpensa, in questi giorni, dopo la delibera del 18 novembre 2011 del Comitato interministeriale per la sicurezza del trasporto aereo e degli aeroporti, viene riproposta la sperimentazione dei sistemi scanner.

Dopo l'iniziativa sperimentale dello scorso anno, che non avrebbe dato i risultati attesi, ecco un nuovo software. Che necessita, tuttavia, di una nuova messa  a punto.

 

Stavolta, dopo che negli USA, questa tecnologia ha trovato una estesa applicazione negli scali aerei.

La procedura disposta da ENAC sarebbe in accordo con quanto previsto dalla Comunità Europea relativamente alla salute e alla privacy dei passeggeri.

 

Non presenterebbero controindicazioni per la salute e garantiscono la privacy dei cittadini, le immagini visualizzate sugli schermi degli operatori, infatti, sono stilizzate e non archiviabili.

 

La durata della sperimentazione, secondo quanto previsto in questa fase, sarà di 2 mesi.

L'operazione di verifica degli scanner L3 Provision è gratuita, salvo i costi di trasporto e assicurazione dei macchinari. La disponibilità dei 2 milioni di Euro stanziati da ENAC saranno utilizzati solo, a risultato acquisito, per l'adozione di questi macchinari su alcuni scali del Paese. 12 maggio 2011

Airport security, su alcuni cables svelati da Wikileaks

Lo spazio che il sito Wikileaks ha dedicato al sistema aviation, almeno al momento, non appare rilevante e/o significativo.

Un rilievo è stato ripreso dal quotidiano Inglese "Daily Telegraph" che ha riportato il testo di uno cable del dipartimento di Stato Usa relativo alle affermazioni intercorse fra Ministri e responsabili della Security nazionale e nel sistema dei trasporti della UE e degli USA.

 

Il meeting avvenuto nel gennaio 2010 in Spagna aveva, fra l'altro analizzando il rischio/minaccia per la aviation security derivato dall'imbarco, da parte di passeggeri, anche inconsapevoli, di giocattoli, bambole ed equivalenti. I grado costituire ed innescare, in volo, sistemi e congegni esplosivi.

Il ministro tedesco Thomas de Maizière, secondo quanto riferito dal cablogramma avrebbe infatti, sostenuto:

 "il terrorismo internazionale sarebbe intenzionato ad utilizzare articoli e giocattoli per bambini da introdurre come bombe negli aerei commerciali".

 

I supposti attentatori avrebbero potuto impiegare una sostanza del tutto innovativa, generando una sorta di nitrocellulosa di base, che qualora trattata, avrebbe potuto innescare miscele altamente esplosive.

La sostanza base, grezza, sarebbe del tutto impossibile da rilevare dai metal detector e dispostivi a raggi X solitamente installati negli aeroporti.

Informative dettagliate sulla fabbricazioni di tali miscugli detonanti sarebbero disponibili su manuali di addestramento forniti da Al-Qaeda.

Lo staff aeroportuale, nonostante la scarsità di notizie all'opinione pubblica sull'argomento, sarebbe stato comunque allertato con disposizioni e procedure dettagliate e specifiche. 18 marzo 2011

Allerta pacchi bomba, security e body scanner

Da circa una settimana l'allerta terrorismo in genere e dei pacchi bomba vola sui cieli della commercial aviation. Inizialmente le notizie riguardavano pacchi bomba sui voli cargo, ma com'era prevedibile, cargo e merci viaggiano non solo sui cargo ma anche nelle stive dei bagagliai dei voli di linea regolari, ecco che l'allarme si è esteso, tornando a livelli più elevati.

 

Vengono rafforzate le misure di security, si bloccano i voli provenienti da alcuni scali, ma la questione rimane. Come si risolvono i rischi "terrorismo" e come deve adeguarsi la security aeroportuale?

Sia dei voli cargo che di quelli passeggeri.

 

I viaggiatori sono infastiditi dai lunghi controlli, dai metal detector, delle restrizioni sui liquidi, sui bagagli a mano?

I body scanner non dovevano risolvere la questione? Dopo che l'università di Durham (UK) assicura che uno speciale scanner identifica persino le sostanze liquide, le strumentazioni disponibili ed il livelli di controllo potrebbero essere riqualificati.

 

In Italia la sperimentazione dei body scanner non si è conclusa positivamente, ma, si sostiene almeno 300 body-scanner operano con successo su 61 aeroporti USA.

I programmi di sicurezza- security sono spesso multipli e anche ridondanti, dispositivi elettronici e controlli diretti, sono probabilmente prolungati e frequenti, ma il sistema di controllo genera sistemi di security differenziati.

 

Alcuni Paesi offrirebbero maggiori  garanzie, probabilmente adeguate.

Negli USA il dipartimento dei trasporti americano "Transportation security administration" (TSA),  ha pianificato l'installazione di ulteriori 450 body scanner entro il 2010.

 

Con controlli alla merci e misure più stringenti per i passeggeri. Questi ultimi  dovrebbero trasmettere tutti i dati personali entro 72 ore dal volo. Misure preliminari quindi, un filtro selettivo extraaeroportuale, ma che, al momento riguarderebbe esclusivamente voli e aeroporti USA.

In Italia sono stati intensificati i controlli di security per i passeggeri, sopratutto in arrivo da certe provenienze. Ma i body scanner non sono operativi e dovrebbero essere predisposte nuove contromisure specifiche per i voli cargo. 2 novembre 2010

Catullo e Security, una interrogazione anche alla UE

La security al Catullo è ancora sotto i riflettori. Dopo l'interrogazione presentata dall'on. Emanuele Fiano (4 agosto 2010) al Parlamento Italiano, tocca stavolta al deputato europeo Marco Scurria. A fine settembre ha depositato al Parlamento Europeo la sottostante interrogazione, titolata "Sicurezza aeroporto "Valerio Catullo" di Verona".

 

Sicurezza aeroporto "Valerio Catullo" di Verona

 

Premesso che:

l’Aeroporto " Valerio Catullo" di Verona è, in ragione dei traffici passeggeri registrati nel periodo gennaio-agosto 2010, tra i primi quindici d’Italia avendo registrato una movimentazione di 2.122.083 di passeggeri;

 

 - il Governo italiano ha addirittura approvato modifiche normative che favoriscono visibilmente la Società di gestione per nuovi investimenti mentre lo scalo ha recentemente aperto ai voli low-cost europei;

 

 - Nel 2009 è stato rinnovato per un periodo di tre anni, dalla società di gestione dei servizi aeroportuali, la S.p.a. “Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca”, alla Società “La Ronda” di Verona, del “Gruppo FIDELITAS”, l’appalto per la sicurezza aeroportuale e l’appalto prevede, tra l’altro, che per il servizio debbano essere assunte 150 guardie giurate specializzate, per coprire fino a 14 archetti;

 

 - il numero minimo ed indispensabile di Guardie Giurate da dedicarsi all'Aeroporto Valerio Catullo non dovrebbe essere mai inferiore a 125 unità, mentre allo stato sono impiegate non più di 68 Guardie;

 

 - le Guardie giurate della Società La Ronda sono così spesso costrette a lavorare oltre le 12 ore giornaliere e ciò per carenze di organico denunciate dal SAVIP, Sindacato Autonomo Vigilanza Privata, fin dal 2007;

 

 - tale situazione, oltre ad aver costretto i passeggeri a lunghe attese ai varchi, rappresenta un fin troppo evidente fattore di rischio per la sicurezza aeroportuale e dei viaggiatori, affievolendosi le energie psicofisiche dei lavoratori;

 

 - la vigilanza e le periodiche ispezioni istituzionali che dovrebbero rivelare le anomalie sono state “annunciate a “La Ronda”;

 

 

chiede di sapere se, secondo la Commissione:

- siano rispettati a Verona gli standard qualitativi minimi europei per l’impiego delle Guardie giurate, con riferimento a turni  di lavoro che durano oltre 12 ore;

 

- presso l’Aeroporto di Verona siano garantiti, per il volume dei viaggiatori, servizi di sicurezza “minimi”, secondo gli standard europei;

 

- se i fondi rivenienti dalle tasse per la sicurezza aeroportuale versate dai passeggeri dell’Aeroporto Valerio Catullo con ogni biglietto siano stati e siano integralmente spesi per assicurare il potenziamento dei servizi e delle dotazioni per la sicurezza dell’Aeroporto in parola;

 

- se sia stata mai disposta dal competente Ufficio della Commissione Europea un’ispezione all’Aeroporto di Verona e se essa sia stata eseguita con modalità tali da evitare che i titolari delle aziende ne potessero essere informati in anticipo. 5 ottobre 2010

Orio al Serio, dopo il Tapiro una precisazione della SACBO

A seguito della news divulgata ieri 30 settembre titolata "Orio al Serio, dopo il Gabibbo arriva anche il Tapiro d'Oro", nel quadro di una informazione che riporta le dichiarazioni dei soggetti interessati alla vicenda descritta, Aerohabitat ritiene indispensabile proporre il comunicato stampa emanato dalla società esercente dello scalo bergamasco: la SACBO.

Il testo è del 27 settembre 2010 e sembrerebbe replicare anche alla nota che ENAC ha emanato nella stessa giornata.

 

DICHIARAZIONE SACBO IN ORDINE AI CONTROLLI DI SICUREZZA

ALL’AEROPORTO DI ORIO AL SERIO

In relazione alla presenza della troupe di “Striscia la Notizia” all’Aeroporto di Orio al Serio nella giornata di lunedì 27 settembre 2010 e alla documentazione di intrusioni attraverso le porte di uscita in zona arrivi, Sacbo dichiara di aver adottato tutti i dispositivi previsti dalle normative nazionali e locali per assicurare lo svolgimento in sicurezza delle operazioni aeroportuali per passeggeri e bagagli in partenza, nonché per il personale aeroportuale.

 

Con riferimento alle responsabilità addebitate al gestore aeroportuale, Sacbo precisa, inoltre, che l’area arrivi non è  interessata a misure di controllo rientranti nelle proprie competenze. Per quanto concerne l’adeguamento delle infrastrutture aeroportuali, Sacbo ha sempre ottemperato alle disposizioni di Enac dal momento in cui esse venivano  formalizzate.

 

Per ogni modifica procedurale e/o infrastrutturale, il gestore si è sempre attenuto alle disposizioni decise e condivise in sede di Comitato Sicurezza Aeroportuale, di cui Enac ha il coordinamento. 1 ottobre 2010

Orio al Serio, dopo il Gabibbo arriva il Tapiro d'oro

E' ancora fresco il ricordo del Gabibbo che arriva ad Orio al Serio per sostenere le rivendicazioni del Comitato Orio e dei cittadini di Campagnola, Colognola, San Tomaso de' Calvi, Azzano San Paolo e Stezzano (vedi news Aerohabitat del 18 maggio 2010), che la stessa trasmissione di Canale 5 "Striscia la notizia" con l'inviato Stafelli che propone alla direttrice dell'aeroporto il tapiro d'Oro.

Se il Gabibbo aveva posto l'attenzione sulla questione "aeroporto e coesistenza e convivenza" , ovvero la risoluzione dell'inquinamento  acustico (trasparenza e congruenza dei livelli acustici del modello matematico INM e dati trasmessi dalle centraline di monitoraggio), voli notturni, emissioni gassose (da quelle del modello matematico EDMS - LTO e ground - sommate a quello del traffico dell'autostrada e viabilità limitrofa) e l'adozione del Piano di Rischio aeronautico con l'identificazione dei caseggiati e degli immobili in zona pericolosa - in atterraggio ed i decollo - dove saranno, molto probabilmente, vietate e dismesse residenze e abitazioni, il Tapiro pone la questione della security di scalo.

 

In una recente serata "Striscia la Notizia" ha consegnato il "Tapiro d'oro" in relazione al livello di sicurezza dell'aeroporto di Orio al Seri: una troupe della trasmissione avrebbe aggirato le procedure e tecniche di sorveglianza e penetrato indisturbata l'area del duty free e degli imbarchi dei passeggeri.

 

ENAC, ai microfoni di Valerio Staffelli ha dichiarato che saranno verificate ed accertate le responsabilità del caso.

Enac che svolge compiti di vigilanza e controllo avrebbe già nell'agosto scorso attivato azioni correttive nei confronti del gestore aeroportuale, in relazione dell'articolo 705 del Codice della Navigazione. Sarebbe, infatti, la SACBO a dovere garantire l'effettuazione dei controlli di sicurezza su passeggeri, bagagli e merci e l'adeguamento delle infrastrutture aeroportuali alle misure di sicurezza. 30 settembre 2010

Aeroporti, tra security drills e body scanner flop

La cronaca relativa alla security aeroportuale sembra passare dal flop nella sperimentazione del body scanner, documentato in numerosi articoli dei media, alla anomala vicenda affiorata allo scalo Catullo di Verona. Quello che emerge nello scalo veronese, dalla interrogazione dell'on. Emanuele Fiano (vedi) alla verifica del sistema di security da parte di ENAC, potrebbe, purtroppo, rappresentare uno spaccato poco lusinghiero della efficienza e funzionalità della security. Non solo dello scalo veronese ma dilatarsi e diventare specchio della security aeroportuale italiana.

 

Da un lato i comunicati ENAC ricordano (30 luglio 2010) come "dopo quelle a Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia Tessera, l'Enac ha avviato anche all'aeroporto di Palermo Punta Raisi la sperimentazione dei body scanner, finalizzata ad individuare il tipo di apparato più rispondente ai requisiti di sicurezza e di privacy per la rilevazione di quegli oggetti e quelle sostanze che i tradizionali metal detector non possono individuare, coniugando, al contempo, efficienza e risparmio di tempo sulle procedure tradizionali di controllo".

 

Altrove si sostiene come l’attività ispettiva predisposta con regolarità da ENAC in Italia, e al Catullo in particolare, sia del tutto rispondente ai criteri standard di controllo periodico. Ma da posizioni sindacali SAVIP e COSIP (vedi) si obietta altrimenti, legittimamente, come le ispezioni debbano essere "improvvisate". Non debbano essere annunciate. Né da documentazione ufficiale, tantomeno informalmente.

 

Le ispezioni, le cosiddette "security drills", ovvero le procedure e le disposizioni necessarie a collaudare e testare periodicamente metal detectors, logistica, layout per passeggeri, bagagli e merci in arrivo ed in partenza, un pacchetto di tipologie e tecniche (test e audit) dettagliate in grado di monitorare l'efficienza dei sistemi adottati e delle procedure applicate, devono necessariamente essere rappresentate agli esercenti solo come un rapporto esecutivo. Finale.

 

Di status di efficienza per apparati, personale e procedure adottate. Una verifica in grado di eseguire una sorta di radiografia delle stesse società di gestione e società di vigilanza.

 

Un monitoraggio periodico, esteso, allargato anche alle stesse turnazioni di lavoro del personale impiegato, alla routine operativa dei vigilanti, alla manutenzione degli apparati deve essere  espletata con rigore e trasparenza esecutiva. Che non significa sicuramente anticipare la data e la modalità dell'ispezione.

 

E' davvero compatibile con tutto questo una missiva che anticipa l’ispezione di ENAC, come sostengono alcuni media? Sono interrogativi sui quali, come sull'interrogazione Fiano, ENAC ha annunciato una adeguata replica. Occorre attendere con fiducia, affinché sia fatta chiarezza.

 

Nel frattempo, dopo la presentazione ed attivazione del nuovo body scanner di Palermo, al quale hanno partecipato il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, il Presidente dell'ENAC Vito Riggio, il Direttore Generale della Gesap Carmelo Scelta, si ricorda come: "la sperimentazione allo scalo Punta Raisi durerà circa 9 settimane e si concluderà verso la fine di settembre. Al termine di questo periodo il CISA - Comitato Interministeriale per la Sicurezza del Trasporto Aereo e degli Aeroporti, di cui è Presidente lo stesso Vito Riggio - valuterà i risultati ottenuti in termini di sicurezza, efficienza ed effettivo risparmio di tempo nell’operatività aeroportuale. Alla luce dei risultati raggiunti il CISA deciderà quindi quale tipo di apparecchiatura body scanner sarà più opportuno installare definitivamente negli aeroporti nazionali, scegliendo tra quelle sottoposte a sperimentazione nel corso di questo periodo nei quattro aeroporti. 12 agosto 2010

Security, body scanner e gli altri aeroporti del Bel Paese

Da una parte il Ministro Fazio che pone un interrogativo che sembrava ormai risolto: la pericolosità dei body scanner. Sono potenzialmente pericolosi per la salute o no? Gli organismi USA rassicurano, sostenendo che i rischi sarebbero minimi.

L'irradiazione sarebbe infinitesimale. Probabilmente la questione rimanda alle strumentazione adottata dall'apparato: una tecnologia a raggi X, o, una assimilabile a quella specifica delle  ecografie.

Si aspettano quindi conferme da parte del Ministero della Salute, mentre, d'altra parte, il Ministero degli Interni ribadisce la volontà in installare "total body scanner" a Fiumicino, Malpensa e Venezia.

Dopo l'attentato sul volo Amsterdam-Detroit, la security sembrerebbe assicurata solo una estesa acquisizione dei total body scanner.

Tuttavia il target prefigurato di un livello di sicurezza “totale” appare davvero impensabile.

I passeggeri dovranno, necessariamente, mettere in conto tempi di accettazione e check-in dilatati. Per i voli verso gli USA viene consigliato, addirittura, di arrivare in aeroporto almeno tre ore prima della partenza.

 

In Italia ENAC ha previsto l'installazione di quattro body scanner a Fiumicino, quattro a Malpensa e due a Venezia Tessera: scali che hanno voli con destinazioni USA.

Costano oltre 150 mila euro l'uno e l’Enac ha previsto una spesa complessiva di circa 2 milioni di euro. L'attivazione delle apparecchiature, che saranno disponibili tra 2-3 mesi, abbisognano inoltre di una fase di sperimentazione.

Il punto critico riguarderà, successivamente, gli altri scali della Penisola. 

Su questi aeroporti, infatti, i voli con destinazione USA sono ridotti (Pisa, Bologna e poco altro) e nei quali lo screening dei passeggeri, anche senza body scanner, potranno risultare, si spera, efficaci, ma la vulnerabilità si sposta sui restanti voli. Nazionali ed internazionali, anche se non intercontinentali.

L'odierno livello di apparati per lo screening, impiegato nel controllo dei bagagli, per le merci e per i passeggeri, le attuali procedure e tecniche di ispezioni adottate nei restanti aeroporti della Penisola, potranno risultare adeguate? 12 gennaio 2010

Aviation Security, body scanner in ogni aeroporto

Dopo il fallito attentato sul volo Delta 253 Amsterdam-Detroit del 25 dicembre il sistema aviation è dinnanzi all'ennesimo rafforzamento delle misure di prevenzione della secucrity.

Le autorità aviation hanno immediatamente intensificato il livello di allerta.

 

L'Olanda, invece è andata oltre, è il primo paese a predisporre ed adottare l'utilizzo del body scanner. Per ora sui solo voli transatlantici per il nordamerica, prossimamente per tutte le destinazioni. Queste strumentazioni erano state proposte anche in passato, ma nonostante le esigenze di sicurezza del sistema aviation, la UE nel 2008,  ne aveva bocciato l'impiego per ragioni esclusivamente di "privacy" dei cittadini. 

La scelta dell'innovativo sistema tecnologico, che mette a nudo i singoli passeggeri sui monitor dei controlli, pur imponendosi come un dispositivo efficace nella lotta al terrorismo, non garantirebbe, infatti, il rispetto della privacy dei passeggeri.

Con 361 voti contro, 181 a favore e 16 astenuti, la proposta del ''body scanner'' era stata bocciata nell'autunno del 2008. Ora, dopo questo attentato, accrescere la sicurezza per i viaggiatori in aereo si sta imponendo come un target inderogabile. Immediatamente  adottabile, anche in contrasto con i diritti alla privacy di chi viaggia.

 

La misura non sarebbe facoltativa, l'introduzione dei sofisticati strumenti che al metal detector consentono di visualizzare una persona praticamente nuda, diventerebbe obbligatoria .

Ogni qualsivoglia perplessità  sull'impiego dello scanner total body, nonostante persistano le polemiche, potrebbe essere superata.

 

Negli USA lo scanner total body, pur tra le polemiche, è già da tempo in funzione (Salt Lake City e altri scali). Secondo l'azienda Transportation Security Administration (Tsa) lo scanner, inoltre,  è non solo un sistema efficiente e sicuro, l'apparecchio, identifica non solo plastica, ceramica e metalli nascosti sul corpo,  ma, in aggiunta, ha livelli di rischio minimo.

 

L'energia emanata sarebbe 10mila volte inferiore alle onde emesse da un telefonino. Con rischio minimo per la salute. Per tornare alla privacy,  l'anonimato sarebbe anche garantito. Lo screening del soggetto sottoposto allo scanner sarebbe espletato da un addetto separato da una paratia. L'immagine del corpo nudo non può essere vista dal funzionario della sicurezza vicino al passeggero. Ad analizzare l'immagine sarebbe, infatti, l'addetto al controllo seduto dietro un pannello, incapace quindi di vedere il passeggero in carne ed ossa. 31 dicembre 2009